Balletto di Bronzo
| Balletto di Bronzo | ||
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| Paese d'origine | ||
| Genere | Beat Hard rock Rock progressivo Rock progressivo italiano Rock psichedelico |
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| Periodo di attività | 1967-1973 1995-in attività |
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| Etichetta | ARC, RCA Italiana, Polydor, Progressivamente, Black Widow | |
| Album pubblicati | 5 | |
| Studio | 2 | |
| Live | 1 | |
| Raccolte | 2 | |
Il Balletto di Bronzo è il nome di un gruppo napoletano di rock progressivo, nato alla fine degli anni sessanta.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Gli anni settanta
Nel 1967 si formano a Napoli i Battitori Selvaggi, gruppo che suona musica beat fondato da Raffaele Cascone, futuro DJ di "Per voi giovani" e amico di Edoardo Bennato (a cui quest'ultimo dedicherà Venderò[1]). Il gruppo è costituito, oltre che da Cascone (chitarra), da Michele Cupaiolo (basso), da Marco Cecioni (voce) e da Giancarlo Stinga (batteria). Cascone lascia poco dopo, e il gruppo ingaggia il chitarrista Lino Ajello proveniente dai Volti di Pietra, altro gruppo partenopeo, e decide di cambiare nome ispirandosi al quadro Bronze ballet, dipinto nel 1940 da Edward Wadsworth e conservato alla Tate Gallery di Londra.
Con questa formazione il Balletto di Bronzo riesce ad avere un contratto con la ARC, per la quale pubblica nel 1969 il 45 giri Neve Calda, ancora influenzato dal beat ma con una sonorità che tende al rock duro[2].
L'anno successivo viene pubblicato dalla RCA il primo album, Sirio 2222 (anticipato dal singolo Sì mama mama, che non viene inserito nell'LP), un disco ancora legato alle sonorità tardo-beat dell'epoca, ma con accenni blues (nell'ecologica Un posto e in Incantesimo), hard rock (in Un posto) e progressive (Meditazione e, soprattutto, la mini suite Missione Sirio 2222). Lo strumento che spicca è sicuramente la chitarra di Ajello, artefice del suono "sporco" che caratterizza alcune parti del disco. L'album, scarsamente pubblicizzato, passa del tutto inosservato e la RCA non rinnova il contratto alla band.
Nell'inverno del 1971 entra nel gruppo il giovane talentuoso tastierista Gianni Leone (proveniente dai Città Frontale). Il gruppo nella formazione a cinque passa alla Polydor lasciandosi definivamete alle spalle l'impronta beat. La svolta imposta da Leone crea i primi malumori nel gruppo, e durante le prove per il nuovo album escono dalla formazione Cupaiolo e Cecioni, quest'ultimo si trasferisce in Svezia, aprendo una strada che successivamente accomunerà altri membri del gruppo. Nel frattempo Leone e Stinga collaborano con Adriano Celentano, suonando nell'album I mali del secolo[3]. Sostituito il bassista con il romano Vito Manzari, il quartetto pubblica nell'estate del 1972 il secondo album, Ys, disco complesso e difficile, che coniuga sonorità classicheggianti ad uno stile musicale ancora più duro, molto distante dal precedente lavoro[2].
Il concept album è ispirato ad un racconto medievale francese ("L'Histoire d'YS") di derivazione celtica. Il demiurgo del disco è proprio l'organista Leone, impegnato anche al canto, che si avvale di un gran numero di tastiere per creare un suggestivo tappeto sonoro che ripropone le atmosfere cupe e misteriose dell'immaginario medievale. Anche il resto del gruppo fornisce una prova notevole. I testi surreali raccontano della sorte dell'ultimo uomo superstite sulla Terra che, venuto a conoscenza della Verità da una voce, è costretto a vagare disperato per tramandarla ad almeno un altro essere umano vivente. Il compito si rivela impossibile anche a causa di una entità soprannaturale che lo priva uno alla volta dei sensi fino a condurlo alla morte, e neanche tra le sue braccia di quest'ultima sarà in grado di parlare[4].
L'album riscuote un buon successo di critica anche oltre confine, anche grazie alla buona promozione della Polydor. Il gruppo è tra i più richiesti della scena progressive, e partecipa con successo a molte rassegne tra le quali il raduno Davoli Pop di Reggio Emilia, il Be-In di Napoli, e la Controcanzonissima organizzata dalla rivista Ciao 2001. Il gruppo si mette al lavoro per realizzare il terzo album, vivendo per un po' tutti insieme in un cascinale nei dintorni di Rimini, quando inaspettamente nel settembre 1973 annuncia lo scioglimento. Avendo ancora degli obblighi contrattuali con la Polydor, Leone e Stinga incidono ancora un 45 giri, contenente La tua casa comoda e Donna Vittoria, pubblicato a nome del gruppo (in copertina vi è una foto dei quattro, anche se Manzari e Ajello non hanno preso parte alle incisioni). La canzone strumentale del lato B deve il titolo alla moglie dell'allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone.
L'istrionico tastierista si trasferisce negli Stati Uniti per intraprendere la carriera solista sotto il nome di LeoNero, incidendo nel 1975 un album a New York, e due anni dopo un secondo lavoro a Los Angeles, ottenendo un timido seguito soprattutto in Giappone[5]. Lino Ajello e Gianchi Stinga, trasferitisi anch'essi in Svezia, aprono uno studio di registrazione, l'Hulman, al centro di Stoccolma, che sarà frequentato anche dai Roxette e gli Europe. Manzari resta ancora per qualche anno nell'ambiente musicale come turnista, suonando tra gli altri con Domenico Modugno, Alan Sorrenti e Nada.
Nel 1990 la rivista musicale Raro! pubblica un disco, Il re del castello, che racchiude alcune incisioni della prima formazione del gruppo, risalenti al periodo 1969-1970: per la precisione alcuni brani registrati durante le session di Sirio 2222 ma non inclusi nell'album (Accidenti, Il re del castello e una versione strumentale di Neve calda) e quattro canzoni incise in spagnolo (tra cui una cover di Eternità dei Camaleonti).
[modifica] Il ritorno
Nel 1999 Gianni Leone tenta di riorganizzare la formazione di Ys, ma si imbatte nel disinteresse degli altri membri originali. Pertanto, resuscita l'antico nome attorno ad un trio completato da Romolo Amici al basso e Ugo Vantini alla batteria (ex Divae). Con questa formazione si dedica ad una intensa attività dal vivo, documentata dall'ottimo album dal vivo Trys, contenente l'inedito Technoage. Successivamente, Amici lascerà la band, seguito subito dopo da Vantini, che entrerà negli Ezra Winston, e poi fonderà il supergruppo VU→Meters.
Oggi Leone è tornato con una nuova formazione per riproporre il vecchio repertorio e brani nuovi. Nel 2000 il gruppo rientra nel numero delle poche band italiane che hanno partecipato al NEARfest, uno dei principali festival di rock progressivo al mondo. Alla fine del 2009 è stato pubblicato il libro "Il Balletto di Bronzo e l'idea del delirio organizzato" corredato da un cd in cui ci sono brani inediti del gruppo.
[modifica] Riferimenti nella cultura popolare
- Nel film I due maggiolini più matti del mondo di Giuseppe Orlandini (1969), con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, nella camera da letto della figlia del personaggio interpretato da Ingrassia appare, tra i vari poster appesi alle pareti, anche una locandina pubblicitaria di Sirio 2222 riproducente la copertina dell'album.
- Nella colonna sonora del film Cinque bambole per la luna d'agosto di Mario Bava (1969) figura il brano Ti risveglierai con me, pubblicata su vinile l'anno successivo.
- Nella colonna sonora del film Delitto d'amore di Luigi Comencini (1974) è contenuta una versione strumentale del brano Neve calda.
- Nel 1970 il gruppo prese parte ad alcuni spot pubblicitari della Coca Cola andati in onda su Carosello.
- L'album Sirio 2222 ha ispirato il nome della trasmissione radiofonica a tema beat e prog[6] Sirio 6070, in onda su Radio Insieme di Prato e condotta da Daniele Nuti.
[modifica] Formazioni
Formazione 1969-1970:
Formazione 1971-1973:
- Lino Ajello - chitarra
- Giancarlo Stinga - batteria
- Vito Manzari - basso
- Gianni Leone - tastiere e voce
Formazione 1999 (Trys):
Formazione attuale:
[modifica] Discografia
[modifica] Album
- 1970 - Sirio 2222, RCA Italiana
- 1972 - Ys, Polydor
[modifica] Singoli
- 1969 - Neve calda/Cominciò per gioco, AEC/RCA
- 1970 - Sì, mama mama/Meditazione, RCA Italiana
- 1973 - La tua casa comoda/Donna Vittoria, Polydor
[modifica] Raccolte
- 1990 - Il re del castello, RCA/Raro! (raccolta di brani inediti del periodo 1967-1973)
- 1992 - Ys (versione inglese), Mellow (EP registrato nel 1972)
[modifica] Live
[modifica] Partecipazioni a compilation
- 1997 - Progressivamente, Progressivamente/AC Forum (contiene Marcia in sol minore e Donna Vittoria)
[modifica] Note
- ^ Raffaele Cascone
- ^ a b Paolo Barotto, Il ritorno del pop italiano, Luserna San Giovanni, Stilgraf, 1989, pag. 25
- ^ Il Balletto di Bronzo
- ^ Da Ondarock - Il Balletto di Bronzo
- ^ Paolo Barotto, Il ritorno del pop italiano, Luserna San Giovanni, Stilgraf, 1989, pag. 26
- ^ Sirio 6070: Info e Radio. URL consultato il 21-12-2011.
[modifica] Bibliografia
- Stefano Coderoni (novembre 1987). L'età del bronzo. Raro! (0).
- Franco Brizi (marzo 2004). Il Balletto di Bronzo. Raro! (153): 14-17.
- Paolo Barotto, Il ritorno del pop italiano, Luserna San Giovanni, Stilgraf, 1989.
- Gianluca Testani (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Roma, Arcana, 2007. ISBN 8879664220
- Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone, Frazz (a cura di), Progressive italiano, Firenze-Milano, Giunti, 2007. ISBN 9788809047945
- Gianmaria Consiglio, Il Balletto di Bronzo e l'idea del delirio organizzato, Salerno, Eclysse, 2009.
- Gino Castaldo (a cura di), Dizionario della canzone italiana, Curcio editore, 1990, alla voce Balletto di Bronzo di Enzo Giannelli, pag. 90
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Voci correlate
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