Caterina Caselli

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Caterina Caselli
Caterina Caselli interpreta Sole spento a Partitissima 1967
Caterina Caselli interpreta Sole spento a Partitissima 1967
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Beat
Periodo di attività 1964-2006
Etichetta MRC, CGD, Sugar Music
Album pubblicati 13
Studio 7
Raccolte 6
Sito web

Caterina Caselli (Modena, 10 aprile 1946) è una cantante, produttrice discografica, attrice e conduttrice televisiva italiana, popolare soprattutto negli anni sessanta. Nata a Modena, dopo pochi giorni si trasferì con la famiglia nella casa paterna di Magreta prima di spostarsi nuovamente a Sassuolo; è conosciuta anche come Casco d'oro per la particolare acconciatura che la distingueva nel periodo di maggior successo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un piccolo periodo di gavetta trascorso suonando il basso nei primi complessi che si esibivano nelle balere emiliane, ad appena diciassette anni partecipa alla rassegna "Voci Nuove" di Castrocaro, arrivando in semifinale. Viene notata dal discografico Alberto Carisch e scritturata dalla milanese MRC, etichetta fondata da Carisch qualche anno prima. Così incide il primo singolo Sciocca/Ti telefono tutte le sere (quest'ultima presentata ad una puntata della trasmissione televisiva La fiera dei sogni di Mike Bongiorno), un 45 giri che non ebbe successo.

L'anno successivo, dopo aver firmato per la CGD della famiglia Sugar, si mette in mostra al Cantagiro con Sono qui con voi, versione italiana di Baby please don't go, incisa nel 1964 dai Them.

Casco d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Ma il colpo di fortuna arriva nel 1966, quando Celentano si presenta al "XVI Festival della Canzone Italiana" con Il ragazzo della Via Gluck, scartando il brano Nessuno mi può giudicare, già confezionato per lui e che viene affidato alla giovane cantante modenese, che lo canterà in coppia con Gene Pitney. È in quell'occasione che Caterina Caselli si presenta con un'acconciatura bionda a caschetto meritandosi il soprannome "casco d'oro" che l'accompagnerà per tutta la carriera. Il taglio a caschetto - ideato appositamente per lei dagli stilisti Vergottini - era un omaggio alla moda dilagante del taglio di capelli in stile Beatles.

Il Festival viene vinto da Domenico Modugno e da Gigliola Cinquetti con Dio, come ti amo, ma le maggiori vendite di dischi verranno fatte registrare proprio da Celentano e Caterina, con più di un milione di copie, mentre la canzone vincitrice si ferma a 300.000 copie.

Nessuno mi può giudicare resta al primo posto della classifica per 11 settimane consecutive. Sull'onda di questo successo discografico il regista Ettore Maria Fizzarotti la chiama per girare l'omonima pellicola sentimentale, con Laura Efrikian, Nino Taranto e Gino Bramieri.

Nessuno mi può giudicare in Spagna diventa Ninguno me puede juzgar mentre in Francia è conosciuta con il titolo Baisse un peu la radio, incisa oltre che dalla Caselli anche da Dalida; tra gli altri successi di quell'anno va segnalata anche una cover della canzone Paint It Black dei Rolling Stones, tradotta con il titolo Tutto nero.

I successi musicali e le interpretazioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1966 la Caselli trionfa al Festivalbar con Perdono, mentre con l'altro lato del 45 giri, L'uomo d'oro, si classifica al 4º posto ad Un disco per l'estate.

Sempre nello stesso anno Fizzarotti la sceglie come co-protagonista del film commedia Perdono con Fabrizio Moroni e Nino Taranto, un musicarello nel quale la parte principale è affidata a Laura Efrikian, allora moglie di Gianni Morandi.

L'anno dopo esce il suo primo 33 giri intitolato Caterina meets the We Five, compilation dei suoi primi tre 45 giri. Il 33 giri è condiviso con il gruppo inglese dei We Five che aveva esordito l'anno prima con You were on my mind presente pure in questo LP; in autunno esce il 33 giri tutto suo intitolato Casco d'oro in cui inserisce È la pioggia che va dei Rokes e Puoi farmi piangere versione italiana di I put a spell on you, canzone d'esordio degli Alan Price Set.

Nel 1967 partecipa di nuovo al Festival della canzone italiana presentando in coppia a Sonny & Cher Il cammino di ogni speranza, che non riesce ad entrare in finale, anche se venderà un buon numero di dischi. Ancora meglio vende quello stesso anno Sono bugiarda, versione italiana di I'm a Believer, scritta da Neil Diamond e incisa dai Monkees nel 1966.

Sempre nel 1967, in concomitanza con la trasmissione omonima da lei condotta insieme a Giorgio Gaber, pubblica il 3º album, Diamoci del tu ed è anche protagonista del film musicale di Ferdinando Baldi Io non protesto, io amo con Livio Lorenzon, Tiberio Murgia e Mario Girotti, non ancora Terence Hill. Inoltre appare nel film musicale di Giorgio Bianchi Quando dico che ti amo in cui sono presenti anche altri cantanti: Tony Renis, Lola Falana, Enzo Jannacci, Anna Rita Spinaci, Lucio Dalla e Jimmy Fontana.

Molte le canzoni di successo nel 1968 (anno in cui non partecipa al Festival di Sanremo) Il volto della vita, cover di Days of Pearly Spencer dell'irlandese David McWilliams, e della quale esistono due versioni con testi differenti, con la quale vince il Cantagiro, L'orologio con la quale partecipò ad Un disco per l'estate, Il carnevale (6ª classificata a Canzonissima) e, forse, la sua più bella canzone, Insieme a te non ci sto più di Paolo Conte.

Sempre nel 1968 interpreta un film di Enzo Battaglia: Non ti scordar di me con Sergio Leonardi, conosciuto anche come Playboy con Daniela Giordano.

Nel 1969 torna a Sanremo cantando in coppia a Johnny Dorelli Il gioco dell'amore, arrivando in finale e piazzandosi al 10º posto.

Sempre nel 1969, la sua canzone Cento Giorni serve di fondo musicale a una scena spettacolare del film francese Il cervello, diretto da Gérard Oury, dove Silvia Monti scende in costume da bagno dal balcone di una villa utilizzando una corda.

Nel 1970 partecipa in coppia con Nino Ferrer a Sanremo, dove presenta Re di cuori, e pur arrivando in finale, non convince del tutto gli acquirenti di dischi.

Agli inizi di giugno, partecipa con scarsa fortuna ad Un disco per l'estate con Spero di svegliarmi presto.

Il ritiro dalle scene e una nuova carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il matrimonio nel giugno del 1970 con Piero Sugar, figlio di Ladislao, responsabile dell'omonima casa discografica, dirada l'attività, continuando comunque a cantare ancora per qualche anno. Ad ottobre partecipa con buon successo a Canzonissima dove, in finale, presenta Viale Kennedy.

Nel 1971, dopo il Festival di Sanremo al quale partecipò con Ninna nanna (cuore mio) in coppia con i Dik Dik, presenta La casa degli angeli ad una puntata di Senza Rete con Peppino Di Capri, dove canta dal vivo i suoi più grandi successi. Il 25 novembre diventa mamma di Filippo che continuerà la tradizione dei Sugar nella discografia.

Nel 1972 presenta a Teatro 10 l'LP Caterina Caselli che è quasi totalmente un disco di cover. Il disco contiene infatti pezzi di Bill Withers, di Louis Armstrong, dei Lindisfarne, di Giorgio Moroder, degli Uriah Heep (L'uomo del Paradiso, cover di Lady in Black, con testo di Claudio Daiano ed Ettore Carrera), di Harry Nilsson ed altri.

A settembre del 1972 presenta Le ali della gioventù alla Mostra Internazionale di Musica Leggera a Venezia (ex Gondola d'oro) e, subito dopo partecipa a Canzonissima dove arriva alla semifinale con È domenica mattina. Nel 1973 partecipa al Festivalbar con Un sogno tutto mio, brano prodotto da Giancarlo Lucariello (ex produttore dei Pooh) il cui testo è scritto da Valerio Negrini, paroliere ed ex componente dei Pooh, e la musica composta da Guido Maria Ferilli (autore di "Un amore così grande" che diventerà un successo internazionale). Questo 45 giri passa quasi inosservato anche per l'inesistente promozione discografica.

Sempre sotto la produzione di Lucariello nel 1974 pubblica Primavera, un concept album caratterizzato da grandi melodie e sofisticati arrangiamenti con pianoforte e orchestra. Da questo viene estratto il singolo Momenti si, momenti no, che viene accolto tiepidamente. In autunno partecipa ancora alla Mostra internazionale di Musica leggera di Venezia col secondo singolo estratto Desiderare, che non riscuote il successo sperato. In quell'occasione dichiara durante un'intervista "Se queste canzoni non funzionano, smetto".

E mantiene la parola. Decide di ritirarsi dalle scene musicali nel 1975 e lo fa con un nuovo 33 giri e un programma tutto suo intitolati Una grande emozione. Si dedicherà all'attività di mamma alternandola a quella di talent scout e produttore discografico e (nel 1977 fonda una propria casa discografica, la Ascolto): la sua voce tuttavia si potrà ascoltare ancora in duetto nelle canzoni L'Erminia teimp adree, con Pierangelo Bertoli nel 1978, Falò, incisa da Dario Baldan Bembo nel 1982 (meglio conosciuta come Amico è era la sigla di chiusura del quiz televisivo di Mike Bongiorno "Superflash"), Vado alle Hawaii con Sergio Caputo, Ricetta di donna con Ornella Vanoni e Loredana Bertè, Little Drummer Boy con Rettore e con i Magazzini Criminali. Con la Ascolto inizia a lanciare nuovi talenti: il già citato Bertoli, Franco Fanigliulo, Faust'O, Area, Mauro Pagani e Gian Piero Alloisio.

Alla chiusura dell'etichetta, alla fine del 1982, la Caselli continua l'attività di discografica presso la CGD e successivamente entra a far parte del management della casa discografica del gruppo Sugar, la Sugar Music.

Torna temporaneamente al Festival di Sanremo per l'ultima volta nel 1990 con Bisognerebbe non pensare che a te, bissata da Miriam Makeba; alla canzone fa seguito un album in cui, oltre al brano sanremese e ad altri due inediti, vi sono alcune rivisitazioni di vecchi successi.
Continua il ruolo di manager e scopritrice di talenti: lancia infatti Giuni Russo, Paolo Vallesi, Andrea Bocelli, gli Avion Travel, Elisa, i Gazosa, Gerardina Trovato, i Negramaro, Malika Ayane, Raphael Gualazzi e Filippa Giordano.

Nel 1997 recita la parte della zia del protagonista Mastandrea nel film commedia di Davide Ferrario Tutti giù per terra con il giovane Valerio Mastandrea, Carlo Monni e Benedetta Mazzini.

Nel 2006 in concomitanza all'uscita del film di Michele Soavi Arrivederci amore, ciao con Alessio Boni, Michele Placido e Isabella Ferrari esce un cd singolo, su etichetta Sugar, con la nuova versione di Insieme a te non ci sto più intitolata Arrivederci amore, ciao. Nello stesso cd anche la versione strumentale, e due canzoni tratte dall'lp Amada mia del 1990: Come mi vuoi e Amada mia, entrambe di Paolo Conte. La canzone vince inaspettatamente il David di Donatello del 2006 come migliore canzone originale.

Nel 2009 ha partecipato con altri 56 artisti italiani, riuniti nel progetto Artisti uniti per l'Abruzzo, all'incisione del brano benefico Domani 21/04.2009 per l'Abruzzo colpito dal terremoto.

Il 25 giugno 2012 è tornata in scena come cantante per il Concerto per l'Emilia tenutosi a Bologna per sostenere le popolazioni emiliane colpite dal terremoto, interpretando, tra l'altro, la sua più bella hit Insieme a te non ci sto più.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri Italia[modifica | modifica wikitesto]

CD Italia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri Estero (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

  • 1966 - Caterina Caselli & Gigliola Cinquetti, Music Hall CGD 12571 (Argentina)
  • 1966 - Casco d'oro, Music Hall CGD 12606 (Argentina)
  • 1966 - Caterina Caselli, RGE XRLP 6177 (Brasile)
  • 1966 - Caterina Caselli, CBS FG 5029 (Cile)
  • 1967 - Diamoci del tu, CBS DCA 801 (Colombia)
  • 1967 - Sole spento, CBS GS 20067 (Canada)
  • 1967 - Caterina Caselli Best Star Best Album, Seven Seas CGD SR 175 (Giappone)
  • 1968 - Caterina Caselli, Electrecord EDD 1198 (Romania)
  • 1969 - Caterina Caselli Canzone Best Star Series, Seven Seas CGD SR 327 (Giappone)
  • 1969 - Caterina Caselli Rita Pavone Canzone Best Library, Seven Seas GXC 117 (Giappone)
  • 1970 - Caterina Caselli, CBS GS 90042 (Canada)
  • 1971 - Caterina Caselli & Bobby Solo, Electrecord EDE 01151 (Romania)
  • 1972 - Caterina Caselli, CBS KGS 90199 (Canada)
  • 1974 - Primavera, Crime NAS SRML 1420 (Giappone)
  • 1974 - Primavera, CGD SI WAN European Rock 5000 Series SRML 5003 (Corea)

33 giri Italia (Linee economiche)[modifica | modifica wikitesto]

  • 1977 - Ritratto di... Caterina Caselli, CGD Record Bazaar RB 118
  • 1983 - Nessuno mi può giudicare, CGD MusicA LSM 1000 (ristampato con il codice 9031 70188-1)
  • 1983 - Il volto della vita, CGD MusicA LSM 1001
  • 1985 - Caterina Caselli, CGD MusicA LSM 1180 (ristampato con il codice 9031 70186-1)
  • 1986 - Casco d´oro, CGD MusicA 3 LP LSM 2005 (Box con i 3 lp precedenti)

45 giri Italia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri Estero (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

  • 1964 - Muchas veces te telefeneo/No esta bien/Me siento timida/Me aburro los domingos, Spagna
  • 1965 - Me aburro los domingos, Spagna
  • 1966 - La verité je la vois dans tes yeux/Personne/La timidité/Un homme en or Festival / Francia
  • 1966 - Ninguo me puede juzgar/Si lo dices tu Spagna
  • 1966 - El hombre de oro / Perdono, Spagna
  • 1967 - Per fare un uomo / Una storia d´amore, Brasile
  • 1968 - È la pioggia che va / Cantastorie, Portogallo
  • 1968 - Sole spento / Le biciclette bianche, Francia
  • 1968 - Contigo ni un minuto mas / El vuelo, Spagna
  • 1968 - Il volto della vita / L´orologio, Portogallo
  • 1968 - Contigo ni un minuto mas / El carnaval
  • 1969 - Una pagina a caso / Questa è musica per me
  • 1969 - Si Si Signorina / Wie all die anderen, Germany CBS
  • 1969 - Una luce mai accesa / Tutto da rifare, Brasile
  • 1969 - El juego del amor, Spagna
  • 1970 - Comme des rois / Emanuel, Francia
  • 1970 - Rey de corazones / Emanuel, Spagna
  • 1970 - Und wenn die Welt vom Himmel faellt / Es ist nicht alles Liebe was man Liebe nennt, Germany CBS
  • 1971 - Ninna Nanna / Spero di svegliarmi presto, Giappone

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nino Bellinvia (a cura di), I magnifici delle 7 note, Gazzettino d'Informazione, Benevento, 1971; alla voce Caterina Caselli
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Caselli Caterina
  • Ursus (Salvo D'Urso) - Manifesto beat - Edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990 (alla voce Caselli Caterina, pagg 26-27)
  • Diego Giachetti. Caterina Caselli. Una protagonista del beat italiano, Roma, Alegre Edizioni, 2006.
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, 2009; alla voce Caterina Caselli
  • Franco Brizi, Le ragazze dei capelloni, Coniglio Editore, Roma, 2010; alla voce Caterina Caselli

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 41452456 LCCN: no98019911