Amanda Lear

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Amanda Lear
Amanda Lear al FNAC Forum, Parigi, 5 febbraio 2010.
Amanda Lear al FNAC Forum, Parigi, 5 febbraio 2010.
Nazionalità Francia Francia
Italia Italia
Genere Disco[1]
Eurodance[1]
Europop[1]
Dance[1]
Italo disco[2]
Periodo di attività 1975 – in attività
Etichetta Ariola Records, Carrere Records, Ricordi International, Chène Music, ZYX Music, Marais Prod., Dance Street, Just Good Music For Your Ears, Little Boom Records[3]
Album pubblicati 21
Studio 14
Raccolte 7
Gruppi e artisti correlati Salvador Dalí, David Bowie, Antony Monn
Sito web

Amanda Lear, nome d'arte di Amanda Tapp (Hong Kong, 18 novembre 1946[4][5][6][7]), è una modella, cantante, attrice, pittrice e presentatrice televisiva francese. Ha intrapreso la sua carriera come modella all'inizio degli anni sessanta, distinguendosi per una certa androginia, che colpì anche il pittore surrealista Salvador Dalí, per il quale posò spesso. A livello internazionale, ha attirato l'attenzione del pubblico nel 1973, dopo aver posato come modella fetish sulla copertina dell'album For Your Pleasure dei Roxy Music, in un periodo in cui faceva coppia con David Bowie.

Nel 1975 la Lear debuttò come cantante dopo aver firmato un contratto con la Ariola Records. Dotata di una voce bassa e sensuale, e forte di un personaggio con un'aurea di ambiguità e mistero, raggiunse un notevole successo come interprete di italodisco in tutta Europa, oltre che in Sud America, Giappone e altri paesi del mondo. La sua carriera vanta 15 album di inediti, più di 50 singoli e circa 15 milioni di copie di album e 25–30 milioni di singoli venduti nel mondo.[8]

Poliglotta, spigliata e dotata di notevole intelligenza e ironia, ha inoltre affiancato alla carriera musicale una fortunata serie di partecipazioni a programmi televisivi d'intrattenimento ora in Italia, ora in Francia o in Germania, prima come soubrette e poi, negli anni, come vera e propria conduttrice. Ha inoltre continuato a dipingere, a scrivere e a dedicarsi alla carriera di attrice.

Dal 2003 Amanda Lear vive a Saint-Étienne-du-Grès vicino ad Avignone nel sud della Francia.[8]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia ed educazione[modifica | modifica sorgente]

Gran parte della vita di Amanda Lear è sempre stata misteriosa. Secondo alcune interviste, sarebbe nata da un marinaio britannico in congedo a Hong Kong, e da una madre di origini russo-mongole. Poco dopo la sua nascita, i suoi genitori si sarebbero separati e Amanda sarebbe stata allevata dalla madre a Nizza.[8] La verità sulla sua data di nascita, i nomi e le nazionalità dei suoi genitori, e le città in cui è stata allevata, tuttavia, è questione di dibattito in Italia, Francia e Germania fin dai primi anni ottanta.

Per tutta la sua carriera, Amanda Lear ha deliberatamente fornito in più occasioni informazioni contraddittorie sulla sua giovinezza. L'origine di sua madre è stata dichiarata essere di volta in volta inglese, francese, vietnamita, mongola, russa e cinese. Suo padre è stato dichiarato essere inglese, russo, francese e indonesiano, in servizio nella Royal Navy, altre volte arruolato nella legione straniera francese in Indocina. Il suo luogo di nascita è stato localizzato in Svizzera, ad Hanoi, Saigon e Hong Kong, mentre la sua data di nascita è compresa tra il 1939 e il 1946.[7] Oltre ad avere due lingue madri per nascita, francese e inglese, ha mostrato un talento per le lingue in età precoce, imparando presto anche il tedesco, lo spagnolo e l'italiano, lingue che ha sfruttato più tardi nella sua vita professionale. Secondo la sua biografia ufficiale si sarebbe trasferita a Parigi dopo aver terminato la scuola elementare, per studiare presso l'Académie des beaux-arts, prima di entrare alla St. Martins School of Art di Londra nel 1964.[9]

Anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

Nei primi mesi del 1965, Amanda Lear fu individuata e messa sotto contratto da Catherine Harle, a capo di una delle più famose agenzie per modelle d'Europa. Durante una intervista per Radio Europe 1 nel 2003 la Lear ha parlato della sua giovinezza e della sua successiva scoperta come modella:

« Ero cresciuta pensando di essere brutta, brutta, brutta. Ero troppo alta, ero troppo magra, i miei seni erano piatti, avevo gli occhi asiatici e gli zigomi di mia madre così sembravo straniera rispetto a tutte le mie amiche, la bocca era troppo grande e i denti erano troppo grandi, per questo non sorridevo mai. Poi la carriera di Françoise Hardy ha avuto una svolta in Francia e tutto improvvisamente è cambiato. Prima di lei dovevi assomigliare a Brigitte Bardot: bionda, sinuosa e maggiorata. Avevo vent'anni quando la gente ha iniziato a dirmi "Sai una cosa, tu assomigli un po' a Françoise Hardy, potresti fare la modella" e poi di punto in bianco questa donna famosa, la grande Caterina Harle è saltata fuori. Per puro caso mi è capitato di vederla per strada a Parigi e mi ha chiesto se volevo fare la modella di moda e ho pensato che stesse scherzando! E lei disse "No, no, no, tu sei esattamente il tipo di ragazza che stiamo cercando" e tutto ad un tratto, tutti questi difetti, tutte le cose di cui mi ero sempre vergognata, sono diventate il mio più grande patrimonio. Per un puro caso, come molte cose nella mia carriera.[8] »

Come mezzo per finanziare i suoi studi d'arte, Amanda Lear tornò a Parigi per il suo primo incarico di modella per Paco Rabanne. Proprio come Catherine Harle aveva detto, una ragazza con l'aspetto della Lear era molto richiesta, e subito dopo, si ritrovò a essere fotografata da Helmut Newton, Charles Paul Wilp e Antoine Giacomoni per riviste come Elle, Marie France e Vogue e a partecipare alle sfilate di stilisti come Yves Saint Laurent e Coco Chanel a Parigi e Mary Quant, Ossie Clark e Antony Price a Londra. Dopo qualche tempo, abbandonò la scuola d'arte, e cominciò a fare la modella a tempo pieno e continuò a vivere nella Swinging London degli anni sessanta, con molte celebrità. Amanda Lear si trasformò in una "sostenitrice del demi-monde di Londra",[10] diventando giornalista nel 1978 e scrivendo nella colonna del gossip per il giornale britannico "Ritz".[11]

Mentre era con Brian Jones e il suo fidanzato del tempo Tara Browne, in un locale notturno parigino di nome Le Castel, nel 1965, incontrò l'eccentrico pittore surrealista spagnolo Salvador Dalí, l'auto-proclamato enfant terrible dell'arte. Dalí non fu colpito solo dallo sguardo di Amanda Lear, ma anche dall'affinità spirituale: lei stessa da allora ha descritto il loro stretto rapporto non convenzionale come un "matrimonio spirituale". La Lear successivamente ha accompagnato lui e sua moglie per circa quindici anni, trascorrendo ogni estate con loro. Durante questi viaggi Dalí le mostrava i musei d'Europa, i salotti parigini e la Spagna, mentre lei gli mostrava l'arte, la moda, la fotografia e la musica a Londra. Amanda Lear ha posato per alcune opere di Dalí, come Venus to the Furs e Vogué, ha partecipato a molti dei suoi progetti cinematografici e inoltre stava al suo fianco durante le conferenze stampa e gli incontri con i media, eventi che spesso si trasformavano in spettacoli, spesso con la Lear come figura centrale.

Dal 1967 al 1970 Amanda Lear è apparsa in alcuni film, recitando ruoli minori o facendo delle piccole partecipazioni. Il suo primo ruolo è quello dell'aliena nel film francese Ne jouez pas avec les Martiens, a cui è seguito il film Wonderwall. Nel 1969 ha partecipato in Germania alla settima puntata del telefilm Der Kommissar, per poi terminare con il film sperimentale Double Pisces, Scorpio Rising.

Anni settanta[modifica | modifica sorgente]

Amanda Lear nel film Zio Adolfo in arte Führer (1978)

Nel 1973 viene fotografata per la copertina dell'album For Your Pleasure dei Roxy Music. Nella foto è rappresentata con un abito nero ed attillato mentre tiene al guinzaglio una pantera nera. La copertina è stata descritta come "famosa come l'album stesso" ed ha introdotto Amanda Lear al rock and roll. Il 16 novembre 1973, la Lear apparve in Nord America nella serie televisiva della NBC Midnight Special con David Bowie durante la performance di Sorrow. Nel video Amanda Lear è sopra un'impalcatura con in mano un lungo bastone che usa per spostare su una scacchiera delle pedine viventi; inoltre recita nello spettacolo come la "maestra per le cerimonie". La sua apparizione nel video è considerata come il lancio della sua carriera musicale.

Nel 1974 la Lear registrò insieme a Bowie la sua prima canzone intitolata Star, ma questa non venne mai pubblicata.[12] Dopo questa prima esperienza, Bowie decise di pagare delle lezioni di canto e di danza, per lanciare la sua carriera musicale. Il suo singolo di debutto Trouble non ebbe successo; la Amanda Lear registrò anche una versione francese della canzone che attirò l'attenzione del produttore Antony Monn e dell'etichetta Ariola-Eurodisc, che le offrì sette anni e sei album di contratto per una somma di denaro che la Lear definì "astronomica". Il suo album di debutto I Am a Photograph venne registrato a Monaco di Baviera e fu un successo in Germania ed in Austria. Anche in Italia riuscì ad arrivare alla Top 10. Dall'album vennero estratti alcuni singoli, tra cui Blood and Honey, Tomorrow e Queen of Chinatown che diventò il suo primo successo a livello europeo.

L'album che seguì I Am a Photograph fu Sweet Revenge, un concept album che contiene un medley continuo nel primo lato. L'album riuscì ad arrivare nella Top 10 di alcuni paesi europei e venne certificato Disco d'oro in Italia, Germania, Francia e Belgio. Dall'album venne poi estratto il suo più grande successo Follow Me e la Top 20 Enigma (Give A Bit Of Mmmh To Me). Per promuovere l'album Amanda Lear cantò tutte le canzoni in varie emittenti televisive in Europa ma anche all'estero. In Italia ed in Germania la promozione fu continua, ad esempio in Germania le canzoni venivano cantate durante il programma televisivo Musikladen. In Italia invece debuttò in televisione con la serata inaugurale di Antenna 3, una delle prime televisioni commerciali.[13] Poi partecipò al controverso programma Stryx su Rai 2, nella quale interpreta un ambiguo personaggio dal nome Sexy Stryx. Nel 1978 la Lear fece anche un cameo nel film Zio Adolfo in arte Führer cantando Lili Marleen, e nel film di Joe D'Amato Follie di notte.

L'ultimo album della fortunata trilogia Disco è Never Trust a Pretty Face considerato il migliore della sua carriera internazionale, sia dal punto di vista dei fans che dei critici. L'album però non riuscì ad entrare nella Top 20, anche dopo la pubblicazione della hit minore Fashion Pack. L'album venne promosso soprattutto in America, anche se "gli inglesi rimasero immuni all'effetto Amanda Lear".

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Dopo la Disco Demolition Night, anche Amanda Lear come molte altre cantanti lasciò la musica disco per dedicarsi al rock ed alla new wave. Verso l'inizio del 1980 la Lear pubblicò Diamonds for Breakfast, che fu un successo soprattutto in Norvegia e in Svezia. Con questo album Amanda Lear abbandonò il sound Disco prodotto a Monaco per dedicarsi al rock elettronico in stile new wave. Durante un'intervista dichiarò che non era più interessata al titolo di "White Queen of Disco" (Regina bianca della Disco music), ma voleva assomigliare di più a Tina Turner, la sua rockstar preferita. La Lear trascorse la maggior parte del 1980 in tour promozionali per l'album, dalla Grecia sino alla Finlandia. Inoltre arrivò per la prima volta in Giappone, dove entrambi, il singolo Queen Of Chinatown e Sweet Revenge arrivarono alle prime posizioni e vennero certificati Dischi d'oro.[8]

Dopo questo successo Amanda Lear pubblicò l'ultimo album prodotto da Antony Monn Incognito nel 1981. L'album ebbe un tiepido successo in Europa (Svezia, Norvegia, Austria), ma fu un successo in Sud America. Dall'album vennero estratti alcuni singoli, ma l'unico che ebbe fortuna fu Egal. Poco dopo intraprese un'azione legale contro l'Ariola-Eurodisc per potersi liberare dal contratto discografico per motivi di divergenze artistiche, ma perse il processo, e come risultato nel 1983 dovette pubblicare l'ultima canzone influenzata da Monn, Love Your Body. La Lear si concentrò ulteriormente in Italia, e pubblicò la sua prima raccolta di grandi successi, Ieri, oggi, seguita da uno speciale televisivo chiamato Ma chi è Amanda?. L'ultimo album di studio di Amanda Lear pubblicato dalla Ariola fu Tam-Tam. Come il precedente singolo Incredibilmente Donna, estratto da Ieri, oggi, Tam-Tam nacque da una collaborazione tra compositori e produttori italiani. L'album venne promosso solo in Italia, e anche l'unico singolo estratto No Regrets venne pubblicato solo in Italia. La promozione dell'album avviene durante la conduzione del programma televisivo Premiatissima su Canale 5, in cui la sigla finale era No Regrets. Amanda Lear rimase alla conduzione per due edizioni, quella del 1982 e del 1983.

Andrea Giordana e Amanda Lear nel programma televisivo W le donne (1983)

Nel 1984 Amanda Lear pubblicò la sua prima biografia ufficiale, My Life With Dalí, pubblicata inizialmente in Francia sotto il titolo di Le Dali D'Amanda.[14] La biografia fornisce delle informazioni sulla vita di Salvador Dalí, e contiene anche dettagli della vita di Amanda Lear. Il libro venne approvato da Dalí stesso, anche se alcuni studiosi giudicano inaccurate alcune informazioni e alcune date.

Dopo aver lavorato per quattro anni come intrattenitrice televisiva per Canale 5 e il canale francese La Cinq Amanda Lear ritorna alla musica con l'album Secret Passion, registrato per segnare il suo ritorno non solo nei paesi europei, ma anche in quelli anglosassoni. A causa di un incidente automobilistico, proprio mentre era pronta a pubblicizzare l'album, la Lear dovette rimanere alcuni mesi in convalescenza.[15] Mentre era in ospedale, la Lear cominciò a scrivere la sua prima novella L'Immortelle, un racconto surreale che descrive i tormenti di una donna condannata all'eterna giovinezza e bellezza, a guardare tutti gli altri invecchiare e infine, di perdere tutti i suoi cari, ma pur restando sempre bella, non è in grado di fermare il passaggio del tempo.

Nel 1988 Amanda Lear ritorna nelle classifiche con una reinterpretazione della canzone Tomorrow, Tomorrow (Voulez vous un rendez vous), in cui duetta con il cantante della band CCCP Fedeli alla linea, Giovanni Lindo Ferretti. La canzone dopo una forte promozione in Italia riesce ad entrare nella classifica dei singoli, arrivando alla posizione 40.[16] La band inoltre farà da supporto per alcuni concerti della Lear in Italia. Verso la fine degli anni ottanta, due suoi successi, Follow Me e Gold, vengono remixati dal DJ Hi-NRG britannico Ian Levine e ripubblicati dalla BMG Ariola come singoli. Questi vengono seguiti dalla pubblicazione di alcune raccolte della Ariola, e da due album Pop-rock, Uomini più uomini in Italia e Tant qu'il y aura des hommes in Francia, entrambi pubblicati nel 1989.

Nel 1987 e nel 1992, Amanda Lear apparirà in due delle più famosi serie televisive francesi, Marc et Sophie e Maguy. Nel 1989 inoltre condurrà Ars Amanda, andato in ona su Rai 3. Il programma, uno tra i suoi preferiti, veniva condotto in un letto, in cui la Lear intervista celebrità e politici, sia italiani che internazionali.[17]

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Amanda Lear al Festival di Cannes 1990

Dopo le poche apparizioni televisive, nel 1993 la Lear appare in due sceneggiati televisivi. Il primo è la serie televisiva Piazza di Spagna dove interpreta se stessa; successivamente appare nel film per la TV drammatico Une Femme pour Moi diretto da Arnaud Sélignac. Nello sceneggiato interpreta Françoise, casalinga e moglie di Tom novembre, che sta andando incontro ad una crisi di mezza età. Ma è nel 1998 che torna al cinema dopo la prima esperienza con Joe D'Amato, con Bimboland, film francese dove interpreta Gina.

Quattro anni dopo i due album Pop-rock, la Lear ritorna con due album Eurodance, Cadavrexquis nel 1993 e Alter Ego nel 1995. Entrambi non riscuotono quel successo internazionale tanto sperato, anche con molta promozione televisiva e con alcuni concerti in giro per l'Europa. L'album Alter Ego ad esempio verrà promosso soprattutto in Germania, dove la Lear tra il 1995 e il 1996 conduceva un programma televisivo su RTL II chiamato Peep!, dove la sigla era una canzone contenuta nell'album. Nel 1998, dopo aver tenuto l'Italia tagliata fuori dai progetti musicali, la Lear cerca di ricatturare l'attenzione su di sé con la raccolta di remix e vecchi successi riregistrati Back in Your Arms. L'album comunque a causa di una contesa tra case discografiche verrà rimpiazzato da un'altra raccolta chiamata Follow Me Back in My Arms che porterà l'album originale ad un fallimento finanziario.[12][17] Nello stesso anno è tornata in televisione con la trasmissione di prima serata di Italia 1 Il brutto anatroccolo, andato in onda per diverse stagioni fino al 2001.

Negli anni novanta la Lear dopo una lunga pausa dalla moda riappare nelle passerelle di stilisti quali Paco Rabanne, Grés e Thierry Mugler. Nel 1996 inoltre partecipa alla sfilata di Paco Rabanne per l'evento "Life Ball" a Vienna, per raccogliere fondi per supportare le persone malate di AIDS.

Anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre del 2000 Alain-Philippe Malagnac d'Argens de Villèle, il marito della Lear morì in un incidente, dopo lo scoppio di un incendio nella loro casa.[18] Per commemorare la sua morte la Lear registra un anno dopo l'album Heart. Dopo aver collaborato con alcuni DJ come Laurent Wolf e Junior Vasquez, partecipa in alcune raccolte e registra alcune canzoni; tra le quali Paris By Night che otterrà in Italia un modesto successo commerciale. Seguono le due raccolte Forever Glam! e The Sphinx, e l'album With Love; la versione italiana venne distribuita due anni dopo, nel 2008.

Gli anni 2000 per la Lear furono molto importanti, sia per il piccolo schermo che per il cinema. In televisione ha presentato il programma Rai Cocktail d'Amore; lo show ebbe particolarmente successo per le interviste a personaggi importanti degli anni settanta e ottanta, tra cui Marcella, Patty Pravo, Donatella Rettore, Anna Oxa, Giuni Russo, Loredana Bertè, Scialpi e i Ricchi e Poveri. Nel 2003 conduce assieme a Gene Gnocchi la seconda edizione de La grande notte del lunedì sera su Rai 2. Nel 2005 è entrata a far parte della giuria del programma Ballando con le stelle. Nell'estate del 2008 ha presentato alcuni programmi, tra cui il francese La Folle Histoire du Disco, il tedesco Summer of the '70s e Battaglia fra Sexy Star sul canale francese e italiano E!. Nell'ottobre del 2008 appare con un cameo nella soap italiana Un posto al sole, nel ruolo della Morte. Nel luglio 2009 partecipa a tre episodi della sit-com 7 vite. Per quanto riguarda il cinema ha recitato nella commedia francese Le Défi, un film sulla break dance e nel film drammatico Gigolo. Oltre a essere apparsa in ruoli minori in alcuni film indipendenti, nel 2004 doppia la fashion designer Edna Mode nel film Gli incredibili nella versione francese e italiana del film. Oltre a questi ruoli, la Lear ha anche partecipato in alcuni film indipendenti.

A partire dal 1981, la Lear iniziò ad esporre le sue opere in varie mostre quasi tutti gli anni, fino all'anno 2000.[19] Un'esibizione del 2001 venne intitolata Not a. Lear, in riferimento al dipinto Ceci n'est pas un pipe di René Magritte.[20] In seguito, nel 2006, ha presentato ancora una volta le sue opere in una mostra chiamata Never Mind the Bollocks: Here's Amanda Lear!, una parafrasi dell'album dei Sex Pistols Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols, ma anche con qualche riferimento al suo passanto ambiguo, che di fatto fu proprio il tema della mostra.[21] Un'altra esposizione si è tenuta in Svizzera a Lugano nel 2007 ed infine nel 2008 Sogni, Miti, Colori.[19]

Nel gennaio 2007 è stata insignita del titolo di "Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres" dal ministro della cultura francese Renaud Donnedieu de Vabres per il suo contributo all'arte.[6]

Anni dieci[modifica | modifica sorgente]

Amanda Lear a Parigi il 17 aprile 2011.

Nel novembre 2008 la Lear ha annunciato in una trasmissione televisiva francese i piani per la registrazione di un nuovo album chiamato Brief Encounters. Il doppio album è stato pubblicato il 16 ottobre del 2009 in Italia, ed è stato anticipato dal singolo Someone Else's Eyes, cantato in coppia con il cantante-produttore italiano Deadstar. L'album è stato successivamente pubblicato in Europa in tre diverse versioni, quella standard, acustica e remixata. La versione remixata chiamata Brief Encounters Reloaded è stata distribuita su iTunes nel 2010. Sempre nel 2009, in Francia è stato pubblicato l'EP Brand New Love Affair, composto da otto tracce Dance. Dall'album sono stati estratti i singoli Brand New Love Affair (In the Mix) e I'm Coming Up. Il secondo è stato distribuito come EP e include remix di Richard Morel, Tommie Sunshine, Sammy Jo e Babydaddy dei Scissor Sisters.

Dal 2009 al 2011 è in tournée con lo spettacolo teatrale Panique au Ministere, prima a Parigi e poi nel resto della Francia, Belgio e Svizzera, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e critica.[22][23] Dall'aprile al maggio del 2011 è uno dei membri della giuria della terza edizione del varietà di Rai 1 Ciak... si canta!. Sempre in aprile è stata diffusa la notizia che la Lear avrebbe presentato il programma Delitti Rock su Rai 2 in seconda serata,[24] anche se poi la conduzione è stata affidata all'attore Massimo Ghini.

Dopo aver pubblicati il singolo Chinese Walk nell'aprile 2011, la Lear ha confermato che pubblicherà un nuovo album di inediti intitolato I Don't Like Disco. La canzone ha ottenuto un discreto successo nel circuito Dance francese e sul web, ed ha ricevuto recensioni positive in Italia.

Da autunno 2011 recita al Théâtre de la Renaissance di Parigi con la commedia Lady Oscar, adattamento della pièce Oscar (1958) di Claude Magnier.

Il 14 settembre 2012 partecipa alla prima puntata di Tale e Quale Show condotto da Carlo Conti in onda su Rai 1 come membro della giuria dopo una imitazione che di lei fece Barbara De Rossi.

Sempre nel settembre 2012 sfila a Parigi per Jean Paul Gaultier, che la presenta come "l'imperatrice della disco"[25].

A partire da settembre 2013 è in scena al Théâtre des Variétés di Parigi con la commedia brillante ''Divina'' http://www.theatre-des-varietes.fr/spectacles/divina.html

Nel marzo del 2014 pubblica il diciassettesimo album della sua carriera intitolato "My Happines" dedicato alla musica di Elvis Presley.[26]

Dal 2 maggio 2014, diventa giudice del nuovo programma di Carlo Conti Si può fare!

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Il 13 marzo 1979 la Lear sposò l'aristocratico francese Alain-Philippe Malagnac d'Argens de Villèle, segretario dello scrittore Roger Peyrefitte, con una cerimonia a Las Vegas durante il tour promozionale del suo album Sweet Revenge. Salvador Dalí e sua moglie Gala disapprovarono il matrimonio, e tentarono di convincerla ad annullarlo. Come conseguenza i rapporti tra Lear e Dalí cominciarono ad andare alla deriva.[senza fonte] Nel 2000 Malagnac è morto a 51 anni nell'incendio della loro villa in Provenza.[27] La Lear gli dedicherà l'album Heart.

In occasione della lavorazione del programma su Italia 1 Il brutto anatroccolo, la Lear conobbe il modello Manuel Casella, del quale è stata compagna dal 2002 fino al 2008.[28]

Presunto cambio di sesso[modifica | modifica sorgente]

La piastrella del Muretto di Alassio autografata dalla Lear

Fin da quando la popolarità di Amanda Lear andava consolidandosi, verso la fine degli anni settanta, iniziarono a diffondersi voci sempre più insistenti che la cantante, prima d'iniziare la carriera d'indossatrice e fotomodella, fosse stata in realtà un ragazzo di nome Alain René Tap, nato nel 1939, e il cui cambio di sesso a Casablanca risaliva a due operazioni effettuate dal celebre dottor Burou (lo stesso che operò Coccinelle e April Ashley), la prima nel 1963 e la seconda l'anno dopo.[29]

Secondo tali voci, fino al 1966 avrebbe assunto il nome d'arte di Peki D'Oslo ballando nella celebre compagnia di spogliarelli e burlesque en-travesti al Carousel di Parigi, diretta dalla transessuale francese Coccinelle. A riprova furono esibiti i programmi di sala originali con le foto di Peki D'Oslo, con o senza travestimento e i molti articoli di riviste che negli anni s'erano occupati di Peki D'Oslo.[30] Sempre durante gli anni sessanta avrebbe lavorato come spogliarellista anche al Raymond Revuebar di Londra, utilizzando lo stesso pseudonimo di Peki d'Oslo e dichiarandosi francese[31].

Come spogliarellista transessuale si sarebbe esibita anche nei locali Chez-Nous e Raymond's Revue Bar di Berlino, e a Barcellona e Milano (sono rimaste sue foto d'esibizioni al teatrino Le Maschere). Servizi fotografici di Peki D'Oslo sarebbero apparsi su riviste sexy dell'epoca, soprattutto negli Stati Uniti.[senza fonte] Secondo quanto riportato nella biografia di Meredith Etherington-Smith Dalí: A biography del 1992 fu proprio durante una sua esibizione sadomaso in un night-club di Barcellona nel Barri Gòtic, che Dalí la vide e la conobbe.[32]

La Lear ha però sempre smentito le voci di un cambio di sesso, dichiarando che si era trattato solo di un espediente escogitato da lei e Salvador Dalí per suscitare più curiosità e aumentare le vendite dei suoi album agli inizi della carriera. Le voci sulla sua ambigua sessualità infatti furono da lei stessa ampiamente sfruttate per il battage pubblicitario. Nel frattempo, la celebre modella transessuale inglese April Ashley pubblicò nella sua autobiografia tutti i particolari e foto della sua amica Peki D'Oslo, prima e dopo l'operazione[33]. Dopo la comparsa della Lear in un celebre numero di Playboy italiano nel 1978, in cui appariva completamente nuda, le voci sulla sua dubbia sessualità incominciarono a diradarsi.[senza fonte]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Amanda Lear.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Attrice[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrice[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • Chi ha paura di Amanda Lear?, (A qui fait peur Amanda Lear?), Berengaria, 1979
  • (FR) L'Amant Dalí, 1984
  • La mia vita con Dalí (con Marina Bocconcelli), Costa & Nolan, 1987. ISBN 88-7648-052-8
  • (FR) L'Immortelle, Carrere, 1987. ISBN 2-86804-363-1
  • (FR) Mon Dalí, Michel Lafon, 2004. ISBN 2-7499-0111-1
  • Between Dream And Reality, Books on Demand GmbH, 2006. ISBN 3-8334-5185-8
  • (FR) Je ne suis pas du tout celle que vous croyez..., Hors Collection, 2009. ISBN 2-258-08132-7

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Chevalier dans l'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Chevalier dans l'Ordre des Arts et des Lettres
— Parigi, gennaio 2007[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Biografia di Amanda Lear su allmusic.com. URL consultato il 1º aprile 2012.
  2. ^ Scheda su discogs.com. URL consultato il 1º aprile 2013.
  3. ^ a b (EN) New songs needed for Amanda Lear in Little Boom Records, 5 ottobre 2010. URL consultato il 18 maggio 2011.
  4. ^ (EN) Neuaufnahmen/Geburtstage unserer Mitglieder – 65 Jahre in GEMA Nachrichten Ausgabe 170, member register entry, 2004.
  5. ^ Ian Gibson, The Shameful Life of Salvador Dalí, W.W. Norton co., 1997, ISBN 0-393-04624-9.
  6. ^ a b c (FR) Chevalier dans l'Ordre des Arts et des Lettres in The French Ministry of Culture, luglio 2006. URL consultato il 10 aprile 2010.
  7. ^ a b (EN) Jeffrey A. Buehler, I am a Photograph in Umelec International, maggio 2000. URL consultato il 10 aprile 2010.
  8. ^ a b c d e Intervista radiofonica, Confessions Orbitales, Radio Europe 1 (8 marzo, 2003)
  9. ^ (EN) Sico Carlier, Ben Laloua, Persistence of memory in Zingmagazine, 2002. URL consultato il 19 maggio 2011.
  10. ^ (EN) Andrew Anthony, The bizarre career of Amanda Lear in The Guardian, 24 dicembre 2000. URL consultato l'11 aprile 2010.
  11. ^ (EN) Amanda, Lear, Amanda Lear and Stephen Lavers in Ritz Newspaper No. 015 (Bailey & Litchfield), 1978.
  12. ^ a b (EN) Robert Henry Rubin, Amanda Lear for Night in Night, 2002. URL consultato l'11 aprile 2010.
  13. ^ Amanda Lear - 1977 in Antenna3.it, 6 luglio 2005. URL consultato il 12 aprile 2010.
  14. ^ (EN) Eddy Murphy will direct in Star-News, 26 settembre 1985. URL consultato l'11 giugno 2010.
  15. ^ Sabato 15 marzo Amanda Lear al Tenax in Nove da Firenze, 14 marzo 2003. URL consultato l'11 giugno 2010.
  16. ^ Indice per Interprete: C in HitParadeItalia.it. URL consultato l'11 giugno 2010.
  17. ^ a b Amanda Lear's Fan Magazine Love Story interview in Eurodancehits.com, 1997. URL consultato l'11 giugno 2010.
  18. ^ (FR) Le mari d'Amanda Lear mort dans l'incendie de leur maison in Actustar.com, 19 dicembre 2000. URL consultato il 3 giugno 2011.
  19. ^ a b Eventi Mostre. Sogni Miti Colori 07-06-2008-30-06-2008 Pietrasanta (LU), Toscana in Eventiesagre.it. URL consultato il 19 maggio 2011.
  20. ^ (EN) Not a. Lear - Review in The New York Times, 10 dicembre 2001. URL consultato il 3 giugno 2010.
  21. ^ (EN) Never Mind The Bollocks, Here's Amanda Lear at Envoy in One Art World, 10 dicembre 2001. URL consultato il 3 giugno 2011.
  22. ^ (FR) Panique au ministère in Le figaro. URL consultato il 16 aprile 2011.
  23. ^ (FR) Panique au Ministère: tout sur Panique au Ministère in Spectacles.fr. URL consultato il 16 aprile 2011.
  24. ^ Antonio Lodetti, Da Lennon a Tenco così Amanda Lear spiega i delitti rock in IlGiornale.it, 04 aprile 2011. URL consultato il 19 maggio 2011.
  25. ^ Amanda Lear, immortale, in passerella
  26. ^ Articolo su My Way
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  28. ^ Amanda Lear: "Ho mollato Manuel" in Tgcom, 25 febbraio 2008. URL consultato il 19 maggio 2011.
  29. ^ Giovanbattista Brambilla, Amanda Lear, chi è veramente? Dov'è nata? Più di tutto è una trans? in Pride, 2008. URL consultato il 18 maggio 2011.
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  31. ^ Gary Herman, Rock Babilonia, Intero Giallo, Milano 1991
  32. ^ Meredith Etherington-Smith Dalí: vita e opere, eccentricità e scandali, segreti e ossessioni, Garzanti, 1994
  33. ^ (EN) Duncan Fallowell & April Ashley, April Ashley's Odyssey, ISBN 0-224-01849-3. URL consultato il 18 maggio 2011.

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