Chanel
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Chanel S.A. | |
|---|---|
| Nazione | |
| Fondazione | 1909 a Parigi |
|
Fondata da |
|
| Sede principale | 135, Avenue Charles de Gaulle
92521 Neuilly-sur-Seine Cedex Parigi, Francia |
| Persone chiave | *Alain Wertheimer, co-proprietario
|
| Sito web | www.chanel.com/ |
| « Per essere insostituibili bisogna essere diversi. » | |
Chanel S.A. IPA: /ʃə.ˈnɛɫ/ ), è una casa di moda parigina fondata ad inizio secolo da Coco Chanel. Specializzata nei beni di lusso (alta moda, pret-a-porter, borse, profumeria e cosmetica, fra gli altri), il marchio Chanel è diventato uno più riconoscibili nomi nel campo della moda.[1] La casa di moda è attualmente in mano ad Alain Wertheimer e Gerard Wertheimer, che sono i nipoti di Pierre Wertheimer, socio in affari di Coco Chanel.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Anni venti-cinquanta
Nel 1909, Gabrielle Chanel aprì un negozio al piano terra degli appartamenti Balsan di Parigi dando il via a quello che in seguito diverrà uno dei più importanti imperi aziendali del mondo.[1] L'edificio Balsan era un luogo in cui si ritrovava l'elite parigina, e per la stilista era una ottima opportunità di vendere i cappelli di sua creazione. In questa occasione Coco Chanel conobbe anche Arthur Capel[1], che riconobbe in lei un ottimo fiuto per gli affari, e l'aiutò a trasferire l'attività al 31 di Rue Cambon di Parigi, nel 1910[1], in cui già c'era un negozio di sartoria.[1] Nel 1913, Chanel aprì due nuove boutique a Deauville e Biarritz in Francia, dove lanciò una moda femminile più semplice delle tendenze della Belle Époque, che privilegiava uno stile sfarzoso ed opulento.[1][2]
L'inizio della prima guerra mondiale influenzò anche il mondo della moda, dato che le donne dovettero sopperire alle mancanze lavorative dei mariti impegnati al fronte. Pensando al modo in cui vestire le donne, affinché potessero avere dei capi d'abbigliamento comodi e pratici anche sul lavoro, Chanel aprì una nuova boutique a Rue de Cambon davanti all'Hôtel Ritz Paris.[1] Furono prodotti blazer di flanella, gonne di lino, marinarette e maglione in jersey.[1] Lo stile Chanel divenne celebre per la sua semplicità in tutta la Francia nel 1915. Nel 1915 e nel 1917, la rivista Harper's Bazaar disse che un abito Chanel dovrebbe stare "nella lista di ogni compratore".[1]
Coco Chanel diventò una delle più celebri stiliste al mondo[1], e seguendo le tendenze della moda degli anni venti, Chanel produsse nuovi abiti femminili, in due o tre prezzi, ancora oggi considerati di grande eleganza.[1] Nel 1921 venne prodotto il primo profumo della casa di moda, Chanel No. 5.[1] Earnest Beaux creò la fragranza per Coco Chanel, che si limitò a sceglierne il nome.[1] Il profumo ebbe un grosso successo, al punto che il "5", divenne il suo numero fortunato.[3] Chanel No.5 fu il primo di una serie di profumi, che divennero uno dei prodotti di punta della maison, ed alla cui commercializzazione Pierre Wertheimer affiancò Coco Chanel. Chanel N.22 vide la luce nel 1922, Gardénia nel 1925, Bois des Ñles nel 1926, Cuir de Russie nel 1927, Sycomore, Une idée nel 1930, Jasmin nel 1932.[4] Nel 1923 la stilista rivelò ad Harper's Bazaar che la semplicità è la chiave di volta per la vera eleganza.[1]
Risale al 1926 l'arrivo sul mercato del tubino, il petit noir, considerato il capo più importante nella storia dell’abbigliamento [5] Nel 1932 Chanel lanciò sul mercato una linea di gioielleria, basata principalmente sui diamanti, realizzati con la collaborazione del conte Etienne de Beaumont e del duca Fulco di Ventura.[4] Chanel è giunta al culmine della propria notorietà, ed i suoi atelier danno lavoro a 4000 persone, mentre le vendite degli abiti Chanel si aggirano a circa 28 mila modelli l'anno.[4] Nel 1939 però lo scoppio della seconda guerra mondiale costrinse Coco Chanel a chiudere il negozio di rue de Cambon, lasciando in vita soltanto l'attività dei profumi.[4] Dopo la guerra, Coco Chanel, accusata di aver collaborato con i nazisti[1] preferì trasferirsi in Svizzera[6][1] e vendere tutti i diritti del marchio a Pierre Wertheimer.[6]
[modifica] Anni cinquanta-settanta
Chanel ritornò a Parigi nel 1953[1] per scoprire che la scena della moda era dominata dal giovane stilista Christian Dior.[1] Coco Chanel ritornò in affari con Pierre[6] riprendendo pieno possesso del marchio "Chanel."[6] La loro collaborazione fece tornare la maison al vertice del mondo della moda.[6] La nuova collezione primaverile di Chanel ottenne un grande successo, ed in particolar modo fu molto apprezzato il suo tailleur di maglia, che diverrà celebre anche grazie a Jacqueline Kennedy.[4] Chanel ottiene il prestigioso riconoscimento Fashion Oscar di Neiman Marcus, chele fu assegnato nel 1957 a Dallas. Nel 1965 Jacques Wertheimer prese il posto del padre Pierre alla guida dell'azienda.[6]
Il 10 gennaio 1971 Coco Chanel si spense all'età di 87 anni.[1] La leadership dell'azienda passò a Yvonne Dudel, Jean Cazaubon e Philippe Guibourge[1], che contribuirono a mantenere alto il nome del marchio, anche se Jacques Wetheimer alla fine rilevò l'intera casa di moda Chanel.[6][1] Nel 1974, fu lanciato sul mercato l'eau de toilette Cristalle, nato da un progetto che Coco Chanel aveva iniziato quando era ancora in vita. Il 1978 vide la nascita della prima linea di pret-a-porter del marchio (disegnata da Philippe Guibourgé[4]), e la distribuzione di essa a livello mondiale. Alain Wertheimer, prese il posto del padre Jacques nel 1974.[1][6] Grazie alle sue strategie di mercato, il profumo Chanel No. 5 ritornò ad essere la fragranza più venduta al mondo. Inoltre Alain Wertheimer, riuscì a "strappare" alla casa di moda Chloé il rinomato stilista Karl Lagerfeld.
[modifica] Anni recenti
Karl Lagerfeld si occupò dal 1983 della linea d'alta moda e dal 1984 del pret-a-porter.[4] Pur mantenendo inalterati lo stile ed i valori del marchio "Chanel", Lagerfeld attualizzò l'azienda introducendo importanti innovazioni e lanciando nuove linee, mentre la famiglia Wertheimer si occupò di creare nuove società per differenziare la produzione Chanel, spaziando dalla cosmetica, alla gioielleria, ad i costumi da bagno (tramite il marchio Erès), agli orologi ed agli occhiali (licenziati da Luxottica).
Nel febbraio 2002, in collaborazione con il Musée National d'Histoire Naturelle, è stata organizzata a Roma una mostra dedicata al diamante presso le scuderie del Quirinale. Insieme ad i gioielli Cartier e de De Beers ed ai quadri di Tiziano e Rubens sono stati esposti tre gioielli firmati da Coco Chanel: la spilla del 1932 Étoile, in platino e diamanti, il collier Comète tempestato da 650 diamanti, ed un anello composto da 22 diamanti di 2,15 carati, ed al centro un diamante da un carato.[4]
[modifica] Filosofia e stile Chanel
Coco Chanel rivoluzionò il mondo dell'alta moda sostituendo i sontuosi abiti femminili con modelli più semplici e lineari, oltre che notevolmente più comodi[2]. Gli anni venti e trenta furono contraddistinti proprio dalle linee e dalla moda inventata dalla stilista.[7][2]
Chanel non diede solo una svolta al mondo della moda ma per la prima volta valorizzò la donna e ruppe la coltre fitta che impediva di vedere il genere femminile alla pari con quello maschile
Il dettaglio per eccellenza nello stile Chanel è il copricapo, in cui tutto il suo istinto e la sua passione si liberano, coronando gli abiti che mescolano: luce, colore, eleganza, classe, leggerezza e personalità. La "petite couturière" Coco è sovrana dello stile e della classe ai quali non rinuncia mai, conferendo unicità e originalità ad ogni sua creazione.
Chanel è per tutte le donne. Sempre giovanile ed elegante, diede alla donna un'importanza maggiore nel mondo del lavoro unendo una semplice giacca di taglio maschile ad una gonna, permettendo così a chi la indossava di mostrare la propria femminilità.
[modifica] Profumi
Di seguito un elenco incompleto dei principali profumi lanciati sul mercato da Chanel.[8][9]
| Profumo | Anno | Famiglia | Tipo |
|---|---|---|---|
| Chanel No. 5 | 1921 | Floreale-aldeidata | Donna |
| Chanel No. 22 | 1922 | Floreale-aldeidata | Donna |
| Pour Monsieur | 1950 | Uomo | |
| Chanel No. 19 | 1970 | Floreale-verde | Donna |
| Cristalle | 1974 | Donna | |
| Anteaus | 1981 | Uomo | |
| Coco | 1984 | Orientale-speziata | Donna |
| Égoïste | 1993 | Boisè-floreale muschiato | Uomo |
| Égoïste Platinum | 1996 | Fresco-verde-boschivo | Uomo |
| Allure pour Homme | 1999 | Orientale-boisé | Uomo |
| Coco Mademoiselle | 2001 | Orientale-fresco | Donna |
| Chance | 2003 | Cipriata-floreale | Donna |
| Allure Homme Sport | 2004 | Boisé-speziata | Uomo |
| No. 5 Elixir Sensuel | 2004 | Floreale-verde | Donna |
| Allure Sensuelle | 2006 | Orientale-floreale | Donna |
| Allure Homme Cologne Sport | 2007 | Esperidata-aromatico | Uomo |
| No. 5 Eau Premiere | 2008 | Floreale-aldeidata | Donna |
| Allure pour Homme Edition Blanche | 2008 | Esperidata-aromatica | Uomo |
[modifica] Orologi
Il direttore creativo di Chanel, Jacques Helleu lanciò sul mercato il primo orologio del marchio, chiamato Premiere, nel 1987. La prestigiosa linea di orologi Chanel J12, provvista di tourbillon, invece vide la luce nel 2000. Nel 2005 i designer Chanel hanno sviluppato l'esclusiva tecnologia di movimento dell'orologio CHANEL O5-T.1. Nel 2006 è stato aggiunto alla produzione il prezioso Chanel J12 Haute Joaillerie, un orologio tempestato di diamanti, a cui è seguito Chanel J12 Tourbillon Haute Joaillerie. Nel 2007 è stata la volta del primo modello della linea J12 GMT. Da una collaborazione con Audemars Piguet è nato invece nel 2008 il modello J12 calibre 3125, equipaggiato dell'innovativa tecnologia di movimento CHANEL AP - 3125.[10]
[modifica] Distribuzione
Chanel conta più di 200 boutique in tutto il mondo[6], distribuite in negozi monomarca, all'interno di grandi magazzini come Harrods e Neiman Marcus, o in alcuni aeroporti. Dal 2001 è iniziato un progetto dell'architetto Peter Marino con il quale è iniziata la ristrutturazione di alcune delle principali boutique Chanel, affinché esse si adeguino alla filosofia della stilista, secondo la quale "le cose più belle sono le più semplici, e niente è tanto bello quanto uno spazio vuoto".[4] In questo progetto sono state fatte rientrare i negozi di New York, Parigi, Tokyo, Seul, Vienna, Città del Messico e Milano.
[modifica] Testimonial
La compagnia si è sempre avvalsa di testimonial particolarmente celebri, fra cui non si può non ricordare Catherine Deneuve, Nicole Kidman e Audrey Tautou (tutte e tre per il profumo Chanel No. 5), ma soprattutto, Marilyn Monroe che negli anni cinquanta si fece fotografare, mentre si spruzzava alcune gocce di Chanel No. 5. Tale immagine è rimasta sicuramente la più rappresentativa dell'intera produzione di Chanel, e continua ad essere una delle foto più celebri nella storia del marketing, ancora oggi citata in diverse occasioni o venduta in forma di poster.[11].
Negli anni ottanta, novanta e duemila sono state moltissime le top model internazionali che hanno calcato la passerella parigina della maison per interpretarne le creazioni: Naomi Campbell, Eva Riccobono, Kate Moss, Claudia Schiffer, Jessica Stam, Raquel Zimmermann, Natasha Poly e moltissime altre.
Per le sue campagna pubblicitarie spesso Chanel si affida a testimonial celebri come Nicole Kidman o più recentemente a Keira Knightley, Jennifer Aniston, Scarlett Johansson, Kirsten Dunst e Vanessa Paradis.
[modifica] Riferimenti nella cultura popolare
- Il marchio Chanel viene citato nelle canzoni Fashionista di Jimmy James, Labels or love di Fergie e Fifty sixty di Alizée.
- Nell'episodio Scene di lotta di classe a Springfield della serie animata I Simpson, Marge Simpson indossa un vestito Chanel.
- Nella serie televisiva The Hills Spencer Pratt regala una borsetta Chanel ad Heidi Montag.
- Nel film Sex and the City del 2008, Samantha Jones (Kim Cattrall) sfoggia una borsa Chanel.
- Nella serie televisiva Lipstick Jungle Victory Ford (Lindsay Price) riceve in regalo una borsa che fu usata da Coco Chanel.
- Nel film Il diavolo veste Prada del 2006, Nigel (Stanley Tucci), direttore artistico della rivista Runway, nel tentativo di migliorare il look di Andrea Sachs (Anne Hathaway), le dice di avere "un disperato bisogno di Chanel".
- Nel film Beverly Hills Chihuahua del 2008, la cagnetta Chloe rivela di utilizzare Chanel No. 5.
- Nel film Agente Smart - Casino totale del 2008, l'agente 99 (Anne Hathaway) utilizza borsa ed occhiali Chanel.
[modifica] Note
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Chanel. Fashion Model Directory. URL consultato il 2008-06-19.
- ^ a b c Martin, Richard, Contemporary fashion, London, St. James Press, 1995. 750
- ^ King of Perfume - TIME
- ^ a b c d e f g h i Dizionario della moda
- ^ [1]
- ^ a b c d e f g h i Chanel S.A.. Funding Universe. URL consultato il 2008-06-19.
- ^ Costume", pg.52, published by Eyewitness Books.
- ^ osmoz.it
- ^ Chanel.com - Parfums & Beautè
- ^ World of Chanel Watches
- ^ Beauty - Life & Style Home - theage.com.au
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Chanel


