Thierry Mugler

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Marchio della casa Thierry Mugler

Thierry Mugler (Strasburgo, 1948) è uno stilista e fotografo francese, creatore dell'omonima casa di moda.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Mugler si trasferisce a Parigi nel 1970, lavorando come vetrinista, e disegnando abiti nel tempo libero. Riesce a realizzare la sua prima linea di abbigliamento Café de Paris nel 1973,[1] e crea il proprio brand nel 1975. Il suo stile diventa celebre per il suo prendere ispirazione nella storia, nelle automobili americane degli anni settanta[2], nei film noir e persino nel mondo degli insetti. Fra le sue creazioni più celebri si ricordano i celebri corsetti indossati da Madonna durante i concerti[2], e gli abiti di Sharon Stone[2].

Nel 1991 chiese a Diana Ross di sfilare a Parigi per le sue collezioni Primavera-Estate: fu la prima volta che una cantante-attrice sfilava per uno stilista .

Dal 1997 Mugler comincia a produrre anche profumi con l'azienda di cosmetici francese Clarins, e dal 2003 abbandonerà il settore dell'abbigliamento per dedicarsi esclusivamente ai profumi. Angel, profumo creato nel 1992 è diventato una delle fragranze più vendute al mondo[2]. Attualmente la linea Thierry Mugler Couture, così come i capi di pelletteria, gli occhiali da sole e la gioielleria della casa di moda vengono prodotti su licenza[2].

Mugler ha anche pubblicato due libri sulla moda e sulla fotografia, ispirati alla propaganda stalinista[1]: Thierry Mugler (1988) e Fashion Fetish Fantasy (1998). Nel 1992, Mugler ha diretto il video musicale di George Michael Too Funky, in cui viene mostrata una sfilata dello stilista. Negli anni 2000 Mugler ha collaborato con il Cirque du Soleil nello spettacolo Zumanity. Nel 2010 Nicola Formichetti diventa direttore creativo del marchio che verrà rilanciato nel settore dell'abbigliamento.

Profumi di Thierry Mugler[modifica | modifica wikitesto]

A*Men

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Laurent Dombrowicz, Fashion Icons, Azzedine Alaia and Thierry Mugler in Wound Magazine, vol. 1, nº 1, London, novembre 2007, p. 113, ISSN 1755-800X.
  2. ^ a b c d e Dizionario della moda

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