La Cinq

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La Cinq
La Cinq logo new.gif
Paese Francia Francia
Lingua francese
Tipo generalista
Target giovani, adulti
Slogan La 5 c'est 5 sur 5
Data di lancio 20 febbraio 1986
Data chiusura 12 aprile 1992
Formato 4:3 576i (SDTV)
Share 13% (1989, )

La Cinq è stato un canale televisivo privato francese, fondato da Silvio Berlusconi nel 1986 e chiuso nel 1992. Fu la prima tv privata francese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione dell'emittente[modifica | modifica wikitesto]

Il logo di La Cinq fino al 1990. Da notare la somiglianza con quello di Canale 5.

Silvio Berlusconi voleva portare all'estero il modello Canale 5, primo grande canale commerciale italiano, e partì dalla Francia approfittando del fatto che il presidente transalpino Mitterrand, vedendo probabile una sconfitta dei socialisti alle elezioni regionali e legislative del 1986, decise a sorpresa di riformare il PAF (letteralmente Paesaggio Audiovisivo Francese) con l'aiuto del premier Laurent Fabius; vennero concesse due nuove licenze per l'apertura di emittenti private gratuite. Berlusconi rispose all'appello e, con l'aiuto del produttore Jérôme Seydoux (che si presentò come azionista di maggioranza relativa) s'aggiudicò le frequenze.

L'esperimento d'oltralpe ebbe una vita breve (dal 20 febbraio 1986 al 12 aprile 1992) e molto travagliata.

Le prime trasmissioni[modifica | modifica wikitesto]

La programmazione risentì all'inizio dell'impronta italiana (il direttore dei programmi era Carlo Freccero e molti format furono forniti da Berlusconi e registrati nei medesimi studi milanesi come il quiz Pentathlon in onda al giovedì o W le donne, ribattezzato Cherchez la Femme, il sabato sera). Anche molte serie erano in comune, e alcune di esse erano inedite in Francia (ad esempio Supercar e alcune stagioni di Happy Days). Il canale lavorava su poche frequenze, rilasciate col contagocce dal CSA (il Consiglio Superiore dell'Audiovisivo, l'organo di controllo competente in materia, creato insieme all'apertura del mercato tv), dovendo far fronte ad ovvi e, alle volte, clamorosi ammanchi nella copertura: ad esempio, solo alcuni quartieri di Tolosa, la quarta città francese, poterono vedere il sontuoso show d'apertura, che fu registrato a Milano negli studi Fininvest, che fu presentato tra gli altri da Amanda Lear. Molte star tv francesi si lasceranno frattanto attirare dal canale e vi lavoreranno, per poi abbandonare poco dopo per i bassi ascolti dovuti alla scarsità di frequenze.

A settembre 1987 nasce il "journal" (telegiornale) avente come conduttore di punta il giornalista Jean-Claude Bourret, proveniente da TF1, che diventerà uno dei capisaldi del palinsesto. Un anno dopo, la programmazione del canale copre l'intera giornata, e il canale trasmette il suo primo importante evento sportivo, il Rally Dakar (che manterrà fino alla chiusura del canale).

Sempre in quegli anni, La Cinq sfrutterà sistematicamente e con successo il Minitel, una sorta di antenato di Internet sviluppato in Francia sul Videotex: al codice 3615 La Cinq si potevano reperire concorsi, notizie e sondaggi.

Avvicendamento al vertice[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1990 e il 1991 Hersant, travolto dai debiti e dalla guerra contro Berlusconi per il controllo societario, lasciò l'emittente al Gruppo Hachette guidato da Jean-Luc Lagardère, il quale sperava da tempo di acquisire il controllo di una rete tv nazionale dopo aver fallito la conquista di TF1: dichiarò, al momento dell'accordo che credeva fosse possibile salvare La Cinq. Il canale subì cambiamenti profondi, a partire dal logo – un complesso design di numeri sovrapposti creato dallo stilista Jean-Paul Goude - che soppiantò il 5 con la stella inventato da Berlusconi e ispirato al logo di Canale 5. Anche i quadri societari cambiarono, con l'uscita di Carlo Freccero; tuttavia Berlusconi rimase azionista e vicepresidente.

La bancarotta[modifica | modifica wikitesto]

Seguì un anno difficile con molti bassi (22 trasmissioni lanciate e molte di queste chiuse, crisi del mercato pubblicitario) e pochi alti (conquista dei diritti tv per la Formula 1 nel triennio 1991-1993, messa in onda di Twin Peaks e di numerosi film Disney, crescente apprezzamento del pubblico per l'informazione, che dedica ampia copertura alla prima guerra del Golfo), che si concluse con 576 licenziamenti (e relativo sciopero del personale) e un bilancio in rosso per 1 miliardo di franchi (pari a circa 150 milioni di euro attuali) con debiti complessivi di 3 miliardi. Sul fronte ascolti La Cinq pur in calo resta al terzo posto col 10,9%, superando France 3 e M6 (pure essa costretta a una politica di austerità a causa di cospicue perdite di bilancio). Il canale finì in amministrazione controllata e Jean-Claude Bourret, presagendo il rischio della chiusura, creò un'associazione per difenderlo, che ebbe in poco tempo 800.000 aderenti, per poi toccare quota 1,3 milioni. Lo scopo salvare il canale ricorrendo a un sistema di azionariato popolare, da attuare con la messa in vendita di azioni a 250 franchi. Tali iniziative furono promosse con una martellante campagna pubblicitaria.

Nel frattempo, Berlusconi cercò di mettere sul piatto un aumento di capitale, ma vi rinunciò non avendo trovato altri supporti necessari.

Aprendo il telegiornale delle 20 il 3 aprile 1992, Bourret annunciò che La Cinq era stata messa in liquidazione per l'eccesso di passivo nei bilanci e sarebbe dunque "morta" entro 9 giorni, vale a dire il 12 aprile a mezzanotte, parlando poi di pressioni politiche ed economiche volte ad "uccidere" il canale.

La fine delle trasmissioni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'annuncio del 3 aprile, Bourret continuò a ribadire che la lotta per salvare La Cinq sarebbe andata avanti e proseguì con gli appelli al pubblico per ottenere supporto alla causa di difesa del canale.

Ciò non sortì effetto: come preannunciato, alle 20.45 del 12 aprile, dopo l'ultimo telegiornale, andò in onda l'ultima trasmissione, dal titolo Vive La Cinq; vi presero parte tutti i personaggi legati all'emittente, e fu presentata da Gilles Schneider, assieme alla anchorwoman Marie-Laure Augry, al direttore delle news Patrice Duhamel (ora a France 24) e allo stesso Bourret, che annunciò la creazione, da parte dell'associazione di difesa, di un settimanale d'informazione intitolato Cinq Plus.

In poco più di tre ore vennero ripercorsi i sei anni di attività del canale, con una lunga serie di messaggi d'addio letti in diretta da personaggi famosi. A mezzanotte, Jean Claude Bourret diede via al countdown e, arrivati allo zero, la telecamera si soffermò sulla mano di un tecnico che, tirando una leva, di fatto "spegneva" il canale. Fu trasmessa allora una breve animazione di un'eclissi totale di Luna, accompagnata dalle note di Così parlò Zarathustra. Allorché l'eclissi fu totale, l'audio andò via via scemando, lo schermo divenne nero ed apparve una scritta: "La Cinq vous prie de l'excuser pour cette interruption définitive de l'image et du son" ("La Cinq vi prega di scusarla per questa interruzione definitiva dell'immagine e del suono"), che lasciò poi il posto a un messaggio tacitiano, breve ma eloquentissimo: C'est fini ("È finita"). L'audience della serata aveva registrato in quei momenti circa 7 milioni di telespettatori, una percentuale di share altissima, anche perché si calcola che alla fine della sua esistenza il canale ebbe l'80% di copertura territoriale, ma ormai era troppo tardi.

Lo stesso presidente della Repubblica francese François Mitterrand, cui tanti si erano appellati perché intervenisse a favore di La Cinq, nata proprio grazie alla sua iniziativa di apertura del mercato tv, espresse il suo disappunto per la chiusura della rete, definendola "un canale di grande classe e talento, con delle eccellenti trasmissioni", ma ribadendo come il dissesto finanziario delle casse aziendali fosse troppo grande per consentire un suo salvataggio.

Dopo La Cinq[modifica | modifica wikitesto]

Nei mesi successivi, sulle riviste di programmi tv, al posto di "La Cinq" compariva la dicitura "Le trou noir" (Il buco nero). Le frequenze liberate furono poi parzialmente assegnate al canale ARTE (acronimo di Association Relative à la Télévision Européenne, Associazione Relativa alla Televisione Europea), un canale culturale franco-tedesco a vocazione europea di servizio pubblico, che partì con trasmissioni serali il 28 settembre 1992. Nel 1994 le ore diurne furono riempite con il nuovo canale pubblico La Cinquième (oggi France 5), una scelta che fu criticata da molti e considerata come un "furto" nei confronti di chi voleva creare un'altra tv privata.

Morta La Cinq, Jean-Claude Bourret continuò a portare avanti la battaglia per la rinascita del canale con la sua association de defense, che esiste a tutt'oggi e nel frattempo ha cambiato nome in "Tv Liberté".

Altre informazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra le "invenzioni" dell'emittente, vi è senza dubbio "Le journal permanent", cioè notizie ogni 15 minuti la mattina; questo probabilmente ha ispirato la versione corrispondente italiana "Prima Pagina", attualmente in onda su Canale 5. Un'altra innovazione fu la conduzione uomo-donna. Inoltre, aveva inventato un programma domenicale, Face à France, dove un politico si confrontava con alcuni francesi comuni scelti dalla società di sondaggi IPSOS in modo da ricalcare l'insieme del tessuto sociale francese; tale concetto sarà ripreso da un programma di TF1, da uno di TVE, da uno di France 2 e da uno di RTP.

Contrariamente a quanto molte fonti dicono, La Cinq non fu il primo canale nazionale generalista a morire in diretta nella storia della televisione francese. Nel 1987 infatti stessa sorte era toccata alla stazione televisiva TV6, soppressa dopo appena un anno di vita per lasciare spazio alla M6-Métropole 6. L'animazione conclusiva delle due tv presentava molte analogie. TV6, come animazione finale, mostrò infatti l'esplosione di un pianeta recante il marchio della emittente (causata da un Dart Fener nel quale veniva identificato il governo gollista di allora con a capo Chirac e Balladur, che si congratula con la vittoria dell'Impero (identificato con la Lyonnaise des Eaux/Compagnie Luxembourgeoise de Telédiffusion) sui ribelli (identificati con Publicis/NRJ)) e accompagnata dalle musiche di Star Wars. Una sequenza molto simile all'eclissi totale che copriva il pianeta con il logo di La Cinq. Ma tale morte passò sotto silenzio, sia perché TV6 era riuscita a malapena a consolidare un certo pubblico solo tra i giovani, sia perché M6 la rimpiazzò sugli schermi nello spazio di undici ore.

All'ultimo "duello" (che chiudeva le notizie delle 12.45), prese parte il futuro presidente francese Nicolas Sarkozy, allora sindaco RPR del comune di Neuilly-sur-Seine.

Programmazione[modifica | modifica wikitesto]

Palinsesto tipo[modifica | modifica wikitesto]

Le serie televisive in verde, i telefilm in rosa, i telegiornali in blu, i programmi d'intrattenimento o di attualità in marrone chiaro, i film in marrone, e i cartoni animati in viola.

6:00 7:30 9:00 9:15 10:15 10:30 11:25 12:30 13:00 13:30 14:25 15:25
Le journal permanent Youpi ! Le club du
télé-achat
Voisin, voisine Bouvard & cie Thierry la Fronde Anticipazioni del journal Cosmos 1999 Journal Amicalement vôtre L'enquêteur Maigret
17:05 18:00 19:30 20:00 20:30 21:35 22:10 23:10 0:00 0:15 1:15 2:55
Thierry la Fronde Youpi ! les vacances Happy Days Journal La Maison de tous les cauchemars: L'aigle des Carpathes Le Voyageur Deux flics à Miami L'enquêteur Journal de la nuit Amicalement vôtre Maigret Bouvard & cie

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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