Carlo Freccero

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Carlo Freccero nel 2009

Carlo Freccero (Savona, 5 agosto 1947) è un autore televisivo ed esperto di comunicazione italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È sposato con Daniela Strumia.

Dagli inizi con Fininvest alla tv francese[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni ottanta fu direttore dei palinsesti di Canale 5 e Italia 1. Nel 1982 lavorò a Rete 4 (l'allora proprietaria era Arnoldo Mondadori Editore) come curatore della programmazione del canale. Nel 1986 venne nominato da Silvio Berlusconi direttore dei programmi di La Cinq (prima tv privata francese), poi, nel 1991, direttore di Italia 1. Nel 1993 divenne consulente di Rai 1 e l'anno successivo fu di nuovo a Parigi come responsabile della programmazione di France 2 e France 3.

La direzione di Rai 2[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996 Freccero venne nominato dalla RAI nuovo direttore di Rai 2 prendendo il posto di Gabriele La Porta. Durante la sua direzione Rai 2 assunse l'identità di rete giovane, sperimentale, alternativa e provocatoria. Tra i volti che fecero parte della sua rete si ricordano Sabina, Corrado e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Fabio Fazio, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Michele Santoro e Piero Chiambretti. I programmi proposti dalla sua rete (Satyricon, Il raggio verde e L'ottavo nano) durante la campagna elettorale del 2001 furono ritenuti scomodi da parte del centrodestra guidato da Silvio Berlusconi che nel 2002 pronunciò il noto editto bulgaro che portò all'allontanamento dalle reti RAI di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi (questi ultimi andavano in onda su Rai 2).

L'allontanamento e il ritorno in RAI[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 2002 Freccero venne rimosso dalla direzione di Rai 2 e al suo posto arrivò Antonio Marano in quota alla Lega Nord. Nel 2003 fu allontanato da ruoli di responsabilità in RAI ma tornò a lavorarvi, seppure in un ruolo meno visibile, come autore della trasmissione televisiva cult Rockpolitik (ottobre 2005).

Nel 2005 fu tra i promotori presso l'Università di Roma Tre di Universytv. Nel giugno del 2007 diventò coordinatore del progetto cultura e della promozione della città della giunta genovese guidata da Marta Vincenzi[1].

La Presidenza di RAI SAT[modifica | modifica sorgente]

Il 5 luglio 2007 fu nominato Presidente di Rai Sat, mentre a febbraio 2008 presentò il suo palinsesto[2]. Ricoprì la carica di presidente di Rai Sat fino al 18 maggio 2010, dopo l'uscita dei canali di Rai Sat dal pacchetto Sky e il loro nuovo posizionamento nell'offerta Rai per il digitale terrestre.

La fondazione e la direzione di Rai 4[modifica | modifica sorgente]

Nel 14 luglio 2008 fu nominato direttore del nuovo canale televisivo Rai 4. Il 18 novembre 2009 venne mandato in onda lo spot di un nuovo programma, dal titolo Sugo - sessanta minuti di gusto e disgusto, in cui il direttore di Rai 4 era protagonista, insieme a due trans, di una scenetta irriverente, scatenando non poca polemica tra le compagini della Rai e della politica. Ciò avvenne nel pieno dello scandalo che aveva colpito Piero Marrazzo, al tempo Presidente della Regione Lazio, portato agli onori dei media i temi della prostituzione transessuale. In una nota Freccero dichiarò: "Io relegato nello scantinato digitale della tv pubblica perché provocatorio e scomodo".

Nel luglio 2010, in un'intervista al giornale Il Riformista fatta dopo la vittoria di Paolo Ruffini sulla Rai riguardo alla direzione di Rai 3 e lo stop alle nomine dei direttori di Rai 2 e di Rai News, Freccero rivendicò la direzione della struttura Rai Premium affermando che la struttura orfana di Ruffini gli spettava di diritto visto che coordina la rete che dirige e Rai Movie[3].

Nell'aprile 2012 venne sospeso dall'attività di responsabile di Rai 4 per 10 giorni a causa di una telefonata di insulti e minacce dello stesso al giornalista di Libero Francesco Borgonovo[4], che aveva criticato la messa in onda della serie televisiva Fisica o chimica[5]. Freccero definì il provvedimento disciplinare «vergognoso e umiliante» e annunciò di fare ricorso al giudice del lavoro, dicendosi pronto anche allo sciopero della fame[6].

Il 5 agosto 2013 andò in pensione lasciando la direzione di Rai 4[7][8].

La candidatura a presidente della RAI[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 2012, in una conferenza stampa indetta durante il Festival internazionale del giornalismo di Perugia, Freccero annunciò ufficialmente la sua candidatura al fianco di Michele Santoro alla guida della RAI, rispettivamente come presidente e direttore generale. Le candidature, annunciate dallo stesso Santoro, furono aspramente criticate da parte della politica, soprattutto dagli esponenti del Popolo della libertà.

Appoggio politico[modifica | modifica sorgente]

Per le Elezioni politiche italiane del 2013 disse di non essere sicuro di votare e che se proprio dovesse andare alle urne voterebbe la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia per la Camera dei Deputati e Partito Democratico al Senato della Repubblica[9].

Nel giugno del 2014 durante una puntata di Otto e mezzo annuncia di voler entrare in politica.

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Dal 2003 al 2012 si dedicò all'insegnamento nel corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello Spettacolo (DAMS) presso l'università di Roma Tre. Tenne corsi di Linguaggi della televisione generalista e Teoria e tecniche del linguaggio radiotelevisivo. Insegnò anche, presso la sede di Savona (sua città natale), all'interno del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università degli studi di Genova.

Scrisse inoltre saggi e testi scientifico-divulgativi. Noto situazionista, nel 1997 scrisse l'introduzione ai Commentari sulla società dello spettacolo di Guy Debord, per l'edizione Baldini & Castoldi, mentre nel 2006 scrisse la prefazione al volume Queer Tv di Andrea Jelardi e Giordano Bassetti. Freccero fu anche autore televisivo.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Laura Santini, La Giunta Vincenzi delega per delega, mentelocale.it, 5 giugno 2007.
  2. ^ Politica e tv, i nuovi linguaggi visti da Carlo Freccero, libero.it, 22 febbraio 2008.
  3. ^ Michele Anselmi, Privatizzate Viale Mazzini. Non si può essere guidati dalle sentenze dei giudici in Il Riformista, 22 luglio 2010. (archiviato dall'url originale il 2010).
  4. ^ Ecco la telefonata minatoria di Freccero al giornalista di Libero, Italia Oggi, 16 marzo 2012. URL consultato il 2 agosto 2012.
  5. ^ Rai, Freccero sospeso per 10 giorni: "Farò ricorso, è persecuzione nei miei confronti", Adnkronos, 4 aprile 2012. URL consultato il 10 aprile 2012.
  6. ^ Rai, Freccero sospeso per 10 giorni. Sotto accusa per telefonata a Libero in La Repubblica, 4 aprile 2012. URL consultato il 10 aprile 2012.
  7. ^ Andrea Signorelli, Carlo Freccero lascia la direzione di Rai4: 'Vado in pensione, key4biz.it, 12 luglio 2013.
  8. ^ Andrea Signorelli, La bella televisione di Carlo Freccero in La Stampa, 4 agosto 2013.
  9. ^ Andrea Signorelli, Elezioni 2013 Elezioni 2013 - Per chi votano Travaglio, Guzzanti, Scanzi, ecc. Tra Rivoluzione Civile e il Movimento 5 Stelle, Blogo, 8 febbraio 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Direttore di Italia 1 Successore
nessuno 1991-1992 Carlo Vetrugno
Predecessore Direttore di Rai 2 Successore
Gabriele La Porta 1996-2002 Antonio Marano
Predecessore Presidente di Rai Sat Successore
Carlo Sartori 2007-2010 (Rai Sat cessa le sue attività)
Predecessore Direttore di Rai 4 Successore
nessuno 2008-2013 Roberto Nepote

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