Piero Marrazzo

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Piero Marrazzo
Piero Marrazzo.jpg

Presidente della Regione Lazio
Durata mandato 4 aprile 2005 –
27 ottobre 2009
Predecessore Francesco Storace
Successore Esterino Montino (Interim)

Dati generali
Partito politico Partito Democratico

Piero Marrazzo, all'anagrafe Pietro[1], (Roma, 29 luglio 1958) è un giornalista e politico italiano, presidente della Regione Lazio dal 2005 al 2009.

Attività giornalistica[modifica | modifica sorgente]

Figlio del giornalista Giuseppe Marrazzo, si è laureato in giurisprudenza e poco dopo è entrato in RAI, lasciando l'attività politica giovanile che aveva portato avanti fino a quel momento, come socialista riformista.

I venti anni in RAI lo hanno visto come conduttore e inviato del Tg2, poi come responsabile della testata regionale della Toscana e poi, chiamato da Giovanni Minoli, alla Cronaca in diretta, agli speciali Format e programma Drug Stories, realizzato in base a un accordo tra UNDCP e la RAI e incentrato sulla produzione e sul traffico di droga, oltre ai problemi legati alla prevenzione, al trattamento delle tossicodipendenze e alle strategie di lotta al narcotraffico.

Nel 2002 vince la sezione giornalismo dedicata ad Antonio Ravel del Premio Cimitile. Dall'ottobre 1998 al 2004 ha condotto Mi manda Raitre.

Ha tre figlie, Giulia e Diletta, avute dal primo matrimonio con Isolina Fiorucci, e Chiara, avuta dal secondo matrimonio con la giornalista di Rai 3 Roberta Serdoz.

La carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre 2004 ha accettato di candidarsi per la carica di presidente della regione Lazio, con la coalizione di centrosinistra, L'Unione, in occasione delle elezioni regionali dell'aprile 2005, in cui ha vinto con il 50,7% dei voti.

Nel periodo di campagna elettorale sarebbe stato spiato illegalmente allo scopo di ostacolarne l'elezione a presidente regionale (tale vicenda è correlata allo scandalo Laziogate).

Walter Veltroni con Piero Marrazzo

In seguito all'elezione ha suscitato alcune critiche da parte dell'opposizione il fatto che Marrazzo abbia aumentato, in maniera giudicata eccessiva, le consulenze e gli incarichi alla Regione Lazio, anziché procedere a dei tagli.[2]

A fronte dell'emergenza rifiuti nella Regione Lazio, Marrazzo ha assunto una gestione commissariale che, secondo una sua prima dichiarazione, avrebbe dovuto scadere il 31 gennaio 2007,[3] ma poi è stata da lui prorogata fino al 24 giugno 2008, data in cui è stato presentato al Consiglio regionale lo stato di attuazione delle misure per l'uscita dall'emergenza. Marrazzo ha preferito attuare una politica di chiusura delle discariche già esistenti, affermando che un loro ampliamento non è all'ordine del giorno.[4] E ha puntato sul rilancio della raccolta differenziata, con l'obiettivo di raggiungere il 50% nel 2011, con investimenti per oltre 300 milioni di euro da destinare alle Province e ai Comuni del Lazio. In particolare, è stato raggiunto un accordo con il Comune di Roma per portare la raccolta differenziata fino al 45% entro il 2013.[5]

Nel 2008, per cercare di riorganizzare la macchina amministrativa, Marrazzo ha dato avvio al cosiddetto "progetto trasparenza", promosso dal governo, col quale sono stati messi a disposizione dei cittadini su Internet i dati di diverse strutture dirigenziali (retribuzioni, orari di lavoro, dati su promozioni e trasferimenti, incentivi di produttività). L'iniziativa ha ricevuto l'approvazione del Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta.[6]

All'inizio dell'attività di governo, Marrazzo ha chiamato tutte le Asl e le aziende ospedaliere a una verifica sui conti della sanità. Dai documenti contabili trasmessi dalle Aziende sanitarie, ospedaliere, dagli Irccs e dai Policlinici è emerso un debito di circa 10 miliardi accumulato negli anni precedenti.[7] All'inizio del 2007, è stato sottoscritto con il Governo un piano di rientro per l'abbattimento del debito e la nuova gestione del sistema sanitario regionale. Il debito, che era stato oggetto di transazioni con le banche, è stato ristrutturato grazie ad un prestito della Cassa Depositi e prestiti pari a cinque miliardi di euro.

Per far fronte all'indebitamento della sanità regionale, Marrazzo ha assunto ad interim l'assessorato alla sanità; nel luglio del 2008 è stato quindi nominato dal Governo commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro. Tra i provvedimenti, ha predisposto la chiusura di alcuni ospedali romani, tra cui il Forlanini e il San Giacomo, decisione che ha provocato varie proteste da parte degli ospedalieri interessati e di numerose associazioni di residenti.[8] Sui tagli decisi da Marrazzo è giunto l'allarme di Confindustria che teme una perdita di 3.500 posti di lavoro.[9]

A partire dal 17 settembre 2008 Marrazzo ha reintrodotto il pagamento del ticket sui medicinali nelle farmacie del Lazio, in base a un decreto che è stato contestato da associazioni come Federfarma, Cosnil, Federitalia Consumatori, a causa dei disagi a cui potrebbero andare incontro i cittadini delle fasce più deboli.[10][11][12]

Il 30 settembre 2008 Marrazzo ha ottenuto dal governo Berlusconi lo sblocco di fondi pari a 5 miliardi di euro, dovuti dallo Stato alla Regione, come già indicato dalla Corte dei Conti del Lazio,[13] con cui rimpinguare le casse della regione per far fronte all'indebitamento della spesa sanitaria che ammonterebbe a 9 miliardi e 700 milioni.[9] E si è impegnato col ministro Sacconi a ridurre tale debito entro il 2009.

Alcune polemiche hanno investito Marrazzo in occasione della festa di San Valentino del 2009, per aver destinato 72.000 euro dei fondi regionali alla realizzazione di un concerto musicale, riservato ai dipendenti della Regione Lazio.[14] I sindacati e altre categorie istituzionali hanno obiettato che quei soldi sarebbero dovuti essere impiegati per scopi di pubblica utilità.[15]

Il 18 febbraio 2009 la giunta regionale di Marrazzo subisce le dimissioni degli esponenti del Partito dei Comunisti Italiani, che passano all'opposizione,[16] a seguito della sua decisione di modificare la composizione della giunta inserendo al posto di Marco Di Stefano Francesco Scalia, entrambi esponenti del Partito Democratico, e al posto di Mario Michelangeli, del PDCI, di Vincenzo Maruccio, dell'Italia dei Valori.

Per fronteggiare la crisi economica, la Regione ha raggiunto un accordo con Unicredit e Unionfidi, per anticipare gli assegni ai lavoratori Alitalia in cassa integrazione.[17]

Lo scandalo, le dimissioni e l'assoluzione[modifica | modifica sorgente]

Il 23 ottobre 2009 viene diffusa la notizia[18] che Marrazzo sarebbe stato ricattato da quattro persone, tutte appartenenti all'arma dei Carabinieri, in possesso di un video che mostrerebbe un incontro tra il presidente ed una transessuale, con apparente presenza di sostanze stupefacenti, avvenuto nel luglio precedente in un appartamento di via Gradoli, nella zona di Tomba di Nerone a nord di Roma.[19][20][21] Tale relazione è stata descritta da Marrazzo come un rapporto mercenario occasionale, mentre la transessuale ha dichiarato di essere la fidanzata di Marrazzo e di frequentarlo da sette anni.[22][23]

In seguito al clamore mediatico sollevato dalla vicenda, dopo aver inizialmente negato il proprio coinvolgimento, Marrazzo ha ammesso il fatto, definendolo "frutto di una mia debolezza della vita privata"[24][25][26], autosospendendosi dalla carica di Presidente della Regione Lazio e trasferendo i poteri al Vicepresidente e Assessore all'Urbanistica Esterino Montino.[27]

Il provvedimento di autosospensione è stato contestato da alcuni esponenti del Popolo della Libertà, in quanto «non previsto dallo statuto» regionale.[28][29] Il 26 ottobre Marrazzo si è dimesso ufficialmente dall'incarico di commissario regionale per la sanità[30] e il giorno successivo, mentre cercava rifugio in un monastero,[31] anche da Presidente della regione, aprendo la strada alle elezioni anticipate nella Regione Lazio.[32]

Gianguerino Cafasso, coinvolto nello scandalo con il ruolo di mediatore nella vendita del video, era stato trovato morto il precedente 12 settembre, ucciso da una dose di cocaina che potrebbe essere stata appositamente "tagliata" per conseguire effetti letali.[33]

Il 20 novembre Brenda, una delle due transessuali coinvolte nello scandalo, viene trovata morta soffocata dal fumo nel suo appartamento di via dei Due Ponti in seguito a un incendio, che secondo la pista più accreditata dagli inquirenti sarebbe stato di origine dolosa. [34]

Il 19 aprile 2010 la Corte di Cassazione ha dichiarato Marrazzo vittima di un complotto organizzato da Carabinieri infedeli[35]. La Suprema Corte ha escluso altresì ogni addebito nei suoi confronti, considerando la droga per solo uso personale e non ravvisando illeciti nell'utilizzo dell'auto blu nel corso dei suoi incontri, perché i regolamenti non ne prevedevano restrizioni all'uso.[36] La sentenza in particolare ha precisato che i carabinieri avevano attuato un'accurata preparazione di quella scena, che prevedeva non solo la presenza della droga ma anche (nello stesso tavolino, accanto al piatto che la conteneva) della tessera personale della vittima, affinché non vi fossero dubbi sulla identificazione del politico.[36][37] Un comportamento proteso a non dar scampo all'allora presidente della Regione Lazio, a renderlo vulnerabile e disponibile a soddisfare ogni loro possibile richiesta, di denaro, effettivamente preteso, sul momento o di altre elargizioni o favori; un comportamento proteso a confezionare un documento appetito dalla stampa scandalistica, e dunque proficuamente commerciabile.[36]

Il ritorno al giornalismo[modifica | modifica sorgente]

A luglio 2010 viene dato l'annuncio che Marrazzo tornerà a fare giornalismo, realizzando documentari ed inchieste per Rai 3, ma non in veste di conduttore[38]. Il suo primo ritorno in Rai è un documentario sull'Armenia in onda su Rai 3 il 4 gennaio 2012[39].

Dal 2010 è consulente del direttore di Rai 3.

Il 13 novembre 2013, a distanza di nove anni, torna a condurre un programma televisivo: il talk show Razza Umana su Rai 2, racconto curioso della complessità del nostro mondo con documentari dalla durata di 15 minuti provenienti da tutto il mondo.[40] A causa dei bassi ascolti, il 20 marzo 2014 Razza Umana è stato definitivamente chiuso (era partito con un 4,82% di share per finire con un 2,41%).[41]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Amministratori locali e regionali
  2. ^ Mario Giordano, Articolo in Il Giornale, 29 settembre 2005.
  3. ^ Marrazzo: "sui rifiuti nessuna proroga del commissariamento" in Corriere della Sera, 23 gennaio 2007.
  4. ^ Prorogato il commissariamento nel Lazio per la presunta emergenza rifiuti, Rete Regionali Rifiuti del Lazio, 2 febbraio 2007. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  5. ^ Claudio Pompei, Intesa tra Comune e Regione sulla raccolta differenziata in Il Giornale, 23 dicembre 2008. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  6. ^ Anche la Regione Lazio aderisce all'Operazione Trasparenza, Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione, 1º agosto 2008.
  7. ^ Carlo Picozza, "Sanità nel Lazio, 10 miliardi di debiti". Marrazzo pronto ad andare in procura, 27 ottobre 2006. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  8. ^ Carlo Picozza, «Non chiudete il San Giacomo» in La Repubblica, 6 agosto 2008. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  9. ^ a b Sanità del Lazio in Corriere Romano, 30 settembre 2008. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  10. ^ UnoNotizie, I provvedimenti di Marrazzo colpiscono i più deboli, 19 settembre 2008. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  11. ^ Sanità: in arrivo il ticket in MetroNews, 02 ottobre 2008. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  12. ^ Sanità Lazio: Federfarma, presto cittadini costretti a pagarsi farmaci in Adnkronos Salute, 25 settembre 2008. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  13. ^ Carlo Picozza, Ultimatum della Corte dei conti Cinque miliardi per la Regione Lazio in La Repubblica, 08 agosto 2008. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  14. ^ La Repubblica, San Valentino, offre la Regione, 13 febbraio 2009.
  15. ^ Articolo da Il giornale di Rieti, 13/02/2009
  16. ^ Giunta Regione, Comunisti Italiani passano all'opposizione in Adnkronos, 18 febbraio 2009.
  17. ^ Alitalia: Marrazzo, accordo Regione-Unicredit per anticipi cassa integrazione in Libero News, 16 gennaio 2009. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  18. ^ Marrazzo ricattato per un video in La Repubblica, 23 ottobre 2009. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  19. ^ Lo stesso condominio del sequestro Moro in La Repubblica, 24 ottobre 2009. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  20. ^ "Siamo stati usati per ricattarlo", La Stampa, 25 ottobre 2009. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  21. ^ «Marrazzo, per l'incontro con il trans 5mila euro e una banconota arrotolata». URL consultato il 28 ottobre 2009.
  22. ^ «Natalie interrogata dal Ros: Ero la fidanzata di Piero». URL consultato il 1º novembre 2009.
  23. ^ «Lazio, Marrazzo si autosospende». URL consultato il 1º novembre 2009.
  24. ^ Marrazzo lascia: "Mi autosospendo. Una debolezza della mia vita privata" in La Repubblica, 24 ottobre 2009. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  25. ^ Le confessioni di Marrazzo "Perché andavo in via Gradoli". URL consultato il 16 agosto 2011.
  26. ^ Dopo due anni di silenzio parla Piero Marrazzo "I transessuali? Donne all’ennesima potenza". URL consultato il 17 agosto 2011.
  27. ^ "Lazio, Marrazzo si autosospende "È stata una debolezza privata"» in La Stampa, 24 ottobre 2009. URL consultato il 26 ottobre 2009.
  28. ^ Caso Marrazzo, il Pdl chiede elezioni. «Autosospensione incostituzionale» in Corriere della Sera, 25 ottobre 2009. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  29. ^ Marrazzo autosospeso, è polemica Gasparri: "Pronti ad azioni legali", Repubblica.it, 25 ottobre 2009. URL consultato il 28 ottobre 2009.
  30. ^ Marrazzo rimette il mandato di commissario regionale per la sanità in Corriere della Sera, 26 ottobre 2009. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  31. ^ Marrazzo, il giallo del ritiro spirituale. Nessun monastero lo vuole accogliere in Corriere della Sera, 27 ottobre 2009. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  32. ^ Marrazzo, ufficializzate le dimissioni. «Basta, voglio chiudere con la politica» in Corriere della Sera, 27 ottobre 2009. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  33. ^ «Spacciatore caso Marrazzo, ucciso da cocktail micidiale. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  34. ^ «Morta trans Brenda, il corpo carbonizzato». URL consultato il 20 novembre 2009.
  35. ^ «Cassazione, «imboscata» a Marrazzo. L'ex presidente: «Su di me tante falsità»». URL consultato il 19 aprile 2010.
  36. ^ a b c Cassazione penale, sez. IV, sentenza 19.04.2010 n° 15082
  37. ^ La storia di Piero Marrazzo, Il Post, 13 novembre 2013.
  38. ^ fonte: La Repubblica, 19.07.2010, "Marrazzo farà inchieste per Rai 3, ma non tornerà a condurre»"
  39. ^ I figli dell’Ararat – L’avamposto, www.rai3.rai.it. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  40. ^ Marrazzo, torno in tv basta riflettori ANSA.it, 12 novembre 2013
  41. ^ La Rai sospende il programma di Marrazzo

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