Governo Berlusconi IV

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Governo Berlusconi IV
Silvio Berlusconi (2010).jpg
Stato Italia Italia
Presidente del consiglio Silvio Berlusconi
(PdL)
Coalizione PdL, LN, MpA Fino al 10/07/10
PdL, LN, MpA, FLI Fino al 14/12/10
PdL, LN, Pt, CN, Indipendenti Fino al 6/09/11
PdL, LN, Pt, CN, FdS, Indip.
Legislatura XVI Legislatura
Giuramento 8 maggio 2008
Dimissioni 12 novembre 2011
Governo successivo Monti
16 novembre 2011

Il Governo Berlusconi IV è stato il sessantesimo governo della Repubblica Italiana, il primo della XVI legislatura. È rimasto in carica dall'8 maggio 2008[1] al 16 novembre 2011, per un totale di 1 287 giorni, ovvero 3 anni 6 mesi e 8 giorni, risultando il secondo governo più longevo della Repubblica Italiana.

La composizione del Consiglio dei Ministri venne comunicata da Silvio Berlusconi il 7 maggio, contestualmente al conferimento dell'incarico da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nella storia dell'Italia repubblicana, solo nel 1953, in occasione della formazione del governo Pella, il presidente del Consiglio incaricato aveva accettato l'incarico senza la consueta riserva.[2]

Inizialmente il governo era composto da 21 ministri, 37 sottosegretari e nessun viceministro, per un totale di 59 componenti (Presidente del Consiglio incluso). Al momento delle dimissioni era composto da 22 ministri, 3 viceministri e 37 sottosegretari, per un totale di 63 componenti.

Ottenne la fiducia alla Camera dei Deputati il 14 maggio 2008 con 335 voti favorevoli, 275 contrari e 1 astenuto[3]. Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 15 maggio 2008 con 173 voti favorevoli, 137 contrari e 2 astenuti[4]. Diede le dimissioni il 12 novembre 2011[5].

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Camera dei Deputati[6] Seggi
Il Popolo della Libertà
Lega Nord
Movimento per le Autonomie
Totale Maggioranza
275
60
8
343
Partito Democratico
Unione di Centro
Italia dei Valori
Minoranze linguistiche
Altri[7]
Totale Opposizione
217
35
29
3
3
287
Totale 630
Senato della Repubblica[6] Seggi
Il Popolo della Libertà
Lega Nord
Movimento per le Autonomie
Totale Maggioranza
146
26
2
174
Partito Democratico
Italia dei Valori
UdC-SVP e Autonomie
Altri[7]
Totale Opposizione
119
14
11
4
148
Totale 322
Il Governo Berlusconi IV con Giorgio Napolitano il giorno del giuramento.

Composizione del governo:

Partecipazione all'esecutivo senza rappresentanza in Consiglio dei Ministri:

Hanno sostenuto l'esecutivo senza prendervi parte:

  • Liberal Democratici (fino al 13/11/2008[9], all'opposizione ufficialmente fino al 5/5/2011, quando entrano nel governo con un sottosegretario, per poi riuscirne meno di un mese dopo).

Il Governo disponeva all'inizio della legislatura di una larga maggioranza parlamentare di eletti nelle sue file nei due rami del Parlamento: 343 deputati e 174 senatori, frutto di un risultato del 46,8% alla Camera (17.063.874) e del 47,3% al Senato (15.507.549).

Il Governo Berlusconi IV nel momento del giuramento aveva un'età media di 52,48 anni, tre in meno rispetto al Governo precedente; cinque ministri, due dei quali con portafoglio, erano sotto i 40 anni.[10] La nomina a ministro di quattro donne (cresciute poi a sei) ha migliorato la posizione dell'Italia in relazione al ruolo delle donne in politica, sebbene sia rimasta peggiore rispetto a quella di gran parte dei Paesi dell'Unione Europea.[11]

Presidente del Consiglio dei Ministri[modifica | modifica sorgente]

Silvio Berlusconi giura per la quarta volta come premier davanti al Presidente della Repubblica.
Silvio Berlusconi (PdL)

Segretario del Consiglio dei Ministri[modifica | modifica sorgente]

Gianni Letta (PdL), Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana con delega ai servizi segreti

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei Ministri[12][modifica | modifica sorgente]

Paolo Bonaiuti (PdL) con delega all'Editoria
Carlo Giovanardi (PdL), con delega alla Famiglia, al Servizio civile e alla lotta alla droga
Gianfranco Miccichè (PdL, dal 30/10/2010 aderisce a FdS), con delega al CIPE
Rocco Crimi (PdL), con delega allo Sport
Michela Vittoria Brambilla (PdL), con delega al Turismo - dall'8/05/2009
Guido Bertolaso (tecnico), con delega all'emergenza rifiuti in Campania[13], alla Protezione Civile e ai Grandi Eventi - dal 21/05/2008 fino all'11/11/2010[14]

Ministri senza portafoglio[modifica | modifica sorgente]

Rapporti con il Parlamento[modifica | modifica sorgente]

Ministro Elio Vito (PdL)
Sottosegretario Laura Ravetto (PdL) - dal 04/03/2010

Riforme per il Federalismo[modifica | modifica sorgente]

Ministro Umberto Bossi (LN)
Sottosegretario Aldo Brancher (PdL) - fino al 18/06/2010

Rapporti con le Regioni e Coesione Territoriale[modifica | modifica sorgente]

Ministro Raffaele Fitto[15] (PdL)

Semplificazione Normativa[modifica | modifica sorgente]

Ministro Roberto Calderoli (LN)
Sottosegretario Francesco Belsito (LN) - dal 22/02/2010,
Maurizio Balocchi (LN) - fino al 14/02/2010[16]

Politiche Europee[modifica | modifica sorgente]

Ministro Anna Maria Bernini (PdL) - dal 28/07/2011
vacante[17] - dal 18/11/2010 al 27/07/2011
Andrea Ronchi (PdL, dal 30/07/2010 aderisce a FLI[18]) - fino al 17/11/2010

Pubblica Amministrazione e Innovazione[modifica | modifica sorgente]

Ministro Renato Brunetta (PdL)
Sottosegretario Andrea Augello (PdL) - dal 04/03/2010

Attuazione del Programma di Governo[modifica | modifica sorgente]

Ministro Gianfranco Rotondi (PdL)
Sottosegretario Daniela Santanchè (MpI-PdL) - dal 04/03/2010

Pari Opportunità[modifica | modifica sorgente]

Ministro Mara Carfagna (PdL)

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Ministro Giorgia Meloni (PdL)

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Incarico creato a far data 08/05/2009

Ministro Michela Vittoria Brambilla (PdL)

Sussidiarietà e Decentramento[modifica | modifica sorgente]

Incarico creato a far data 18/06/2010 e cessato il 06/07/2010

Ministro Aldo Brancher (PdL) - dal 18/06/2010 al 05/07/2010

Ministeri[modifica | modifica sorgente]

Affari Esteri[modifica | modifica sorgente]

Ministro Franco Frattini (PdL)
Sottosegretari Stefania Craxi (PdL),
Alfredo Mantica (PdL),
Vincenzo Scotti (MpA, dal 22/01/2010 aderisce a NS) - fino al 7/11/2011

Interno[modifica | modifica sorgente]

Ministro Roberto Maroni (LN)
Sottosegretari Alfredo Mantovano (PdL),
Michelino Davico (LN),
Sonia Viale (LN) - dal 05/05/2011,
Guido Viceconte (PdL) - dal 14/10/2011,
Nitto Francesco Palma (PdL) - fino al 27/07/2011

Difesa[modifica | modifica sorgente]

Ministro Ignazio La Russa (PdL)
Sottosegretari Guido Crosetto (PdL),
Giuseppe Cossiga (PdL)

Giustizia[modifica | modifica sorgente]

Ministro Nitto Francesco Palma (PdL) - dal 28/07/2011
Angelino Alfano (PdL) - fino al 27/07/2011
Sottosegretari Maria Elisabetta Alberti Casellati (PdL),
Giacomo Caliendo (Indipendente PdL)

Economia e Finanze[modifica | modifica sorgente]

Ministro Giulio Tremonti (PdL)
Viceministro Giuseppe Vegas (PdL) con delega al Bilancio[19] - dal 21/05/2009 al 15/12/2010
Sottosegretari Luigi Casero (PdL),
Alberto Giorgetti (PdL),
Bruno Cesario (PT) - dal 05/05/2011,
Antonio Gentile (PdL) - dal 05/05/2011,
Giuseppe Vegas (PdL) - fino al 21/05/2009,
Daniele Molgora (LN) - fino al 20/05/2010,
Sonia Viale (LN) - dal 20/05/2010 al 05/05/2011,
Nicola Cosentino (PdL) - fino al 15/07/2010.

Sviluppo Economico[modifica | modifica sorgente]

Il dicastero dello Sviluppo Economico accorpa anche il Ministero delle Comunicazioni ed il Ministero del Commercio Internazionale, ex Lege n. 244/2007.

Ministro Paolo Romani (PdL) - dal 04/10/2010
ad interim Silvio Berlusconi (PdL) - dal 05/05/2010 al 04/10/2010[20]
Claudio Scajola (PdL) - fino al 05/05/2010
Viceministri Adolfo Urso (PdL, poi FLI[18]) con delega al Commercio Estero - dal 30/06/2009 al 17/11/2010,
Paolo Romani (PdL) con delega alle Comunicazioni - dal 30/06/2009 al 04/10/2010,
Catia Polidori (PT) con delega al Commercio Estero - dal 14/10/2011
Sottosegretari Stefano Saglia (PdL) - dal 30/04/2009,
Adolfo Urso (PdL) - fino al 30/06/2009,
Paolo Romani (PdL) - fino al 30/06/2009,
Ugo Martinat (PdL) - fino al 28/03/2009[21],
Daniela Melchiorre (LD) - dal 05/05/2011 al 27/05/2011,
Catia Polidori (PT) - dal 05/05/2011 al 14/10/2011

Politiche Agricole, Alimentari e Forestali[modifica | modifica sorgente]

Ministro Francesco Saverio Romano (PID-PT) - dal 23/03/2011,
Giancarlo Galan (PdL) - dal 16/04/2010 al 23/03/2011,
Luca Zaia (LN) - fino al 16/04/2010
Sottosegretari Roberto Rosso (PdL) - dal 05/05/2011
Antonio Buonfiglio (PdL, poi FLI[18]) - fino al 17/11/2010

Lavoro e Politiche Sociali[modifica | modifica sorgente]

fino al 12/12/2009 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Ministro Maurizio Sacconi (PdL)
Viceministro Ferruccio Fazio (Indipendente PdL) con delega alla Salute - dal 21/05/2009 al 14/12/2009
Sottosegretari Nello Musumeci (La Destra) - dal 15/04/2011,
Luca Bellotti (PdL) - dal 05/05/2011,
Ferruccio Fazio (Indipendente PdL) - fino al 21/05/2009,
Francesca Martini (LN) - fino al 04/02/2010,
Eugenia Roccella (PdL) - fino al 04/02/2010,
Pasquale Viespoli (PdL, poi FLI) - fino all'8/10/2010

Salute[modifica | modifica sorgente]

Istituito il 13/12/2009 in seguito allo scorporamento del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Ministro Ferruccio Fazio (Indipendente PdL)
Sottosegretari Francesca Martini (LN) - dal 04/02/2010,
Eugenia Roccella (PdL) - dal 04/02/2010

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il dicastero accorpa il Ministero delle Infrastrutture con il Ministero dei Trasporti, ex Legge n. 244/2007.

Ministro Altero Matteoli (PdL)
Viceministri Roberto Castelli (LN) con delega alle Infrastrutture Ferroviarie, Trasporti Pubblici Locali, Navigazione Interna ed Expo 2015 - dal 21/05/2009
Aurelio Misiti (Rep.-Az.) - dal 14/10/2011
Sottosegretari Bartolomeo Giachino (Indipendente PdL),
Mario Mantovani (PdL),
Aurelio Misiti (Rep.-Az.) - dal 05/05/2011 al 14/10/2011,
Roberto Castelli (LN) - fino al 20/05/2009,
Giuseppe Maria Reina (MpA) - fino al 17/11/2010

Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare[modifica | modifica sorgente]

Ministro Stefania Prestigiacomo (PdL)
Sottosegretari Giampiero Catone (PT) - dal 05/05/2011,
Elio Vittorio Belcastro (MpA, poi NS, poi PT) - dal 28/07/2011,
Roberto Menia (PdL, poi dal 30/07/2010 FLI[18]) - fino al 17/11/2010

Istruzione, Università e Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Il dicastero accorpa il Ministero della Pubblica Istruzione con il Ministero dell'Università e della Ricerca, ex Lege n. 244/2007.

Ministro Mariastella Gelmini (PdL)
Sottosegretari Giuseppe Pizza (DC),
Giuseppe Galati (PdL) - dal 14/10/2011,
Guido Viceconte (PdL) - dal 05/05/2011 al 14/10/11

Beni e Attività Culturali[modifica | modifica sorgente]

Ministro Giancarlo Galan (PdL) - dal 23/03/2011,
Sandro Bondi (PdL) - fino al 23/03/2011
Sottosegretari Francesco Maria Giro (PdL),
Riccardo Villari (CN) - dal 05/05/2011

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

  • 7 maggio 2008. 25 giorni dopo le elezioni politiche, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affida a Silvio Berlusconi l'incarico di formare il governo, dopo le consultazioni iniziate il giorno precedente. Berlusconi accetta immediatamente presentando, contestualmente, la lista dei ministri[22].
  • 8 maggio 2008. Giuramento del Governo. A seguire, passaggio di consegne a Palazzo Chigi e primo Consiglio dei Ministri, con la nomina di Gianni Letta a segretario del Consiglio stesso, Antonio Tajani a Commissario Europeo (in sostituzione del neo-Ministro degli Esteri Franco Frattini) e Mauro Masi a segretario generale della Presidenza del Consiglio[23].
  • 12 maggio 2008. Nomina e giuramento dei 37 sottosegretari[24].
  • 13 maggio 2008. Discorso del presidente del Consiglio Berlusconi alla Camera dei deputati; dibattito sulla mozione di fiducia Cichitto,Cota e Lo Monte n. 1-00003[25].
  • 14 maggio 2008. La Camera vota la fiducia con 335 sì, 275 no e 1 astenuto (su 611 presenti)[3]. Vota a favore anche il deputato Mario Baccini, eletto nelle liste dell'UdC.
  • 15 maggio 2008. Anche il Senato vota la fiducia sulla mozione Gasparri,Bricolo e Pistorio n.1-00002 con 173 sì, 137 no e 2 astenuti (su 313 presenti)[4].
  • 21 maggio 2008. Il Consiglio dei Ministri riunito a Napoli[26] nomina Guido Bertolaso a sottosegretario all'emergenza rifiuti e ai grandi eventi[27].
  • 27 maggio 2008. Governo battuto per la prima volta su un emendamento del Partito Democratico, approvato con 240 si e 238 no.
  • 19 giugno 2008. Approvazione del primo ddl Alitalia sul salvataggio della compagnia di trasporti aerei con 154 si, 119 no e 7 astenuti. Il testo diventa legge.
  • 26 giugno 2008. Approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge noto come Lodo Alfano. Contraria l'opposizione, che lo considera anticostituzionale.
  • 17 luglio 2008. Con l'approvazione del Senato diventa legge il ddl contenente l'abolizione dell'ICI sulla prima casa.
  • 22 luglio 2008. Approvato definitivamente il Lodo Alfano.
  • 23 luglio 2008. Approvato definitivamente il ddl Sicurezza 2008. Il Senato approva il Trattato di Lisbona all'unanimità con 286 sì.
  • 31 luglio 2008. La Camera approva all'unanimità il Trattato di Lisbona con 551 sì.
  • 7 ottobre 2008. La Camera accorda la fiducia sul decreto Gelmini 2008 sulla Scuola con 321 sì, 255 no e 2 astenuti[28].
  • 24 ottobre 2008. Approvato definitivamente il secondo ddl Alitalia recante disposizioni urgenti in ristrutturazione di grandi imprese in crisi.
  • 29 ottobre 2008. Approvato dal Senato il ddl Gelmini 2008 sulla Scuola contenente la Riforma della scuola, con 162 si, 134 no e 3 astenuti. I due deputati liberaldemocratici, eletti nelle liste del Pdl, annunciano il passaggio all'opposizione[29]
  • 4 novembre 2008. La Camera approva, 232 sì, 164 no e 7 astenuti, il ddl Energia, contenente anche misure per il ritorno al nucleare in Italia.
  • 3 dicembre 2008. Approvazione definitiva del ddl Salva Banche contenente i cosiddetti Tremonti bond.
  • 7 gennaio 2009. In serata la Camera vota la fiducia sul decreto Gelmini riguardante l'Università, in scadenza il 9 gennaio. 302 i voti favorevoli, 228 i contrari, 2 gli astenuti[30].
  • 21 gennaio 2009. Approvazione bipartisan alla Camera del ddl sulla proroga delle missioni internazionali (485 sì, 2 no e 4 astenuti). Approvato il trattato di amicizia Italia-Libia (413 sì, 63 no e 37 astenuti); contrari Idv e Udc.
  • 3 febbraio 2009. Il Senato approva il Trattato di amicizia Italia-Libia con 231 sì, 22 no e 12 astenuti; contrari Idv e Udc.
  • 6 febbraio 2009. Nel corso del dibattito sulle condizioni di Eluana Englaro, il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge volto ad impedire la sospensione di alimentazione ed idratazione. Il Presidente della Repubblica non firma il decreto, giudicandolo incostituzionale. In serata, il Consiglio dei Ministri approva un disegno di legge che recepisce in toto il testo del decreto.
  • 18 febbraio 2009. Approvazione bipartisan definitiva della legge che sancisce la soglia di sbarramento del 4% per le elezioni europee.
  • 25 febbraio 2009. Approvazione definitiva del cosiddetto ddl Anti fannulloni (o ddl Brunetta).
  • 8 aprile 2009. Il Senato vota la fiducia sul secondo ddl Anticrisi 2009 circa gli incentivi industriali, che viene così convertito. Alla Camera voto sulla mozione Cicchitto, Cota, Milo e Conte n.1-00143 per sollecitare misure per fronteggiare la crisi del sistema creditizio. Approvato alla Camera il primo ddl Sicurezza 2009 contenente il reato di atti persecutori (stalking): consenso bipartisan con 397 sì, 6 no (Radicali) e 2 astenuti. Nonostante il parere contrario del Governo la Camera approva a scrutinio segreto (232 sì, 225 no e 12 astenuti) l'emendamento Franceschini (Pd) e Vietti (UdC) per sopprimere l'articolo 5 che portava da 60 a 180 giorni il tempo massimo di permanenza degli immigrati nei CIE.
  • 22 aprile 2009. Consenso bipartisan anche al Senato (261 sì, 3 no e un astenuto) per il primo ddl Sicurezza 2009 presentato dal Ministro Maroni.
  • 24 aprile 2009. Approvato in definitiva il ddl contenente la delega al Governo in materia di federalismo fiscale. In entrambe le Camere l'Idv vota a favore, il Pd si astiene e l'UdC vota contro.
  • 8 maggio 2009. Sono nominati 5 viceministri, già sottosegretari, Vegas, Urso, Romani, Fazio e Castelli. Nella stessa seduta il CdM vara un disegno di legge di costituzione del ministero della Salute. Nella stessa giornata, la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, Michela Brambilla, è nominata Ministro senza portafoglio con la stessa delega e giura nelle mani del Presidente della Repubblica, Napolitano.
  • 10 giugno 2009. La Camera approva con voto segreto la fiducia posta dal Governo sul DDL Intercettazioni, che restringe la possibilità per i pubblici ministeri di servirsi di intercettazioni telefoniche nelle indagini. I gruppi parlamentari di opposizione si appellano al Presidente della Repubblica, contestando il sistematico ricorso del Governo al voto di fiducia[31].
  • 2 luglio 2009. A seguito dell'approvazione delle tre questioni di fiducia poste dal Governo su altrettanti maxiemendamenti al secondo ddl Sicurezza 2009, questo diviene legge; gli emendamenti prevedono il reato d'immigrazione clandestina, l'istituzione di ronde e nuove misure sulla lotta alla mafia.[32].
  • 9 luglio 2009. Approvazione definitiva del ddl Energia contenente anche misure per il ritorno al nucleare in Italia. Le opposizioni escono dall'aula al momento del voto.
  • 30 settembre 2009. Approvazione definitiva dello scudo fiscale. Approvato anche l' emendamento Fleres (Pdl), che estende lo scudo fiscale ai reati tributari e contabili, compreso il falso in bilancio, garantendo protezione contro i procedimenti amministrativi, civili e di natura tributaria successivi al 5 agosto 2009 e eliminando l'obbligo di segnalazione da parte dei professionisti ai fini delle norme antiriciclaggio. Fondamentale alla Camera l'assenza di 23 deputati del Pd (il voto si conclude con 270 sì, 250 no e 2 astenuti).
  • 7 ottobre 2009. Il Lodo Alfano viene dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale.
  • 13 ottobre 2009. Approvata alla Camera la proposta di sospensione dell'esame per l'abolizione delle province col voto favorevole della sola maggioranza; approvata anche una questione pregiudiziale presentata dall'onorevole Vietti (Udc) e appoggiata dalla maggioranza contro il ddl sull'aggravante di omofobia e razzismo. Viene presentato al Senato il ddl cosiddetto "processo breve", che fissa a 2 anni la durata massima di ciascun grado di giudizio, pena la prescrizione del reato, se questo è punibile con non più di 10 anni di carcere. Proteste da parte del CSM, che ritiene la norma incostituzionale, e dell'opposizione, che la considera legge ad personam.[33] Il disegno di legge non arriverà mai alla fine dell'iter legislativo.
  • 18 novembre 2009. Approvato definitivamente il decreto Ronchi (adempimento degli obblighi comunitari).
  • 2 dicembre 2009. Approvato al Senato il ddl sul rifinanziamento delle missioni all'estero. Voto bipartisan con 245 sì, 1 no e 12 astenuti (IdV).
  • 10 dicembre 2009. La Camera approva con voto a scrutinio segreto (chiesto dal gruppo PdL) la relazione Paniz (PdL) su cui il Governo ha posto la questione di fiducia: con questo voto si negano le misure cautelari chieste dalla procura di Napoli nei confronti dell'onorevole Nicola Cosentino (Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Economia e delle Finanze) per presunti rapporti camorristici nell'ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici. PdL, Lega, Noi Sud e Radicali del Pd compatti per il sì, mentre Pd e Idv per il no; libertà di voto è stata invece concessa ai deputati dell'UdC. Nel pomeriggio vengono respinte 3 mozioni di sfiducia diverse nei confronti dello stesso Cosentino, presentate una dall'Idv, una dal Pd e una dall'Udc.
  • 10 febbraio 2010. Il sottosegretario e Capo Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso presenta le dimissioni da tutti gli incarichi, dopo che è risultato indagato per concussione negli appalti per i "Grandi eventi" quali il G8 dell'Aquila e la ricostruzione in Abruzzo post-terremoto. Il presidente Berlusconi respinge le dimissioni[34].
  • 12 febbraio 2010. Approvato alla Camera il ddl sul rifinanziamento delle missioni all'estero con 479 sì, nessun no e 8 astenuti. Contrari solo i Radicali del Pd.
  • 18 febbraio 2010. Il sottosegratario all'Economia Nicola Cosentino presenta le dimissioni in seguito alle indagini per collusioni con la cosca camorristica dei "Casalesi". Il presidente Berlusconi respinge le dimissioni[35].
  • 4 marzo 2010. Sono nominati quattro nuovi sottosegretari: Daniela Santanchè, Andrea Augello, Laura Ravetto, Guido Viceconte[36][37].
  • 5 marzo 2010. In vista delle Elezioni regionali italiane del 2010, a seguito della non ammissione di alcune liste elettorali legate al centrodestra in Lazio e Lombardia, il CdM emana un decreto-legge interpretativo volto a suggerire un'interpretazione delle norme tale da garantire la riammissione da parte del TAR delle liste escluse; nonostante ciò la lista del PdL rimarrà esclusa dalla competizione elettorale nel Lazio.
  • 10 marzo 2010. Approvazione definitiva della legge sul legittimo impedimento, che elimina il potere discrezionale del giudice nel decidere la fondatezza del legittimo impedimento a comparire in un'udienza penale invocato dal Presidente del Consiglio dei Ministri o da un Ministro.
  • 28 e 29 marzo 2010. Elezioni regionali in 13 Regioni italiane: nonostante la vittoria del centrosinistra in 7 di esse, si ha una netta affermazione del centrodestra, che conquista 4 Regioni fino ad allora guidate dal centrosinistra, senza cederne nessuna.
  • 30 marzo 2010. Dopo la sconfitta alle elezioni regionali in Puglia, il ministro Raffaele Fitto si dimette dall'incarico. Il presidente Berlusconi respinge le dimissioni[38].
  • 31 marzo 2010. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rimanda alle Camere il ddl Lavoro esprimendo forti perplessità sull'estensione dell'arbitrato nei rapporti di lavoro.
  • 16 aprile 2010. Giancarlo Galan è nominato Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e giura nelle mani del Presidente della Repubblica Napolitano, a seguito delle dimissioni di Luca Zaia, eletto Presidente della Regione Veneto.
  • 4 maggio 2010. Claudio Scajola si dimette da ministro dello Sviluppo Economico a seguito dei sospetti circa la provenienza dei soldi con i quali aveva acquistato la sua abitazione a Roma[20]. Il giorno seguente il presidente Napolitano nomina il presidente Berlusconi ministro ad interim del dicastero.
  • 20 maggio 2010. Sonia Viale nominata sottosegretaria al posto di Daniele Molgora'[39].
  • 18 giugno 2010. Aldo Brancher viene nominato Ministro per l'Attuazione del Federalismo Amministrativo e Fiscale (poi tramutato in Sussidiarietà e Decentramento) e giura nelle mani del Presidente della Repubblica, Napolitano.
  • 5 luglio 2010. Aldo Brancher, durante una dichiarazione spontanea al processo che lo vede coinvolto, annuncia le sue dimissioni da Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento[40].
  • 14 luglio 2010. Il sottosegretario all'economia Nicola Cosentino si dimette dal suo incarico. La settimana successiva il parlamento avrebbe dovuto votare una mozione di sfiducia nei suoi confronti, essendo indagato per illeciti riguardanti appalti sull'eolico.[41].
  • 21 luglio 2010. Approvato alla Camera il ddl sul rifinanziamento delle missioni all'estero con 484 sì, 25 no e 11 astenuti; contraria solo l'IdV.
  • 30 luglio 2010. A seguito dello scontro politico interno al PdL fra il vertice del partito ed il Presidente della Camera Gianfranco Fini, 33 deputati e 10 senatori politicamente vicini a quest'ultimo costituiscono nuovi gruppi parlamentari denominati "Futuro e Libertà. Per l'Italia", uscendo dal PdL. I gruppi garantiscono appoggio condizionato al Governo, che perde così la maggioranza assoluta alla Camera. Aderiscono alla nuova formazione anche cinque componenti del Governo: il ministro Andrea Ronchi, il viceministro Adolfo Urso, i sottosegretari Antonio Buonfiglio, Roberto Menia e Pasquale Viespoli.
  • 22 settembre 2010. La Camera approva a scrutinio segreto la relazione della Giunta per le autorizzazioni che nega l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni riguardanti l'On. Nicola Cosentino (308 sì e 285 no). Nelle dichiarazioni di voto, si esprimono a favore dell'autorizzazione all'uso i gruppo parlamentari di Futuro e Libertà, UdC, ApI, Italia dei Valori e Partito Democratico.[42].
  • 29 settembre 2010. Silvio Berlusconi si presenta alla Camera per pronunciare un discorso programmatico in cinque punti, chiedendo un voto di fiducia che dimostri la sussistenza della maggioranza. La mozione di fiducia ottiene 342 sì (Pdl, Lega Nord, Noi Sud, FLI, MpA), 275 no (Pd, Idv, Udc, Api, Ld, Uv insieme ai deputati del gruppo misto Giuseppe Giulietti, Paolo Guzzanti, Maurizio Grassano e il repubblicano ex Pdl Giorgio La Malfa) e 3 astenuti (2 deputati Svp insieme all'ex Api ed ex Pd ora gruppo misto Massimo Calearo) su una maggioranza di 310 deputati.[43][44]. Il sottosegretario Pasquale Viespoli (esponente di Futuro e Libertà) si dimette dal mandato governativo per passare alla guida del gruppo finiano al Senato.
  • 30 settembre 2010. Silvio Berlusconi si presenta anche al Senato per pronunciare un discorso programmatico in cinque punti, chiedendo un voto di fiducia. La mozione di fiducia ottiene 174 sì (PdL, Lega Nord, FLI, MpA), 129 no (Pd, Idv, Udc, Api, Io sud, Ld-Maie, Vn, Partecipazione democratica) e 2 astenuti (i 2 senatori Svp presenti) su una maggioranza di 152 senatori. A differenza della Camera, al Senato i 13 voti di Fli e Mpa non risultano fondamentali per la tenuta della maggioranza.[4]
  • 4 ottobre 2010. Paolo Romani è nominato ministro dello sviluppo economico in sostituzione di Silvio Berlusconi che ne deteneva l'interim dalle dimissioni di Claudio Scajola.
  • 19 ottobre 2010. Approvato definitivamente alla Camera in settima lettura con 310 sì (Udc compreso), 250 no e 3 astenuti il ddl Lavoro, modificato più volte anche a seguito dell'intervento del Capo dello Stato.
  • 11 novembre 2010. A seguito del raggiungimento dei limiti per la pensione da Capo dipartimento della Protezione civile nazionale (funzionario pubblico)[45], il sottosegretario Guido Bertolaso lascia anche l'incarico politico di Sottosegretario (le dimissioni erano state presentate il 5 novembre ed accettate il 10 novembre successivo[46]).
  • 12 novembre 2010. Giuseppe Maria Reina (Movimento per le Autonomie), Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbandona il Governo in accordo con il suo partito, il quale "ritiene di porre fine alla partecipazione all'attuale governo"[47].
  • 15 novembre 2010. Rassegnano le dimissioni gli esponenti di Futuro e Libertà nel Governo: il ministro Andrea Ronchi (Politiche europee), il viceministro Adolfo Urso (Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero), i sottosegretari Antonio Buonfiglio (Politiche agricole) e Roberto Menia (Ambiente)[48].
  • 18 novembre 2010. Giuseppe Vegas si dimette da viceministro del Ministero dell'Economia e delle Finanze dopo la sua nomina alla presidenza della Consob decisa dal Consiglio dei Ministri.[49]
  • 20 novembre 2010. Approvazione definitiva del cosiddetto ddl svuotacarceri presentato dal Ministro Angelino Alfano; entrambe le Camere lo approvano direttamente in Commissione Giustizia, grazie al voto favorevole dei 4/5 dei gruppi, con l'opposizione della sola Lega Nord. La popolazione carceraria si alleggerisce così di 7 mila unità.
  • 14 dicembre 2010. Al Senato, dopo che il Presidente del Consiglio ha riferito sull'operato dell'esecutivo[50], il Governo chiede un voto di fiducia, approvato con 162 sì, 135 no e 11 astenuti[51]. Alla Camera dei Deputati viene respinta una mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, con 311 sì, 314 no e 2 astenuti[52]). A seguito dei lavori parlamentari, Berlusconi dichiara di voler allargare la maggioranza parlamentare a sostegno del Governo.[53] Alla notizia dell'ottenuta fiducia hanno fatto seguito pesanti scontri nelle strade di Roma, con un bilancio di oltre cento feriti.[54]
  • 23 dicembre 2010. Il Senato approva in via definitiva il ddl Gelmini 2010 sull'Universita con 161 sì, 99 no e 6 astenuti.
  • 13 gennaio 2011. La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale la legge sul legittimo impedimento nel punto in cui impone al giudice di rimandare l'udienza qualora richiesto dal CdM, privando quindi il giudice di ogni potere discrezionale.
  • 20 gennaio 2011. si costituisce alla Camera il gruppo parlamentare Iniziativa Responsabile, che raccoglie 21 deputati provenienti dalle forze politiche minori che il 14 dicembre hanno sostenuto il governo in occasione della mozione di sfiducia (Noi Sud, I Popolari di Italia Domani, Azione Popolare, Movimento di Responsabilità Nazionale, Alleanza di Centro).[55]
  • 2 febbraio 2011. La Giunta per le Autorizzazioni a procedere approva la relazione Paniz (PdL) che nega la perquisizione nell'ufficio di Giuseppe Spinelli ragioniere del deputato e Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (11 sì, 10 no). Rimanda quindi le carte alla Procura di Milano affermando che la competenza spetta al Tribunale dei Ministri. Dopo la Giunta anche la Camera approva tale relazione con 315 sì, 298 no e nessun astenuto.
  • 4 febbraio 2011. La Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo respinge a parità di voti (15 sì contro 15 no e nessun astenuto) il quarto decreto attuativo del federalismo fiscale sul fisco municipale; determinante per il respingimento il voto contrario di Mario Baldassarri, esponente di Fli da poco passata all'opposizione. La Lega aveva avanzato l'idea di negare la fiducia al Governo se il provvedimento fosse stato bocciato, perciò in serata il Governo decide di ignorare il parere della Commissione approvando il testo per decreto, scelta duramente criticata dal Capo dello Stato che decide di rimandarlo alle Camere per un voto del Parlamento.
  • 16 febbraio 2011. La Camera approva, con i voti della maggioranza e dell'Italia dei Valori e l'astensione di FLI, il ddl presentato dalla Lega che verrà poi chiamato, in seguito a pesanti modifiche, "processo lungo": si mira inizialmente a sancire l'inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti punibili con l'ergastolo. Il ddl sarà poi al centro di una polemica fra maggioranza e opposizione, causata da un emendamento del centrodestra che mira a obbligare il giudice ad accettare tutti i testimoni presentati dalla difesa.
  • 26 febbraio 2011. Al Senato si costituisce un nuovo gruppo parlamentare denominato Coesione Nazionale, analogo al gruppo della Camera Iniziativa Responsabile. Ne fanno parte 6 senatori di maggioranza appartenenti alle forze politiche minori, più 4 senatori che hanno lasciato il PdL per consentire la costituzione del gruppo. Intanto il Senato approva in via definitiva il ddl Milleproroghe 2011 che diventa legge dopo l'approvazione della Camera con 159 sì, 126 no e 2 astenuti.[56]
  • 19 marzo 2011. Iniziano le operazioni militari in Libia da parte di una coalizione internazionale della quale anche l'Italia fa parte.
  • 23 marzo 2011. Giancarlo Galan subentra come Ministro per i Beni e le Attività Culturali in sostituzione di Sandro Bondi, dimessosi a seguito di polemiche sul pessimo stato di alcuni importanti siti archeologici. Francesco Saverio Romano, di Iniziativa Responsabile, diventa il nuovo Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali in sostituzione di Galan.[57]
  • 30 marzo 2011. Il sottosegretario al Ministero dell'Interno con delega all'Immigrazione Alfredo Mantovano, in disaccordo con la gestione governativa dell'emergenza profughi dal Magreb, rassegna le dimissioni,[58] poi rientrate.
  • 31 marzo 2011. In seguito al disastro nucleare di Fukushima il governo emana un decreto legge che stabilisce una moratoria sull'energia nucleare, poi convertito in legge dal Parlamento a maggio, con ulteriori modifiche. Il centrosinistra protesta, ritenendo che il ddl può far mancare il quorum ai 4 referendum previsti per giugno "disinnescando" quello sul nucleare, che, a causa dell'onda emotiva, avrebbe più probabilità di attirare votanti alle urne. Tuttavia il referendum sul nucleare si svolge ugualmente, a seguito di una modifica del quesito, che mira così a impedire anche un'eventuale dietrofront del Governo.
  • 5 aprile 2011. La Camera vota il conflitto di attribuzioni riguardante Berlusconi nei confronti della Procura di Milano con 314 sì, 298 no e un astenuto, raccogliendo anche i voti dei deputati Liberal Democratici, che il 14 aprile stipulano patti federativi con il PdL, rientrando di fatto nella maggioranza parlamentare.[59]
  • 15 aprile 2011. Nello Musumeci, esponente de La Destra rimasta fuori dal Parlamento dopo le elezioni politiche del 2008, viene nominato dal Consiglio dei Ministri Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come rappresentante esterno.[60]
  • 4 maggio 2011. La Camera è chiamata ad esprimersi se autorizzare (dopo averne già concesso l'intervento) un'azione militare più incisiva (tramite l'invio di bombardieri come chiesto da altre forze internazionali) sul suolo libico. Dopo le forti tensioni nella maggioranza tra il Pdl favorevole e la Lega fortemente contraria il Governo riesce a far approvare la mozione di maggioranza che autorizza "azioni mirate contro specifici obiettivi militari in Libia" chiedendo allo stesso tempo al Governo di impegnarsi per "fissare un termine temporale certo entro cui concluderle".
  • 5 maggio 2011. Il Consiglio dei Ministri nomina 9 nuovi sottosegretari: Catia Polidori (IR) diventa Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Giampiero Catone (IR) diventa Sottosegretario all'Ambiente, Bruno Cesario (IR) diventa Sottosegretario all'Economia e alle Finanze, Daniela Melchiorre (LD) diventa Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Aurelio Misiti (indipendente del gruppo Misto alla Camera, ex MpA) diventa Sottosegretario alle Infrastrutture, Riccardo Villari (CN) diventa Sottosegretario ai Beni Culturali, Luca Bellotti (PdL) diventa Sottosegretario al Lavoro, Roberto Rosso (Pdl) diventa Sottosegretario all'Agricoltura e infine Antonio Gentile (PdL) nuovo Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze con lo spostamento di Sonia Viale (LN) al Ministero dell'Interno[61].
  • 15 e 16 maggio 2011. Le elezioni amministrative vedono un'inaspettata affermazione del centrosinistra in quasi tutte le principali città in cui si vota. I ballottaggi di due settimane dopo confermeranno la tendenza.
  • 28 maggio 2011. Il sottosegretario Daniela Melchiorre (LD) rassegna le dimissioni dall'incarico in polemica con le esternazioni del presidente del Consiglio contro i magistrati[62].
  • 12 e 13 giugno 2011. Raggiunto per la prima volta dal 1995 il quorum in un referendum nazionale: vengono abrogate 4 norme riguardanti l'energia nucleare, la privatizzazione della gestione dei servizi idrici e il legittimo impedimento (quest'ultima già pesantemente mutilata a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale).
  • 1º luglio 2011. Il ministro della giustizia Angelino Alfano viene nominato segretario nazionale del Popolo della Libertà; annuncia pertanto le proprie dimissioni entro le successive due settimane[63].
  • 5 luglio 2011. Respinte alla Camera le mozioni presentate dall'Idv sulla soppressione delle Province, con 83 sì, 225 nò e 250 astenuti. Maggioranza contro, Idv e Terzo Polo a favore, Pd astenuto.
  • 6 luglio 2011. La Corte Costituzionale riconosce il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sollevato dalla Camera nei confronti della Procura di Milano e del GIP, in merito al Caso Ruby.
  • 20 luglio 2011. La Camera concede l'autorizzazione a procedere con misure cautelari nei confronti di Alfonso Papa, deputato del PdL indagato a Napoli. Contemporaneamente il Senato respinge l'autorizzazione alle stesse misure nei confronti del senatore Alberto Tedesco (PD). Decisivo l'atteggiamento di una parte della Lega che vota con le opposizioni a favore degli arresti.[64]
  • 23 luglio 2011. Vengono inaugurate a Monza le sedi distaccate di 4 ministeri, fortemente richieste dalla Lega Nord.[65] Il Presidente della Repubblica critica l'iniziativa.
  • 28 luglio 2011. Il sottosegretario all'Interno Nitto Francesco Palma è nominato Ministro della Giustizia in sostituzione del dimissionario Angelino Alfano, che il 1º luglio era stato nominato segretario del PdL. Anna Maria Bernini è nominata Ministro alle politiche comunitarie ed Elio Vittorio Belcastro sottosegretario all'Ambiente.
  • 29 luglio 2011. Il Senato approva la fiducia al disegno di legge sul cosiddetto "processo lungo" modificato, che consente alla difesa di presentare lunghe liste di testimoni e stabilisce che non si può più considerare come prova definitiva in un processo la sentenza passata in giudicato di un altro procedimento.[66]
  • 2 agosto 2011. La Camera approva a larga maggioranza il rifinanziamento delle missioni italiane all'estero.[67] Lo stesso giorno la Camera nega, con 278 sì, 301 no e 3 astenuti, la richiesta dei magistrati che indagano sugli appalti per la ricostruzione post terremoto in Abruzzo di poter utilizzare le intercettazioni nei confronti del Coordinatore Nazionale del PdL Denis Verdini.[68].
  • 5 agosto 2011. Il governatore uscente della BCE, Jean Claude Trichet, e quello in pectore, Mario Draghi, scrivono una lettera al governo italiano indicando una serie di misure urgenti per uscire dalla crisi.[69]
  • 8 settembre 2011. Il Consiglio dei Ministri vara due proposte di legge Costituzionale: una sull'introduzione del principio del pareggio del bilancio nella Costituzione e una sulla soppressione delle province.
  • 13 settembre. Il Senato vota dopo la Camera il conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale tra la Procura della Repubblica di Milano e il Parlamento riguardanti il premier Silvio Berlusconi con 151 si e 129 no[70].
  • 19 settembre 2011. Il Presidente del Consiglio presenzia all'udienza del cosiddetto "processo Mills" presso il Tribunale di Milano[71] e annulla la sua partecipazione all'assemblea dell'ONU.
  • 22 settembre 2011. La Camera respinge l'autorizzazione ad eseguire misure cautelari nei confronti dell'on. Marco Mario Milanese del Pdl.[72]
  • 29 settembre 2011. La camera respinge, con 315 no e 292 sì, la sfiducia individuale nei confronti del Ministro per le Politiche agricole Francesco Saverio Romano, rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.
  • 10 ottobre 2011. Alla Camera il governo è battuto per un voto sull'Articolo 1 del Rendiconto di bilancio 2010, con 290 sì e 290 no, anche a causa delle numerose assenze fra i banchi della maggioranza. L'opposizione chiede le dimissioni del Governo citando il caso del Governo Goria, dimissionario dopo la bocciatura del Rendiconto. I capigruppo della maggioranza Cicchitto (PdL), Reguzzoni (Lega Nord) e Moffa (Pt), scrivono una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolineando che la bocciatura del Rendiconto rappresenta un "mero incidente parlamentare" respingendo le richieste di dimissioni del Governo provenienti dalle opposizioni e lamentando uno squilibrio tra maggioranza e opposizione nella composizione della Giunta per il Regolamento e un comportamento fazioso del Presidente della Camera Fini, che aveva disposto un blocco dell'esame del disegno di legge nonostante non fosse stato bocciato nella sua interezza ma fosse stato respinto soltanto l'Articolo 1 [5]. Il Presidente della Repubblica rispondendo alla lettera ha invitato a non eccedere con la richiesta del voto di fiducia esprimendo fiducia nelle prerogative del Presidente della Camera convenendo in una ripresentazione del testo di bilancio dopo un chiarimento politico.[73]
  • 14 ottobre 2011. La Camera approva, con 316 sì e 301 no, la questione di fiducia posta dal Governo allo scopo di verificare la tenuta della maggioranza dopo l'incidente sul rendiconto.[74]. Nel medesimo giorno Giuseppe Galati (PdL) è nominato sottosegretario al Ministero dell'Istruzione, i sottosegretari Catia Polidori e Aurelio Misiti sono promossi a viceministri dello Sviluppo Economico, con delega al Commercio Estero, e Infrastrutture e dei Trasporti, con delega alle Infrastrutture, e il sottosegretario Guido Viceconte viene trasferito dal Ministero dell'Istruzione a quello degli Affari Interni.[75]
Camera dei Deputati
al novembre 2011
Seggi
Il Popolo della Libertà
Lega Nord
Popolo e Territorio
MpA-Alleati per il Sud
Fareitalia
Autonomia Sud
Repubblicani-Azionisti
Totale Maggioranza
212
59
23
4
4
3
3
308
Partito Democratico
Unione di Centro
Futuro e Libertà per l'Italia
Italia dei Valori
Alleanza per l'Italia
Liberali per l'Italia-PLI
Liberal Democratici-MAIE
Minoranze linguistiche
Altri[7]
Totale Opposizione
206
38
26
21
6
5
3
3
14
322
Totale 630
Camera dei Deputati
al maggio 2008
Seggi
Il Popolo della Libertà
Lega Nord
Movimento per le Autonomie
Totale Maggioranza
275
60
8
343
Partito Democratico
Unione di Centro
Italia dei Valori
Minoranze linguistiche
Altri[7]
Totale Opposizione
217
35
29
3
3
287
Totale 630
  • 26 ottobre 2011. Dopo pressanti richieste dell'Unione Europea, al termine di una lunga trattativa interna alla maggioranza, il presidente del Consiglio Berlusconi invia una lettera con la promessa delle misure da adottare, tra le quali l'innalzamento dell'eta pensionabile nel 2026 e una maggiore flessibilità in uscita nel mercato del lavoro[76]. La lettera è fortemente criticata dalle opposizioni e dai sindacati.
  • 3 e 4 novembre 2011. Il presidente del consiglio partecipa a Cannes al summit del G20. A seguito delle pressioni, registratesi durante gli incontri, per il rafforzamento della credibilità del paese, il governo italiano accetta che una delegazione del Fondo Monetario Internazionale monitori i progressi sulle riforme economiche e gli effetti di queste sui conti pubblici[77][78][79][80][81][82][83].
Roma, 12 novembre 2011. In piazza del Quirinale si aspetta che Berlusconi venga a presentare le dimissioni.
  • 7 novembre 2011. Il sottosegretario agli Affari Esteri Enzo Scotti si dimette e firma insieme a due deputati di Noi Sud una richiesta a Berlusconi di dimettersi per favorire la formazione di un governo di unità nazionale.[84].
  • 8 novembre 2011. Nuova votazione alla Camera sul Rendiconto Generale dello Stato 2010 bocciato un mese prima; l'opposizione non partecipa al voto allo scopo di garantire l'approvazione del provvedimento (che ha valore meramente formale), dimostrando nel contempo che il Governo non dispone dei 316 voti che gli garantirebbero la maggioranza. La Camera approva con soli 308 voti a favore, nessun contrario e un astenuto.[85]. In seguito all'esito del voto, Silvio Berlusconi sale al Quirinale e, dopo un colloquio col Presidente della Repubblica, annuncia che si dimetterà in seguito all'approvazione della legge di stabilità.[86]
  • 12 novembre 2011. La Camera approva i disegni di legge, già approvati dal Senato, contenenti le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012), il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 ed il bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014[87]; dopodiché, il Presidente del Consiglio sale al Quirinale e rassegna le dimissioni[5]. L'evento richiama una grande e spontanea partecipazione di popolo, mai vista in casi analoghi, che sulla piazza del Quirinale attende l'arrivo del dimissionario Presidente del Consiglio, pacificamente ma dando segni di grande soddisfazione.
  • 16 novembre 2011. Dopo la formazione, la presentazione e il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica del nuovo esecutivo guidato da Mario Monti, termina ufficialmente il Governo Berlusconi IV con il tradizionale passaggio di consegne a Palazzo Chigi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giura il governo, nasce il Berlusconi IV, Corriere.it, 8 maggio 2008
  2. ^ L'Italia e l'Europa: 1947-1979, a cura di Pier Luigi Ballini e Antonio Varsori, Rubettino Editore, Soveria Mannelli 2004, Volume 1 - Pagina 221
  3. ^ a b Camera dei Deputati - XVI Legislatura - Seduta n. 5
  4. ^ a b Senato della Repubblica - XVI Legislatura - Seduta n. 5
  5. ^ a b Berlusconi si è dimesso - Pdl: «Sì a Monti, ma non si ricandidi»
  6. ^ a b Composizione al maggio 2008
  7. ^ a b c d Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto
  8. ^ Partito costituitosi in data 29/03/2009 con la fusione di Forza Italia (FI), Alleanza Nazionale (AN), Democrazia Cristiana per le Autonomie (DCA), Popolari Liberali (PL) ed altri movimenti minori che appoggiavano esternamente il governo.
  9. ^ Il partito sancisce ufficialmente il passaggio all'opposizione il 17 novembre 2008; la prima sfiducia votata al Governo è del 14 gennaio 2009
  10. ^ Si trattava dei ministri delle Politiche Giovanili Giorgia Meloni (31 anni, il più giovane ministro della storia della Repubblica), delle Pari opportunità Mara Carfagna (32 anni), dell'Istruzione Mariastella Gelmini (34 anni), della Giustizia Angelino Alfano (37 anni) e degli Affari regionali Raffaele Fitto (38 anni).
  11. ^ The Global Gender Gap Report 2008, pag. 13
  12. ^ Governo Italiano - I Ministri del governo Berlusconi IV
  13. ^ Delega esauritasi il 31 dicembre 2009.
  14. ^ Ultime dal dipartimento - Protezionecivile.it
  15. ^ [1] URL consultato il 21 settembre 2010
  16. ^ Deceduto.
  17. ^ Dopo le dimissioni del ministro Ronchi, le deleghe relative alle Politiche Europee sono state esercitate dal Presidente Berlusconi, fino alla nomina della ministra Bernini.
  18. ^ a b c d Lasciò il PdL per aderire al nuovo gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia
  19. ^ Vedi Decreto Ministeriale del 26/06/2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 agosto 2008
  20. ^ a b Scajola lascia, l'interim al premier, TgCom
  21. ^ Deceduto
  22. ^ Alfano alla Giustizia, Frattini agli Esteri, Corriere della Sera, 7 maggio 2008.
  23. ^ Giura il governo Berlusconi IV, Corriere della Sera, 8 maggio 2008.
  24. ^ Ecco i 37 sottosegretari, Repubblica, 12 maggio 2008.
  25. ^ Claudia Fusani, Berlusconi: "Crescita e sicurezza", Repubblica, 13 maggio 2008.
  26. ^ Il governo si riunisce nella città partenopea prima volta nella storia repubblicana. In precedenza si erano riuniti fuori Roma solo i due esecutivi guidati da Pietro Badoglio del 1943 (usualmente convocati prima a Brindisi e poi a Salerno) e in una sola occasione il secondo governo Prodi, che nel 2007 si riunì alla Reggia di Caserta.
  27. ^ Consiglio dei Ministri a Napoli: individuate le discariche e sì a Bertolaso, Corriere della Sera, 21 maggio 2008.
  28. ^ Repubblica.it - 07/10/2008
  29. ^ http://www.danielamelchiorre.it/pdf/Agenzia%20Ansa%2029%20ottobre%202008.doc
  30. ^ Repubblica.it - Legge sulla nuova Università, dalla Camera fiducia al governo
  31. ^ Intercettazioni, appello a Napolitano-L'Anm: "Così muore la giustizia penale" Repubblica.it - 10/06/2009
  32. ^ Ddl sicurezza, terzo sì al Senato Repubblica.it - 02/07/2009
  33. ^ La riforma del processo breve - Miniprescrizioni, polemiche e dubbi Anche in maggioranza| italia| Il SecoloXIX
  34. ^ Bertolaso rimette tutti gli incarichi. Berlusconi respinge le dimissioni in repubblica.it, 10 febbraio 2010.
  35. ^ Cosentino lascia tutti gli incarichi. Ma Berlusconi respinge le dimissioni in corriere.it, 18 febbraio 2010.
  36. ^ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 84 del 1º marzo 2010, 01-03-2010.
  37. ^ GOVERNO: SOTTOSEGRETARI HANNO GIURATO in repubblica.it, 04 marzo 2010.
  38. ^ Sconfitta in Puglia, Fitto si dimette da ministro in ilgiornale.it, 30 marzo 2010.
  39. ^ <<La leghista Viale sottosegretaria di Tremonti>>, la Repubblica, 21 maggio 2010
  40. ^ Brancher va dai giudici: «Mi dimetto» in corriere.it, 05 luglio 2010.
  41. ^ Cosentino si dimette da sottosegretario in repubblica.it, 14 luglio 2010.
  42. ^ Intercettazioni Cosentino, i finiani votano con l'opposizione.
  43. ^ Berlusconi ottiene fiducia, determinanti Fli ed Mpa - Reuters
  44. ^ A Berlusconi la fiducia con 342 sì. Determinante il voto di Fli e Mpa. - Il Sole 24 ORE
  45. ^ Comunicato del Dipartimento della Protezione Civile del 12-11-2010
  46. ^ Dimissioni di Bertolaso in Gazzetta Ufficiale
  47. ^ Mpa lascia l'esecutivo
  48. ^ Lettere firmate, finiani via dal governo
  49. ^ [2]
  50. ^ Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 472 del 13/12/2010
  51. ^ Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 473 del 14/12/2010. (Bozze non corrette redatte in corso di seduta)
  52. ^ Resoconto stenografico dell'Assemblea. Seduta n. 408 di martedì 14 dicembre 2010..
  53. ^ Berlusconi: "Ho vinto e vado avanti" "Dimissioni e Udc? Vedremo" in la Repubblica, 14 dicembre 2010. URL consultato il 14 dicembre 2010.
  54. ^ Barricata di fuoco a Roma, assaltati blindati. Scontri in via del Corso e a Montecitorio in Ansa, 15 dicembre 2010. URL consultato il 15 dicembre 2010.
  55. ^ Nasce Iniziativa Responsabile: 22 i deputati a sostegno del Governo
  56. ^ Senato, nasce "Coesione nazionale" Dentro i fuoriusciti da Futuro e libertà
  57. ^ Ansa.it
  58. ^ Redazione Online, Immigrazione, Mantovano si dimette Stato-Regioni: «Profughi in tutta Italia» in Corriere della Sera, 30 marzo 2011.
  59. ^ [3].
  60. ^ La Destra entra nel governo Berlusconi: Musumeci è sottosegretario al Lavoro
  61. ^ Rimpasto, Cdm nomina 9 sottosegretari.
  62. ^ Si dimette sottosegretario Melchiorre
  63. ^ Governo al rimpasto L'idea del Cavaliere. URL consultato il 13 luglio 2011.
  64. ^ Sì dalla Camera all'arresto di Papa E il Senato salva Tedesco
  65. ^ La Lega inaugura a Monza la sede di 4 ministeri
  66. ^ Processo lungo, via libera con fiducia Csm: "Così andiamo contro l'Europa". URL consultato il 6 agosto 2011.
  67. ^ Missioni all'estero, ok bipartisan della Camera - voto contrario solo dall'Italia dei valori. URL consultato il 6 agosto 2011.
  68. ^ Verdini, negato l'uso delle intercettazioni. URL consultato il 6 agosto 2011.
  69. ^ «C'è l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita» - Corriere della Sera
  70. ^ Ruby, anche Senato solleva conflitto attribuzione con pm Milano
  71. ^ Berlusconi in aula per il processo Mills, da rainews24.rai.it.
  72. ^ Camera, sei voti salvano Milanese - Berlusconi: "Sono soddisfatto" Polemica sull'assenza di Tremonti
  73. ^ Redazione Online, Governo battuto, la mossa del premier «Chiederò io la fiducia alla Camera» in Corriere della Sera, 11 ottobre 2011. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  74. ^ Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 535 di venerdì 14 ottobre 2011. Votazione della questione di fiducia
  75. ^ Il governo ripaga la fiducia con le poltrone Nuovi incarichi e promozioni per i fedelissimi | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
  76. ^ "Sempre onorato impegni faremo pareggio di bilancio"
  77. ^ Berlusconi burlesque
  78. ^ Ailing Italy Accepts IMF Monitoring
  79. ^ Italy agrees to IMF/EU monitoring reform progress-EU source
  80. ^ Italy Agrees to Allow I.M.F. to Monitor Its Progress on Debt
  81. ^ World leaders demand swift action by Europe to contain debt crisis
  82. ^ Italy Becomes Next Euro Battleground
  83. ^ G20 leaders press Italy to accept IMF checks on cuts programme
  84. ^ Governo: Scotti conferma dimissioni
  85. ^ Gli 11 "traditori" di Berlusconi
  86. ^ : Il Presidente Napolitano ha ricevuto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi
  87. ^ Ansa: Camera approva la legge di stabilità, ora Cdm

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]