Gianfranco Micciché
| Gianfranco Micciché | |
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| Ministro dello Sviluppo e Coesione territoriale | |
| Durata mandato | 23 aprile 2005 – 17 maggio 2006 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Gianfranco Micciché | |
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| Vice Ministro del Ministero dell'Economia e delle Finanze | |
| Durata mandato | 11 giugno 2001 – 23 aprile 2005 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Vincenzo Visco (da ministro) |
| Successore | Giuseppe Vegas |
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| Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri | |
| Durata mandato | 12 maggio 2008 – 16 novembre 2011 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Fabio Gobbo |
| Successore | Paolo Peluffo |
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| Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti | |
| Durata mandato | 10 maggio 1994 – 17 gennaio 1995 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Giorgio Carta |
| Successore | Giovanni Puoti |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Forza Italia (fino al 2009) PDL (2009-2010) Forza del Sud (dal 2010) |
| on. Gianfranco Micciché | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Professione | Dirigente |
| Partito | Forza Italia, Il Popolo della Libertà, Forza del Sud |
| Legislatura | XII, XIII, XIV, XV, XVI |
| Gruppo | FI, PdL |
| Coalizione | Polo del Buon Governo, Casa delle Libertà, PdL-Lega Nord-MpA |
| Circoscrizione | XXIV (SICILIA 1) |
| Incarichi parlamentari | |
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XII Legislatura
XIII Legislatura
XIV Legislatura
XV Legislatura
XVI Legislatura
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| Pagina istituzionale | |
Gianfranco Micciché (Palermo, 1º aprile 1954) è un politico italiano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con delega al CIPE e leader di Forza del Sud.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Studi e carriera professionale
Gianfranco Micciché nasce in una famiglia agiata della borghesia palermitana. Il padre era un alto dirigente del Banco di Sicilia. Compie i suoi studi in scuole laiche a Firenze e a Palermo[1]. Suo fratello Gaetano è Direttore Generale di Banca Intesa Sanpaolo , l'altro fratello Guglielmo è il vice presidente del Palermo; suo zio Luigi, invece, fu consigliere della stessa società di calcio alla fine degli anni cinquanta.[2]
È stato dirigente d'azienda, per undici anni, presso l'Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie (IRFIS) in Sicilia.
Nel 1984, grazie alla conoscenza di Marcello Dell'Utri[1], diventa dirigente di Publitalia '80, azienda di Silvio Berlusconi, per la quale diviene direttore della sede di Palermo prima e di Brescia poi.
[modifica] Attività politica
Micciché si avvicina alla politica negli anni '70, aderendo da studente al movimento di sinistra extraparlamentare Lotta Continua[1].
La sua esperienza politica ricomincia nel 1993, quando è chiamato da Silvio Berlusconi con altri uomini di Publitalia '80 ad impegnarsi in Forza Italia, di cui assume l'incarico di coordinatore regionale in Sicilia.
[modifica] Da Sottosegretario a Ministro
Viene eletto deputato alla Camera nel 1994 nel Polo delle Libertà. Nel primo governo Berlusconi è sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti e della Navigazione. Riconfermato nel 1996 alla Camera.
Alle elezioni amministrative del 1997 si candida Sindaco di Palermo per il Polo per le Libertà, ma viene sconfitto dal candidato del centrosinistra Leoluca Orlando.
Rieletto alla Camera nel 2001, con la formazione del Governo Berlusconi II, viene nominato vice-ministro al ministero dell'Economia e delle Finanze con delega allo sviluppo del Mezzogiorno ed ai rapporti con l'Unione Europea e con le Regioni. Sempre dal 2001 diviene docente a contratto di “Politiche di sviluppo e pianificazione delle opere pubbliche nelle aree deboli” all’interno del Dottorato di ricerca in Trasporti dell’Università di Reggio Calabria
Dopo la crisi di governo del 2005, con il nuovo Governo Berlusconi III, Miccichè è nominato Ministro dell'appena istituito Ministero per lo Sviluppo e la coesione territoriale (senza portafoglio).[3].
[modifica] Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana
Alle elezioni politiche del 2006 conferma il suo seggio a Montecitorio e nella XV legislatura fa parte della VI commissione finanze. Due mesi dopo diviene deputato regionale in Sicilia cedendo il seggio appena conquistato al Parlamento a Ida D'Ippolito.
Nel luglio del 2006 è eletto Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana. Da Presidente della Fondazione Federico II Miccichè nomina direttore generale l'ex deputato Alberto Acierno che sarà arrestato dalla Guardia di Finanza nel 2009 per peculato e appropriazione indebita di fondi della stessa Fondazione. Secondo gli accertamenti dei finanzieri le carte di credito della Fondazione erano utilizzate per pagare viaggi, bollette Sky ed Enel, telefonia, hi-fi e scommesse presso casinò on line.
Nei primi mesi del 2008, Miccichè ha invitato alle dimissioni il governatore siciliano e suo ex alleato storico Salvatore Cuffaro, ufficialmente non più appoggiato a causa della condanna di primo grado a cinque anni per favoreggiamento semplice. A febbraio del 2008, dopo averlo a lungo smentito[4], annuncia di volere candidarsi alla Presidenza della Regione Siciliana con una lista propria dal nome "rivoluzione siciliana", anche in contrasto con Silvio Berlusconi, non potendo appoggiare il candidato in pectore del MPA e dell'UDC Raffaele Lombardo a causa del suo stretto legame con Salvatore Cuffaro. Miccichè, dopo le critiche dei suoi alleati di Alleanza Nazionale[5] e del suo stesso Partito che lo invitano a desistere ed un incontro con Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, rinuncia alla corsa solitaria in cambio di una posizione importante nel futuro governo Berlusconi. Il 24 febbraio annuncia quindi il proprio sostegno a Raffaele Lombardo.
[modifica] Dal PDL a Pdl Sicilia
Nelle elezioni politiche italiane del 2008 è ritorna alla Camera dei deputati con il Popolo della Libertà. Il 12 maggio 2008 il Consiglio dei ministri nomina Miccichè Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE.
Nonostante sia stato tra i parlamentari che hanno sostenuto la riforma federale voluta dalla Lega Nord, durante la primavera del 2008 Miccichè annuncia più volte la volontà di partecipare alla costruzione di un nuovo Partito del Sud, in grado di bilanciare il crescente e forte squilibrio che nel governo Berlusconi IV si va affermando a favore del nord del Paese. Il progetto, che lo vede inizialmente co-protagonista assieme al Presidente della Regione Siciliana e leader dell'MPA Raffaele Lombardo, naufraga dopo le pressioni di Silvio Berlusconi.
IL 3 novembre 2009 è uno dei promotori, insieme ai "finiani", della scissione nel Popolo della Libertà in Sicilia, facendo nascere all'Assemblea Regionale Siciliana il gruppo del PdL Sicilia[6].
Nel marzo 2010 Miccichè dichiara di essere disposto a lasciare il Pdl per creare il Partito del Sud[7].
Nell'estate del 2010 il rapporto tra Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo si deteriora. Quello che era il Pdl Sicilia si spacca in Futuro e Libertà per l'Italia (nuova formazione politica guidata a livello nazionale da Gianfranco Fini) e nel gruppo di ex Forza Italia guidati da Miccichè che annunciano la nascita di un nuovo partito[8]. Nel rimpasto che dà vita al quarto Governo della Presidenza Lombardo, il gruppo di Miccichè viene tagliato fuori e si colloca all'opposizione[9].
[modifica] Leader di FdS
Il 12 ottobre 2010 Miccichè fonda il nuovo partito denominato Forza del Sud, con un gruppo parlamentare all'ARS di 5 deputati regionali[10], che viene presentato ufficialmente il 30 ottobre successivo[11][12].
Il 18 gennaio 2012 alla Camera nasce la componente “Grande Sud-Ppa” che raccoglie tutti i deputati vicini a Forza del Sud finora iscritti al Gruppo Misto, non iscritto a nessuna componente.Vi aderiscono 9 deputati :Miccichè Pippo Fallica, Maurizio Iapicca, Ugo Grimaldi, Giacomo Terranova, Marco Pugliese, Francesco Stagno d'Alcontres, Gerardo Soglia. Aderisce alla componente anche Aurelio Misiti (ex IdV) gia Sottosegretario di Stato e Viceministro del Ministero delle Infrastutture e dei Trasporti del Governo Berlusconi IV,che diventa capogruppo della nuova componente e vicepresidente del Gruppo Misto.
[modifica] Controversie
[modifica] Uso di droga
L'11 gennaio 1988 Micciché, che all'epoca lavorava presso Publitalia, venne interrogato nell'ambito di un'inchiesta sul traffico di droga a Palermo, in quanto sospettato di essere uno spacciatore. Miccichè rispose: "Non sono uno spacciatore ma solo un assuntore di cocaina". Non comportando il fatto reato, la posizione venne archiviata mentre gli spacciatori vennero arrestati il successivo 14 aprile[13].
L'8 agosto 2002 venne invece diramata un'informativa dei Carabinieri che sostanzialmente accusava Gianfranco Micciché di farsi recapitare periodicamente della cocaina presso gli uffici del ministero delle Finanze, in cui all'epoca ricopriva il ruolo di vice ministro. L'informativa fu emessa in seguito ad indagini testimonianti, anche tramite supporti audiovisivi, le "visite" che il presunto corriere Alessandro Martello faceva indisturbato presso il ministero, pur non essendo un soggetto accreditato ad entrarvi. Anche le intercettazioni confermerebbero la versione degli organi di polizia. Dal canto suo, Miccichè ha smentito categoricamente, avanzando a sua volta l'ipotesi di un servizio d'ordine deviato[14].
[modifica] Affermazioni su Falcone e Borsellino
| « Falcone-Borsellino, che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell'aeroporto » | |
Nell'ottobre 2007 ha affermato che l'intitolazione dell'aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino trasmette a chiunque arrivi per la prima volta nell'isola un'immagine negativa della Sicilia. Dopo le proteste provocate dalle sue tesi, Miccichè si è scusato e ha ritirato la frase, placando solo in parte le polemiche.[15]
Rimane l'aneddoto secondo il quale Miccichè, nello spiegare certe dinamiche politiche peculiari della Sicilia, ricorre al paragone tra Kafka e Luigi Pirandello, attribuendo al primo una nascita viennese[16] (quando è noto che nacque a Praga).
[modifica] Note
- ^ a b c Emanuele Lauria. «Gianfranco e Totò, così vicini così lontani quindici anni di accordi e sgambetti». la Repubblica, 21 02 2008. URL consultato in data 19-11-2009.
- ^ Giuseppe Bagnati; Vito Maggio; Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, giugno 2004, p.67. ISBN 88-8207-144-8
- ^ Ministro per lo Sviluppo e la Coesione territoriale: On. Gianfranco Miccichè
- ^ Candidato Io? Certamente No... in blog di Gianfranco Miccichè. URL consultato il 26-01-2008.
- ^ «Sicilia, Lo Porto a Miccichè: Progetto in barba a etica alleanza». Il Velino, 22 02 2008. URL consultato in data 03-11-2009.
- ^ «La scissione di Micciché, nasce Pdl Sicilia». Corriere della Sera, 03 11 2009. URL consultato in data 03-11-2009.
- ^ «Miccichè lancia il Partito del Sud "Sono disposto a dire addio al Pdl"». la Repubblica, 13 03 2010. URL consultato in data 14-03-2010.
- ^ «Miccichè: "Faccio un partito siciliano ma a Roma restiamo con Berlusconi"». la Repubblica, 18 09 2010. URL consultato in data 23-09-2010.
- ^ Massimo Lorello. «Ecco la nuova giunta regionale Nasce sull'asse tra Pd e finiani». la Repubblica, 21 09 2010. URL consultato in data 23-09-2010.
- ^ Antonella Romano. «Miccichè in campo». la Repubblica, 13 10 2010, p. 4 sezione:Palermo. URL consultato in data 16-10-2010.
- ^ Emanuele Lauria. «Miccichè battezza "Forza del Sud" "Ora il premier cambi stile di vita"». la Repubblica, 30 10 2010. URL consultato in data 31-10-2010.
- ^ «Micciché dà vita alla Forza del Sud A Berlusconi: «Fedeltà non è infinita»». Corriere della Sera, 30 10 2010. URL consultato in data 31-10-2010.
- ^ «Droga al ministero, Martello "Mai cocaina a Micciché"». la Repubblica, 02 09 2002. URL consultato in data 03-11-2009.
- ^ «Droga. Carabinieri: "la cocaina era per Miccichè". Viceministro: qualche 'deviato' tra forze polizia». Rai News 24, 09 08 2002. URL consultato in data 03-11-2009.
- ^ a b Concita De Gregorio. «Micciché e la gaffe su Falcone "Triste un aeroporto col suo nome"». la Repubblica, 11 10 2007. URL consultato in data 23-09-2010.
- ^ «Caso Sicilia, Miccichè si allinea:"Lombardo avrà il mio appoggio"». La Stampa, 24 febbraio 2008. URL consultato in data 19 aprile 2011.
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Gianfranco Micciché
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda sul sito del Governo Italiano
- Blog di Gianfranco Micciché
- Scheda su Openpolis
| Predecessore: | Ministro per lo Sviluppo e coesione territoriale | Successore: | |
|---|---|---|---|
| nessuno | 23 aprile 2005 - 17 maggio 2006 | nessuno |
| Predecessore: | Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Guido Lo Porto | 2006 - 2008 | Francesco Cascio |
| Predecessore: | Vice Ministro del Ministero dell'Economia e delle Finanze | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Vincenzo Visco (da ministro) | 11 giugno 2001-23 aprile 2005 | Giuseppe Vegas |
| Predecessore: | Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Enrico Micheli | 18 maggio 2008 - 16 novembre 2011 | Paolo Peluffo |
| Predecessore: | Sottosegretario di Stato alla Ministero dei Trasporti | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giorgio Carta | 10 maggio 1994 - 17 gennaio 1995 | Giovanni Puoti |
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