Daniela Santanchè

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Daniela Garnero Santanchè
Daniela Santanchè daticamera.jpg

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'attuazione del programma di Governo
Durata mandato 4 marzo 2010 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giovanni Dell'Elce (fino al 2005)

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2013)
in precedenza:
AN (1995-2007)
LD (2007-2008)
Movimento per l'Italia (2008-2009)
PdL (2009-2013)
on. Daniela Garnero Santanchè
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Cuneo
Data nascita 7 aprile 1961
Titolo di studio laurea in scienze politiche
Professione imprenditrice
Partito AN (1995-2007), LD (2007-2008), Movimento per l'Italia (2008-2009), PdL (2009-2013), FI (dal 2013)
Legislatura XIV, XV, XVII
Gruppo Forza Italia - Il Popolo della Libertà
Coalizione CdL (2001, 2006), Il Popolo della Libertà (2013)
Circoscrizione V Lombardia 3
Incarichi parlamentari

XIV Legislatura:

  • V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione) dal 16 luglio 2001 al 27 aprile 2006
  • XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) dal 22 maggio 2003 al 23 aprile 2005 e dal 26 aprile 2005 al 27 aprile 2006
  • Comitato Parlamentare per i procedimenti di accusa dal 2 ottobre 2002 al 27 aprile 2006

XV Legislatura:

  • V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione) dal 6 giugno 2006 all'8 febbraio 2008
  • XII Commissione (Affari Sociali) dall'8 febbraio 2008 al 28 aprile 2008
Pagina istituzionale

Daniela Garnero già coniugata Santanchè (Cuneo, 7 aprile 1961) è una politica italiana. È stata deputata della Camera dal 2001 al 2008, eletta nelle liste di Alleanza Nazionale, si è candidata a premier per la lista La Destra-Fiamma Tricolore nel 2008 con esito negativo, è stata sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma di governo del governo Berlusconi IV[1] dal 1º marzo 2010 al 16 novembre 2011, ed è infine stata rieletta in Parlamento nel 2013 con il Popolo della Libertà, aderendo a Forza Italia nel novembre dello stesso anno[2][3]. È soprannominata "La pitonessa"[4].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di Ottavio, imprenditore cuneese titolare di un'agenzia di spedizioni (la Unione Corrieri Cuneesi), è seconda di tre fratelli. Terminato il liceo, si trasferisce a Torino per frequentare il corso di laurea in scienze politiche. Poco più tardi sposa Paolo Santanchè, chirurgo estetico, e si impiega nella società del marito con compiti amministrativi.

Laureatasi in scienze politiche[5], nel 1983 fonda una società di marketing. Tra il 1992 e il 1993 partecipa a un corso di formazione imprenditoriale della Sda Bocconi, erroneamente descritto come master nella biografia della Santanchè riportata sul sito internet del Governo Berlusconi IV[6].

Nel 1995 lascia il marito (di cui mantiene il cognome a seguito di un accordo giudiziale in sede di separazione) per l'ingegnere Canio Giovanni Mazzaro, imprenditore farmaceutico potentino, presidente della Pierrel, da cui ha un figlio nel 1996. Secondo la stampa, dopo la separazione con Mazzaro è stata legata all'uomo d'affari Luigi Bisignani[7]; dalla primavera 2012 è legata sentimentalmente al giornalista Alessandro Sallusti[8].

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Attività politica con AN a Milano[modifica | modifica sorgente]

Entra in politica inizialmente come collaboratrice personale di Ignazio La Russa nel 1995, iscrivendosi ad Alleanza Nazionale.

In quota AN è consulente per la giunta del comune di Milano guidata da Gabriele Albertini, e nel giugno del 1999 è eletta consigliere provinciale alla provincia di Milano.[9]

Deputata di AN[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 si candida per la Camera dei deputati nella quota bloccata del proporzionale: pur non eletta, ottiene il seggio subentrando alla dimissionaria collega di partito Viviana Beccalossi, che resta assessore regionale. Dal 2003 al giugno 2004 è assessore comunale di Ragalna, in provincia di Catania, dove si occupa di sport e grandi eventi.

Nel 2005 diviene capo dipartimento delle pari opportunità di AN; destano critiche il gesto del dito medio rivolto ad alcuni giovani contestatori della riforma Moratti[10][11] e la proposta di una porno-tax, un'imposta sul consumo di materiale pornografico. Nel 2005 è relatrice della Legge finanziaria.

Nel 2006 viene rieletta alla Camera dei deputati nella lista di AN, nel collegio di Milano. Nel gennaio 2007, a seguito di una polemica televisiva con l'imam di Segrate sul velo, le viene assegnata la scorta dalla prefettura di Milano[12].

Nel 2007 Gianfranco Fini la rimuove da responsabile del dipartimento Pari Opportunità del partito, nominando al suo posto Barbara Saltamartini: la Santanchè entra in rottura con i vertici di AN[13].

Portavoce de La Destra e candidata alla presidenza del Consiglio[modifica | modifica sorgente]

Il 10 novembre 2007 la deputata Daniela Santanchè esce da Alleanza Nazionale e aderisce a La Destra divenendone la portavoce[14], e poi, il 10 febbraio 2008, la candidata alla presidenza del Consiglio in occasione delle imminenti elezioni politiche anticipate dell'alleanza La Destra-Fiamma Tricolore[15]. La rottura avviene perché la Santanchè si dichiara contraria alla «destra sbiadita», preferendo «i colori accesi e una destra chiara»[16].

La Santanchè è stata così una delle tre donne candidate alle elezioni alla presidenza del consiglio dei ministri, insieme a Flavia D'Angeli di Sinistra Critica e a Fabiana Stefanoni del Partito di Alternativa Comunista.

Il 28 febbraio Santanchè afferma che «per fare carriera non sono mai scesa a compromessi, non ho mai ceduto, in altre parole non l'ho mai data» e che «nella mia carriera sono stata corteggiata da più donne e ne sono lusingata. Il motivo? La verità è che piaccio alle donne perché sono un uomo»[17].

Afferma nel marzo 2008: "Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali" e "Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare".[18]

Il 9 aprile polemizzando col leader del PdL, ha sostenuto che «Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela do...»[19].

Alle elezioni la lista La Destra-Fiamma Tricolore ottiene il 2,4% alla Camera e il 2,1% al Senato e non elegge nessun parlamentare per non avere superato gli sbarramenti elettorali previsti del 4% alla Camera e dell'8% al Senato. La Santanchè dichiarò nel 2007 di voler devolvere in beneficenza il proprio stipendio da parlamentare[20].

Dopo le elezioni si apre una frattura tra Storace, che spinge per una linea critica de La Destra verso il PdL, e la Santanchè, che invece spinge per un chiaro affiancamento[21].

Già il 1º giugno 2008 la Santanchè definiva il proprio partito «la destra leale a Berlusconi»[22], ma la divisione emerge chiaramente in occasione della Conferenza programmatica de La Destra che ha luogo a Orvieto dal 19 al 21 luglio[23]. Dalla conferenza il partito esce spaccato in attesa del congresso nazionale[24].

Il 7 agosto la Santanchè, intervistata da Libero, avverte che «i nostri elettori non capirebbero posizioni solitarie e distanti dal governo Berlusconi»[25], ma Storace dissente sostenendo che «quello che dice non è compatibile con la carica di portavoce», aggiungendo che «se vuole portare avanti una linea politica diversa, Daniela deve presentare una mozione congressuale entro il termine previsto del 31 agosto»[26].

Così avviene. Il 22 agosto la Santanchè presenta una propria mozione alternativa a quella di Storace[27].

La nascita del Movimento per l'Italia[modifica | modifica sorgente]

Daniela Santanchè e Diego Zarneri alla fondazione del Movimento per l'Italia (MPI)

Tuttavia al Congresso di novembre la Santanchè non ci arriverà, perché il 27 settembre 2008 si dimette da portavoce de La Destra e con «una cinquantina di dirigenti nazionali, regionali e provinciali» lascia il partito[28] perché, sostiene, «non si può restare confinati in un’area di estremismo extraparlamentare e di vago nostalgismo»[29].

Il 22 novembre nasce ufficialmente il Movimento per l'Italia (MPI)[30] e viene presentato al pubblico con una convention all'hotel Sheraton di Roma in cui intervengono la stessa Santanchè, il coordinatore del Pdl Denis Verdini e il giovane vice segretario del movimento, Diego Zarneri.

La nomina a Sottosegretario (febbraio 2010)[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni amministrative del 2009 il Movimento per l'Italia si presenta in poche realtà, ma sempre alleato del centrodestra.

Il 24 febbraio il movimento si federa con il PdL e, pur in assenza di rappresentanza parlamentare, la sua leader il 1º marzo entra nel governo Berlusconi IV come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma di governo[31], nomina che ha suscitato polemiche all'interno del centrodestra[5]. Resta in carica fino al 16 novembre 2011.

Con le dimissioni di Berlusconi, la Santanchè non essendo parlamentare e non avendo cariche nel PDL, resta senza incarichi politici e istituzionali[32].

Di nuovo deputata[modifica | modifica sorgente]

Con le elezioni politiche del 2013, viene candidata come capolista del Popolo della Libertà nella circoscrizione Lombardia 3 e viene eletta per la terza volta Deputato. Il 27 marzo 2013 viene nominata da Silvio Berlusconi responsabile del settore organizzazione del PdL subentrando a Maurizio Lupi.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[2][3].

Il 20 gennaio 2014 il presidente Berlusconi la nomina Responsabile per la raccolta fondi della nuova Forza Italia.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Le affermazioni su Maometto[modifica | modifica sorgente]

L'8 novembre 2009 nel corso della trasmissione Domenica cinque, trasmessa da Canale 5, durante una discussione con l'imam di Segrate Ali Abu Shwaima, riguardo alla presenza del crocefisso nelle scuole, la Santanchè afferma che:

« Maometto aveva nove mogli, l'ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo»
(Daniela Santanchè, 8 novembre 2009[33][34])

.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

La polemica contro il burqa[modifica | modifica sorgente]

Il 20 settembre 2009 a Milano organizza un sit-in alla cerimonia di chiusura del Ramadan, dove è anche presente un nutrito gruppo di forze dell'ordine in assetto antisommossa. Qui la Santanchè, secondo la versione dei musulmani, tenta di strappare il velo di dosso ad alcune donne, suscitando la reazione dei musulmani presenti. La Santanchè sostiene invece di aver solo chiesto alla polizia di far rispettare la legge Italiana che prevede il divieto di circolare a volto coperto e di non esser mai entrata in contatto con una donna musulmana. Di seguito la Santanchè dichiarerà di essere stata aggredita e presa a pugni, versione smentita dai musulmani presenti; la Santanchè si è successivamente recata al al pronto soccorso[35] dove i medici le hanno riscontrato contusioni toraciche estese con prognosi di 20 giorni[36]. Il 25 settembre 2009, su il Fatto Quotidiano, compare una notizia secondo cui, in realtà, la Santanchè non sarebbe mai stata aggredita. In un breve filmato pubblicato su peacereporter si vedono i tentativi della Santanchè di superare il cordone delle forze dell'ordine, mentre non è dato vedere alcuna aggressione a carico della parlamentare[37].

Nel frattempo il pubblico ministero della procura di Milano incaricato di verificare le responsabilità dell'episodio, il 18 novembre 2013, a conclusione delle indagini, contesta alla Santanchè il reato di manifestazione non autorizzata e per questo motivo chiede al giudice la condanna a un mese di arresto e 100 euro di multa. Duemila euro di multa invece sono stati chiesti per il musulmano accusato di lesioni alla parlamentare.[38]

Il 2 dicembre 2013 la Santanché viene condannata a a quattro giorni di arresto e 100 euro di ammenda convertiti in 1100 euro di ammenda. Il giudice ha disposto la sospensione condizionale della pena.[39]

Attività imprenditoriali[modifica | modifica sorgente]

La sua società di pubblicità Visibilia, fondata nel 2007, è concessionaria della raccolta della pubblicità de Il Giornale di Paolo Berlusconi e dell'Ordine di Como (che è venduto in abbinamento al primo; L'Ordine ha cessato le pubblicazioni nel giugno 2012)[40] e di alcuni free press (Metro ed IoSpio)[41][42]. In precedenza era stata concessionaria di Libero e Il Riformista. Nel febbraio del 2014 la Visibilia acquista le testate Ciak e PC Professionale dalla Mondadori di Silvio Berlusconi.[43]

È stata in società con Flavio Briatore, Lele Mora, Paolo Brosio e Marcello Lippi nel locale di Porto Cervo Billionaire ed è socia del Twiga a Forte dei Marmi[44].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I Ministri, i Vice Ministri e i Sottosegretari del Governo Berlusconi IV in governo.it. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  2. ^ a b Camera dei Deputati: Composizione del gruppo FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
  3. ^ a b L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  4. ^ Santanché, l'ex marito: "Daniela si chiama Pitonessa per una barzelletta sporca", Libero Quotidiano.it.
  5. ^ a b Santanché, esordio amaro da sottosegretario salva di fischi dai banchi del centrodestra in La Repubblica, 09 marzo 2010. URL consultato il 30 marzo 2010.
  6. ^ "Gemini - Progetto Nuove Imprese". Nel marzo 2011 il settimanale Oggi citò fonti della SDA Bocconi secondo cui alla Bocconi non c'erano documenti che attestassero la partecipazione della Santanchè al master cfr. Il Sottosegretario - Daniela Garnero Santanchè in attuazione.gov.it. URL consultato il 22 marzo 2011. Daniela Santanché e il suo (falso) master alla Bocconi in Oggi, 22 marzo 2011. URL consultato il 22 marzo 2011.
    L'ufficio stampa della Bocconi, a distanza di pochi giorni, affermò che la Santanchè non aveva partecipato ad alcun Master ma aveva sostenuto un corso di formazione tra il 1992 e il 1993. I giornali hanno comunque ribattuto che il comunicato della Bocconi non fa altro che confermare ciò che loro avevano scritto, cioè che si trattava di un semplice corso e non di un master come attestato nella biografia ufficiale della Santanchè cfr. Santanchè e il ‘falso’ master della Bocconi, il comunicato dell’ateneo non chiarisce in il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2011. URL consultato il 24 marzo 2011. «Falso il master della Santanché» E lei s'infuria: campagna ridicola in Corriere della Sera, 24 marzo 2011. URL consultato il 24 marzo 2011.
  7. ^ Gianni Barbacetto, Luigi Bisignani, l’uomo che collega in Il fatto quotidiano, 5 marzo 2011. URL consultato il 15 maggio 2011.
  8. ^ Gianni Barbacetto, Sallusti e Santanché, primo bacio ufficiale in l'Unità, 30 marzo 2012. URL consultato il 25 settembre 2013.
  9. ^ Provincia di Milano, Elezioni 1999
  10. ^ Daniela Santanchè, "saluta" a modo suo gli studenti che contestano davanti a Montecitorio, Repubblica.it. URL consultato il 30 marzo 2010.
  11. ^ Raggiunta telefonicamente da Corriere.it sulla vicenda del dito medio, Corriere.it. URL consultato il 30 marzo 2010. [collegamento interrotto]
  12. ^ Magdi Allam, Santanchè, minacce per la battaglia anti-velo, Corriere.it, 10 gennaio 2007. URL consultato il 30 marzo 2010.
  13. ^ Rodolfo Sala, Santanché-Berlusconi, pace fatta è sottosegretario all'Attuazione del programma in la Repubblica, 1° marzo 2010. URL consultato l'11 novembre 2010.
  14. ^ Santanchè lascia An per la Destra E Berlusconi "battezza" Storace...
  15. ^ Candidata premier
  16. ^ Santanchè: «Io di destra lavoro per “l’Unità”. E non me ne vergogno»
  17. ^ Santanchè: «Non l'ho mai data per la carriera», Corriere.it, 1º marzo 2008. URL consultato il 30 marzo 2010.
  18. ^ "Silvio vede le donne solo orizzontali", corriere.it, 21 gennaio 1011. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  19. ^ «Silvio ossessionato da me. Non gliela do», Corriere.it, 9 aprile 2008. URL consultato il 30 marzo 2010.
  20. ^ Paola Di Caro, La Santanchè e tre deputati: il governo non ci fa lavorare Stipendio a Don Gelmini, Corriere.it, 18 marzo 2007. URL consultato il 30 marzo 2010.
  21. ^ È vero, parlo con Berlusconi ma non chiedo posti per me
  22. ^ Santanchè: «Silvio, torniamo insieme»
  23. ^ La tentazione della Destra: candidiamo Buontempo
  24. ^ Storace sbatte la porta Santanchè scende in campo
  25. ^ «È meglio tornare dal Cavaliere»
  26. ^ Storace, lettera-ultimatum alla Santanchè «Presenti una mozione o se ne vada»
  27. ^ La Destra, Santanchè sfida Storace
  28. ^ Santanchè, divorzio ufficiale Via da Storace con altri 50
  29. ^ Santanchè, strappo con La Destra: «Storace guarda solo al passato»
  30. ^ Santanchè riparte Nasce «Per l'Italia»
  31. ^ Santanché-Berlusconi, pace fatta è sottosegretario all'Attuazione del programma
  32. ^ SANTANCHE’ MANAGER ? UN PO’ “SMEMORATA” | ADGNEWS24.COM
  33. ^ Santanché: "Maometto pedofilo" Rissa tv con un esponente islamico, Repubblica.it, 9 novembre 2009. URL consultato il 9 novembre 2009.
  34. ^ Santanchè: «Maometto era poligamo e pedofilo. Una moglie aveva 9 anni», Corsera.it, 9 novembre 2009. URL consultato il 9 novembre 2009.
  35. ^ Protesta anti burqa
  36. ^ Manifestazione contro il burqa picchiata Daniela Santanchè, Repubblica.it, 20 settembre 2009. URL consultato il 30 marzo 2010.
  37. ^ Esclusivo: ecco le immagini della presunta aggressione ai danni di Daniela Santanché, Peacereporter.net. URL consultato il 30 marzo 2010.
  38. ^ Santanchè, il pm chiede un mese di arresto per la protesta anti-burqa, Il Fatto Quotidiano, 18 novembre 2013. URL consultato il 19 novembre 2013.
  39. ^ Santanchè, 4 giorni di arresto per protesta anti burqa: “Trattata come un black bloc” in il Fatto Quotidiano, 2 dicembre 2013. URL consultato il 2 dicembre 2013 (archiviato il 2 dicembre 2013).
  40. ^ http://www.visibilia.eu/mezzigestiti_item.php?type=1
  41. ^ Visibilia Pubblicità
  42. ^ Visibilia Pubblicità
  43. ^ Daniela Santanchè compra due testate da Fininvest liberoquotidiano.it, 22 febbraio 2014
  44. ^ "Il Billionaire? Andrebbe chiuso" ora la Santanchè ripudia il lusso in La Repubblica, 20 agosto 2008. URL consultato il 13 ottobre 2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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