Eugenia Roccella

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Eugenia Roccella

Sottosegretario di Stato del Ministero della Salute
Durata mandato 15 dicembre 2009 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Antonio Gaglione
Successore Adelfio Elio Cardinale
on. Eugenia Maria Roccella
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Eugenia Maria Roccella
Luogo nascita Bologna
Data nascita 15 novembre 1953 (60 anni)
Titolo di studio Laurea in lettere moderne
Professione giornalista, politico
Partito Il Popolo della Libertà
Nuovo Centrodestra
Legislatura XVI, XVII
Coalizione PdL - LN - MpA
Circoscrizione Lazio 2
Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale

Eugenia Maria Roccella (Bologna, 15 novembre 1953) è una giornalista e politica italiana. Ha ricoperto l'incarico di sottosegretario al Ministero della Salute nel Governo Berlusconi IV.

Studi e ingresso in politica[modifica | modifica sorgente]

Figlia di uno dei fondatori del Partito Radicale, Franco Roccella, e della pittrice e femminista Wanda Raheli, trascorre l'infanzia in Sicilia, affidata ai nonni e a una zia, per poi raggiungere a Roma i genitori in età scolare.

Roccella diventa femminista per «trasferire l’autorevolezza che la donna aveva nel privato anche nella sfera pubblica»[1]: entra a 18 anni nel Movimento di liberazione della donna, diventandone leader. Si fa portavoce in quegli anni di molte battaglie femministe, per l'aborto, contro la violenza sulle donne, per la modifica del diritto di famiglia, per le pari opportunità[2].

Laureata in lettere moderne, è dottore di ricerca presso l'Università La Sapienza.

Abbandono dei radicali e passaggio all'area cattolica del Pdl[modifica | modifica sorgente]

Negli anni ottanta ha lasciato i Radicali, colpevoli, a suo dire, di portare avanti «battaglie che stanno conducendo vanno verso la distruzione dell’individuo», di «ricadute anti-individuali del loro individualismo» e di sponsorizzare «un'idea di libertà senza limiti» che non fa altro che ottenere «un'illibertà assoluta».[3]

Si allontana per vent’anni dalla politica attiva per occuparsi della famiglia (due figli, una zia e i suoi genitori). Ha maturato quindi un cambiamento profondo, pur mantenendo molto della sua formazione culturale. Dal femminismo, ad esempio, e dall’idea della centralità del materno e del corpo per l’identità femminile, derivano l’interesse per la biopolitica e per le trasformazioni introdotte dalle biotecnologie in materia di procreazione. È diventata editorialista del quotidiano Avvenire e ha collaborato con Il Foglio, con Il Giornale e con la rivista bimestrale di cultura politica Ideazione. Su queste testate si è principalmente occupata di problematiche relative alla bioetica.

Nel 1997 ha scritto “La leadership di Berlusconi”, (in “Forza Italia, radiografia di un evento”, a cura di D.Mennitti, Ideazione editrice) e nel 2001“Dopo il femminismo” (Ideazione editrice).

Insieme con Lucetta Scaraffia, ha curato il Dizionario biografico Italiane. Dall'Unità d'Italia alla prima guerra mondiale, pubblicato in tre volumi, nel 2004, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, nel quale si presentano 247 ritratti di donne italiane che hanno fatto la storia del Paese, incluse Rachele Mussolini e Claretta Petacci, Seguendo il criterio già adottato da Miriam Mafai nel suo “Le donne del Novecento”. Sempre con Lucetta Scaraffia ha scritto “Contro il cristianesimo. L’Onu e l’Unione europea come nuova ideologia” (Piemme, 2005).

Con Assuntina Morresi ha scritto “La favola dell’aborto facile. Miti e realtà della pillola Ru486” (ed. Franco Angeli, 2006).

Nel 2007 è portavoce insieme con Savino Pezzotta del Family Day, la manifestazione di sostegno alla famiglia formata da un uomo e una donna organizzata per il 12 maggio dall'associazionismo cattolico.

Deputata PdL e Sottosegretario al Welfare (2008) e alla Salute (2009)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008, viene eletta alla Camera dei deputati per la XVI Legislatura, nelle lista del Popolo della Libertà (quota Forza Italia) presentata nella circoscrizione Lazio 2. Nel Maggio dello stesso anno diventa sottosegretario al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Successivamente allo scorporo del Ministero della Salute dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a partire dal 5 febbraio 2010 è divenuta sottosegretario al nuovo ministero della salute.[4].

Nel 2013 ha fondato «Di mamma ce n'è una sola», il primo comitato italiano contro l'utero in affitto.[5] Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stata rieletta alla Camera dei deputati per la XVII Legislatura, nelle lista del Popolo della Libertà (quota Forza Italia) presentata nella circoscrizione Lazio 1

Il 16 novembre 2013, contestualmente alla sospensione delle attività del Popolo della Libertà e al rilancio di Forza Italia[6], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[7][8].

Prese di posizione[modifica | modifica sorgente]

Sulla famiglia ha detto che “siamo tutti nati nel grembo di una donna, generati da un atto d’amore tra un uomo e una donna. Siamo tutti figli: laici e cattolici, credenti e non credenti, islamici ed ebrei, omosessuali ed eterosessuali. È su questo che si fonda l’unicità della famiglia: sulla capacità di tessere un filo di continuità tra le generazioni, padri, madri, nonni, nipoti, antenati, di collegare passato e futuro dell’uomo, di dargli speranza nel domani”.

Si è opposta al progetto di legge sui DICO in quanto essi avrebbero sancito una famiglia «non più legata a un nucleo forte di spontaneità e corporeità connesso alla maternità naturale ma che possa essere qualsiasi cosa vogliamo». Intervenendo al Family Day ha detto: “Noi siamo qui, da laici, a difendere il matrimonio civile, quello della Costituzione, che si può sciogliere attraverso il divorzio. Ma agli impegni presi con il matrimonio non ci si può sottrarre con facilità: le responsabilità restano, coniugi e figli hanno diritti incancellabili, anche quando il matrimonio si rompe”.

Secondo Roccella, il matrimonio è il «momento cruciale che dà valore alla differenza sessuale, l’incontro di due diversi che producono la continuità delle generazioni»[1].

Ha dichiarato di apprezzare la visione della Chiesa, che «ha sempre valorizzato e accolto il femminile, attribuendo significato e importanza all’etica della cura»[1].

Nel 2006 ha definito la pillola abortiva RU 486 "un enorme inganno, è terrorizzante per le donne."[9]

In relazione al caso di Eluana Englaro, a seguito della sentenza definitiva di via libera della Cassazione, in un articolo sul Giornale, ha parlato di "arbitrio dei giudici", spiegando che "La sentenza Englaro ha semplicemente portato alla luce il lungo movimento sotterraneo che avrebbe voluto condurre all’Eutanasia senza nemmeno passare dal Parlamento, senza interpellare i cittadini in alcun modo". Ha inoltre ribadito che "è importante prendere una posizione forte, anche perché non esiste una posizione neutrale", e che il governo avrebbe valutato, oltre ad un decreto ad hoc, possibilità di compiere ispezioni nella clinica di Udine[10].

Circa la pronuncia di incostituzionalità di alcune parti della Legge 40 sulla fecondazione artificiale, ha dichiarato che "la 40 non è una legge cattolica" e che "la legge 40 resta quella che è, e i centri devono continuare ad applicarla nella sua lettera e con prudenza"[11]. La legge 40, ha dichiarato, “ha resistito a tutti gli attacchi ed è stata confermata nel suo impianto dalla Corte Costituzionale. La legge è basata su un equilibrio fra tutti i soggetti coinvolti”.

Riguardo alla commercializzazione anche in Italia della pillola abortiva RU 486, ha dichiarato che si vuole "introdurre l'aborto a domicilio"[12]

Riguardo ai casi di omofobia dell'autunno 2009 e il conseguente richiamo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul tema, ha dissentito dichiarando: "Non credo ci sia a livello statistico un'emergenza che riguardi la violenza sugli omosessuali. È importante non cadere in specificazioni eccessive; è bene ricordare che la differenza sessuale donne-uomini non è una ma è la differenza che struttura il gruppo umano. Alcuni casi richiamano l’attenzione dei media, ma sono le donne a vivere una violenza specifica"[13]

Riguardo alle unioni omosessuali nel 2007 ha detto: “Mi sembra chiedano il riconoscimento pubblico delle loro unioni non tanto per ottenere alcuni diritti individuali, che si potrebbero assicurare con altri strumenti, piuttosto come forma di legittimazione sociale. Ma se vogliamo eliminare ogni discriminazione, se vogliamo costruire una società dell’accoglienza, dobbiamo alimentare una cultura che sappia rispettare ogni persona per quello che è. Una cultura che tuteli la dignità dell’uomo in qualunque condizione, anche se non è inserito in una categoria riconoscibile, anche se non ha nessuna forza politica a difenderlo”.

In una lettera pubblicata sul Corriere della Sera del 16 gennaio 2010[14], è intervenuta nel dibattito sulla diagnosi preimpianto, riaperto da una sentenza della magistratura di Salerno, dichiarando che "Il desiderio di maternità non può trasformarsi in un diritto e in particolare in diritto al figlio sano" e che “la diagnosi preimpianto non è una terapia, ma una pura forma di selezione genetica, spesso su semplice base probabilistica”.

Si è espressa più volte perché nell’ambito della fecondazione assistita eterologa si abbandonasse la dicitura ipocrita di “ovodonazione”: “Tranne che in rarissimi casi si tratta di compravendita, anzi di sfruttamento di giovani donne bisognose che mettono a repentaglio la propria salute sottoponendosi alle pesanti stimolazioni ormonali necessarie alla cosiddetta donazione”, ha dichiarato in una lettera al Corriere della Sera del 25 maggio 2010.

Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.[15]

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Aborto: facciamolo da noi, con Adele Faccio, Napoleone Editore, 1975 (Testo della prefazione, a firma di Eugenia Roccella).
  • Acqua, sapone, e..., Idea libri, 1992
  • La letteratura rosa, Editori Riuniti, Roma 1998.
  • Dopo il femminismo, Ideazione editrice, 2001.
  • Contro il cristianesimo. L'ONU e l'Unione Europea come nuova ideologia, con L. Scaraffia, Edizioni Piemme, Torino 2005.
  • La favola dell'aborto facile. Miti e realtà della pillola RU 486, con A. Morresi, FrancoAngeli, Milano 2006.

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero della Salute Successore Emblem of Italy.svg
Antonio Gaglione 15 dicembre 2009 - 16 novembre 2011 Adelfio Elio Cardinale