Marco Pannella

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Marco Pannella
Marco Pannella3.jpg

Segretario del
Partito Radicale
con Luca Bruneschi e Vittorio Luppi
Durata mandato 1963 - 1967
Predecessore Bruno Villabruna
Successore Gianfranco Spadaccia

Durata mandato 1981 - 1983
Predecessore Francesco Rutelli
Successore Roberto Cicciomessere

Presidente della XIII Circoscrizione di Roma (Ostia-Acilia-Casal Palocco)
Durata mandato 1992 - 1993
Predecessore Gioacchino Assogna
Successore Angelo Bonelli

Dati generali
Partito politico Partito Liberale Italiano (1945-1955)
Partito Radicale (1955-89)
Partito Socialista Italiano (1987-1992)
Lista Marco Pannella (1992-1994)
Lista Pannella - Riformatori (1994-1999)
Lista Pannella - Sgarbi (1996)
Lista Bonino (1999-2004)
Radicali Italiani (2001-2005, dal 2007)
Rosa nel Pugno (2005-2007)
Lista Amnistia Giustizia e Libertà (2013)
on. Giacinto Pannella detto Marco
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Giacinto Pannella detto Marco
Luogo nascita Teramo
Data nascita 02 maggio 1930 (84 anni)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione giornalista
Partito PR (1955-1989), Lista Bonino Pannella (1992-1994)
Legislatura VII (fino al 21 aprile 1978), VIII (fino al 20 agosto 1979), IX (fino al 6 marzo 1984), X (fino al 25 ottobre 1989), XI
Gruppo Radicale
Circoscrizione Torino-Novara-Vercelli (VII) Napoli-Caserta (VIII), Milano-Pavia (IX), Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta (X)
Giacinto "Marco" Pannella
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Giacinto "Marco" Pannella
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione giornalista
Partito PR (1955-1989), Lista Bonino Pannella (1992-1999)
Legislatura I, II, III, IV, V, VI
Gruppo Gruppo per il Coordinamento Tecnico e di Difesa dei Gruppi e dei Deputati Indipendenti (I), Non iscritti (II-III, V), Alleanza Radicale Europea (IV), ALDE (VI)
Coalizione ALDE-PDE
Circoscrizione Italia nord-occidentale
Incarichi parlamentari

  • Membro della commissione affari legali
  • Membro della commissione per il controllo delle spese
  • Membro della delegazione per i rapporti con Israele

Marco Pannella, all'anagrafe Giacinto Pannella (Teramo, 2 maggio 1930), è un politico e giornalista italiano, che si definisce radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano[1][2][3].

Membro della Gioventù liberale e poi leader dell'Unione Goliardica Italiana negli anni dell'università, Marco Pannella è stato tra i fondatori nel 1955 del Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali, la formazione politica promossa dalla sinistra liberale fuoriuscita dal Partito Liberale Italiano, e raccolto intorno al settimanale, diretto da Mario Pannunzio, Il Mondo.[4]

Il nuovo Partito Radicale riprese il nome della storica formazione erede dell'estrema sinistra storica nel Parlamento post-unitario, ma in più occasioni, nel corso della propria lunga carriera politica, il carismatico leader di gran parte del radicalismo italiano lascerà intendere pubblicamente di guardare anche ai valori della Destra storica del paese.[5][6] Tra i suoi riferimenti ideologici, vanno inoltre annoverati l'ambientalismo ecologista, il cattolicesimo liberale di Romolo Murri[7], e il socialismo liberale.[8]

L'ampiezza dello spettro politico e ideologico al quale negli anni il politico italiano ha fatto riferimento, porta i suoi estimatori a vedere in lui un uomo che cerca di porsi al di là delle ideologie, mentre i suoi oppositori leggono nel suo operato una dose di ambiguità, e lo accusano spesso di inaffidabilità. Noto anche per essere alquanto prolisso[9], è spesso travisato anche in quanto difficilmente sintetizzabile in schemi comunicativi giornalistici contemporanei[10], esprime preferibilmente i suoi pensieri nelle lunghe conversazioni settimanali in onda sulle frequenze di Radio Radicale, generalmente condotte in studio dall'ex direttore Massimo Bordin, occasionalmente da Valter Vecellio o dal direttore attuale della storica emittente Paolo Martini.[11]

Tra i più longevi personaggi della scena politica (è stato deputato dal 1976 al 1992), Marco Pannella è stato uno dei protagonisti delle battaglie civili degli anni Settanta e della fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica.[12] La sua azione politica lo ha portato ad essere noto, come leader politico italiano, per aver fatto costantemente ricorso ai metodi della lotta politica nonviolenta (quali scioperi della fame, disobbedienze civili, sit-in, ecc.) resi popolari dal Mahatma Gandhi (con la denominazione Satyagraha) e dal reverendo Martin Luther King.[13] In quest'ottica, ha praticato decine di scioperi della sete e della fame, con l'intenzione di affermare la legalità o, secondo le sue parole, il "diritto alla vita e la vita del diritto".[14]

Oltre alle cariche di deputato ed europarlamentare è stato presidente della XIII circoscrizione del Comune di Roma (Ostia), consigliere comunale a Trieste, Catania, Napoli, Teramo, Roma e L’Aquila e consigliere regionale del Lazio e dell’Abruzzo.[15] Ha altresì operato attivamente nella vita politica italiana attraverso l'intensa applicazione dello strumento referendario, promuovendo, nel corso di tre decenni, la raccolta di quasi cinquanta milioni di firme necessarie alla promozione delle varie campagne referendarie.[16] Nel 1977 fu anche tra i fondatori di Radio Radicale, nonché di storiche testate giornalistiche che non hanno mancato occasione di esprimersi in modo contrario al suo operato[17].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Formazione personale e inizio della carriera politica[modifica | modifica sorgente]

« Io non credo nelle ideologie, non credevo nelle ideologie codificate e affidate ai volumi rilegati e alle biblioteche e agli archivi. Non credo nelle ideologie chiuse, da scartare e usare come un pacco che si ritira nell'ufficio postale. L'ideologia te la fai tu, con quello che ti capita, anche a caso. Io posso essermela fatta anche sul catechismo che mi facevano imparare a scuola, e che per forza di cose poneva dei problemi, per forza di cose io ero portato a contestare. »
(Marco Pannella, intervista a Playboy Italia, 1º gennaio 1975)

Marco Pannella è nato a Teramo il 2 maggio 1930 da padre italiano, al secolo Leonardo Pannella (18981986), ingegnere discendente di una famiglia della borghesia agraria, e madre franco-svizzera[18], Andrée Estachon (1900 - 1983). Il suo vero nome, Giacinto (il secondo nome, quello sempre usato, Marco, non venne registrato per un errore burocratico[19]), gli venne dato in onore del prozio Giacinto Pannella, sacerdote e letterato del cattolicesimo liberale. La casa natale si trova nella via oggi intitolata proprio allo zio Giacinto.[20]

Pannella è il primogenito - dopo di lui nascerà la sorella Liliana - e cresce in un ambiente bilingue, frequentato da fascisti e da antifascisti, ebrei e stranieri, maturando idee liberali e antirazziste.[21] Inizia precocemente con la politica, iscrivendosi nel 1945 al PLI; intanto compie gli studi classici al liceo Giulio Cesare di Roma. In passato gli è stata attribuita anche una giovanile simpatia per i monarchici, che però egli ha smentito.[22]

Nel 1950 diviene incaricato nazionale universitario del Partito liberale; due anni dopo è Presidente dell'UGI (Unione Goliardica Italiana, associazione goliardica delle forze laiche studentesche), divenendo poi anche presidente dell'Unione nazionale degli studenti universitari (Unuri). Durante il periodo di militanza nel Partito Liberale sostiene la causa dell'italianità di Trieste.[23]

Fondazione del Partito Radicale[modifica | modifica sorgente]

« Noi siamo diventati radicali perché ritenevamo di avere delle insuperabili solitudini e diversità rispetto alla gente, e quindi una sete alternativa profonda, più dura, più "radicale" di altri… Noi non "facciamo i politici", i deputati, i leader... lottiamo, per quel che dobbiamo e per quel che crediamo. E questa è la differenza che prima o poi, speriamo non troppo tardi, si dovrà comprendere. »
(Marco Pannella, Scritti e Discorsi 1959-1980, Gammalibri, Milano, 1982)

Nel 1955 si laurea in giurisprudenza all'Università di Urbino, dopo una discussione della tesi durata più di due ore (voto 66/110) e fonda, dopo aver esercitato la professione di avvocato per un anno[18], il Partito Radicale assieme a Ernesto Rossi, Leo Valiani, Mario Pannunzio ed Eugenio Scalfari. In vista delle elezioni politiche del 1958 si decide di fare liste unite con i repubblicani: la coppia PR-PRI ottiene l'1,37% dei voti (e 6 seggi) alla Camera.[24]

Nel 1959, su Paese Sera, propone l'alleanza di tutte le sinistre e l'ipotesi di un governo che comprenda anche il PCI. Nell'articolo egli scrisse che per combattere il "regime democristiano" socialisti, radicali e repubblicani dovevano creare uno schieramento unitario, coinvolgere i comunisti e tracciare un programma di governo alternativo a quello scudocrociato[25]. Inoltre rivolse anche una critica ai comunisti ("Cessate di proporre mirabolanti politiche che nemmeno da soli potreste attuare (...). Rivolgetevi come interlocutori ai laburisti inglesi e alla socialdemocrazia tedesca, e non agli sparuti gruppi comunisti belgi, olandesi, scandinavi, inglesi, che non rappresentano nessuna reale posizione democratica e popolare nei loro Paesi") a cui rispose Togliatti in persona[25].

Successivamente, i due leader politici ebbero un cordiale scambio di battute[25]. Sempre nel 1959 rimuoverà Craxi dalla guida degli Universitari Italiani. Il seguente è un anno di difficoltà economiche: viene dal Belgio, dove ha lavorato in una fabbrica di scarpe ma non ha il permesso per rimanere. Si presenta quindi alla redazione de Il Giorno a Parigi, divenendone corrispondente.[25]

Quando il Partito Radicale entra in crisi e rischia lo scioglimento, torna a raccoglierne, assieme a pochi amici e aderenti alla corrente di "sinistra radicale", la difficile eredità e nel 1963 ne assume la segreteria. Nel 1964 dà vita a un'alleanza tra PR e PSIUP, che durerà fino al 1966, quando Pannella si candiderà senza successo come consigliere comunale di Roma[25].[26] Sempre nel 1966 fonda la LID (Lega Italiana Divorzio)[27] che contribuirà in maniera determinante, nel 1970, a far approvare la legge Fortuna-Baslini.[28]

Intanto sviluppa un intenso dialogo con Aldo Capitini sul significato e le forme della nonviolenza, per il rinnovamento della politica, non solo in Italia. Nel 1968 è imprigionato a Sofia per aver protestato contro l'invasione sovietica della Cecoslovacchia. Nel 1972 contribuisce a ottenere, anche con uno sciopero della fame, la legalizzazione dell'obiezione di coscienza.[29]

La battaglia per la legge sul divorzio[modifica | modifica sorgente]

Pannella al tempo della campagna divorzista

Il 1º ottobre 1965, il deputato socialista Loris Fortuna presentò una proposta di legge volta ad introdurre, in casi limitati, lo scioglimento del matrimonio.[28] I Radicali si resero conto che era possibile trasformare quello che per lunghi anni era stato un fatto privato in un problema di carattere sociale. Infatti, sommando i seicentomila separati legali con il milione e mezzo circa di separati di fatto, e con le altre migliaia di persone coinvolte nelle separazioni, complessivamente si arrivava ad almeno un dieci/dodici per cento della popolazione italiana in un modo o nell'altro direttamente interessata. Sicché tutte queste persone avrebbero potuto rappresentare un vasto potenziale di mobilitazione politica.[30]

Una tale situazione si presentava perciò come il terreno ideale per la sperimentazione della concezione che i radicali, guidati da Marco Pannella, avevano della politica e del partito: fare appello ai diretti interessati alle singole battaglie, individualmente, assicurando loro attraverso movimenti organizzati, o anche attraverso un vero e proprio partito, un modo per esprimersi politicamente. I Radicali pensavano infatti che, nella società italiana, i costumi erano ormai, a metà degli anni Sessanta, molto variati rispetto al diritto vigente.[28]

Dopo la presentazione del progetto di legge Fortuna, i Radicali suggerirono dunque di organizzare un sostegno da parte dell'opinione pubblica, unico modo per evitare l'insabbiamento della questione. A questo punto furono decisamente aiutati dal fatto che il settimanale popolare ABC appoggiò subito l'iniziativa, assicurando così una vasta eco tra il pubblico, proprio lo scopo che i radicali si proponevano. Nel gennaio del 1966 Marco Pannella e l'avvocato Mauro Mellini annunciarono la costituzione della Lega Italiana Divorzio o, più semplicemente, LID (Lega italiana per l'introduzione del divorzio). La struttura della Lega era disegnata come centro di coordinamento delle attività svolte in tutto il Paese, un organismo assai aperto e informale, la cui novità principale stava nel fatto che i componenti della direzione nazionale, pur provenienti da partiti diversi, ne facevano parte a titolo personale e non come delegati della forza politica di appartenenza.[28]

La Lega, per riuscire nei suoi intenti, da una parte usò strumenti volti ad assicurare l'informazione sulle proprie attività e ad ampliare le adesioni, dall'altra si valse di pressioni dirette sui singoli parlamentari affinché si prodigassero per accelerare l'iter parlamentare della legge sul divorzio. Allo scopo furono pubblicati alcuni fogli, senza periodicità fissa, fino ad una tiratura di centocinquantamila copie: "Battaglia divorzista", organo ufficiale della Lega, "Il divorzio" e "Notizie LID". La LID nazionale organizzò poi alcune manifestazioni di massa con i rappresentanti dei partiti laici, riuscendo a raccogliere varie migliaia di partecipanti. Nel 1970, una maggioranza parlamentare che comprendeva il PCI, il PSI e il PLI, approvò la legge sul divorzio, ricordata anche con il nome di "legge Fortuna-Baslini".[28]

Sempre in cerca di nuove eterogenee alleanze, nel 1972 Pannella intervenne addirittura ad un congresso della Federazione Anarchica Italiana.[31] Pannella aveva già avuto contatti col mondo anarchico, partecipando ad una marcia antimilitarista a Milano nel 1967, nella quale era presente anche Giuseppe Pinelli.[32]

Anche Jean-Paul Sartre si dirà "affascinato" dal personaggio politico di Pannella, così come accadrà ad Eugene Ionesco.[33]

Parlamentare[modifica | modifica sorgente]

« Cari Pannella, caro Spadaccia, cari amici radicali […] voi non dovete fare altro (io credo) che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili. Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare. »
(Pier Paolo Pasolini, Lettera al Congresso del Partito Radicale del 2 novembre 1975)
Marco Pannella con Emma Bonino e Giovanni Paolo II, durante la campagna contro la fame nel mondo

Nel 1973 Pannella fonda e dirige il quotidiano Liberazione, che uscirà dall'8 settembre 1973 al 28 marzo 1974.[34] Nel 1974 contribuisce al mantenimento del divorzio, con la vittoria dei NO nel referendum, tenutosi nel maggio di quell'anno (promosso da movimenti d'ispirazione cattolica).[35] Nel 1978 viene sconfitto in quello contro il finanziamento pubblico dei partiti ma il PR, unico partito a sostenerlo con una forza elettorale del 2%, riesce a ottenere il 40% di SI, contro tutti gli altri partiti coalizzati per il NO all'abolizione del finanziamento pubblico.[36]

A partire da questo periodo Pannella sviluppa la riflessione sulla depenalizzazione dell'uso delle droghe. Nel 1975 si fa arrestare per aver fumato uno spinello[37] come uno dei primi atti di disobbedienza civile antiproibizionista e, da allora, chiede la legalizzazione delle droghe, sostenendo il paragone tra il proibizionismo sull'alcool degli anni Venti negli Stati Uniti, alimento economico della criminalità mafiosa (erano i tempi di Al Capone), e il proibizionismo sulle droghe, fiorente business per tutte le mafie mondiali.[38] Nel 1976 è entrato in Parlamento. In questi anni sostiene una linea di forte opposizione alla amplissima maggioranza parlamentare incentrata sull'accordo tra DC e PCI, che definisce polemicamente "ammucchiata", o "monopartitismo imperfetto".[39] A questo periodo risale anche la nascita, e la successiva diffusione sull'intero territorio nazionale, di Radio Radicale, organo ufficiale di informazione del partito.[40]

Pannella con Enzo Tortora

Il 12 maggio 1977 viene uccisa a Roma Giorgiana Masi, studentessa che partecipava a un sit in indetto dal Partito Radicale e dalla sinistra extraparlamentare per la raccolta di firme su alcuni referendum. La manifestazione costituiva anche una reazione alla decisione del Ministro dell'Interno Francesco Cossiga di vietare nel Lazio, quale misura preventiva contro il terrorismo, tutte le manifestazioni politiche, eccettuate quelle indette dai partiti dell'arco costituzionale.[41] Nonostante Cossiga gli avesse chiesto di non effettuare il sit in, motivando la sua richiesta con l'alto rischio di scontri con la polizia, Pannella rimase fermo nella sua decisione; nella manifestazione, molti attivisti del partito furono effettivamente coinvolti negli scontri a fuoco tra poliziotti e militanti della sinistra extraparlamentare, nel corso dei quali una pallottola colpì a morte la Masi. Nonostante l'autore dell'omicidio sia rimasto ignoto, Pannella e i radicali sostennero a più riprese la tesi di una responsabilità morale di Cossiga, chiedendo anche l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'accaduto.[42] Dal canto suo, Cossiga ha sempre respinto la tesi di una sua responsabilità morale, attribuendola invece allo stesso Pannella, avendo questi deciso di effettuare il sit-in pur avvertito dell'altissima probabilità di scontri armati e del conseguente rischio per i militanti radicali.[43] Nonostante il pesante scontro politico, Pannella ha sempre avuto un rapporto personale cordiale con Cossiga stesso.[19]

Nei giorni del sequestro di Aldo Moro (16 marzo - 9 maggio 1978) si oppone alla linea della fermezza, sostenendo la strada della trattativa e si dichiara convinto dell'autenticità - come poi risulterà - delle lettere di Moro dalla prigionia.[44] Il 1978 è caratterizzato anche dall'approvazione della legge sull'interruzione volontaria della gravidanza (legge n. 194 del 22 maggio 1978) , che abolisce il reato di aborto (limitandolo alle violazioni della nuova legge) e prevede la possibilità per le gestanti di effettuare l'aborto nelle strutture ospedaliere pubbliche.[45]

Domenico Modugno, Enzo Tortora e Marco Pannella ad una manifestazione del Partito Radicale per il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati (1988)

Marco Pannella e il gruppo parlamentare radicale alla Camera si erano impegnati - senza peraltro riuscirvi - per ottenere una totale liberalizzazione dell'aborto, attraverso la presentazione di molti emendamenti in tal senso, dato che la legge limitava l'aborto, almeno in teoria, a pericoli per la salute psicofisica della madre. La proposta di legge nella sua veste finale vede il gruppo radicale su una posizione di rigetto.[46]). Sempre nel 1978, al culmine di una violenta campagna scandalistica che durava da alcuni anni, il Presidente della Repubblica in carica Giovanni Leone fu costretto alle dimissioni. Pannella fu uno tra i principali artefici di questa campagna, rivelatasi poi gravemente diffamatoria. In occasione del novantesimo compleanno di Leone, festeggiato al Senato nel 1998, Marco Pannella volle incontrarlo personalmente per consegnargli una lettera di scuse per le calunnie di quegli anni[47].

Marco Pannella, Massimo Teodori ed Elio Vito alla manifestazione antiproibizionista a Roma 1989

Dal 1979 è europarlamentare.[48] La prima metà degli anni Ottanta lo vede impegnato sul fronte della lotta alla fame nel mondo e in particolare nell'Africa, battaglia nella quale trova come alleato il segretario (poi presidente) della DC Flaminio Piccoli: la campagna porterà all'approvazione della cosiddetta legge Piccoli del 1985 che prevede lo stanziamento di circa due miliardi per la fame.[49]

Per gestire tale somma Pannella offre la sua disponibilità a fare da Sottosegretario agli Esteri dell'allora Ministro Giulio Andreotti, ma alla fine gli verrà preferito il socialista Francesco Forte.[50] Nel maggio del 1981 si svolgono i referendum abrogativi della legge 194 del 1978 sull'aborto. Il Movimento per la Vita promuove due referendum abrogativi della Legge 194, definiti l'uno massimale (tendente ad abrogare l'intera legge, non ammesso dalla Corte Costituzionale) e l'altro minimale (tendente a consentire l'aborto solo in caso di pericolo di vita per la gestante)[51]. Marco Pannella e i radicali, che rifiutano la formulazione della legge 194, presentano all'opposto un quesito referendario volto a eliminare ogni restrizione all'accesso all'interruzione della gravidanza per portare ad un regime di integrale liberalizzazione, in particolare consentendo di praticare aborti al di fuori delle strutture sanitarie pubbliche o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Entrambi i quesiti vengono respinti a larga maggioranza e la legge viene pertanto confermata nella sua struttura originaria.[52]

Leonardo Sciascia e Marco Pannella

Il 9 settembre 1981 per protestare contro la supposta violazione del diritto di informazione, si introduce nello studio RAI dove era in corso il Tg2 insieme a Roberto Cicciomessere e Marcello Crivellini, imbavagliato e con indosso un cartello-sandwich che espone i motivi della protesta. Poi, tolto il bavaglio, comincia a ripetere le frasi "ladri di notizie" e "furto di informazione" mentre l'impassibile conduttrice Piera Rolandi continua per alcuni secondi a leggere le notizie del telegiornale finché questo viene interrotto.[53][54]

Ha organizzato, con altre forze politiche, i referendum anti-caccia e anti-nucleari.[54] Nel 1985 ha contribuito alla nascita delle Liste Verdi, anche mettendo gratuitamente a disposizione del movimento ambientalista il simbolo elettorale del Sole che ride. Verso la fine degli anni Ottanta è stato il promotore della trasformazione del Partito Radicale in partito "transnazionale" e "transpartito", partito che da allora in poi concentrerà la sua azione politica verso gli obiettivi dell'abolizione - cominciando dalla moratoria - della pena di morte in tutto il mondo (obiettivo poi passato a Nessuno tocchi Caino[55]), dell'affermazione universale di alcuni diritti umani e della democrazia, dell'istituzione di un tribunale internazionale, in ambito ONU, in grado di sanzionare i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità.[56]

Dal 1986 chiede leggi elettorali maggioritarie e uninominali. Ha sostenuto l'elezione, effettivamente conseguita, dei deputati Leonardo Sciascia, Toni Negri (campagna per la giustizia sul c.d. processo "7 aprile"), Enzo Tortora (campagna per la "giustizia giusta"), Ilona Staller, pornostar iscritta al PR (candidata in ossequio allo statuto del partito, che prevede una scelta di candidati non imposta dalla segreteria ma votata dagli iscritti[39]), e il cantautore Domenico Modugno. Nell'elezione successiva Ilona Staller fondò, con altre pornostar tra cui Moana Pozzi e sotto l'iniziale supervisione del regista Riccardo Schicchi, il Partito dell'Amore, che non ottenne deputati.[57]

Pannella accetta poi l'iscrizione al Partito Radicale degli ergastolani Vincenzo Andraous e Giuseppe Piromalli, già condannati per fatti di camorra. Il gesto accompagna la campagna di protesta contro l'applicazione del regime di carcere duro ai mafiosi (Articolo 41 bis). Successivamente anche il blocco dirigente dell'organizzazione terroristica di Prima Linea, si iscrive dal carcere abbracciando la nonviolenza del partito, tra di essi Sergio D'Elia. Queste iscrizioni fecero parte anche della campagna di autofinanziamento radicale. Sempre nel 1987, in vista di una convergenza delle sinistre, Pannella si iscrisse, mantenendo la doppia tessera, al Partito Socialista Italiano[58].

Marco Pannella con Wei Jingsheng nel 2006

Nel 1992 viene eletto dall'Assemblea di Circoscrizione di Roma XIII - e lo rimarrà per circa cento giorni, fino alle dimissioni volontarie nel 1993 - Presidente della Circoscrizione di Ostia, quartiere romano di 250.000 abitanti, incarico cui si distingue per la lotta alla corruzione e all'abusivismo edilizio.[59]

Sempre nel periodo 1992-1993 ha promosso e vinto, insieme con il parlamentare democristiano Mario Segni e con altri rappresentanti politici, il referendum sulla Legge elettorale. Tale successo politico ha determinato il passaggio dal sistema elettorale proporzionale puro ad un sistema elettorale ibrido, per tre quarti maggioritario uninominale, per la parte restante ancora proporzionale. In quegli stessi anni, ulteriore significativa vittoria è stata ottenuta da Pannella con la amplissima prevalenza dei sì nel referendum, sempre promosso dal movimento Radicale, per l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti (lo stesso quesito referendario era stato sottoposto come già detto al voto degli elettori nel 1978), ma tale finanziamento è stato sostanzialmente reintrodotto pochi anni dopo dalla grande maggioranza delle forze politiche.[60]

Manifestazione del Partito Radicale con Marco Pannella e Ilona Staller

Lo stesso anno riesce ad ottenere, sempre per via referendaria, la completa depenalizzazione dell'uso personale delle droghe leggere[60], che resterà tale fino all'introduzione delle sanzioni amministrative e penali della legge Fini-Giovanardi (2005), contestatissima dai radicali, ma che sarà nuovamente abolita, per vizio di forma nell'iter parlamentare della conversione del decreto legge, dalla Corte costituzionale nel 2014.[61]

Alle elezioni politiche del 1994 Pannella e i radicali, dopo aver tentato inutilmente di prolungare l'esistenza del governo Ciampi, prospettano una alleanza politica con Silvio Berlusconi nei collegi del Centro-Nord. La lista Pannella, tuttavia non riesce a superare il 4% e Marco Pannella non viene rieletto in Parlamento.[62] Dopo la vittoria di Berlusconi, Pannella chiede di diventare ministro degli esteri del nuovo governo, non ottiene la carica ma riesce a far nominare Emma Bonino commissario europeo. Nel 1996 Pannella si ripresenta alle elezioni politiche anticipate con la lista Sgarbi-Pannella, nuovamente alleato del polo della libertà, anche se rompe subito con Berlusconi e, anche questa volta, la sua lista non riesce a superare il 4%. Da allora il movimento radicale ha rotto ogni alleanza con il centro-destra a livello nazionale. Nel gennaio del 2007, riguardo questa esperienza, Marco Pannella ha avuto uno scontro con Vittorio Sgarbi, durante una puntata della trasmissione Buona Domenica. Nel corso della lite, i due si sono reciprocamente accusati di aver preso soldi da Berlusconi[63], in riferimento alla loro vecchia comune alleanza col "Cavaliere", nel 1996.

Marco Pannella con il Dalai Lama

Con Emma Bonino, e principalmente attraverso l'associazione Non c'è pace senza giustizia, ha promosso fortemente l'istituzione del Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia e l'arresto del criminale di guerra serbo Slobodan Milosevic, nonché l'istituzione della Corte Penale Internazionale. Il 25 ottobre 1997 Pannella, al termine di un comizio a Roma, distribuisce a scopo dimostrativo alcune bustine di hashish ai partecipanti per promuovere la campagna per la liberalizzazione delle c.d. "droghe leggere". Pannella viene arrestato e condotto agli arresti domiciliari per breve tempo.[64]

Storica la sua amicizia con il Dalai Lama[65] (foto a fianco) e importante anche la lotta per il rispetto dei diritti umani fondamentali di popoli e gruppi oppressi, quali ad esempio i Montagnard[66], il Governo tibetano in esilio[65], gli aderenti alla Falun Dafa.[67] Il più grande successo politico alle soglie del millennio è legato, correlativamente alla campagna per l'elezione a presidente della Repubblica di Emma Bonino, "Emma for president", alle Elezioni europee del 1999, dove i radicali, sostenuti da un forte battage pubblicitario sulle reti generaliste (ciò era permesso in quanto la c.d. legge sulla par-condicio risale al 2000, governo D'Alema II), raggiunsero quasi il 9%, massimo storico per il movimento, solitamente rimasto sempre intorno all'1%, che fu per breve tempo la quarta forza politica italiana (dopo Forza Italia, Democratici di Sinistra e Alleanza Nazionale, quest'ultima in lista unica con il Patto Segni).[68]

Il nuovo millennio[modifica | modifica sorgente]

Pannella con l'ex ministro della Sanità ceceno Khanbiev
Marco Pannella con Luca Coscioni, durante la campagna referendaria sulla procreazione assistita e la libertà di ricerca scientifica (2005)

Dissidi con il movimento pacifista[modifica | modifica sorgente]

Le posizioni interventiste assunte in numerose occasioni, soprattutto in riferimento alla guerra del Kosovo (1999) e quella in Afghanistan (2001), hanno fortemente incrinato il rapporto con il mondo nonviolento e pacifista, che ne ha spesso criticato la presunta deriva militarista. Il gruppo "amici di Aldo Capitini" gli chiese pubblicamente nel 2004 di non appropriarsi più dell'immagine del Mahatma Gandhi e di quella di Capitini.[69]. Marco Pannella risponde che lui non si definisce "pacifista ad oltranza", ma nonviolento, in quanto utilizza questi metodi per portare avanti le sue battaglie politiche (Pannella ha sempre criticato il pacifismo ideologico tout court, ritenendolo pericoloso).[70] Marco Pannella ha sempre rivendicato che il padre della nonviolenza, il Mahatma Gandhi, sosteneva che il nonviolento si batte ad oltranza per evitare la guerra, ma nel momento in cui la guerra scoppia, "ha il dovere di schierarsi" per difendere la parte offesa[71], in quel caso i kosovari massacrati dalle milizie di Slobodan Milosevic, l'unico intervento militare caldeggiato da Pannella (in realtà approvato solo dopo che era già stato deciso), mentre negli altri casi si limitò a manifestare la contrarietà al ritiro delle truppe, ormai già inviate da tempo (per il rischio di fomentare ulteriore caos).[72]

I Radicali Italiani, il referendum sulla procreazione assistita e l'Associazione Coscioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 viene fondato il movimento politico Radicali Italiani, sezione italiana del Partito Radicale Transnazionale, mentre nel 2002 Pannella promuove, con altri esponenti del partito, tra cui l'ex docente universitario Luca Coscioni, colpito da sclerosi laterale amiotrofica, l'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, che si batterà per la libertà di cura e i diritti dei malati e, con Piergiorgio Welby, per il diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico e all'eutanasia nel 2006.[73][74]

Proposta contro la guerra in Iraq[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003, per evitare la guerra d'Iraq, propose che l'Italia si facesse portavoce con gli Stati Uniti di un piano che prevedesse un'offerta d'esilio e salvacondotto per Saddam Hussein, in alternativa a ciò che si verificò puntualmente: l'invasione dell'Iraq, la condanna a morte di Saddam e la guerra civile interna.[75]

Impegno in Europa e moratoria contro la pena di morte[modifica | modifica sorgente]

Diviene deputato al Parlamento europeo, per la "Lista Bonino" dei Radicali italiani, subentrato nel 2004 in seguito alla rinuncia di Emma Bonino che ha accettato l'incarico in un'altra circoscrizione. Pannella ha ricevuto, in tutta Italia, circa 66.000 preferenze. Si iscrive al gruppo parlamentare dell'Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa. Nel parlamento europeo diviene membro della Commissione per gli Affari esteri; della Commissione per il controllo dei bilanci; della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare; della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Delegazione per le relazioni con Israele; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Sud-Est asiatico e l'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN).[76]

Marco Pannella
Simbolo della lista Marco Pannella per il Partito Democratico (1994), riproposto nel 2007 (campagna per Pannella segretario del PD)

Sempre negli ultimi anni sostiene la campagna contro la pena di morte, insieme all'associazione Nessuno tocchi Caino, culminata nell'ottenimento, da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, della risoluzione di moratoria universale della pena di morte, uno storico obiettivo dei radicali. L'iniziativa per la moratoria, da lui più volte contrapposta all'abolizionismo immediato della pena di morte a suo parere revocabile dagli stati non democratici[77] e comunque secondo lui non realisticamente conseguibile a breve termine[78] ha portato alla richiesta di moratoria, presentata dal governo italiano all'ONU, tramite la rappresentanza all'ONU e le decisioni del Ministro degli Esteri Massimo D'Alema, ratificata dall'Assemblea Generale il 18 dicembre 2007.

La Rosa nel Pugno[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver avuto occasioni di convergenza elettorale con il centrodestra nel 1994, e dopo aver collocato il movimento radicale fuori dai poli nel 2001, alle elezioni politiche del 2006 passa al centrosinistra. È coautore della convergenza politica ed elettorale dei Radicali Italiani con i Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli che, insieme, danno vita alla Rosa nel Pugno e ad una piattaforma politica che viene sintetizzata dallo slogan, proposto da Pannella, "Blair, Fortuna, Zapatero". La lista, nonostante i migliori auspici, raggiunge il 2,6%, un risultato inferiore ai precedenti risultati elettorali dei due Partiti.[79]

Alle elezioni 2006 è candidato in tale lista al Senato ma, poiché la Legge elettorale prevede lo sbarramento regionale al 3%, la Rosa nel Pugno non riesce ad eleggere nemmeno un Senatore e lo stesso Pannella non entra in Parlamento. Fa ricorso al Senato per l'attribuzione di otto seggi: quattro di essi, secondo i ricorrenti, sarebbero spettati alla Rosa nel Pugno; tra di essi, uno sarebbe dovuto essere assegnato a Pannella. Il ricorso non viene accolto.[79]

Le nuove campagne[modifica | modifica sorgente]

Ha poi lanciato, nel solco delle sue precedenti iniziative internazionali come quella per la fame nel mondo, una iniziativa per un Grande Satyagraha per la Pace, una proposta di accoglimento di Israele nell'Unione Europea, campagne ormai abituali come il sostegno al Tibet (ha spesso incontrato il Dalai Lama Tenzin Gyatso). Il 21 luglio 2007 ha annunciato di essere disposto a candidarsi alla segreteria del Partito Democratico.[80] La sua candidatura è stata tuttavia respinta in quanto il partito radicale e/o la Rosa nel Pugno non risultano essere confluiti all'interno del nascente Partito, ma si pongono piuttosto come alternativa ad esso. Come nel caso analogo che ha coinvolto Antonio Di Pietro, il comitato elettorale del costituendo Partito Democratico pose come presupposto per l'accettazione della candidatura l'entrata del partito di appartenenza nel PD.

Pannella nel 2010

Successivamente il PD si è detto contrario anche a candidarlo nelle proprie liste alle elezioni politiche del 2008, dopo che Pannella si era detto disponibile ad un'alleanza del gruppo dei Radicali con i democratici, visto il regolamento interno che vieterebbe di superare un certo numero di legislature; Pannella invece sostiene che su di lui ci sia un "veto politico".[81] Ciò nonostante, nove candidati radicali sono stati comunque eletti nelle liste democratiche.

Alla fine di marzo del 2007 la Kaos Edizioni ha pubblicato "A sinistra del PCI", volume che raccoglie gli interventi parlamentari più importanti del leader radicale tra il 1976 e il 1979. Nel novembre dello stesso anno è seguita la pubblicazione di "Contro i crimini di regime", volume sempre edito dalla Kaos, che raccoglie gli interventi pronunciati fra il 1980 e il 1986. Entrambi i volumi sono a cura di Lanfranco Palazzolo, giornalista di Radio Radicale. Nel novembre 2010 ha ricoperto il ruolo di insegnante nel corso di storia politica L'Italia secondo Marco, svoltosi alla Domus Talenti di Roma. Il corso aveva una durata di due mesi[82].

Amnistia, Giustizia e Libertà[modifica | modifica sorgente]

« Non mi batto per il detenuto eccellente, ma per la tutela della vita del diritto nei confronti del detenuto ignoto, alla vita del diritto per il diritto alla vita. »
(Marco Pannella, sul sito Il detenuto ignoto[14])

Pannella viene candidato come capolista alle Elezioni politiche italiane del 2013, ma non viene eletto al Parlamento. La lista ripropone, già nel simbolo, la storica battaglia per il miglioramento delle condizioni - giudicate "illegali" e "criminali" dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo - delle carceri italiane.[83].

Scioperi della fame[modifica | modifica sorgente]

Tra i moltissimi scioperi della fame, della sete o entrambi, tenuti in segno di protesta, il più lungo è quello che va dal 20 aprile al 19 luglio 2011 condotto da Pannella al fine di proporre un'amnistia contro le condizioni dei detenuti nelle carceri italiane. Pannella, allora 81enne, digiunò quasi completamente, ingerendo solo liquidi, per circa tre mesi.[84]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Disobbedienza civile[modifica | modifica sorgente]

Pannella ad una manifestazione di disobbedienza civile contro il servizio militare obbligatorio

Pannella, a causa delle sue ripetute proteste civili e delle provocazioni (in gran parte dimostrazioni antiproibizioniste), che egli, in accordo con lo spirito del Partito Radicale, considera azioni nonviolente di disobbedienza civile, è incorso in diversi processi penali dagli esiti che qui si elencano[85]:

  • 27 agosto 1995

Roma, Porta Portese (1° troncone) Imputato: Marco Pannella 13/06/01: condannato definitivamente in Cassazione a 8 mesi di libertà vigilata o, in alternativa, 4 mesi di reclusione. Pena eseguita, in libertà vigilata.

  • 28 dicembre 1995

Roma, Piazza Navona Imputato: Marco Pannella 18/01/99: condannato in primo grado a 2 mesi e 20 giorni di reclusione. Riconosciuto il fatto di lieve entità perché l’azione è stata commessa per motivi di particolare valore sociale. 12/02/02: assolto in appello “perché il fatto non costituisce reato”

  • 28 dicembre 1995

Roma, Rai-TV - Cessione di 200 grammi di hashish in diretta TV ad Alda D'Eusanio Imputato: Marco Pannella 18/06/01: assolto in appello

  • 12 ottobre 1997

Roma, Piazza Navona Imputati: Marco Pannella, Rita Bernardini, Olivier Dupuis, Pigi Camici, Alessandro Caforio, Cristiana Pugliese, Mauro Zanella 12/10/01: Marco Pannella e Rita Bernardini condannati in primo grado a 3 mesi e 700 € di multa, pena convertita in 4.186 € di multa 12/10/01: Olivier Dupuis, Pigi Camici, Alessandro Caforio, Cristiana Pugliese, Mauro Zanella, condannati in primo grado a 2 mesi e 20 giorni e 520 € di multa, pena convertita in 3.168 € di multa 14/02/2005: assolti in appello “perché i fatti loro ascritti non costituiscono reato”

  • 20 ottobre 1997

Milano, Piazza Scala Imputati: Marco Pannella, Rita Bernardini, Lucio Bertè (Pannella non era presente alla manifestazione) 10/12/99: Gip, non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”

  • ottobre - novembre 1997

Roma, 1) Piazza San Carlo 2) Piazza San Carlo 3) Largo Goldoni – tre disobbedienze che hanno dato origine ad un maxi processo Imputati: Marco Pannella, Rita Bernardini, Anna Autorino, Alessandro Caforio, Sergio Stanzani, Mauro Zanella, Pigi Camici, Antonio Borrelli, Cristiana Pugliese, Clotilde Buonassisi, Veronica Orofino, Olivier Dupuis, Gianfranco Dell'Alba, Paolo Pietrosanti, Giorgio Cusino, Alexandre de Perlinghi, Michel Hancisse, Thierry Meyssan, Rolando Parachini, Eric Picard, Michel Sit Bon 17/10/2001: Marco Pannella, condannato in primo grado a 8 milioni di multa e 10 giorni di carcere da aggiungersi con il vincolo della continuazione ai 2 mesi e 20 giorni per una vicenda analoga avvenuta a Piazza Navona per la quale però è stato assolto il 12 febbraio 2002 29/01/2004: Marco Pannella, posizione stralciata in appello per impegni al Parlamento Europeo. Da fissare nuovo ruolo

  • 28 gennaio 2002

Manchester (GB), Stazione di Polizia di Stockport, detenzione di cannabis e hashish in solidarietà con i deputati Davies e Cappato. Protagonista: Marco Pannella; nessun intervento da parte delle forze dell’ordine[86]

Procedimenti non collegati alle disobbedienze civili[modifica | modifica sorgente]

  • 29 dicembre 2012

La sezione lavoro e previdenza della Corte di appello di Roma lo ha condannato a pagare 250 mila euro in favore di una signora di 81 anni, Giuseppina Torelli, che dal 1982 al 1994 ha lavorato prima nel Partito Radicale e poi nel Gruppo Federalista Europeo, venendo retribuita come lavoratrice autonoma e, come da lei denunciato, spesso in nero.[87]

Rinuncia ai vitalizi e ai trattamenti pensionistici da deputato[modifica | modifica sorgente]

Da lavoratore comincia a versare i suoi contributi previdenziali nel 1958 con l'ottenimento dei primi contratti di lavoro (principalmente quale giornalista del quotidiano, allora fresco di fondazione, Il Giorno) e quasi due decenni prima della sua entrata alla Camera; 51 anni dopo, nel 2009 all'età di 78 anni, inizia a percepire la pensione con una remunerazione di 2600 euro mensili (la cui cifra è integrata da un'assicurazione privata a cui ha versato per circa tre anni, quale contribuzione volontaria, l'equivalente di mille euro mensili). L'ammontare di tale somma è dovuto al fatto che, nonostante la sua attività quale parlamentare ricopra cinque legislature, Marco Pannella non gode di nessun tipo di vitalizio e del trattamento pensionistico specifico per chi è stato deputato della Repubblica Italiana.Egli infatti per ragioni politiche si è sempre volontariamente dimesso prima che ciascun suo mandato raggiungesse la metà della legislatura in corso, cedendo ogni volta il proprio seggio ad un compagno di partito, rimanendo così fedele alla sua concezione di rotazione con il deputato supplente.[88] Questo atto di rinuncia gli faceva coscientemente perdere anche ogni diritto di versare il conguaglio economico sotto forma di contributo figurativo per ottenere tale tipo trattamento pensionistico, diritto che invece veniva ereditato dal compagno subentrante al suo posto.

Nel 1988, a seguito di una clamorosa sconfitta della Nazionale Italiana contro lo Zambia nel torneo di calcio olimpico, Pannella devolve il proprio stipendio di parlamentare ai calciatori africani come protesta contro gli eccessivi compensi nel nostro calcio professionistico.[89]

Problemi di salute[modifica | modifica sorgente]

Pannella ha avuto molti ricoveri in ospedale, spesso come conseguenza dei lunghi scioperi della fame e/o della sete. Nel 1998 subì invece una delicata operazione al cuore, per l'impianto di quattro bypass.[90] Nella notte tra il 21 e il 22 aprile 2014 viene ricoverato al policlinico Gemelli di Roma per un malore, dovuto ad un aneurisma dell'aorta addominale, con rottura della branca iliaca sinistra; viene successivamente operato per una ri-protesizzazione aortica dell'arteria, già operata in precedenza, e per l'impianto di un bypass femoro-femorale (non quindi al cuore come voleva la notizia diffusa inizialmente dalle agenzie di stampa[91]) e posto in terapia intensiva.[92] Pochi giorni dopo, ha dichiarato di voler ricominciare lo sciopero della sete per le carceri[93], che poi ha temporaneamente interrotto dopo una telefonata con Papa Francesco.[94] Nell'estate del 2014 continua la sua protesta nonostante due tumori ai polmoni e al fegato (in realtà un tumore polmonare con metastasi epatica) per cui ha dovuto subire operazioni e radioterapia.[95]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Marco Pannella vive da molti anni a Roma, in via della Panetteria; la sua compagna e convivente è, dal 1974[40], la ginecologa Mirella Parachini, oggi dirigente dell'Associazione Luca Coscioni. Nel maggio 2010 si è dichiarato bisessuale, avendo amato «tre o quattro uomini», dato che il rapporto con la compagna glielo permetteva[96]. È un accanito fumatore.[97]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Il voto radicale. Risposte di Elio Vittorini, Marco Pannella, Luca Boneschi, Roma, s. n., 1963.
  • Le sbarre del Concordato, con Pasquale Bandiera e Giorgio Spini, Genova, Lanterna, 1973.
  • Pannella su Marco Pannella, Roma, Magma, 1977.
  • Io, Marco Pannella al Parlamento. Interventi parlamentari contro il potere, i partiti di regime, la stampa di regime, la Rai-TV, il parlamento, la chiesa, l'aborto clandestino, la magistratura, la polizia, i carabinieri, le carceri, l'esercito, Napoli, Ceci, 1979.
  • Dai diritti civili alla fame nel mondo, Roma, Quaderni radicali, 1981.
  • Scritti e discorsi. 1959-1980, Milano, Gammalibri, 1982.
  • Come nasce un partito. Marco Pannella lettere da Parigi (1960-1962), Napoli, Caruso, 1997.
  • Diario di un digiuno. 1972: diritto civile all'obiezione di coscienza, Venezia, Editoria universitaria, 1999.
  • A sinistra del PCI. Interventi parlamentari 1976-1979, Milano, Kaos, 2007. ISBN 978-88-7953-175-7
  • Contro i crimini di regime. Interventi parlamentari 1980-1986, Milano, Kaos, 2007. ISBN 978-88-7953-179-5
  • Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti), con Stefano Rolando, Milano, Bompiani, 2009. ISBN 978-88-4526-439-9

Incarichi istituzionali[modifica | modifica sorgente]

  • Deputato alla Camera dal 1976 al 1992 (in maniera non continuativa)
  • Eletto al Parlamento europeo nel 1979, 1984, 1999, 2004
  • Consigliere comunale a Trieste nel 1978
  • Consigliere comunale a Catania, Napoli, Teramo, Roma e L'Aquila
  • Consigliere regionale del Lazio e dell'Abruzzo
  • Presidente della XIII circoscrizione del Comune di Roma (Ostia)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Marco Pannella nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito
  2. ^ https://it.twitter.com/MarcoPannella
  3. ^ https://www.facebook.com/pannella.marco/info
  4. ^ Suttora, capitolo II-III
  5. ^ «Sempre più necessaria quella aggregazione alternativa di sinistra liberale e di destra storica per la quale entrammo in parlamento dicendo che la sinistra sarebbe potuta essere "di alternativa" solo una volta acquisito il senso dello "stato di diritto" appannaggio della destra storica»; "Il “quasi-testamento” di Marco Pannella", Fai notizia, dal sito di Radio Radicale,
  6. ^ «Pannella precisa: "Con il centro destra non abbiamo certo in comune la destra storica, ma sicuramente l'elettorato del 1994"»; conferenza stampa di Marco Pannella a Milano, 15/01/05.
  7. ^ Intanto Pannella ricorda la figura di don Murri
  8. ^ Craxi: Pannella ricorda, «quando mi disse "ora è il tuo turno"»
  9. ^ Valter Vecellio, Marco Pannella. Biografia di un irregolare, capitolo L'eretico riformatore, estratto dal libro
  10. ^ Una conversazione con il defunto premier Bettino Craxi viene ad esempio ricordata e riportata dai giornalisti in modo piuttosto differente, Intervista su Openpolis, Intervista su Il Riformista, "«Craxi mi voleva come suo erede» Pannella apre le braccia ai socialisti", 1º luglio 2005.. Pannella afferma che Craxi lo avrebbe voluto suo erede, quando tra l'altro è noto che il politico socialista coniò perfino il termine spregiativo politico pannellato Risposta di Pannella a Apruzzo e Ronchi, 15 dicembre 1992
  11. ^ Rubrica delle conversazioni settimanali di Pannella
  12. ^ Marco Pannella, i politici e lo zapping istantaneo: anche il leader radicale tra gli inguardabili
  13. ^ I radicali e la nonviolenza
  14. ^ a b Associazione IL DETENUTO IGNOTO
  15. ^ Pannella presidente di Circoscrizione
  16. ^ Pannella non molla sui referendum, "farò ricorso"
  17. ^ Marco Pannella è stato, in quanto giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti e politico che per anni si è battuto per l'abolizione dello stesso in favore della libertà di stampa e di espressione, anche fondatore di quotidiani quali Liberazione, storicamente contrario alle posizioni politiche radicali.
  18. ^ a b Pannella: la mia vita, le mie idee, 1975
  19. ^ a b Barbara Romano, Le confessioni di Marco Pannella: "Sono il frocio della politica", Il Clandestino web, 03/05/2008
  20. ^ Suttora, capitolo I
  21. ^ ibidem
  22. ^ :: Radicali.it ::
  23. ^ Suttora, capitolo II
  24. ^ Suttora, capitolo III
  25. ^ a b c d e Suttora, capitolo V
  26. ^ Suttora, capitolo VI
  27. ^ Suttora, capitolo VI-VII
  28. ^ a b c d e Suttora, capitolo X
  29. ^ Suttora, capitolo VIII-IX-XII
  30. ^ Storia del Partito Radicale, cap. 2
  31. ^ Marco Pannella e i radicali italiani, Movimento Libertario
  32. ^ Valter Vecellio, Pannella. Biografia di un irregolare, Rubettino,estratto
  33. ^ Vecellio, op. cit., risvolto di copertina
  34. ^ Suttora, capitolo XIII
  35. ^ Suttora, capitolo XIV
  36. ^ Suttora, capitolo XVIII
  37. ^ Pannella torna a Roma e sfida l'arresto
  38. ^ Suttora, capitolo XXX
  39. ^ a b Intervista a Pannella
  40. ^ a b Suttora, capitolo XVI
  41. ^ Suttora, capitolo XVII
  42. ^ La morte di Giorgiana Masi
  43. ^ La verità di Cossiga sulla morte della Masi
  44. ^ Dichiarazione di Marco Pannella sul caso Moro
  45. ^ Suttora, capitolo XVII-XVIII
  46. ^ Resoconto stenografico della seduta n. 266 della Camera dei Deputati, VII legislatura; alle pagg. 159772-15974, la dichiarazione di voto dell'on. Emma Bonino, contraria al testo finale della legge
  47. ^ RAI - La Storia Siamo Noi - Puntata del 20/06/2009
  48. ^ Suttora, capitolo XIX-XX
  49. ^ Suttora, capitolo XXI-XXV
  50. ^ Suttora, capitolo XXV
  51. ^ Breve storia dell'aborto
  52. ^ Suttora, capitolo XX
  53. ^ Quando interruppi il Tg2
  54. ^ a b Suttora, capitolo XX-XXI
  55. ^ Nessuno tocchi Caino, La pena di morte nel mondo : rapporto 2002, Venezia, Marsilio, 2002; a cura di Elisabetta Zamparutti, con una introduzione a cura di Marco Pannella disponibile anche all'indirizzo http://www.nessunotocchicaino.it/bancadati/index.php?tipotema=arg&idtema=20102
  56. ^ Suttora, capitolo XXVIII-XXIX e segg.
  57. ^ Suttora, capitolo XXIII-XXIV-XXVII-XXIX
  58. ^ :: Radicali.it ::
  59. ^ http://www.radioradicale.it/exagora/i-sogni-di-marco-re-di-pannellopoli I sogni di Marco re di Pannellopoli
  60. ^ a b Suttora, capitolo XXXI
  61. ^ La Consulta boccia legge Fini-Giovanardi.
  62. ^ Suttora, capitolo XXXI-XXXIII
  63. ^ Il cassiere Silvio al mercato dei voti - LASTAMPA.it
  64. ^ Pannella distribuisce hashish: rissa e arresti
  65. ^ a b Marco Pannella incontra il Dalai Lama: fra Natale e capodanno insieme a Dharamsala per preparare il programma del Satyagraha
  66. ^ Pannella va in Cambogia per aiutare i Montagnard
  67. ^ Pannella in difesa del Falun Gong: "Berlusconi e Ciampi accettino di ricevere il maestro Li Honghzi"
  68. ^ La campagna "Emma for President"
  69. ^ Congresso nazionale del Movimento Nonviolento, GLI IMPEGNI DEI NONVIOLENTI PER IL 2000, ANNO DELLA CULTURA DI PACE. URL consultato il 28 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2004).
    «Infine i nonviolenti italiani hanno deciso di rivolgersi alla War Resisters International (l'Internazionale dei nonviolenti con segretariato a Londra) per chiedere l'espulsione del Partito Radicale dal sodalizio pacifista per le posizioni espresse da Pannella e Bonino durante la guerra in Serbia e Kosovo di appoggio ai bombardamenti NATO, e di procedere sul piano politico e legale per "appropriazione indebita di immagine" contestando l'uso distorto dell'effige di Gandhi nel simbolo radicale.».
  70. ^ Si ricordano alcune dure parole pronunciate già nel 1991: «Perché i giovani sappiano, i vecchi ricordino e si cessi di ingannarli: il pacifismo in questo secolo ha prodotto effetti catastrofici, convergenti con quelli del nazismo e del comunismo. Se il comunismo e il nazismo sono messi al bando, il pacifismo merita di accompagnarli. [Il disarmismo, l'antimilitarismo, la non-violenza] non sono omologabili al pacifismo. La linea che va da Gandhi a Bertrand Russell, da Luther King a Capitini, deve organizzarsi finalmente nel mondo. Il Partito radicale ha questo progetta e lo comincia ad attuare, in Italia e nel mondo. È impresa ragionevole. Lasciarsi sconfiggere è la follia. [...] Non violenza e democrazia politica devono vivere quasi come sinonimi. Da un secolo non vi sono guerre tra democrazie, diritto e libertà sono la prima garanzia. E il pacifismo storico, nei fatti, lo ha sempre ignorato.» (dall'intervista di Paolo Franchi, Pannella: il pacifismo va messo al bando, Corriere della sera, 20 febbraio 1991; citato in RadioRadicale.it); mentre nel 2004 disse che «Il pacifismo è la peste del nuovo secolo. Una volta si veniva chiamati a sfilare in nome della Patria, ora in nome della Pace. Sono in buona fede, per la carità, ma lo erano anche i Figli della Lupa.»
  71. ^ Gandhi, ad esempio, allo scoppio della seconda guerra mondiale, ritenendo ormai quasi inevitabile lo scontro contro il nazismo, si offrì, di schierarsi, tramite alcune iniziative nonviolente, in supporto morale alla Gran Bretagna, chiedendo però che alla fine del conflitto gli inglesi concedessero l'indipendenza all'India; alla fine non supportò i britannici per il loro rifiuto, ma continuò a sperare nella sconfitta dell'Asse, anche se lanciò spesso appelli alla non-resistenza e scrisse anche due lettere a Hitler, che non giunsero mai a destinazione.
  72. ^ Pannella: Kosovo, si a raid Nato contro il macellaio Milosevic
  73. ^ Coscioni e Pannella ad Orvieto: "la nostra lotta per restituire i diritti ai malati ed agli italiani"
  74. ^ Eutanasia, la provocazione di Pannella: "Pronto a staccare la spina a Welby
  75. ^ Emma Bonino, Si poteva mandare via Saddam?
  76. ^ Pagina dell'eurodeputato Marco Pannella
  77. ^ Pannella: moratoria come inizio dell'abolizione
  78. ^ Pena di morte. Pannella, moratoria grande vittoria su fondamentalismo abolizionista: "Abbiamo scelto l’obiettivo della moratoria perché esigere l'abolizione della pena di morte tout court sarebbe stato inutile"; "È stata la vittoria del buon senso contro l'imbecillità intollerante dell'abolizionismo"
  79. ^ a b G. Spadaccia, I radicali e la Rosa nel Pugno: "oltre" o "altra"?, Relazione presentata per la Direzione di Radicali Italiani, 25 marzo 2007
  80. ^ radicali.it
  81. ^ Emma Bonino - Pannella: Nel Pd Un Veto Su Di Me
  82. ^ Alla Domus Talenti "L'Italia secondo Marco Pannella" Eventi a Roma
  83. ^ Elezioni, Marco Pannella Presenta Il Simbolo Della Lista Amnistia, Giustizia E Liberta’ – Foto | Clandestinoweb
  84. ^ Pannella sospende lo sciopero della fame
  85. ^ Pannella parla degli esiti dei suoi processi
  86. ^ :: Radicali.it ::
  87. ^ Pannella dovrà risarcire ex segretaria: oltre 250mila euro
  88. ^ Angiolo Bandinelli, Noi, proto-grillini
  89. ^ Pannella devolve contributo allo Zambia - Radio Radicale
  90. ^ Pannella, quattro bypass al cuore
  91. ^ Pannella operato al cuore, in terapia intensiva
  92. ^ Nota sulle condizioni cliniche dell'on. Marco Pannella
  93. ^ Pannella: "Continuo lo sciopero della sete". E dopo l'operazione fuma il sigaro
  94. ^ Marco Pannella dimesso dal Gemelli, Papa Francesco lo convince a interrompere digiuno
  95. ^ Pannella: “Curo due tumori con 60 sigari al giorno. Il fumo mi salva dalla malattia”
  96. ^ Pannella: "Ho amato tre o quattro uomini anche se convivo da 40 anni con Mirella" in La Repubblica, 11 maggio 2010. URL consultato l'11 maggio 2010.
  97. ^ Pannella fuma con flebo attaccata
  98. ^ Marco Pannella vince il premio letterario "Giuseppe Dessì"
  99. ^ CityNews24.it - Università Teramo, Marco Pannella rifiuta laurea honoris causa
  100. ^ «L'Europa è vigliacca, accolga Israele. La sinistra ha ancora troppi complessi»
  101. ^ Testo de Il signor Hood
  102. ^ Testo di Ohi Maria
  103. ^ J-Ax e Pannella: la strana coppia che si batte per l'amnistia
  104. ^ Testo di Ho perso la direzione
  105. ^ Marco Pannella su MyMovies
  106. ^ Varie imitazioni di Pannella
  107. ^ Scheda del film
  108. ^ Testo di Robespierre

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gigi Moncalvo, Pannella. Il potere della parola, Milano, Sperling & Kupfer, 1983. ISBN 88-200-0293-0.
  • Lanfranco Palazzolo (a cura di), Marco Pannella. A sinistra del Pci, Kaos edizioni, 2006.
  • Lanfranco Palazzolo (a cura di), Marco Pannella. Contro i Crimini di regime, Milano, Kaos edizioni, 2007.
  • Umberto Pasini, E Pannella si chiamò Leone, Parma, Nicoli, 1979.
  • Mauro Suttora, Pannella. I segreti di un istrione, Milano, Liber, 1993. ISBN 88-8004-013-8.
  • Mauro Suttora, Pannella & Bonino spa, Milano, Kaos, 2001. ISBN 88-7953-097-6.
  • Massimo Teodori, Marco Pannella. Un eretico liberale nella crisi della Repubblica, Venezia, Marsilio, 1996. ISBN 88-317-6372-5.
  • Valter Vecellio (a cura di), Pannella, dica '79, Roma, Stampa alternativa, 2009.
  • Valter Vecellio, Marco Pannella. Biografia di un irregolare, Rubettino, 2010.
  • Antonio G. D’Errico, Segnali di distensione, edizioni Anordest, settembre 2012. ISBN 978-88-96742-63-1

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