Angelino Alfano

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Angelino Alfano
Angelino Alfano

Angelino Alfano ricevuto al Quirinale da Giorgio Napolitano, 11 febbraio 2009


In carica
Inizio mandato 
8 maggio 2008
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Luigi Scotti

Partito politico PDL
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Angelino Alfano
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Luogo nascita Agrigento
Data nascita 31 ottobre 1970
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Titolo di studio Laurea in giurisprudenza, dottorato di ricerca in diritto dell'impresa
Professione Avvocato
Partito FIIl Popolo della Libertà
Legislatura XIV Legislatura
XV Legislatura
XVI Legislatura
Gruppo Il Popolo della Libertà
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Circoscrizione Sicilia 1
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente del Comitato per la Legislazione dal 26 agosto 2005 al 27 aprile 2006
  • Segretario del Comitato per la Legislazione dal 26 aprile 2002 al 25 agosto 2005
  • Membro del Comitato per la Legislazione dal 17 luglio 2001 al 27 aprile 2006
  • Componente della V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione) dal 20 giugno 2001 al 27 aprile 2006 e dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008
  • Componente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sull'affare Telekom-Serbia dal 1° luglio 2002 all'8 settembre 2004
  • Componente della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali dall'11 luglio 2001 al 27 aprile 2006
  • Componente della II Commissione (Giustizia) dal 21 maggio 2008
Pagina istituzionale

Angelino Alfano (Agrigento, 31 ottobre 1970) è un politico italiano, attuale Ministro della Giustizia nel Governo Berlusconi IV.

Indice

[modifica] Biografia

Laureato in giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove è stato ospite del collegio "Cardinal Ferrari", dottore di ricerca in diritto dell'impresa, avvocato, ha iniziato la sua esperienza politica con la Democrazia Cristiana, per la quale è stato, tra l'altro, Delegato Provinciale del Movimento Giovanile di Agrigento. Nel 1994, a seguito del frazionamento della Democrazia Cristiana, decide di aderire al neonato partito Forza Italia, che vincerà le elezioni politiche del 27 e 28 marzo dello stesso anno.

Deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella XII legislatura, viene successivamente eletto alla Camera dei deputati nel 2001, nelle elezioni vinte dalla coalizione di centrodestra, assumendo l'incarico di vicepresidente del Comitato per la Legislazione, nella prima circoscrizione proporzionale della Sicilia.

Dal 2005 è coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia. Succede a Gianfranco Miccichè, guidando la corrente maggioritaria di Forza Italia, più fedele all'ex governatore della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro.

Nelle elezioni politiche italiane del 2006, che vedono la vittoria dell'Unione di Romano Prodi, Alfano è eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione XXIV (Sicilia 1). Durante la XV Legislatura è componente della Commissione Bilancio di Montecitorio.

Nelle elezioni politiche italiane del 2008 è rieletto alla Camera dei deputati con il Popolo della Libertà. Nelle grazie del nuovo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il coordinatore siciliano è considerato uno dei giovani emergenti del partito.

Dall'8 maggio 2008 è Ministro della Giustizia del governo Berlusconi IV.[1] Succede a Luigi Scotti, che a sua volta aveva sostituito Clemente Mastella, dopo le dimissioni che avevano determinato la caduta del governo Prodi II. Con i suoi 37 anni è il più giovane Ministro della Giustizia della storia repubblicana.

Attualmente risulta indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio.[2]

[modifica] Attività legislativa

Il suo primo provvedimento come neoministro della Giustizia nella quarta legislatura Berlusconi è stato il cosiddetto "lodo Alfano", legge approvata il 22 luglio 2008. Unica nel panorama europeo,[3] essa prevede la sospensione dei processi a carico delle quattro più alte cariche dello stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei Deputati e Presidente del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato.[4] La legge è poi stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale nell'ottobre 2009, per violazione degli articoli 3 e 128 della Costituzione Italiana.

[modifica] Controversie

Nel 2002, La Repubblica rende conto della presenza di Alfano al matrimonio (avvenuto nel 1996) della figlia di Croce Napoli, indicato dagli inquirenti come boss mafioso di Palma di Montechiaro e morto nel 2001. Tale presenza è testimoniata da un video amatoriale della festa. Alfano, all'epoca neo-deputato all'Assemblea Regionale Siciliana, avrebbe salutato con affetto Napoli. Alfano in un primo momento dichiarò a Repubblica di non avere "nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio" e che "non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro".[5] In seguito affermò di aver ricordato di essere stato effettivamente a quel matrimonio ma di aver ricevuto l'invito dallo sposo e di non conoscere la sposa e la sua famiglia.[6][7]

Nell'ottobre del 2009 il pentito di mafia di Racalmuto (Ag) Ignazio Gagliardo ha accusato Alfano di aver chiesto aiuti elettorali alla mafia, per mezzo del padre anch'esso politico[8][9].

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. Alfano alla Giustizia, Frattini agli Esteri, Corriere della Sera, 7 maggio 2008.
  2. ^ Il Fatto Quotidiano, 25 settembre 2009.
  3. ^ Immunità del premier, anomalia solo italiana, la Repubblica, 22 luglio 2008
  4. ^ Testo della legge (PDF). URL consultato il 04-09-2008.
  5. ^ Cfr. Il bacio pericoloso di Alfano, La Repubblica, 5 febbraio 2002.
  6. '^ Cfr. Alfano ricorda: 'Ero amico dello sposo, La Repubblica, 6 febbraio 2002.
  7. ^ Scheda biografica su Angelino Alfano, L'Unità, 30 novembre 1999.
  8. ^ «"Ora disprezza la mafia, ma ci chiese voti"Il pentito Gagliardo accusa Alfano». La Repubblica, 08-10-2009. URL consultato in data 16-10-2009.
  9. ^ «Mafia, pentito accusa Alfano: “Suo padre ci chiedeva i voti. Ora sputa nel piatto in cui ha mangiato”». blitzquotidiano.it, 08-10-2009. URL consultato in data 16-10-2009.

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[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana Successore: Italy-Emblem.svg
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