Angelino Alfano

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Angelino Alfano
Angelino Alfano at the EPP Study Days in Palermo, 2011..png

Ministro dell'Interno
In carica
Inizio mandato 28 aprile 2013
Presidente Enrico Letta
Matteo Renzi
Predecessore Annamaria Cancellieri

Vicepresidente del Consiglio dei ministri
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore nessuno
Successore nessuno

Ministro della Giustizia
Durata mandato 8 maggio 2008 –
27 luglio 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Luigi Scotti
Successore Nitto Francesco Palma

Dati generali
Partito politico Nuovo Centrodestra
Precedenti:
DC (1990-1994)
FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
Alma mater Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
on. Angelino Alfano
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Angelino Alfano
Luogo nascita Agrigento
Data nascita 31 ottobre 1970
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza, PhD in diritto dell'impresa
Professione Avvocato
Partito Forza Italia, Il Popolo della Libertà, Nuovo Centrodestra
Legislatura XIV-XV-XVI-XVII
Gruppo Forza Italia, Il Popolo della Libertà, Nuovo Centrodestra
Circoscrizione Sicilia 1, Piemonte 1
Incarichi parlamentari

XIV Legislatura

XVI Legislatura

  • Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari) dal 15 ottobre 2011 al 14 marzo 2013
  • Componente della II Commissione (Giustizia) dal 21 maggio 2008 al 15 ottobre 2011
Pagina istituzionale

Angelino Alfano (Agrigento, 31 ottobre 1970) è un politico italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro dell'Interno nel Governo Renzi.

Dall'8 maggio 2008 al 27 luglio 2011 è stato ministro della Giustizia nel governo Berlusconi IV, mentre dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri nel governo Letta.

È stato il primo e l'unico segretario nazionale de il Popolo della Libertà. Nel novembre 2013 è stato promotore della scissione dal PdL[1] e del lancio del Nuovo Centrodestra.[2][3][4], di cui viene eletto presidente il 13 aprile 2014.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Angelino Alfano nel 2013

Diplomato presso il liceo scientifico Leonardo di Agrigento. Laureato in giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove è stato ospite del collegio "Cardinal Ferrari", dottore di ricerca in diritto dell'impresa, avvocato, ha iniziato la sua esperienza politica con la Democrazia Cristiana, per la quale è stato, tra l'altro, segretario provinciale del Movimento giovanile DC di Agrigento. Nel 1994, a seguito della trasformazione della Democrazia Cristiana nel Partito Popolare Italiano, decide di aderire al neonato partito Forza Italia, che vincerà le elezioni politiche del 27 e 28 marzo dello stesso anno.

Nel 1996 si candida per la prima volta ed è eletto nel collegio di Agrigento per FI Deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella XII legislatura. Dal 2000 è capogruppo di Forza Italia all'ARS.

Viene successivamente eletto alla Camera dei deputati nel 2001, nelle elezioni vinte dalla coalizione di centrodestra, nella circoscrizione proporzionale della Sicilia occidentale. assumendo l'incarico di vicepresidente del Comitato per la Legislazione della Camera.

Dal 2005 è nominato coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia. Succede a Gianfranco Miccichè, guidando la corrente maggioritaria di Forza Italia alleata con l'allora Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro.

Nelle elezioni politiche italiane del 2006, che vedono la vittoria dell'Unione di Romano Prodi, Alfano è rieletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione XXIV (Sicilia 1). Durante la XV Legislatura è componente della Commissione Bilancio di Montecitorio.

Nelle elezioni politiche italiane del 2008 è rieletto alla Camera dei deputati con il Popolo della Libertà. Nelle grazie del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il coordinatore siciliano è considerato uno dei giovani emergenti del partito.

Ministro della Giustizia[modifica | modifica sorgente]

Angelino Alfano ricevuto al Quirinale da Giorgio Napolitano

Dall'8 maggio 2008 è ministro della Giustizia del governo Berlusconi IV.[5] Succede a Luigi Scotti, che a sua volta aveva sostituito Clemente Mastella, dopo le dimissioni che avevano determinato la caduta del governo Prodi II. Con i suoi 37 anni è il più giovane ministro della Giustizia della storia repubblicana.

È stato indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio,[6] ma successivamente il procedimento è stato archiviato.[7]

Il 27 luglio 2011 Alfano si dimette dalla carica di Guardasigilli.[8]

Nel mese di ottobre dello stesso anno, Alfano pubblica il libro "La mafia uccide d'estate"[9], nel quale racconta i tre anni e mezzo di alla guida del Ministero della Giustizia, un percorso umano e politico nel panorama della Giustizia del nostro Paese. Alfano racconta "cosa significa fare il ministro della Giustizia in Italia", tra lentezze e ritardi dei processi, proposte di riforma del sistema e inevitabili resistenze da parte dei magistrati.

9 maggio 2008: Angelino Alfano fa il suo ingresso a via Arenula in qualità di ministro della Giustizia del nuovo governo Berlusconi. E subito si trova coinvolto nella serie di commemorazioni delle tante persone - magistrati, preti, medici, politici, giornalisti, membri delle forze dell’ordine - cadute durante la loro eroica e implacabile lotta contro la mafia: in maggio Giovanni Falcone; in luglio Paolo Borsellino, Boris Giuliano e Rocco Chinnici; in agosto Ninni Cassarà; a settembre Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pino Puglisi, Mauro De Mauro e Rosario Livatino... 

Uccisi in anni diversi, ma sempre, curiosamente, nel corso della più lunga e calda stagione del Meridione italiano. "La mafia uccide d’estate" è l’autobiografia politica di un "antimafioso siciliano berlusconiano" e il racconto di un percorso che culmina nel triennio da Guardasigilli dedicato a fronteggiare tre grandi emergenze: la mafia, la lentezza dei processi e il sovraffollamento delle carceri. In questo libro, Alfano spiega come, attraverso gli strumenti della giustizia, anche la politica ha contribuito a combattere la criminalità organizzata, e ricorda quali azioni il suo ministero ha intrapreso per rendere efficiente il nostro sistema giudiziario e per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. E, in particolare, si sofferma sul tentativo di attuare una riforma costituzionale della giustizia volta a favorire un armistizio tra politica e magistratura (il cosiddetto Lodo Alfano).

Segretario del Popolo della Libertà[modifica | modifica sorgente]

Dopo un anno turbolento per il Popolo della Libertà, segnato anzitutto dall'uscita di Futuro e Libertà prima dal partito e poi dalla maggioranza, a maggio 2011 si tengono le elezioni amministrative che segnano un netto arretramento del PdL e più in generale della coalizione a sostegno di Silvio Berlusconi[10][11].

Immediatamente dopo l'esito di tali elezioni, il 1º giugno 2011, l'ufficio di presidenza del PdL decide di designare Alfano quale nuovo segretario politico del partito[12], carica ufficializzata il 1º luglio dopo la modifica allo statuto del partito che non prevedeva la figura del segretario, ma solo del presidente.

Ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Letta.

Il 28 aprile 2013 viene nominato ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri del governo Letta, lo stesso giorno giura dinanzi al presidente della Repubblica[13]. Il governo Letta si configura come il primo esecutivo di grande coalizione della storia della Repubblica Italiana.

Caso Shalabayeva[modifica | modifica sorgente]

Il 19 luglio 2013 il Senato della Repubblica Italiana discute la mozione di sfiducia presentata da SEL e Movimento 5 Stelle contro il ministro Alfano. Il Partito Democratico aveva deciso nell'assemblea dei senatori del giorno precedente di votare contro la sfiducia[14]; il Senato boccia la mozione con 226 no, 55 sì e 13 astenuti[15]. Alcuni senatori del PD, in dissenso con la linea del proprio partito, decidono di astenersi.

Crisi del rapporto politico con Silvio Berlusconi[modifica | modifica sorgente]

Il 30 settembre 2013 assieme agli altri ministri del PdL presenta, su indicazione del presidente del PdL Berlusconi, che vuole così reagire alla linea del Partito Democratico di votare a favore della decadenza dello stesso Berlusconi da senatore, dimissioni "irrevocabili",[16] che successivamente vengono respinte dal presidente del consiglio Enrico Letta. La decisione di Letta si pone come sostegno all'azione politica svolta dai cinque ministri del PdL che, insieme ad altri esponenti del partito, convincono Silvio Berlusconi a recedere dalla decisione di votare la sfiducia al Governo. Il dibattito interno al PdL tra falchi (o lealisti) - decisi a sfiduciare il Governo Letta per andare a elezioni anticipate e colombe (o governativi) - propensi invece a proseguire la collaborazione coi democratici e coi montiani almeno sino al 2015 - determina un'incrinatura nei rapporti tra Alfano e Berlusconi che - temporaneamente ricucita - sfocerà di lì a poco nella scissione tra le due correnti del partito.[17]

La scissione avviene nel novembre del 2013[1][2], allorché i filogovernativi del PdL annunciano la decisione di non entrare a far parte della rinata Forza Italia, partito rifondato da Silvio Berlusconi insieme ai lealisti. Alfano annuncia contemporaneamente la costituzione di gruppi parlamentari autonomi al Senato e alla Camera con il nome di Nuovo Centrodestra.[3] I gruppi parlamentari vengono effettivamente costituiti il 15 e il 18 novembre 2013.[18][19]

Nel governo Renzi[modifica | modifica sorgente]

Entra nel nuovo governo Renzi il 22 febbraio 2014, dove mantiene la carica di ministro dell'Interno, oltre ad essere capo delegazione del suo partito, l'NCD, nel governo.[20]

Attività legislativa[modifica | modifica sorgente]

Il suo primo provvedimento come neoministro della giustizia nella quarta legislatura Berlusconi è stato il cosiddetto "lodo Alfano"[21], legge approvata il 22 luglio 2008. Unica nel panorama europeo,[22] essa prevede la sospensione dei processi a carico delle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato.[23] La legge è poi stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nell'ottobre 2009, per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione Italiana.

Durante i 3 anni di permanenza di Alfano al Ministero della Giustizia si registra una particolare ed intensa attività legislativa contro le mafie e la criminalità organizzata. Spiccano, fra le altre, le leggi per l'inasprimento del carcere durissimo per i mafiosi (art.41 bis), il Codice Unico Antimafia, la Legge contro lo Stalking.

In relazione al 41 bis, il capomafia siciliano Totò Riina, intercettato all'interno del carcere in cui è detenuto all'ergastolo, lamenta ad un suo interlocutore l'eccessiva durezza di Alfano nei confronti della mafia, definendo il ministro "una canaglia"[24].

In precedenza, nel 2009, anche il figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Rizza, reagì all'inasprimento del 41 bis voluto con determinazione da Angelino Alfano, arrivando a progettare un attentato contro il ministro[25]

Questi alcuni tra i principali provvedimenti approvati, anche di concerto con altri ministeri:

Legge 15 luglio 2009, n.94.

Legge in materia di sicurezza pubblica. Contiene norme in materia di misure antimafia, immigrazione clandestina, repressione dei reati contro il patrimonio e degli altri reati che minano gravemente la sicurezza pubblica. La legge ha reso più efficaci le norme sul sequestro e la confisca dei beni mafiosi e è introdotta, per la prima volta, la responsabilità degli enti nel cui interesse sono commessi reati di criminalità organizzata. Sul piano amministrativo, il provvedimento conferisce nuovi poteri ai prefetti e contiene una nuova disciplina in materia di scioglimento dei consigli comunali e provinciali infiltrati dalla mafia.

Decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito nella legge 24 luglio 2008, n. 125 (primo decreto sicurezza).

Prevede la trattazione prioritaria dei processi relativi ai reati di maggiore allarme sociale. Sopprime il patrocinio a spese dello Stato (cd. gratuito patrocinio) ai soggetti già condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa, di associazione finalizzata al contrabbando, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Contiene importanti misure in materia di prevenzione antimafia (amplia la possibilità di applicare il sequestro e la confisca, anche in caso di morte della persona; i beni mobili sequestrati alla mafia potranno essere usati per esigenze di polizia giudiziaria, protezione civile o tutela dell’ambiente; prevede la nullità dei trasferimenti e delle intestazioni fittizi compiuti, anche a titolo oneroso, su beni nei due anni antecedenti la proposta della misura di prevenzione)

Decreto legge n. 151-2008, convertito nella legge 186/2008 (secondo decreto sicurezza).

Contiene misure contro il racket delle estorsioni e dell’usura.

Ha incrementato, per un importo pari a 30 milioni di euro, il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso. Prevede l’utilizzo delle forze armate per il controllo del territorio nelle aree ove risulti maggiore la densità dei fenomeni di emergenza criminale.

Legge 30 giugno 2009, n. 8

Istituzione della Banca Dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale e disciplina dei prelievi, di fondamentale importanza per l’identificazione degli autori dei delitti.

Legge n. 99/09 del 23 luglio 2009

Contiene misure per il contrasto della contraffazione (fenomeno spesso connesso alla criminalità organizzata) e per la tutela penale della proprietà industriale.

Prevede sanzioni più severe nei casi di contraffazione, importazione o esportazione di prodotti recanti la falsa indicazione “Made in Italy”.

Prevede sanzioni pecuniarie a carico di società che traggono vantaggio dalla commissione dei delitti contro l’industria e contro il diritto d’autore.

Prevede la confisca dei locali ove vengono prodotti, depositati, detenuti per la vendita o venduti i materiali contraffatti, salvaguardando il diritto del proprietario in buona fede.

Inoltre, contiene norme più efficaci per le indagini per i reati di contraffazione (possibilità per le forze di polizia di compiere attività “sotto copertura”).

LEGGE 23 aprile 2009, n. 38 (Legge contro lo Stalking)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonche' in tema di atti persecutori.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002, La Repubblica rende conto della presenza di Alfano al matrimonio (avvenuto nel 1996) della figlia di Croce Napoli, indicato dagli inquirenti come boss mafioso di Palma di Montechiaro e morto nel 2001. Tale presenza è testimoniata da un video amatoriale della festa. Alfano, all'epoca neo-deputato all'Assemblea Regionale Siciliana, avrebbe salutato con affetto Napoli. Alfano in un primo momento dichiarò a Repubblica di non avere "nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio" e che "non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro".[26] In seguito affermò di aver ricordato di essere stato effettivamente a quel matrimonio ma di aver ricevuto l'invito dallo sposo e di non conoscere la sposa e la sua famiglia.[27]

Nell'ottobre del 2009 il pentito di mafia di Racalmuto, Ignazio Gagliardo, ha accusato Alfano di aver chiesto aiuti elettorali alla mafia, per mezzo del padre anch'egli politico[28][29].

Familiari[modifica | modifica sorgente]

Il fratello minore Alessandro Alfano, laurea triennale in Economia conseguita nel 2009 a 34 anni, è stato direttore provinciale di Confcommercio Agrigento, segretario generale di Unioncamere Sicilia dal 2006 e segretario generale della Camera di commercio di Trapani tra il 2010 e il 2011[30].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Il Pdl esplode, scissione di Alfano: pronti i gruppi 'Nuovo centrodestra'
  2. ^ a b «Silvio noi ti vogliamo bene, i tuoi ti violentano» Alfano lancia il Nuovo Centrodestra, ribadisce l’alternativa alla sinistra, e attacca i falchi di Forza Italia: mai con loro
  3. ^ a b Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra
  4. ^ Costituito gruppo 'Nuovo Centrodestra'. Bianconi e Costa presidenti pro tempore
  5. ^ Berlusconi ai suoi ministri: «Dimettetevi» È crisi, Letta: «Chiarimento davanti al Paese»Berlusconi ai suoi ministri: «Dimettetevi» È crisi, Letta: «Chiarimento davanti al Paese» in Corriere della Sera, 29 settembre 2013. URL consultato il 29 settembre 2013.
  6. ^ Il Fatto Quotidiano, 25 settembre 2009
  7. ^ Il procedimento - Abuso d’ufficio, archiviazione per Alfano e Fitto in Il giornale, 23 dicembre 2009. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  8. ^ Berlusconi al Quirinale con la lista Governo, Alfano si è dimesso in Adnkronos, 27 luglio 2011. URL consultato il 27 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2011).
  9. ^ Angelino Alfano, La mafia uccide d'estate, Mondadori, 2011.
  10. ^ Pisapia e de Magistris sono sindaci Sconfitta Pdl, Bondi rimette il mandato in Corriere della Sera, 30 maggio 2011. URL consultato il 31 maggio 2011.
  11. ^ Matteo Tonelli, Ballottaggi, trionfi a Milano a Napoli in tutta Italia l'onda del centrosinistra in la Repubblica, 30 maggio 2011. URL consultato il 31 maggio 2011.
  12. ^ Alfano segretario Pdl, lascerà la Giustizia Berlusconi: "Premier nel 2013? Vedremo" in la Repubblica, 1 giugno 2011. URL consultato il 2 giugno 2011.
  13. ^ Nasce il governo Letta, ora la fiducia. Il premier: «Sobria soddisfazione» in Corriere della Sera, 27 aprile 2013.
  14. ^ Il Pd voterà no alla sfiducia. in La Repubblica, 18 luglio 2013.
  15. ^ Senato, respinta la sfiducia ad Alfano. in La Repubblica, 19 luglio 2013.
  16. ^ Irrevocabili dimissioni ministri Pdl, ANSA, 30 settembre 2013. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  17. ^ Respinte dimissioni ministri, Governo italiano, 1 ottobre 2013. URL consultato il 2-10-2013.
  18. ^ Il gruppo del Nuovo Centrodestra al Senato
  19. ^ Il gruppo del Nuovo Centrodestra alla Camera
  20. ^ [http://www.corriere.it/politica/14_febbraio_22/governo-renzi-giuramento-1130-lunedi-fiducia-camera-senato-8517afbe-9b97-11e3-87f4-ff088781357a.shtml. Renzi ha giurato, lunedì la fiducia al Senato Come primo atto il neo-premier chiama i marò]
  21. ^ Parlamento Italiano "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato"
  22. ^ Claudia Fusani, Immunità del premier, anomalia solo italiana in la Repubblica, 22 luglio 2008. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  23. ^ Testo della legge (PDF), senato.it. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  24. ^ La Repubblica - Palermo, Riina: Alfano disgraziato, glielo do' io il 41 bis, RCS, 28 gennaio 2014.
  25. ^ Libero Quotidiano, Un attentato contro Alfano, Editoriale Libero srl, 3 ottobre 2011.
  26. ^ Francesco Viviano, Il bacio pericoloso di Alfano in La Repubblica, 5 febbraio 2002, p. 1. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  27. ^ Francesco Viviano, Alfano ricorda: 'Ero amico dello sposo in La Repubblica, 6 febbraio 2002, p. 6. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  28. ^ "Ora disprezza la mafia, ma ci chiese voti"Il pentito Gagliardo accusa Alfano in La Repubblica, 8 ottobre 2009. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  29. ^ Mafia, pentito accusa Alfano: “Suo padre ci chiedeva i voti. Ora sputa nel piatto in cui ha mangiato” in blitzquotidiano.it, 8 ottobre 2009. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  30. ^ Alfano, il fratello vince il concorso: “Ma nel curriculum una carica mai ricoperta” - Il Fatto Quotidiano

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vicepresidente del Consiglio dei ministri Successore Emblem of Italy.svg
Massimo D'Alema
Francesco Rutelli
(Governo Prodi II)
28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 -
Predecessore Ministro dell'Interno Successore Emblem of Italy.svg
Anna Maria Cancellieri 28 aprile 2013
(Governo Letta)
in carica
Predecessore Ministro della Giustizia Successore Emblem of Italy.svg
Luigi Scotti 8 maggio 2008 - 27 luglio 2011 Nitto Francesco Palma
Predecessore Segretario Nazionale de Il Popolo della libertà Successore Il Popolo della Libertà.png
- 1º luglio 2011 - 16 novembre 2013 -
Predecessore Presidente Nazionale del Nuovo Centrodestra Successore Nuovo Centrodestra.jpg
Renato Schifani dal 12 aprile 2014 -

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