Assemblea Regionale Siciliana

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Stemma dell'Assemblea. Il nuovo logo

L'Assemblea Regionale Siciliana è l'organo legislativo della Regione Siciliana, come previsto dal suo statuto speciale.[1] In virtù del suo particolare stato legislativo, è l'unica assemblea regionale italiana a possedere il titolo di parlamento e i suoi componenti sono identificati come deputati.

Indice

[modifica] Storia

La Sala d'Ercole, sede delle sedute dell'Assemblea.

Il Parlamento Siciliano, considerato il più antico (o, tra i più antichi) al mondo,[2] Nel 1097 ci fu la prima assise a Mazara del Vallo convocata dal re Ruggero di un parlamento inizialmente itinerante. Il Parlamento siciliano era costituito da tre rami e precisamente dal Feudale, dall'Ecclesiastico e dal Demaniale. Il ramo feudale era costituito dai nobili rappresentanti di contee e baronie, il ramo ecclesiastico era formato da arcivescovi, vescovi, abati e archimandriti, mentre il ramo demaniale era costituito dai rappresentanti delle 42 città demaniali della Sicilia. Il primo parlamento normanno non era deliberativo, ed aveva solamente una funzione consultiva e di conferma dell'attività del sovrano, specialmente nella tassazione, nell'economia e nelle guerre. I deputati erano scelti fra i nobili più potenti. Dal 1130 si riunirà definitivamente a Palermo, nel Palazzo dei Normanni. Primo cambiamento radicale si ebbe con Federico II di Svevia, che permise l'acceso parziale anche alla società civile.

Dopo un periodo in secondo piano durante il regno degli Angioini, il Parlamento divenne il fulcro fondamentale della organizzazione del Vespro siciliano. Il 3 aprile 1282, durante la sollevazione, la bandiera gialla e rossa con la triscele al centro venne adottata dal Parlamento: ancora oggi costituisce la bandiera della Sicilia. Con il Vespro ed il successivo insediamento di Federico III d'Aragona nel 1297, l'Assemblea rafforzò il proprio ruolo centrale. In quest'epoca era composto prevalentemente da feudatari, sindaci delle città, dai conti e dai baroni, era presieduto e convocato dal re. Il Parlamento costituzionalmente aveva il compito di eleggere il re e di svolgere anche la funzione di organo garante del corretto svolgimento della giustizia ordinaria esercitata da giustizieri, giudici, notai e dagli altri ufficiali del regno.

L'ingresso del Parlamento Siciliano.

Nel 1410 il Parlamento Siciliano tenne al Palazzo Corvaja di Taormina, alla presenza della regina Bianca di Navarra, una storica seduta per l'elezione del re di Sicilia in seguito alla morte di Martino II. Con i successivi sovrani aragonesi la Sicilia perse la sua autonomia politica e un viceré governò l'isola. Con Carlo V nel 1532 fu di nuovo convocato a Palermo un Parlamento, che continuò a riunirsi anche sotto Filippo II, conservando una sua autorevolezza.

Con i Borboni la Sicilia si ritrovò governata da Napoli e la funzione del Parlamento si ridusse via via notevolmente sino alla rivoluzione seguita ai moti del 1848, quando riacquistò la sua centralità. A Palermo infatti, il 25 marzo dello stesso anno, si riuniva il Parlamento Generale di Sicilia, con un governo rivoluzionario composto da un presidente ed i ministri eleggibili dallo stesso presidente. Vincenzo Fardella di Torrearsa e poi Ruggero Settimo, furono eletti presidente. Dichiarò decaduta la dinastia borbonica e offrì il trono vacante di Sicilia al Duca di Genova, figlio secondogenito di Carlo Alberto di Savoia, che non accettò. La vita del Parlamento del 1848-49 durò brevemente e già con il cosiddetto decreto di Gaeta del 28 febbraio 1849 Ferdinando di Borbone iniziò a riprendere possesso della Sicilia, e l'assise si sciolse pochi mesi dopo.

La ricostituzione del Parlamento si ebbe con la fine del secondo conflitto mondiale, quando, per depotenziare il vasto movimento indipendentista siciliano, fu concessa un'autonomia speciale e rinacque, il 25 maggio 1947, come Assemblea Regionale Siciliana. Nel 1997 l'Assemblea ha celebrato il suo 900° anniversario, in quanto la prima assemblea venne convocata nel 1097. Il 26 gennaio 2008, per la prima volta nella storia repubblicana, l'Assemblea viene sciolta, a causa delle dimissioni del presidente della regione Salvatore Cuffaro.

[modifica] Composizione

L'Assemblea ci compone di novanta deputati eletti a suffragio universale diretto dagli elettori siciliani ogni cinque anni. Si riunisce dal 1130 nella Sala d'Ercole all'interno del Palazzo dei Normanni di Palermo. Dal 25 maggio 1947 ad oggi si sono susseguite XV legislature, inizialmente della durata di quadriennale, mentre dal 1971 quinquennale. L'ultima legislatura si è conclusa anticipatamente nel 2008, a causa delle dimissioni del presidente della regione.

[modifica] Presidenti dell'Assemblea

[modifica] Sede

Palazzo dei Normanni, a Palermo, sede dell'Assemblea.
Per approfondire, vedi la voce Palazzo dei Normanni.

L'Assemblea ha la sua sede nel prestigioso Palazzo Reale. Sorge nell'XI secolo con la conquista normanna della Sicilia e vedrà diversi interventi di ampliamento e risistemazione. Ha ospitato i sovrani di Sicilia, compreso Federico II di Svevia e, successivamente i viceré di Spagna. Celebre ne è la Cappella Palatina. I servizi turistici del Palazzo e della Cappella Palatina sono affidati alla Fondazione Federico II.

[modifica] Note

  1. ^ Lo Statuto è stato approvato con regio decreto il 15 maggio 1946, divenuta poi legge costituzionale n. 2 del 1948
  2. ^ I parlamenti più antichi al mondo sarebbe quello islandese e faroese, ma questi non avrebbero posseduto potere legislativo, dunque la loro attribuzione di antichità risulta particolarmente controversa (e ad ogni modo improprio).

[modifica] Collegamenti esterni

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