Esselunga

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Esselunga
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Nazione bandiera Italia
Tipologia società per azioni
Fondazione 1957 a Milano
Sede principale Limito di Pioltello (MI)

Filiali

  • 143 punti vendita
  • 30 Olimpia Beauté
  • 50 Bar Atlantic
Persone chiave

Bernardo Caprotti

Settore

grande distribuzione organizzata

Prodotti

alimentari e beni di largo consumo

Fatturato Green Arrow Up.svg 6,357 miliardi di [1] (2010)
Dipendenti 19.322 (2010)
Slogan Famosi per la qualità
Sito web www.esselunga.it
Esselunga "Le Torri" di Firenze
Supermercato Esselunga di La Spezia

Esselunga S.p.A. è una società italiana della grande distribuzione organizzata operante nell'Italia settentrionale e centrale con supermercati e superstore. È una controllata di Supermarkets Italiani. Esselunga controlla[2] circa l'8,7% delle vendite in supermercati e ipermercati italiani con 140 punti vendita concentrati in Lombardia, Toscana, Piemonte ed Emilia-Romagna, ma anche Veneto e Liguria.

Nell'anno 2007 la Supermarkets Italiani S.p.A. è, grazie alla sua controllata, la ventitreesima azienda italiana per fatturato, e prima nella grande distribuzione organizzata italiana, seguita da Auchan, al quarantasettesimo posto.[3].

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Nascita di Supermarkets Italiani

A metà degli anni cinquanta l'imprenditore Nelson Rockefeller, fondò, assieme ad alcuni soci (tra cui i Caprotti che cominciarono con una quota del 18% e oggi ne sono i proprietari; la famiglia Crespi, con il 16%; Marco Brunelli,[4] con il 10%), quella che fu la prima catena italiana di supermercati, la Supermarkets Italiani SpA.

La nascita della società avvenne casualmente: nel 1957 Guido Caprotti e Marco Brunelli si trovavano per il fine settimana a Saint Moritz. Nei saloni dell'hotel Palace ascoltarono i due fratelli Brustio (che erano nel top management del gruppo La Rinascente) discutere sul fatto che alcuni americani erano in trattative con Rockefeller per aprire dei supermercati in Italia. I Brustio, pretendevano di avere la maggioranza della società che sarebbe nata. A seguito di attriti sopravvenuti con Rockefeller, i Caprotti accettarono di sostituire i Brustio acquisendo una quota di minoranza (18% in tre fratelli).

Il primo punto vendita della Supermarkets Italiani S.p.A. fu inaugurato il 27 novembre 1957 in una ex-officina di viale Regina Giovanna a Milano dai Rockfeller. L'insegna costituita dalla scritta "Supermarket", disegnata da Max Huber, era caratterizzata da una S la cui parte superiore era molto allungata.

[modifica] Esselunga

Sarà proprio l'insegna Supermarket, con la esse lunga, realizzata dal grafico di fama mondiale Max Huber, a far nascere quella che oggi tutti conoscono come Esselunga. Siamo alla fine degli anni cinquanta. (da "Esselunga, agli albori del commercio moderno").

Il 9 febbraio 1961 il gruppo sbarca in Toscana con il primo supermercato aperto a Firenze in via Milanesi.[5]

I fratelli Caprotti, (Bernardo, Guido e Claudio) nel '61 acquistarono il 51% di Rockefeller, pagandola 4 milioni di dollari.

Nel 1989, sul modello degli store americani, viene inaugurato il primo Superstore della catena a Firenze in via di Novoli e nel 1991 il primo centro commerciale a Marlia (LU).

Sempre nel 1989 si apre la prima profumeria del gruppo (in seguito diventerà una catena a parte con marchio Olimpia Beauté), mentre nel 2003 si ha l'apertura del primo bar del gruppo solitamente associato ai Superstore più grandi con marchio Bar Atlantic.

Esselunga in seguito introdusse programmi di fidelizzazione della clientela (con l'introduzione nel 1994 della "Fidaty card") e i prodotti a marchio proprio.

È stata tra le prime catene di Grande distribuzione organizzata (GDO) italiane ad avere prodotti biologici[6]. Un'idea imprenditoriale[7] del figlio Giuseppe, che viene estromesso dall'azienda nel 2004.

[modifica] Le polemiche e le vicende societarie

Bernardo Caprotti nel 1996 patteggia 9 mesi di condanna, come cita l'articolo del Corriere della Sera dal titolo: "Armani patteggia: Krizia fu rapina" più una multa pari all'importo della tangente comminata alla Guardia di Finanza.[8]

Il 25 maggio 1996 Bernardo Caprotti indiceva la sua prima conferenza stampa al Principe e Savoia a Milano per presentare uno studio della Arthur Andersen. Nella medesima si dichiarava "schiacciato dal fisco"[9].

All'incontro erano presenti Savona, Tremonti, Giovanardi, ma anche il presidente dell'ANNC Giorgio Riccioni, che sentendosi preso di mira dallo studio che evidenziava una minor tassazione per le coop rispetto ad Esselunga (vedi pagina 25 dello studio della Arthur Andersen[10].), prendeva la parola per difendere il mondo della cooperazione.”[9].

Nel febbraio del 2000 un articolo su Il Mondo intitolato "La guerra dei Caprotti"[11] stigmatizza il rapporto tra padre e figlio. Nel 2002 un'inchiesta giornalistica del settimanale Diario ha accusato Esselunga di angherie continue sui dipendenti e di comportamenti antisindacali[12].

Nel 2004, il figlio di Bernardo Caprotti, Giuseppe, allora amministratore delegato, fu estromesso dalla gestione dal padre che riprese personalmente la gestione della società[13] con un rapporto conflittuale coi sindacati (i cui iscritti sono aumentati del 25% nel 2005), riducendo da cinquecento a trecento i prodotti biologici venduti[senza fonte], decidendo un taglio del 9% sul prezzo di vendita di 8000 articoli (marzo 2005), limitando il servizio di acquisto in rete a Parma e Milano in quanto questo si era dimostrato economicamente non remunerativo.[2]

Fra il 2005 e il 2006 il gruppo è stato riorganizzato: gli immobili di Esselunga (circa 150, per un valore di oltre 2 miliardi di euro)[14] sono confluiti in parte nella neo-costituita società "La Villata Immobiliare di Investimento e Sviluppo S.p.A.", e il resto (circa quaranta immobili) in Orofin SpA, entrambe controllate da Supermarkets italiani[15].

Il Sole 24 ore ha interpretato le operazioni di riassetto societario come segnale di una possibile cessione dell'attività operativa al gruppo britannico Tesco o ad un altro gruppo estero.[16] In seguito alle preoccupazioni espresse da una parte della classe politica italiana, per la cessione a proprietà straniera di un gruppo italiano della GDO, sono state fatte ipotesi di un interessamento da parte di Coop. Bernardo Caprotti, tuttavia, ha smentito entrambe le ipotesi, dichiarando in particolare – con un'inserzione pubblicitaria in 32 quotidiani nazionali – che «Esselunga e Coop sono due aziende inconciliabili e incompatibili».[17] Bernardo Caprotti ha dichiarato il 21 settembre 2007 che la sua azienda non era in vendita, perlomeno non in tempi brevi, ventilando la possibilità di una quotazione in Borsa della società.[18] A oggi i conflitti tra la visione di Bernardo e quella del Figlio Giuseppe non si sono ancora sopiti come racconta l'inchiesta de L'espresso[19] dell'estate del 2008. Nell'estate del 2008 esce nelle librerie italiane il libro di Filippo Astone "Gli Affari di Famiglia"[20] sulle vicende della famiglia Caprotti.

[modifica] Concorrenza e prezzi

Gli effetti della concorrenza tra Esselunga e Coop hanno avuto ripercussioni dirette sull'andamento dei prezzi al consumo: nel settembre 2007 l'associazione Altroconsumo ha reso noti i risultati di un'indagine di mercato dalla quale è emerso come la concorrenza tra le grandi catene di distribuzione, Esselunga e Coop in testa, sia strettamente legata a una sostanziale riduzione dei prezzi rispetto alla media italiana.[21].

[modifica] False accuse di mobbing

Il 2 febbraio 2008 una dipendente del punto vendita Esselunga di Viale Papiniano a Milano, afferma le sia stato impedito di recarsi alla toilette per un intero turno di lavoro. Al termine del turno, recatasi in ospedale, le viene diagnosticata una cistite emorragica. Tornata al lavoro dichiara d'essere stata aggredita da uno sconosciuto nei bagni del supermercato[22]. La donna intenta una causa,[23] e i sindacati indicono uno sciopero.

Un articolo di un giornalista di "Tempi" di marzo 2008 afferma che il bagno oggetto della presunta aggressione sia così angusto da lasciare a malapena lo spazio per una persona. Ma i clienti del supermercato solidarizzano con i dipendenti, boicottando l'esercizio commerciale e stracciando le tessere fedeltà. Esselunga risponde acquistando una pagina su alcuni quotidiani nazionali minacciando querele per il danno d'immagine subito e sminuendo le dimensioni dell'accaduto.[24]

A novembre 2009 la vicenda viene archiviata dalla magistratura perché la donna mentì, decisiva la perizia dell'ex psichiatra nella quale viene dichiarata affetta disturbi psichici.[23] L'archiviazione era stata richiesta a ottobre dallo stesso pubblico ministero.[25]

Dall'ingiusta accusa di mobbing e autoritarismo al proscioglimento giudiziario dell'azienda fino al licenziamento, per furto, della dipendente. Un film lungo tre anni e mezzo, con una trama densa di colpi di scena, una campagna di stampa martellante e una conclusione inattesa. Alla fine la catena commerciale Esselunga, vittima della vicenda, si è <liberata> della dipendente infedele e assenteista, ma il danno d'immagine riportato, in seguito ai 200 articoli di giornale pubblicati, è forse irreparabile... La dipendente infedele è stata colta in flagranza di reato dal personale di sorveglianza per aver sottratto diversi pacchetti di pile dagli scaffali e alcune confezioni di alimentari. La donna avrebbe ammesso la propria responsabilità e la società di Bernardo Caprotti, dopo aver fatto una denuncia-querela, l'ha licenziata il 15 ottobre.[26]

[modifica] Falce & Carrello e processi contro le Coop

In seguito alla pubblicazione del libro Falce e Carrello nel quale Bernardo Caprotti, proprietario di Esselunga, sostenne di aver incontrato ostacoli all'espansione del suo gruppo nelle regioni «rosse» e accusato Coop locali di gravi scorrettezze commerciali, oltre che di intrecci indissolubili con la politica, Coop Liguria e Coop Estense hanno citato in giudizio Esselunga e il suo proprietario.

Nel 2010 e 2011, le prime sentenze avevano dato ragione a Bernardo Caprotti ed Esselunga, sollevandoli dalle accuse di "diffamazione".[27][28]

Il 16 settembre 2011, il Tribunale di Milano ha condannato Esselunga per "concorrenza sleale", accogliendo il ricorso presentato tre anni prima a seguito della pubblicazione del volume edito da Marsilio, "Falce e Carrello". [29]

Il 21 dicembre 2011 però, il giudice della prima sezione civile della Corte d'Appello di Milano ha accolto la richiesta di sospensiva presentata da Esselunga contro la precedente sentenza che, nel condannare Caprotti per concorrenza sleale contro la Coop, aveva disposto il ritiro del libro. Conseguentemente, in attesa del giudizio di secondo grado, il libro edito da Marsilio è stato ristampato e ridistribuito nel circuito commerciale. Sospeso anche il risarcimento da 300 mila euro a favore di Coop Italia disposto dallo stesso Tribunale di Milano sempre a metà settembre. Nell'ordinanza la Corte ha rilevato tra l'altro che il ritiro delle copie di Falce e carrello e il divieto di pubblicazione aveva «una sostanziale valenza di sequestro e censura», provvedimenti che possono essere attivati solo in presenza di stampa oscena, plagio, apologia del fascismo e scritti privi dei requisiti per inviduare i responsabili. [30]

[modifica] Curiosità

Molti dei supermarket e superstore della catena sono stati disegnati da architetti famosi quali Mario Botta, Luigi Caccia Dominioni, Norman Foster, Ignazio Gardella, Jacopo Gardella, Angelo Lorenzi, Carlo Alberto Maggiore, Vico Magistretti, Fabio Nonis, Renzo Piano e Giò Ponti.

La catena e il suo fondatore e proprietario Bernardo Caprotti sono protagonisti del lungometraggio di Giuseppe Tornatore: "Il mago di Esselunga", distribuito gratuitamente dal 10 ottobre 2011 in 5 milioni di copie a tutti i clienti della catena[31].

Il nome Esselunga viene citato anche nella canzone "La guerra è finita" dei Baustelle e ne "L'impresa eccezionale" degli Articolo 31.

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio 2010 sul sito ufficiale
  2. ^ a b stime di IriInfoscan in L'Espresso n. 43 anno LII del 2 novembre 2006.
  3. ^ Reuters, le Imprese del 2007.
  4. ^ che con Guido Caprotti fondera' in seguito la Romana supermarkets, oggi GS,
  5. ^ Esselunga in Toscana. Insieme da 50 anni
  6. ^ Corriere della sera.it - Italia sempre più biologica
  7. ^ Acquisti online Esselunga leader mentre Coop rilancia il sito 11 novembre 2009
  8. ^ Corriere della Sera 11/05/1996"Armani patteggia: Krizia fu rapina"
  9. ^ a b Commercio schiacciato dal fisco Corriere Della Sera 16/03/1999
  10. ^ Rapporto Arthur Andresen Coop per Esselunga marzo 1999
  11. ^ La Guerra dei Caprotti Il Mondo 4 febbraio 2000
  12. ^ Esselunga, diritti corti corti, di Alessandro Gilioli, Diario.it 1 agosto 2002
  13. ^ Esselunga, torna il vecchio Caprotti: licenziati tre delegati di Giampiero Rossi, da L'Unità del 9 ottobre 2004
  14. ^ Sole 24 Ore, scorporo immobili Esselunga.
  15. ^ Esselunga - Dopo la riorganizzazione, la struttura e i ruoli con i quali il retailer affronta le sfide del futuro
  16. ^ Riorganizzazione societaria e smentita della vendita alla Tesco e Rifiuto di vendere alle Coop.
  17. ^ La Repubblica del 21 ottobre 2006, p. 41.
  18. ^ Caprotti rimanda la vendita: mai a Wal-Mart e Tesco, Affari Italiani, 21 settembre 2007
  19. ^ Esselunga Dynasty L'Espresso 26-06-2008
  20. ^ Gli affari di Famiglia Capitolo sesto
  21. ^ La concorrenza tra Esselunga e Coop fa abbassare i prezzi
  22. ^ Repubblica.it - Cassiera, mobbing
  23. ^ a b TgCom.it Mobbing, cassiera Esselunga mentì
  24. ^ Repubblica.it - Esselunga minaccia querela
  25. ^ La Repubblica - Esselunga, chiesta l' archiviazione, la cassiera non subì mobbing
  26. ^ (Da Il Sole 24 Ore pagina 26 del 19-10-2011 "Dal falso mobbing al furto: licenziata").
  27. ^ (Tribunale di Milano,Corriere della Sera 22 aprile 2010, Corriere della Sera 2 aprile 2011)
  28. ^ Coop Liguria perde la causa contro “Falce e Carrello”
  29. ^ Corriere della Sera - «Falce &Carrello», vince la Coop Esselunga concorrente sleale
  30. ^ 'Falce e carrello', Caprotti torna in libreria (Lettera 43 - 26 dicembre 2011)
  31. ^ Il Giorno Milano, pagina 17, del 5-10-201 e Il Sole 24 Ore, pagina 23, del 4-10-2011

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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