Federica Mogherini

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Federica Mogherini
Federica Mogherini daticamera.jpg

Unione europea Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea
designato
In carica
Inizio mandato 1 Novembre 2014
Presidente Jean-Claude Juncker
Predecessore Catherine Ashton

Unione europea Vicepresidente della Commissione Europea
designato
Durata mandato 1 Novembre 2014 –
in carica

Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Emma Bonino

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in Scienze Politiche
Alma mater Sapienza - Università di Roma
on. Federica Mogherini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Federica Mogherini 2014.jpg
Luogo nascita Roma
Data nascita 16 giugno 1973
Professione Dirigente di partito
Partito Partito Democratico
Legislatura XVI, XVII
Gruppo Partito Democratico
Coalizione Coalizione di centro-sinistra del 2008, Italia. Bene Comune
Circoscrizione VII (Veneto), IX (Emilia-Romagna)
Incarichi parlamentari

XVI legislatura (2008-2013)

  • Segretaria della IV Commissione (Difesa) dal 22 maggio 2008 al 14 marzo 2013 (riconfermata dal 13 ottobre 2010)
  • Membro della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa dal 24 settembre 2008 al 14 marzo 2013

XVII legislatura (2013)

  • Ministra degli Affari Esteri della Repubblica Italiana dal 21 febbraio 2014
  • Presidente della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea parlamentare della NATO dal 1 agosto 2013 al 1 aprile 2014 (sostituita dal deputato Andrea Manciulli)
  • Membro della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea parlamentare della NATO dal 5 luglio 2013 al 1 aprile 2014
  • Membro della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) dal 7 maggio 2013 al 27 giugno 2014
  • Membro della IV Commissione (Difesa) dal 7 maggio 2013 al 21 febbraio 2014 (in sostituzione del Vice Ministro degli Affari Esteri Lapo Pistelli)
  • Membro della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) dal 27 giugno 2014 (sostituito dal deputato Massimiliano Manfredi)
Pagina istituzionale

Federica Mogherini (Roma, 16 giugno 1973) è una politica italiana, dal 22 febbraio 2014 è Ministro degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Renzi.

Nel Consiglio europeo del 30 agosto 2014 è stata eletta Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza; tale nomina sarà effettiva dal 1° novembre 2014, se il Parlamento europeo approverà la nuova commissione Juncker[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Studi[modifica | modifica sorgente]

Figlia del regista e scenografo Flavio Mogherini (1922-1994)[2], nasce a Roma il 16 giugno del 1973. Frequenta il Liceo Classico Lucrezio Caro a Roma nord in cui sarà anche rappresentante d'istituto. Studia Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, dove si laurea in Scienze Politiche con il massimo dei voti discutendo una tesi di filosofia politica sul rapporto tra religione e politica nell’Islam, redatta durante l’Erasmus a Aix-en-Provence, in Francia. È sposata con Matteo Rebesani. È stata assistente di Walter Veltroni ai tempi in cui era sindaco di Roma. Ha due figlie: Caterina (2005) e Marta (2010).

Attività politica[modifica | modifica sorgente]

Negli anni precedenti all'entrata in politica è stata membro del Board dello European Youth Forum, Vicepresidente dell’European Community Organisation of SocialistYouth (Ecosy), membro della Segreteria del Forum della Gioventù della FAO. Negli anni '90 ha seguito, da volontaria Arci, le campagne nazionali ed europee contro il razzismo e la xenofobia ("Nero e non solo!" e "All different, all equal" del Consiglio d'Europa).

Iscritta nella FGCI, movimento giovanile del PCI e nel 1996 si iscrive alla Sinistra giovanile, movimento giovanile dei DS per cui è Responsabile nazionale Università e poi Esteri. Nel 2001 è entrata nel Consiglio Nazionale dei DS, successivamente nella Direzione Nazionale e nel Comitato Politico. Nel 2003 ha iniziato a lavorare al Dipartimento Esteri dei DS, prima come Responsabile del rapporto con i movimenti e partiti internazionali, poi come Coordinatrice del Dipartimento, e da ultimo come Responsabile nazionale Esteri e Relazioni Internazionali nella Segreteria del Segretario nazionale Piero Fassino. Ha seguito in particolare i dossier relativi all'Iraq, l'Afghanistan, il processo di pace in Medio Oriente.

Ha tenuto le relazioni con il Partito Socialista Europeo, l'Internazionale Socialista, ed i partiti che ne fanno parte. Ha curato in particolare i rapporti con i Democratici americani.

Il 4 novembre 2007 il primo Segretario nazionale del PD Walter Veltroni la nomina Responsabile nazionale Riforme e Istituzioni nella segreteria.

Nel 2008 è eletta deputata alla Camera nella lista del PD, nella circoscrizione Veneto. Nella XVI legislatura è Segretaria della IV Commissione (Difesa), membro della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e membro della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea parlamentare dell'Unione dell'Europa Occidentale.[3].

Dal 24 febbraio 2009 il nuovo Segretario del Partito Democratico Dario Franceschini la nomina Responsabile nazionale Affari Comunitari e Internazionali nella nuova segreteria.

È una degli esponenti della corrente interna al PD di Area Democratica di Dario Franceschini.[4]

Nel febbraio 2013 è rieletta alla Camera in Emilia Romagna (18ª in lista) per il PD senza passare per le Primarie per la scelta dei parlamentari venendo inserita nel listino bloccato approvato dalla Segreteria Bersani.[5].Nella XVI legislatura è membro della IV Commissione (Difesa) in sostituzione del Vice Ministro agli Affari Esteri Lapo Pistelli, membro della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) e membro della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea parlamentare della NATO.

Il 1° agosto, 2014 è eletta Presidente della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea parlamentare della NATO, prima donna nella storia a ricoprire questo incarico. La nomina della Mogherini insieme a quella di Sandro Gozi (Pd) a Presidente della delegazione presso il Consiglio d'Europa e Renato Balduzzi (SC) a Presidente della Commissioni sulle Questioni regionali è avvenuta senza il voto del PdL il quale per bocca del capogruppo al Senato Renato Schifani ha minacciato la caduta del Governo Letta se i Presidenti eletti senza il consenso di tutta la maggioranza non si fossero dimessi.

Dall'inizio della XVII Legislatura ha totalizzato il 98,20% delle presenze in Parlamento.[6]

È stata vicepresidente della Fondazione Italia USA[7], partecipando per conto della Fondazione alle riunioni presso il quartier generale della NATO a Bruxelles.[8]

Il 9 dicembre 2013 diviene membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, con a capo il nuovo segretario nazionale Matteo Renzi, con il ruolo di responsabile per l'Europa.

Incarichi Governativi[modifica | modifica sorgente]

Ministro degli Affari Esteri[modifica | modifica sorgente]

Il 21 febbraio 2014 Matteo Renzi annuncia la sua nomina a Ministra degli Affari Esteri nell'ambito del suo primo esecutivo. È la terza donna, dopo Susanna Agnelli e Emma Bonino, a ricoprire la carica ed è, in assoluto, la più giovane a ricoprire tale incarico. Il giorno successivo presta giuramento al Palazzo del Quirinale e assume ufficialmente la carica. Il primo atto ufficiale come Ministra degli Esteri è stato quello di incontrare, assieme al Ministro della Difesa, le mogli dei due sottufficiali di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Venuta alla ribalta della stampa europea per esternazioni di apertura e distensione nei confronti di Mosca nelle prime battute della crisi politica politica tra Russia e Ucraina, in un secondo tempo il ministro degli Esteri italiano in visita a Sarajevo ha affermato che avrebbe appoggiato qualsiasi iniziativa volta ad estendere le sanzioni contro la Russia. Solo in questa occasione il ministro ha auspicato un pacchetto di sanzioni che andassero a colpire economicamente i cittadini e le aziende russe in netta opposizione con le affermazioni pro South Stream che l'avevano resa invisa ai media del gruppo dei nuovi paesi membri dell'Unione europea.

Federica Mogherini con il collega austriaco Sebastian Kurz.

Durante la crisi politica e militare tra le forze Israeliane e i militanti Palestinesi di Hamas, la Ministra si è battuta in prima linea, recandosi spesso in visita al Cairo, affinché fosse raggiunto il prima possibile un accordo che ponesse fine ai bombardamenti nella Striscia di Gaza. Nell'agosto dello stesso anno assieme alla collega Pinotti, ha presentato davanti alla commissioni Esteri e Difesa di Camere e Senato, la richiesta di inviare armi a sostegno della popolazione dei curdi alle prese con l'avanzata dei jihadisti dell’Isis, escludendo però qualsiasi tipo di intervento da parte delle forze armate Italiane. Successivamente il Consiglio degli Affari esteri dell'Unione Europea ha dato il via libera all'Italia e tutti gli stati che hanno deciso di sostenere il popolo dei curdi iracheni nella resistenza contro le milizie dell'Isis tramite il rifornimento di armi.

Durante la conferenza internazionale contro l'isis svoltasi a Parigi nel settembre del 2014 il ministro ha ribadito che l'Italia svolgerà un suo ruolo nella la lotta contro il terrorismo confermando la volontà del governo italiano di mandare aerei carichi di armi e di aiuti umanitari destinati alle popolazioni sotto assedio.

Per combattere l'emergenza sanitaria causata dal virus Ebola che sta colpendo alcuni Paesi dell’Africa Occidentale, il ministro ha deciso di stanziare la somma di un milione e mezzo di euro e di mandare nelle zone dell'emergenza delle squadre di medici italiani.[9]

Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Nomina[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio 2014, secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, il Consiglio Europeo, in considerazione dell'importante numero di parlamentari italiani componenti il Gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo a seguito delle elezioni europee 2014, avrebbe iniziato a valutatare la possibità di indicare Mogherini quale Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nella commissione affidata a Jean-Claude Juncker e sostenuta da PSE e PPE. Il 13 luglio 2014 il Financial Times[10], citando fonti della diplomazia dell'Unione europea, ha tuttavia evidenziato come la sua nomina sarebbe osteggiata da un gruppo di stati dell'est Europa, tra cui Lettonia, Estonia, Lituania e Polonia, sostenitori delle ragioni ucraine nella crisi Ucraina-Russia successiva ad Euromaidan, in quanto portatrice di posizioni filo-russe.[11]

Ciononostante, il successivo 2 agosto 2014, il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi, inviando una lettera al presidente eletto della commissione Juncker, ha formalizzato la candidatura di Federica Mogherini per la carica di Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza [12].

Il 30 Agosto prima del Consiglio Europeo, nella riunione dei capi di governo socialisti incassa il pieno appoggio di tutto il Partito Socialista Europeo. Nello stesso giorno il presidente Herman Van Rompuy annuncia che il Consiglio europeo ha deciso di nominare la ministra italiana come nuova Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.[13][14] Il mandato, della durata di cinque anni, decorrerà dal 1° novembre 2014.

Come capo di gabinetto il ministro Mogherini ha scelto Stefano Manservirsi già capo di gabinetto di Romano Prodi durante la presidenza della Commissione Europea.

Azione[modifica | modifica sorgente]

Il ministro con il Presidente russo Vladimir Putin.

Nella prima conferenza stampa di presentazione ha voluto dichiarare che si impegnerà sin da subito perché si riapra un dialogo tra Russia e Ucraina e che si risolva definitivamente la crisi tra i due paesi innescata con i fatti accaduti in Crimea nel febbraio del 2014. A pochi giorni dall'insediamento annuncia il rinnovo delle sanzioni a carico di Mosca, accusata da Bruxelles e dalla NATO di sobillare la resistenza armata dei filorussi in Ucraina; già mesi prima l'Unione Europea e gli Stati Uniti avevano approvato una serie di misure finalizzate a danneggiare l'economia russa.[15]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Alta Rappresentante dell'Unione
per gli Affari esteri e la Politica di Sicurezza
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Catherine Ashton designata
dal 1° novembre 2014
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