Hamas

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Hamas
حركة المقاومة الإسلامية
Leader Khaled Meshaal,
Ismail Haniyeh,
Mahmud al-Zahar
Fondazione 1987
Dissoluzione
Sede principale
Ideologia Nazionalismo palestinese,
Islamismo sunnita
Posizione Gaza
Affiliazione internazionale
partiti membri
Testata
Organizzazione giovanile
Iscritti sconosciuti
Sito web
Bandiera di Hamas

Ḥamās, acronimo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya (in arabo: حركة المقاومة الاسلامية, "Movimento di Resistenza Islamico", ovvero حماس, "entusiasmo, zelo") è un'organizzazione palestinese di ispirazione religiosa islamica, di carattere politico e paramilitare, che ha ottenuto nelle ultime elezioni la maggioranza dei seggi dell'Autorità Nazionale Palestinese.[1]

Fondata dallo Shaykh Ahmad Yasin, Abd al-Aziz al-Rantissi e Mohammad Taha nel 1987 come appendice dei Fratelli Musulmani, punta alla creazione di uno Stato islamico in Palestina. Ha effettuato inizialmente alcuni attentati suicidi contro l'esercito israeliano e le forze di occupazione nei territori rivendicati dai palestinesi: tali azioni hanno causato anche vittime civili.[2] Hamas gestisce anche ampi programmi sociali, e ha guadagnato popolarità nella società palestinese con l'istituzione di ospedali, sistemi di istruzione, biblioteche e altri servizi in tutta la Cisgiordania e Striscia di Gaza.[3]

Lo Statuto di Hamas richiede la distruzione dello Stato di Israele e la sua sostituzione con un Stato islamico palestinese nella zona che ora è Israele, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La stessa carta dichiara che "Non esiste soluzione alla questione palestinese se non nel jihad".[4] [5]

L'ala politica di Hamas ha vinto numerose elezioni amministrative locali in Gaza, Qalqilya, e Nablus. Nel gennaio 2006, Hamas con una vittoria a sorpresa alle elezioni parlamentari palestinesi, ottenne 76 dei 132 seggi della camera, mentre al-Fatah ne ottenne solo 43.[6]

A seguito della Battaglia di Gaza (2007) i funzionari eletti di Hamas sono stati eliminati fisicamente o allontanati dalle loro posizioni dall'Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania, e i loro posti sono stati sostituiti dai rivali di Fatah e da membri indipendenti; molti palestinesi e altri esperti considerano questa mossa illegale.[7][8] Il 18 giugno 2007, il Presidente palestinese Mahmoud Abbas (Fatah) ha emesso un decreto che mette fuorilegge le milizie di Hamas.[9]

Hamas è elencata tra le organizzazioni terroristiche dal Canada,[10]Unione Europea,[11][12][13][14] Israele,[15] Giappone,[16] e Stati Uniti,[17] e è bandita dalla Giordania.[18] Australia[19] e Regno Unito[20] elencano solo l'ala militare di Hamas, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, come organizzazione terroristica. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno effettuato misure contro Hamas a livello internazionale.[11][21]

Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti il gruppo ottiene finanziamenti da Arabia Saudita, Iran, espatriati palestinesi e benefattori privati.[17]

Indice

[modifica] Nomi

Non vi è accordo sul reale significato della parola "Hamas". Hamas è un acronimo della frase in arabo: حركة المقاومة الاسلامية ovvero Harakat al-Muqāwama al-Islāmiyya: "Movimento di Resistenza Islamico". Ma in arabo la parola "Hamās" si traduce anche con "entusiasmo, zelo, o spirito combattente".[22]

L'ala militare di Hamas, nata nel 1992, prende il nome di Brigate Ezzedin al-Qassam per commemorare lo Shaykh ʿIzz al-Dīn al-Qassām, il padre della moderna resistenza araba, ucciso dai britannici nel 1935.

Altre volte gli armati di Hamas si definiscono Studenti di Ayāsh, Studenti dell'Ingegnere, Unità Yaḥyà Ayāsh per commemorare Yahya Ayyash, l'ingegnere degli esplosivi responsabile della morte di più di 50 israeliani e ucciso nel 1996.

[modifica] Storia

Ḥamās, nasce inizialmente presso i campi dall'azione dei profughi palestinesi Fratelli musulmani.[23]

Fino alla guerra dei sei giorni del 1967 Gaza era controllata dall'Egitto e in questo il presidente Gamal Abdel Nasser contrastava fortemente i gruppi estremisti come i Fratelli musulmani. Dopo la guerra Gaza venne controllata da Israele e quindi il gruppo ebbe maggiori libertà di movimento.[23]

Il gruppo fu finanziato direttamente e indirettamente durante gli anni '70 e '80 da vari Stati, ad esempio Arabia Saudita e Siria. A quel tempo, il braccio politico-caritatevole di Hamās era ufficialmente registrato e riconosciuto in Israele. Lo stesso Menachem Begin, appena eletto Primo Ministro per il partito Likud nel 1977, diede l'assenso alla regolare registrazione in Israele della «al-Mujamma‘ al-Islāmī» (Associazione Islamica), movimento collegato ai Fratelli Musulmani e fondato dalla sceicco Aḥmad Yāsīn.

Molti esperti concordano che sebbene Israele non abbia mai sostenuto direttamente Ḥamās, le permise di esistere per opporsi al movimento laico al-Fath di Yasser Arafat.[23] Citiamo per tutti, Tony Cordesman, l'analista per il Medio Oriente del Center for Strategic Studies : Israele «ha aiutato Hamas in modo diretto e indiretto per usarla come antagonista dell'OLP» [24].

Il gruppo si astenne dalla politica durante gli anni '70 e i primi anni '80, concentrandosi su problemi morali e sociali come attacchi alla corruzione, l'amministrazione degli awqāf (fondazioni pie) e organizzando progetti comunitari. Verso la metà degli anni '80, tuttavia, il movimento fu sottoposto alla scalata del bellicoso shaykh cieco Ahmad Yāsīn e iniziarono forti attriti e scontri contro gli altri gruppi palestinesi, principalmente di ispirazione laica. Nel 1984, a seguito di una segnalazione da parte di membri di Fatah, l'IDF individuò un deposito di armi del gruppo di Yāsīn. Lo stesso venne arrestato ed interrogato affermò che le armi non sarebbero state impiegate contro Israele, ma contro i gruppi palestinesi antagonisti: questo e l'idea che il suo gruppo non costituisse una minaccia contro la nazione (che allora vedeva l'OLP come principale nemico) lo portò ad essere scarcerato dopo un anno.[23]

L'acronimo "Ḥamās" apparve per la prima volta nel 1987 in un volantino che accusava i servizi segreti israeliani di minare la fibra morale dei giovani palestinesi per poterli reclutare come collaborazionisti. L'uso della forza da parte di Ḥamās apparve quasi contemporaneamente alla prima Intifāda, iniziando con "azioni punitive contro i collaborazionisti", progredendo verso obiettivi militari israeliani ed infine con azioni terroristiche che prendevano di mira i civili. Così come i suoi metodi sono cambiati dalla sua nascita, è cambiata anche la sua retorica, che adesso afferma che i civili israeliani sono "bersagli militari" in virtu del fatto di vivere in uno Stato altamente militarizzato in cui vige la coscrizione. Nel frattempo sono nate anche alcune divisioni all'interno del gruppo.

Manifestazione a favore di Hamas a Betlemme

Secondo la bibliografia semi-ufficiale di Ḥamās Truth and existence, l'organizzazione si è evoluta attraverso quattro fasi principali:

  1. 1967-1976: Costituzione dei Fratelli Musulmani nella Striscia di Gaza di fronte all'"oppressivo" dominio israeliano.
  2. 1976-1981: Espansione geografica tramite partecipazione o in alcuni casi fondazione di associazioni professionali nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, come al-Mujamma` al-islāmī, al-Jam`iyya al-islāmiyya, e l'Università Islamica di Gaza.
  3. 1981-1987: Ḥamās esercita una certa influenza politica attraverso la fondazione di meccanismi di azione e di preparazione alla lotta armata.
  4. 1987: Fondazione di Hamas come braccio combattente dei Fratelli Musulmani in Palestina ed il lancio di un continuo jihad.

Molti esperti concordano che la "vera" storia di Ḥamās inizia solo nel momento della scalata al potere a metà degli anni '80: loro opinione è che prima fosse una organizzazione con una visione politica estremamente limitata.[senza fonte]

Mentre questo riflette le attività di Ḥamās nella Striscia di Gaza, i loro colleghi in Cisgiordania ebbero uno sviluppo molto differente, all'inizio con meno enfasi nella creazione o nel controllo di istituzioni pubbliche. Il movimento dei Fratelli Musulmani in Cisgiordania costituì una parte integrante del movimento islamico giordano, che per molti anni è stato allineato con il regime hashemita. Inoltre, i Fratelli Musulmani in Cisgiordania avevano un profilo socio-economico più elevato - commercianti, proprietari terrieri, burocrati e professionisti della borghesia. Entro la metà degli anni '80, i Fratelli Musulmani controllavano una significativa parte delle posizioni nelle istituzioni religiose della Cisgiordania.

Il 26 gennaio 2004, uno dei capi di Hamas Abd al-Aziz al-Rantissi offrì una tregua ( hudna) di 10 anni, in cambio del totale ritiro da parte di Israele dei territori conquistati durante la Guerra dei sei giorni e l'istituzione di uno stato palestinese, offerta ripetuta dopo la vittoria alle elezioni legislative del 2006, accettando l'iniziativa di pace araba del 2002. Il capo di Hamas Ahmad Yasin affermò che il gruppo avrebbe accettato uno stato palestinese in Cisgiordania e Gaza. Rantissi ammise che "Allo stato attuale delle cose, sarebbe stato difficile liberare tutta la nostra nazione, pertanto accettiamo una liberazione in fasi."

Il 25 gennaio 2006, nonostante tutti i sondaggi lasciassero intendere diversamente,[senza fonte] Ḥamās ha vinto con una larga maggioranza le elezioni legislative. Precedentemente alle elezioni aveva dichiarato una sospensione delle sue azioni, decisione non sempre rispettata dai gruppi di militanti che fanno parte della sua struttura, e seguita nell'aprile del 2006 dalla rinuncia agli attacchi terroristici, ritenuti non più compatibili con la "nuova era in cui era entrata l'organizzazione.[25]

A seguito della vittoria grande preoccupazione si è levata nel mondo occidentale a causa della natura del movimento, da molti ritenuta terroristica. L'Unione Europea ha vincolato la prosecuzione del sostegno all'Autorità Nazionale Palestinese a Tre princìpi, definite dalla comunità internazionale:

  • Ḥamās deve rinunciare alla lotta armata;
  • Ḥamās deve riconoscere il diritto di Israele ad esistere;
  • Ḥamās deve appoggiare chiaramente il processo di pace nel Vicino Oriente, come deciso in base agli Accordi di Oslo.

A capo del governo palestinese siede per la prima volta un leader di Ḥamās, Ismail Hanyeh.

Attualmente, a seguito di una serie di scontri con l'organizzazione rivale Al Fatah, Hamas ha assunto il controllo della Striscia di Gaza, mentre la zona cisgiordana è tornata sotto il controllo di Fatah e Abu Mazen. Quest'ultimo, come presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, è di fatto divenuto l'interlocutore ufficiale dei paesi occidentali per quello che riguarda il popolo palestinese, pur non essendo il suo governo espressione del risultato delle elezioni del 2006.

Va precisato che quella parte della popolazione palestinese che ha partecipato alle elezioni si trova esclusivamente nei cosiddetti "territori occupati" (Striscia di Gaza e Cisgiordania) della Palestina. La maggioranza dei palestinesi[senza fonte], residente dal 1948 in poi negli svariati campi profughi al di fuori della Palestina, non risiedendo nei territori occupati, non ha diritto di voto né per le elezioni palestinesi, né per quelle degli Stati in cui i palestinesi risiedono sotto lo status di rifugiato politico.

[modifica] Politica

[modifica] Statuto di Hamas del 1988

La Carta del Movimento di Resistenza Islamico, ovvero il documento fondatore di Ḥamās, approvato nell’agosto del 1988. non definisce in modo particolare la struttura dell'organizzazione.
La Guida suprema dentro Ḥamās, ha il ruolo di massima autorità politica e religiosa,che prende le decisioni più importanti.
Le più alte istituzioni riconosciute di Ḥamās sono il Consiglio (Shura), e l’Ufficio Politico.
La Shura, comprende una cinquantina di membri, ed è composta da figure di spicco del mondo religioso islamico presenti nel movimento.
Con sede all'estero fuori dai confini della Palestina,per la precisione in Siria, rispondente esclusivamente alla Shurà e diviso al suo interno per competenze specifiche di settore, l'Ufficio Politico funge sostanzialmente da ministero dell'Informazione e degli Esteri.
Poi c'è Da‘wa “La Chiamata”, una rete che gestisce l'attività di reclutamento, di assistenza sociale e di raccolta fondi all'estero.
L’A‘lām, ente che gestisce le operazioni di propaganda, dell’informazione e dell’indottrinamento ideologico in Palestina.
Questo ente civile possiede una stazione radio ed una televisione.

La carta costitutiva di Hamās, scritta nel 1988, dichiara che il suo obiettivo è di "sollevare la bandiera di Allah sopra ogni pollice della Palestina", cioè di eliminare lo Stato di Israele e sostituirlo con una repubblica islamica. Questo rende Hamās del tutto diversa rispetto ai movimenti cosiddetti integralistici musulmani che propugnano la lotta in tutto il mondo islamico: Hamās limita rigidamente infatti, per statuto, la sua attività di lotta alla sola Palestina.

[modifica] Accuse di antisemitismo

La carta cita una serie di teorie cospiratorie antisioniste; essa dichiara che i Protocolli dei savi di Sion sono autentici, e che la massoneria, il Lions Club e il Rotary "lavorano nell'interesse del Sionismo" segretamente. I membri di Ḥamās inoltre dichiarano che il popolo ebraico è collettivamente responsabile della Rivoluzione francese, del "colonialismo occidentale", del comunismo e di entrambe le guerre mondiali.

[modifica] Negazione dell'Olocausto

I massimi leader di Hamās sono promotori della negazione dell'Olocausto. Secondo il MEMRI, 'Abd al-'Azīz al-Rantīsī - co-fondatore di Hamas assieme ad Ahmed Yassin - in un articolo su Al-Ristala (pubblicazione settimanale di Hamas) avrebbe definito la Shoah "il falso olocausto" e "la più grande delle menzogne", ed affermato che l'Olocausto non è mai avvenuto, che i sionisti erano dietro le azioni dei nazisti e che il sionismo finanziò il nazismo. In questo articolo Rantissi avrebbe altresì negato l'esistenza delle camere a gas nonché espresso sostegno ai negazionisti Roger Garaudy, David Irving, Gerd Honsik e Fredrick Töben; avrebbe inoltre affermato che "i nazisti ricevettero notevoli aiuti finanziari dalle banche e dai monopoli sionisti, e ciò contribuì alla loro ascesa al potere"; avrebbe infine accusato la investment bank berlinese Mendelssohn & Co., di proprietà ebraica, di aver finanziato i nazisti, definendola "banca sionista".[26]

[modifica] Terrorismo e violenza politica

I miliziani di Hamās, specialmente quelli delle Brigate ʿIzz al-Dīn al-Qassām, hanno sferrato numerosi attacchi tra cui alcuni attacchi suicidi di larga scala contro obiettivi civili israeliani. Per citare i più noti: il massacro di Pesach nel marzo del 2002, in cui 30 persone furono uccise a Netanya; il massacro sull'autobus numero 20 di Gerusalemme nel novembre dello stesso anno 2002 (11 morti); il massacro sull'autobus numero 2 di Gerusalemme nell'agosto del 2003 (23 morti); l'attacco alla città di Be'er Sheva nell'agosto del 2004, (15 morti). L'ultimo attacco fu dell'agosto del 2005 che fece 7 feriti, dopodiché Hamas rispettò la tregua offerta nel 2004 (hudna). Hamās ha anche usato donne-bomba, per esempio una madre di sei figli e una di due minori di 10 anni. Al contrario di al-Fath, a tutt'oggi Hamās non ha usato bambini-bomba.

Ḥamās ha anche attaccato obiettivi militari israeliani, uomini palestinesi sospettati di collaborazionismo nonché rivali di al-Fatḥ.

In tempi recenti, Ḥamās ha fatto uso di razzi di tipo "Qassām" per attaccare città israeliane nel deserto del Negev, ad esempio Sderot. La nascita dei razzi "Qassām-2" ha dato la possibilità all'organizzazione di attaccare anche grandi città israeliane quali Ashkelon; ciò ha prodotto enorme preoccupazione nella popolazione israeliana e diversi tentativi da parte dell'esercito israeliano di fermare la proliferazione e l'uso di tali razzi, anche se il numero di vittime è stato molto ridotto (circa 20 in una decina di anni[27]).

[modifica] Previdenza sociale e istruzione

Oltre alle attività militari e terroristiche, occorre dire che Ḥamās promuove diversi programmi di previdenza sociale e istruzione. Da parte dei suoi oppositori, tali programmi sono considerati come parte di una politica parastatale, come esercizi per la propaganda e il reclutamento, o come entrambi. In ogni modo, queste attività sociali di Hamās sono profondamente radicate nella Striscia di Gaza. Includono istituti religiosi, medici e in generale aiuti sociali ai civili meno abbienti. Va specificato che il lavoro che Ḥamās compie in questi ambiti è attività separata dall'assistenza umanitaria fornita dall'UNRWA (United Nations Relief Works Agency). Nel dicembre del 2001, il fondo caritatevole Holy Land Foundation for Relief and Development è stato accusato di finanziare Ḥamās.[28]

Hamās può contare su un numero sconosciuto di fedelissimi e su decine di migliaia di simpatizzanti e aiutanti. Riceve soldi da esuli palestinesi, dall'Iran, da benefattori privati in Arabia Saudita e da diversi altri Stati arabi. Raccolte di fondi e campagne di propaganda pro-Ḥamās esistono anche in Europa, Nord America e Sud America.

Si ritiene che Ḥamās abbia decine di siti web; una lista aggiornata è consultabile presso l'Internet-Haganah.[29] Il principale sito di Ḥamās fornisce traduzioni di comunicati ufficiali e propaganda in svariate lingue: persiano, urdu, malese, russo, inglese e naturalmente arabo.

Nella Striscia di Gaza, l'Autorità Nazionale Palestinese sta perdendo potere a beneficio di Ḥamās, in particolar modo nel campo profughi di Jabāliya, nelle sue vicinanze e a Dayr al-Balāh al centro della Striscia, ad Abasan e nella regione del Dahaniyeh nel sud.

Il governo a Gaza annuncia la campagna di raccolta di fondi volti a raccogliere $ 25 milioni necessari per ripristinare decine di moschee rovinate dai raid israeliani. 45 moschee sono state completamente distrutte durante la guerra, mentre 55 sono state parzialmente danneggiate.[30]

[modifica] Posizioni riguardo a Israele

Nello statuto si afferma che la Palestina non potrà essere ceduta, anche per un solo pezzo poiché essa appartiene all'Islam fino al giorno del giudizio.


« Il Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina sia un bene inalienabile (waqf), terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare ad alcuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, né tutti gli Stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e presidenti messi insieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’islam sino al giorno del giudizio. Chi, dopo tutto, potrebbe arrogarsi il diritto di agire per conto di tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del giudizio? Questa è la regola nella legge islamica (shari'a), e la stessa regola si applica a ogni terra che i musulmani abbiano conquistato con la forza, perché al tempo della conquista i musulmani la hanno consacrata per tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del giudizio. (Articolo 11 dello statuto) »

Inoltre esprime un odio verso gli ebrei in quanto tali, derivato da alcune tradizioni attribuite a Maometto.


«  [...]Il Profeta – le benedizioni e la salvezza di Allah siano su di Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: 'O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo; ma l’albero di Gharqad non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei”. (Articolo 7) »

Pur essendo la cancellazione di Israele un punto riccorrente nella sua propaganda, è da notare che questa era stata rimossa dal programma con cui il gruppo si presentò alle elezioni del 2006, anche se in questo rimanevano riferimenti alla necessità di difendersi dall'occupazione con ogni mezzo, armi comprese.[31]

[modifica] Azioni legali contro Hamas

Nel 2004, una corte federale negli Stati Uniti ha dichiarato Hamās colpevole in una causa civile riguardante l'omicidio nel 1996 di Yaron e Efrat Ungar vicino a Beit Shemesh, in Israele. A Ḥamās è stato ordinato di pagare alle famiglie degli Ungar 116 milioni di dollari. Al momento della stesura di questo paragrafo (aprile 2004), la Corte non ha ancora emesso sentenza circa la responsabilità dell'Autorità Nazionale Palestinese e dell'OLP nel fornire supporto logistico a Ḥamās.

[modifica] Personalità di Hamas

[modifica] Note

  1. ^ "Hamas sweeps to election victory" BBC News
  2. ^ Best known for suicide bombings/attacks:
    • "Among the various organizations that emerged during the intifada were two that continue to challenge the dominance of the PLO over the Palestinian national movement: the Islamic Resistance Movement (better known by its acronym, Hamas) and its counterpart, Islamic Jihad. These organizations are best known for having injected a new lethality into the struggle between Israelis and Palestinians - the tactic of suicide bombings." (James L. Gelvin, The Israel-Palestine Conflict: One Hundred Years of War, Cambridge University Press, 2005, p. 221 ISBN 0521852897)
    • "Best known for the violence it launched against Israel through suicide bombings and rocket attacks... " (Murphy, John. "Hamas aims for political might", The Baltimore Sun, January 22, 2006)
    • "Hamas is best known abroad for the scores of suicide bombings it has carried out and its commitment to the destruction of Israel." (Barzak, Ibrahim. "Israel blames Iran, Syria for bombings", ABC News, January 20, 2006, p. 2)
    • "...the militant organization, best known abroad for its attacks against Israeli civilians..." (Musharbash, Yassin. "Could Victory be Undoing of Hamas", Der Spiegel, January 27, 2006)
    • "Although Hamas is best known for its suicide attacks..." ("Palestinian Political Organizations", PBS FRONTLINE, April 4, 2002)
    • "...it was best known in Israel and abroad for the suicide attacks it used..." ("After the Hamas earthquake", The Guardian, January 27, 2006).
    • "Hamas, an organisation best known for its suicide bombings but which also runs social services to recruit from the masses..." (Lynfield, Ben. "Shock result prompts calls to end policy of violence", The Scotsman, January 27, 2006.
    • "But the group is best known for its suicide bombing attacks." (Levitt, Matthew. Hamas: Politics, Charity, and Terrorism in the Service of Jihad, Yale University Press, 2006, ISBN 0300122586, p. 17.)
    • "Best known for its suicide attacks, Hamas has won over the Palestinian public in its first run for the legislature by focusing on domestic concerns, halting government corruption and restoring law and order to the chaotic West Bank and Gaza Strip." (""Israeli leaders brace for Hamas dominating Palestinian elections", Associated Press, January 22, 2006.)
    • "The armed faction, best known for sending suicide bombers to attack Israelis..." Verma, Sonia. ("Hamas win puts Mideast on edge", Newsday, January 27, 2006.
    • "Hamas... was formed in 1987... The group, best known for its suicide bombings inside Israel, has both political and terrorist agendas." Brookes, Peter. A devil's triangle: terrorism, weapons of mass destruction, and rogue states, Rowman & Littlefield, 2005, p. 83. ISBN 0742549534
    Infamous for suicide attacks:
    • "But his organization, Hamas, is of course dedicated to the destruction of an entire country and infamous for its suicide attacks." (Mann, Jonathan. "Reaction to Killing of Sheikh Ahmed Yassin", CNN, March 22, 2004.
    • "This dismal place was (and remains) a breeding ground for Hamas, the fundamentalist group now infamous for their suicide bombings." (Andersen, Mark. All the Power: Revolution Without Illusion, Punk Planet Books, 2004, ISBN 1888451726, p. 178)
    • "And Hamas, infamous for suicide bombings and other attacks that killed more than 250 Israelis in recent years, rejected Abbas' appeal for peace with Israel, and threatened to continue its campaign of violence." (Tiebel, Amy. "Analysis: Tough Mideast Bargaining Ahead", Associated Press, November 27, 2007.)
    Best known and infamous for suicide attacks:
  3. ^ "Palestinian election raises varying opinions within U". The Minnesota Daily. January 31, 2006
  4. ^ Calls for the destruction of Israel:
  5. ^ "The Covenant of the Islamic Resistance Movement (Hamas)", MidEast Web, August 18, 1988; "The Covenant of the Islamic Resistance Movement", The Avalon Project at Yale Law School, retrieved April 22, 2006.
  6. ^ «Who are Hamas?», BBC News, January 26, 2006.
  7. ^ Carter: Stop favoring Fatah over Hamas The Jerusalem Post June 19, 2007
  8. ^ Exposing the bitter truth of Gaza carnage The Age June 23, 2007
  9. ^ CNN - Abbas outlaws Hamas militia forces
  10. ^ Keeping Canadians Safe, Public Security and Emergency Preparedness Canada, National Security, Listed entities. Accessed July 31, 2006.
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  12. ^ EU declares Hamas terrorist organization Deseret News (Salt Lake City), Sep 7, 2003 by Frank Bruni New York Times News Service
  13. ^ Hamas: Government or Terrorist Organization? by Adam Davidson
  14. ^ EU blacklists Hamas political wing
  15. ^ The Financial Sources of the Hamas Terror Organization (Israel MFA)
  16. ^ Japan's Diplomatic Bluebook 2005 states that it has frozen the assets of "terrorist organizations, including... Hamas."
  17. ^ a b "Country reports on terrorism 2005", United States Department of State. Office of the Coordinator for Counterterrorism. US Dept. of State Publication 11324. Released April 2006
  18. ^ Karmi, Omar. "What does the Hamas victory mean for nearby Jordan?", The Daily Star, February 18, 2006
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  20. ^ " United Kingdom Home Security Office. Terrorism Act 2000. Proscribed terrorist groups
  21. ^ DON VAN NATTA JR.. «THE MIDEAST TURMOIL: WASHINGTON'S VIEW; Rice Urges European Union to Classify Hamas as Terrorist», New York Times, June 27, 2003.
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  23. ^ a b c d (EN) How Israel Helped to Spawn Hamas , articolo del The Wall Street Journall, del 24 gennaio 2009
  24. ^ Cf. Hamas, le produit du Mossad in L'Humanité
  25. ^ (EN) Hamas in call to end suicide bombings, articolo di The Guardian, del 9 aprile 2006
  26. ^ "Hamas Leader Rantisi: The False Holocaust - The Greatest of Lies Funded by the Zionists". MEMRI. URL consultato il 2003-08-27.
  27. ^ Agenzia della Missionary International Service News Agency, delle ore 16:44 del 6 gennaio 2009
  28. ^ Statement of Secretary Paul O'Neill on the Blocking of Hamas Financiers' Assets, 4 dicembre 2001
  29. ^ Haganah.com
  30. ^ Hamas, raccolta fondi per la ricostruzione delle moschee di Gaza , Doron Peskin, Infoprod 11.02.09
  31. ^ (EN) Hamas drops call for destruction of Israel from manifesto, articolo del The Guardian, del 12 gennaio 2006

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