Brigate Ezzedin al-Qassam
Le Brigate Ezzedin al-Qassam (più correttamente Brigate del martire ʿIzz al-Dīn al-Qassām, arabo: كتائب الشهيد عز الدين القسام, Katāʾib al-shahīd ʿIzz al-Dīn al-Qassām), prendono il nome da ʿIzz al-Dīn al-Qassām e costituiscono il braccio armato del gruppo palestinese Hamas. Create nel 1992 sotto la direzione di Yahya Ayyash, il loro obiettivo primario era di costituire un efficace gruppo militare a sostegno dei fini di Hamas, che da tempo consistevano nel bloccare i negoziati nati dagli Accordi di Oslo. Dal 1994 al 2000 le brigate ʿIzz al-Dīn al-Qassām hanno organizzato un gran numero di attacchi contro soldati e civili[senza fonte] israeliani.
All'inizio della seconda intifada il gruppo divenne uno dei principali obiettivi di Israele. Le brigate operavano in alcune unità in Cisgiordania, ma molte di queste vennero distrutte nel 2004 dalle diverse operazioni dell'Israel Defense Forces. D'altra parte Hamas concentrò la propria forza nella Striscia di Gaza, generalmente considerata la sua roccaforte.
Le Brigate ʿIzz al-Dīn al-Qassām sono nella lista delle organizzazioni terroristiche di Unione europea[1], Stati Uniti[2], Australia[3] e Regno Unito.[4]
[modifica] Leader attuali
- Mohammed Deif - comandante generale
- Ahmad al-Jaʿbarī - vice comandante generale nella Striscia di Gaza
- Marwan Isa - vice comandante generale
- Nidal Fathi Rabah Farhat - tecnico ideatore dei razzi Qassām
- Raid Sa'id - comandante a Gaza
- Ahmad al-Ghandur - comandante nel nord della Striscia di Gaza e nel campo-profughi palestinese di Jabalya
- Muhammad Abu Shamala - comandante nel sud della Striscia di Gaza
- Muhammad al-Sanwar - comandante a Khān Yūnis
[modifica] Note
- ^ Restrictive measures directed against terrorism. Official Journal of the EU (pagina recuperata da web.archive.org), 21/12/2005
- ^ Country reports on terrorism 2004. US Department of State, 01/04/2005
- ^ Listing of Terrorist Organisations. Australian National Security, 14/09/2007
- ^ Proscribed terrorist groups. UK Home Office Security (pagina recuperata da web.archive.org), 14/10/2005