Movimento per il Jihad Islamico in Palestina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina (in arabo: حركة الجهاد الإسلامي في فلسطين, Harakat al-Jihād al-Islāmī fī Filasṭīn), altrimenti definito brevemente Jihad Islamico Palestinese[1] è un gruppo militante palestinese giudicato fra le organizzazioni sospette di terrorismo da parte degli Stati Uniti[2], dell'Unione europea[3], dal Regno Unito[4], dal Giappone[5], dal Canada[6][7] e da Israele.

Fondato nella Striscia di Gaza negli anni settanta da Fathi Shaqaqi, come ramo distaccato della Jihad islamica egiziana, è finanziato in parte da Hezbollah a cui si sarebbe affiliato, secondo l'opinione, non confermata, di alcuni, malgrado Hezbollah sia un movimento a netta prevalenza sciita e la Jihad Islamica palestinese sia invece sunnita.
Il suo obiettivo strategico è la distruzione di Israele per sostituirlo con uno stato islamico palestinese.

Questo gruppo definisce il jihad come obbligo da attuare contro Israele. La Jihad Islamica palestinese si oppone anche a molti governi arabi che giudicano non sufficientemente musulmani e troppo occidentali. La sua ala armata, le Brigate al-Quds, hanno rivendicato numerosi attacchi in Israele, inclusi vari attentati suicidi.

È, inoltre, molto più piccolo di Hamas e non può contare neppure sull'ampio sostegno popolare di cui gode Hamas.

Retroscena e storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo è basato nella capitale siriana di Damasco, e il suo retroterra finanziario si crede debba essere ricercato nell'Iran khomeinista. Il gruppo opera principalmente in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ma conduce i suoi attacchi anche a partire dalla Giordania e dal Libano. le sue più importanti roccaforti in Cisgiordania son o le città di Hebron e Jenin.

Fathi Shaqaqi ha condotto per due decenni il movimento. È stato assassinato a Malta nell'ottobre del 1995 da mano rimasta ufficialmente ignota. Alcuni credono tuttavia che a eliminarlo sia stato Israele, mentre altri pensano che sia stato ucciso da gruppi palestinesi a lui avversi. La Jihad Islamica palestinese ha condotto spesso attacchi contro obiettivi israeliani nell'anniversario della morte di Shaqaqi, malgrado l'identità degli assassini non sia mai stata ufficialmente individuata.

Durante la Seconda intifada (Intifada di al-Aqsa), cominciata nel settembre del 2000, la Jihad Islamica palestinese ha perpetrato numerosi attacchi suicidi contro gli israeliani. Vari attacchi nel 2001 e nel 2002 sono partiti dalla città cisgiordana di Jenin, in cui il responsabile della Jihad Islamica era Mahmud Tawalbe, Ali Sefuri e Tabeth Mardawi. I quartier generali della Jihad Islamica palestinese a Jenin e in Cisgiordania sono stati pesantemente attaccati e smantellati durante l'Operazione Scudo Difensivo: Tawalbe è stato ucciso da un bulldozer blindato IDF Caterpillar D9, mentre Sefuri e Mardawi sono stati incarcerati dalle forze di sicurezza israeliane.

Dopo la morte di Shaqaqi, la Jihad Islamica Palestinese è stata guidata dal 1995 dal co-fondatore Shaykh Ramaḍān ʿAbd Allāh Muḥammad Shallaḥ, alias Ramaḍān ʿAbd Allāh Muḥammad Shallaḥ, che è stato indicato come terrorista di spicco ai sensi della legge statunitense del 27 novembre 1995, e conseguentemente è diventato uno dei terroristi maggiormente ricercati dal Federal Bureau of Investigation (FBI) il 24 febbraio 2006.

Attività militanti[modifica | modifica wikitesto]

La Jihad Islamica ha rivendicato la responsabilità dell'organizzazione e dell'esecuzione di numerosi attentati condotti da suoi militanti nel corso degli ultimi anni. Il movimento è responsabile di più di 30 "riusciti" attacchi dinamitardi suicidi. Più di recente un attacco suicida in una rivenditorìa di falafel a Tel Aviv il 17 aprile 2006, che ha portato alla morte di 11 civili, e al ferimento di alcune decine.[4]

La Jihad Islamica ha anche lanciato razzi simili ai razzi Qassam usati da Hamas, chiamati razzi al-Quds.

Membri di spicco[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il femminile usato in questo caso (laddove il sostantivo arabo Jihad è di genere maschile) è preferibile per evitare confusioni tra il concetto (generico) di jihad propugnato dall'Islam - quindi "il jihad islamico" - e una delle varie organizzazioni (guerrigliere o terroristiche a seconda dei giudizi personali) che agisce in una data nazione islamica.
  2. ^ [1]
  3. ^ http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2005/l_340/l_34020051223en00640066.pdf
  4. ^ [2]
  5. ^ …J…b…g“ÇÃCHAP_3.qxd
  6. ^ [3], dall'Australia
  7. ^ Australian National Security - Listing of terrorist organisations
  8. ^ Brother slams Palestinian militants for luring teenager into suicide mission
  9. ^ SFT: Samtal med en terrorist

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]