Ehud Barak

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Ehud Barak
אֵהוּד בָּרָק
Ehud Barak official.jpg

Primo Ministro di Israele
Durata mandato 6 luglio 1999 –
7 marzo 2001
Predecessore Benjamin Netanyahu
Successore Ariel Sharon

Dati generali
Partito politico Partito Laburista (fino al 2011)
Partito dell'Indipendenza (dal 2011)
Alma mater Università di Gerusalemme Stanford University

Ehud Barak (in ebraico אֵהוּד בָּרָק ascolta[?·info]; Mishmar HaSharon, 12 febbraio 1942) è un politico israeliano ed è stato Primo ministro di Israele dal 17 maggio 1999 al 7 marzo 2001.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato in Fisica e Matematica all'Università di Gerusalemme nel 1976, ha ottenuto un master sui sistemi economici nel 1978 alla Stanford University in California. Per gran parte della sua vita ha servito nei corpi d'élite dell'esercito israeliano portando a termine con successo varie operazioni di commando. È stato il militare più decorato della storia di Israele. Al culmine della sua carriera militare ha assunto la carica di capo di stato maggiore.

Dopo l'assassinio del premier Rabin ha guidato il ministero degli esteri nel governo di Shimon Peres. Nel 1996 il Partito Laburista viene sconfitto dal Likud di Netanyahu e Barak ha guidato l'opposizione parlamentare al governo conservatore. Nel 1999 egli è stato eletto primo ministro, carica che ha conservato sino al 2001.

Nel 1999, Barak aveva promesso di porre fine entro un anno all'occupazione israeliana del Libano meridionale, in corso da 22 anni. Il 24 maggio 2000, Israele si ritirò dal Libano meridionale. Il 7 ottobre dello stesso anno, tre soldati israeliani furono uccisi in un raid di frontiera da Hezbollah. Le salme, trattenute dai miliziani (assieme a Elhanan Tenenbaum, un imprenditore di Tel Aviv, vivo) furono riconsegnate ad Israele in cambio della liberazione di prigionieri libanesi nel 2004.

Il governo Barak riprese i negoziati di pace con l'OLP, affermando: "Ogni tentativo [da parte dello stato di Israele] di mantenere il controllo di questa regione [Gaza e West Bank] come entità politica unitaria condurrà inevitabilmente o ad uno stato non-democratico o ad uno stato non-ebraico. Infatti, se i Palestinesi voteranno, sarà uno stato binazionale; se non voteranno, sarà uno stato segregazionista".[1]. Nell'ambito di questi negoziati, Barak prese parte al summit di Camp David del 2000, tenuto con l'obiettivo di risolvere definitivamente la questione israelo-palestinese. Tuttavia, il summit non ebbe successo.

Barak si candidò nuovamente alla presidenza nel 2001, ma venne sconfitto da Ariel Sharon. Dopo la sconfitta elettorale, si ritirò a vita privata.

Nel 2005 ritornò sulla scena politica, dapprima tentando di candidarsi alla guida del Partito Laburista. Tuttavia, resosi conto di non disporre di un seguito sufficiente ad essere eletto, decise alla fine di sostenere la candidatura di Shimon Peres, sconfitto da Amir Peretz. Nonostante i rapporti non buoni con il neo-eletto presidente del partito, Barak decise di rimanere nel Partito Laburista. Il 13 giugno 2007 Barak vinse le primarie del Partito Laburista, tornando così a esserne presidente. La sua vittoria lo ha visto imporsi con uno stretto margine di vantaggio sull'ex direttore dello Shabak (noto anche come Shin Bet), Ami Ayalon.

Due giorni dopo, il 15 giugno 2007, il primo ministro Ehud Olmert lo fa succedere ad Amir Peretz alla carica di ministro della Difesa. Verso la fine del 2008 il governo di Gaza guidato da Hamas decide di rompere la tregua riprendendo su larga scala gli attacchi missilistici contro le città meridionali di Israele. Pertanto dal mese di dicembre del 2008 al gennaio del 2009 Ehud Barak, in qualità di ministro della Difesa, guida l'operazione contro Gaza passata alla storia come Operazione Piombo Fuso.

Nonostante il largo consenso che l'operazione suscita nell'opinione pubblica le elezioni del 2009 registrano un pessimo risultato per i laburisti che vengono sorpassati sia dal Likud che dal partito nazionalista guidato da Lieberman. Per la prima volta nella loro storia i laburisti si dovettero accontentare del quarto posto. Nella nuova Knesset i centristi di Kadima sono ancora il gruppo parlamentare di maggioranza relativa ma non riescono a dar vita ad una coalizione di governo e sono costretti a passare all'opposizione.

L'incarico di formare il nuovo governo viene quindi conferito a Netanyahu, leader della seconda forza politica israeliana, il quale chiede ai laburisti di Barak di abbandonare l'alleanza con Kadima e di entrare a far parte del nuovo governo di centro destra guidato dal Likud. Tra mille polemiche Barak accetta la proposta di Netanyahu e conserva la carica di Ministro della difesa.

La decisione di Barak non viene condivisa da parte del suo partito che nel mese di gennaio del 2011 delibera a maggioranza di passare all'opposizione e di ricostruire l'alleanza con i centristi di Kadima. Per non essere costretto ad abbandonare la coalizione di governo e a dimettersi da ministro della Difesa, il 17 gennaio 2011 Ehud Barak fonda il Partito dell'Indipendenza, una nuova formazione politica nelle cui fila confluiscono cinque parlamentari fuoriusciti dal gruppo parlamentare laburista, che aderisce alla maggioranza parlamentare di centro destra. Il 27-11-12 il ministro della difesa ha deciso di ritirarsi dalla politica, per via dell'insuccesso nell'operazione colonna di fumo

Frasi celebri[modifica | modifica wikitesto]

« La sinistra si sta comportando come un bambino, continuando a dire "Vogliamo la pace"... Un bambino dice "Voglio le caramelle e le voglio adesso", un adulto prende tutti i fattori in considerazione e cerca di capire con cosa ha a che fare. »
(Ehud Barak. Riportato da Israel National News, 26 ottobre 2009)
« I palestinesi sono come coccodrilli, più carne gli dai e più ne vogliono »
(Ehud Barak, primo ministro all'epoca, 28 agosto 2000. Riportato dal Jerusalem Post 30 agosto 2000)
« Se pensassimo che anziché 200 morti palestinesi, 2 mila morti ponessero fine alla guerriglia in un colpo solo, useremmo molta più forza... »
(Ehud Barak, primo ministro, citato dalla Associated Press, 16 novembre 2000)
« Se fossi stato un palestinese della giusta età, mi sarei arruolato in una delle organizzazioni terroristiche, ad un certo punto. »
(risposta Gideon Levy, giornalista di Ha'aretz, marzo 1998)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania
— 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Don't Give Up on Middle East Peace, New York Times, 12 aprile 2012. URL consultato l'8 giugno 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Primi ministri di Israele Successore Flag of Israel.svg
Benjamin Netanyahu 17 maggio 1999 - 7 marzo 2001 Ariel Sharon

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