Moti in Palestina del 1929

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Moti in Palestina del 1929 si riferisce ad una serie di manifestazioni e scontri avvenuti nell'agosto 1929 in Palestina tra il popolo musulmano ed ebreo per l'accesso al Muro Occidentale di Gerusalemme.

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale (28 luglio 1914), gli arabi offrirono il loro aiuto agli Alleati nella guerra contro la Turchia (14 luglio 1915)[1], in cambio dell'appoggio inglese per la loro indipendenza dall'Impero ottomano. Tale accordo fu sancito tramite un carteggio di 10 lettere, noto come carteggio Hussein-McMahon.

Il 2 novembre 1917[2] il ministro degli esteri britannico Arthur Balfour rilasciò la dichiarazione che porta il suo nome (Dichiarazione Balfour).

Il testo può essere brevemente riassunto in tre parti:

  1. Parte che concerne gli ebrei "Il governo di Sua Maestà vede con favore lo stabilirsi in Palestina di una sede nazionale per il popolo ebraico e farà del suo meglio per agevolare la realizzazione di questo obbiettivo"[3].
  2. Parte che si riferisce ai diritti degli abitanti di religione mussulmana e cattolica in Palestina.
  3. Parte che tratta i diritti degli ebrei al di fuori della Palestina, che non devono essere pregiudicati dalla creazione di uno stato ebraico.

Nel 1917 i bolscevichi (bolscevismo) salirono al potere nel governo russo e contemporaneamente al comando militare turco resero pubblici i testi dei documenti della Dichiarazione di Balfour e dell'Accordo Sykes-Picot. Entrambe le rivelazioni portarono scompiglio nel mondo arabo, che comunque continuò la guerra contro la Turchia a seguito delle seguenti assicurazioni:

  • Il Messaggio di Hogarth, gennaio 1918[4] in cui venne assicurato che: "la costituzione di una comunità ebraica in Palestina sarebbe stata consentita sempre che fosse compatibile con la libertà politica ed economica della popolazione araba"[5].
  • La Lettera Basset, 8 febbraio 1918[6]"Il governo di Sua Maestà britannica e i suoi alleati restano impegnati ad aiutare ogni movimento tendente a liberare le nazioni oppresse.." e soprattutto che... "il governo di Sua Maestà britannica rinnova la promessa fatta riguardo alla libertà e all'emancipazione dei popoli arabi"[7].
  • La Dichiarazione britannica ai Sette, 16 giugno 1918[8] conferma gli impegni britannici con gli arabi delle precedenti dichiarazioni.
  • La Dichiarazione anglo-francese, 9 novembre 1918[9] <<Francia e Gran Bretagna acconsentono a promuovere ed a assistere l'istituzione di governi ed amministrazioni locali in Siria(che comprendeva anche la Palestina) e in Mesopotamia>>[10].

La guerra contro la Turchia terminò con l'armistizio di Mudros il 30 ottobre 1918[11] e il 28 giugno 1919[12] fu firmato il Patto della Lega delle Nazioni(Società delle Nazioni) il cui articolo 18 stabiliva: << Per quelle colonie e territori che in seguito all'ultima guerra hanno cessato di essere sotto la sovranità degli Stati che li governavano in precedenza e che sono abitati da popolazioni non ancora in grado di governarsi da sole nelle difficili condizioni del mondo moderno...la tutela di tali popolazioni sia affidata a nazioni progredite...e che la tutela sia praticata da esse quali mandatarie della lega>>[13].

Articolo che rendeva nulli tutti gli accordi presi in precedenza tra il governo britannico e il popolo arabo, che si ritrovò ad essere governato dalla Gran Bretagna (Mandato britannico della Palestina).

La politica (sionista) inglese si mostrò subito: infatti il 26 agosto 1920[14] fu promulgata la prima ordinanza sull'immigrazione, che fissava la quota di 16.500 immigrati ebrei per il primo anno; gettando così le basi per la formazione dello Stato palestinese. L'opposizione araba a tali provvedimenti scaturì in molteplici manifestazioni di violenza, nel 1920, maggio 1921, agosto 1929 e 1936-1939.

Moti del 1929[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto del 1929 come già avvenuto negli anni 1920, 1921 gli arabi palestinesi ripresero gli scontri con la popolazione ebrea della regione, prendendo di mira in particolare le comunità ebraiche che vivevano in Palestina da centinaia di anni e non quelle appena insediatisi grazie all'appoggio inglese.

La questione che portò ai massacri del 1929 fu la contesa per l'accesso al Muro Occidentale di Gerusalemme. Tale muro era sacro agli arabi in quanto secondo una credenza mussulmana Maometto vi legò il suo cavallo quando venne condotto a Gerusalemme[15] e sacro agli ebrei perché una parte di esso costituiva il Muro del Pianto, resto di un antico tempio ebraico.

La contesa si trasformò in una vera e propria lite quando nel 1928[16] i musulmani disturbarono ripetutamente le preghiere ebree e questi in risposta chiesero al governo inglese la ricostruzione del loro tempio vicino alla moschea.Il 14 agosto 1929[17]circa 6.000 ebrei sfilarono per Tel Aviv e la sera ben 3.000 si riunirono in preghiera presso il Muro del Pianto.

Il 16 agosto 1929 una folla di dimostranti arabi marciò fino al muro del Pianto e bruciò i libri di preghiera ebrei. Il fatto venne ignorato dall'alto commissario britannico, ma non dalla comunità ebraica che il 17 agosto 1929 diede vita ad una sommossa nel quartiere di Bukharian (Gerusalemme) che provocò la morte di un ebreo[18]. I cui funerali celebrati il 20 agosto si trasformarono in una manifestazione contro il popolo arabo.

Funerali di un ebreo morto negli scontri del 1929


Per tutta risposta il 23-24 agosto 1929[19] i musulmani si riversarono armati nelle strade di Gerusalemme e uccisero 17 ebrei[20]. L'accanimento maggiore si manifestò nei confronti della comunità ebraica di Hebron(Massacro di Hebron del 1929) dove furono massacrati in poche ore circa 64-67[21] persone.

Durante questi scontri vennero uccisi almeno 116 arabi e 133 ebrei[22], mentre rimasero feriti 339 ebrei e 232 arabi[23].

Come conseguenza dei moti del 1929 fu istituita la Commissione Shaw (1929-1930)[24] presieduta da Sir Walter Shaw la quale condannò gli attacchi arabi alla popolazione ebrea e individuò come causa scatenante il timore da parte degli arabi di essere dominati economicamente da un popolo che possedeva ingenti fondi esteri. E raccomandò:

  • Una dichiarazione delle intenzioni britanniche in Palestina.
  • Un riesame della politica di immigrazione.
  • Un'indagine scientifica sul territorio palestinese.
  • Un'inchiesta, detta Commissione Hope-Simpson, che si interessasse al tema dell'immigrazione.

Le conclusioni delle due commissioni Shaw e Hope-Simpson vennero utilizzate per promulgare una dichiarazione sotto forma di Libro Bianco nota come “Memorandum Passfield” la quale affermava che il governo del mandato si impegnava a salvaguardare i diritti delle due popolazioni in egual modo[25].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag. 15"
  2. ^ "SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 20"
  3. ^ "SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag. 21"
  4. ^ 'SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 22'
  5. ^ ANTONIUS, The Arab Awakening pag 268
  6. ^ 'SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 23'
  7. ^ "JEFFRIES, Palestine:The Reality pag 216-217"
  8. ^ "SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 23"
  9. ^ "SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 23"
  10. ^ "JEFFRIES, Palestine:The Reality pag 237-238"
  11. ^ 'SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 61'
  12. ^ 'SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 61'
  13. ^ "SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 61"
  14. ^ "SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 64"
  15. ^ [1], The Palestine Riots and Massacres of 1929
  16. ^ [2], The Palestine Riots and Massacres of 1929
  17. ^ [3], The Palestine Riots and Massacres of 1929
  18. ^ [4], The Palestine Riots and Massacres of 1929
  19. ^ [5], The Palestine Riots and Massacres of 1929
  20. ^ [6], The Palestine Riots and Massacres of 1929
  21. ^ Massacro di Hebron del 1929,Massacro di Hebron del 1929
  22. ^ San Francisco Chronicle, Aug. 9, 2005, "A Time of Change; Israelis, Palestinians and the Disengagement"
  23. ^ [7], The Palestine Riots and Massacres of 1929
  24. ^ Shaw Commission of 1929-1930, Shaw Commission of 1929-1930
  25. ^ 'SAMI HADAWI, Raccolto Amaro: Palestina 1914-68 pag 70'

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]