Moschea al-Aqsa

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Coordinate: 31°46′35″N 35°14′08″E / 31.776389°N 35.235556°E31.776389; 35.235556

La moschea al-Aqsā

La moschea al-Aqsā (in arabo: المسجد الاقصى, al-Masjid al-aqsā), al-Masjid al-Aqsā[?·info], fa parte del complesso di edifici religiosi di Gerusalemme noto sia come Monte Majid o al-Ḥaram al-Sharīf (il nobile santuario) da parte dei musulmani e Har ha-Bayit (Monte del Tempio) dagli Ebrei. È situata nella parte orientale di Gerusalemme, un territorio disputato, governato da Israele da quando è stato occupato nel 1967 ma rivendicato dai palestinesi come parte di un "futuro Stato di Palestina". È la più grande moschea di Gerusalemme e può ospitare circa 5.000 fedeli all'interno e attorno ad essa. L'8 ottobre 1990 fu teatro di un massacro di civili Palestinesi da parte dell'esercito israeliano con armi da fuoco e gas nervino. Ci furono 23 morti e 850 feriti. L'episodio passò alla storia come il massaco della Moschea Al-Aqsa.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione "al-Masjid al-Aqsā", traducibile come "la moschea ultima", deriva dalla narrazione coranica relativa all'Isrāʾ e Miʿrāj che riferisce di un miracoloso viaggio effettuato dal profeta Maometto nel 621 circa. Secondo un versetto (ayat) Maometto effettuò un viaggio in una sola notte su una cavalcatura misteriosa, Burāq, che lo condusse dalla "sacra moschea" (che si pensò fosse la Kaʿba di Mecca) alla "moschea estrema" (al-Masjid al-Aqsā) e, da una roccia quivi esistente, Maometto sarebbe montato ancora una volta su Burāq per ascendere attraverso i 7 cieli, accompagnato dall'arcangelo Gabriele, assistendo a scenari fantastici relativi ai condannati alle pene infernali e ai beati del Paradiso, accostandosi infine ad Allāh alla distanza di "due archi appena" (qawsānī) prima di tornare nella sua casa terrena (quella della cugina Umm Hani di cui era ospite) per comunicare lo straordinario avvenimento ai fedeli. Il luogo della "moschea estrema" non è esplicitamente definito ma fu presto associato alla città di Gerusalemme in cui, secondo la fede islamica, esisteva la roccia (su cui fu poi eretta la moschea della Roccia) sopra la quale il profeta Abramo (Ibrāhīm), obbediente all'ordine divino, sarebbe stato in procinto d'immolare, senza porsi domande, il figlio Ismaele o Isacco (le tradizioni islamiche in proposito contemplano entrambe le opzioni) prima di venire fermato dall'ordine di Dio.

La moschea al-Aqsa agli inizi del Novecento

Circa 50 anni dopo la morte di Maometto, tra il 687 e il 691, una volta distrutta la chiesa presente (di Santa Maria nuova), il califfo ʿAbd al-Malik ibn Marwān costruì un santuario sopra tale roccia sacra e il nome che dette alla sua copertura, Qubbat al-Sakhra, significa "la Cupola della Roccia". Alcuni anni dopo di ciò, nel 709-715, il califfo omayyade al-Walīd I, figlio di ʿAbd al-Malik, costruì una nuova moschea vicino alla Cupola della Roccia, sul sito di una precedente struttura lignea provvisoria edificata per volere del califfo ʿOmar ibn al-Khattāb (c. 581-644), il califfo "ortodosso" che aveva conquistato Gerusalemme nel 637, cinque anni dopo il decesso di Maometto. Al-Walīd chiamò questa nuova moschea al-Aqsā, "moschea ultima".

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della moschea cominciò verso il 674, circa 48 anni dopo la data tradizionalmente fornita della morte di Muhammad. Poco rimane dell'originale struttura che, per la posizione della moschea sopra l'aggiunta artificiale edificata da Erode alla Montagna del Tempio, fu in costante pericolo di collasso. Nel 747 essa fu malamente danneggiata da un terremoto e poi ricostruita su assai maggiore scala. Nel 1099 essa fu presa dall'attacco crociato a Gerusalemme e quindi convertita in un'ala del palazzo reale dei re crociati.

Danni dovuti a terremoti nel 1927 e nel 1936 hanno comportato la necessità di una pressoché integrale riedificazione della moschea, nel corso della quale antiche sezioni dell'originale moschea sono venute alla luce.

L'analisi delle travi lignee e dei pannelli rimossi dalla costruzione durante i restauri degli anni '30 mostrano che essi furono fatti in legno di cedro del Libano e di Cipro. Indagini al radiocarbonio indicano un ampio raggio di anni. Alcuni lacerti risalgono infatti al IX secolo e dimostrano come una parte del legname fosse stato precedentemente impiegato in costruzioni più antiche.

Associazione con i cavalieri templari[modifica | modifica wikitesto]

Verso il 1119, il re Baldovino II di Gerusalemme, che aveva convertito la vasta moschea nel proprio palazzo, assegnò un'ala al piccolo e ancora poco conosciuto Ordine dei cavalieri templari. I crociati chiamarono il Monte del Tempio "Templum Solomonis", dal momento che essi credevano che esso fosse sorto sopra le rovine del tempio di Salomone, e fu da questa collocazione che l'Ordine derivò la sua denominazione di "templari", parlando dei suoi appartenenti come dei "cavalieri del Tempio" o semplicemente del "Tempio". I templari usarono la moschea come loro quartier generale per molti anni e disegnarono gli altri edifici templari in Europa a forma rotonda, a causa dell'architettura del Monte del Tempio. I sigilli templari furono del pari spesso adornati col profilo di una cupola.

Quando Saladino riconquistò Gerusalemme nel 1187, riconvertì la struttura di al-Aqsa nuovamente in moschea.

Significato moderno[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero dei beni waqf giordano ha mantenuto il controllo della moschea fino al 1967. Con la guerra dei sei giorni Israele ha inglobato de facto la parte araba di Gerusalemme, ivi compresa la Spianata del Tempio. Il controllo della moschea è quindi stato attribuito dai vincitori alla Fondazione islamica dei Waqf (Islamic waqf trust), cui è stata garantita la piena indipendenza nei confronti del governo israeliano, cui però è stato concesso, per motivi di sicurezza, il diritto di accesso al luogo santo. È questo il motivo per cui, in certe occasioni, la frequentazione è stata interdetta ai più giovani e consentita solo ai musulmani più anziani.

La moschea al-Aqsa

Visto che una parte dei muri che circondano la moschea fa parte del Muro occidentale venerato dagli ebrei, questa struttura relativamente piccola a Gerusalemme può diventare fonte di attrito. Un gruppo di ebrei, noto come i "Fedeli del Monte del Tempio" ha espresso il desiderio di riedificare l'antico tempio ebraico di Gerusalemme in quest'area, giungendo fino ad attaccare la moschea nel 1990, difesa però dai palestinesi musulmani. D'altra parte, sono numerosi gli episodi di lanci di pietre da parte dei frequentatori della moschea verso i fedeli ebrei che pregano accostati al Muro, posto più in basso. Va anche ricordato l'attentato condotto da un cristiano protestante australiano che incendiò una parte della moschea il 21 agosto 1969.

La "seconda intifada" scoppiò allorché Ariel Sharon effettuò la sua controversa visita (o passeggiata) nell'area sacra nel settembre del 2000, al fine di riaffermare la volontà di Israele di non cedere mai Gerusalemme. Dal nome della moschea ha preso il nome l'organizzazione guerrigliera (ma per alcuni terroristica) delle Brigate dei Martiri di al-Aqsā.

Vari archeologi israeliani hanno accusato il Waqf (fondazioni pie) di avere gettato sin dagli anni '90[1] nell'immondizia i reperti ebraici scoperti durante lavori che erano stati effettuati nell'area delle moschee sulla Spianata del Tempio.[2][3][4][5][6] A partire da 2005 esiste un progetto archeologico israeliano, detto la "Temple Mount Antiquities Salvage Operation", che si occupa di passare al setaccio le camionate di terriccio rimosse dalla Spianata del Tempio con le ruspe durante i lavori per la realizzazione di una terza moschea alla fine degli anni '90. Tra gli antichi reperti rinvenuti vi sono pesi in pietra per bilance e un sigillo ebraico risalente al Primo Tempio.[7][8] Nel 2010 alcuni musulmani[9][10] hanno accusato Israele di aver indebolito i muri della moschea di al-Aqsa nel corso degli scavi archeologici che cominciarono nel 1967 e che continuano ancor oggi; facendo seguito a tali accuse di procurata instabilità, restauri sono stati avviati dalla Fondazione islamica dei Waqf.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The destruction of the Temple Mount Antiquities del "Committee for the Prevention of the Destruction of Antiquities on the Temple Mount"
  2. ^ (EN) Court temporarily halts removal of soil from temple mount da Haaretz, 7 settembre 2004
  3. ^ (EN) Waqf temple mount excavation raises archaeologists' protests da Haaretz, 11 luglio 2007
  4. ^ (EN) Waqf temple mount excavation damaged archaeological relics da Haaretz 17 maggio 2011
  5. ^ (EN) Trash Worth Digging Through: The Dump on the Temple Mount con alcune foto
  6. ^ (EN) Temple Mount Destruction dal sito della Biblical Archaeology Review.
  7. ^ (EN) Etgar Lefkovits, Temple Mount relics saved from garbage, The Jerusalem Post, 14 aprile, 2005
  8. ^ (EN) Nadav Shragai, Temple Mount dirt uncovers First Temple artifacts Haaretz 19 ottobre 2006.
  9. ^ da Palestine Information Center del 4-2-2007.
  10. ^ da "International Middle East Media Center" del 18-1-2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • N. Liphschitz, G. Biger, G. Bonani e W. Wolfli, "Comparative Dating Methods: Botanical Identification and C14 Dating of Carved Panels and Beams from the Al-Aqsa Mosque in Jerusalem", Journal of Archaelogical Science, (1997) 24, pp. 1045–1050.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]