al-Walid ibn Abd al-Malik

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al-Walīd ibn ʿAbd al-Malik, in arabo: الوليد بن عبدالملك, anche noto come al-Walīd I (668715), fu il terzo califfo della dinastia omayyade del ramo marwanide e governò il califfato dal 705 al 715. Sotto il suo regno, gli Omayyadi continuarono la loro politica di espansione militare acquisendo nuovi territori sia in Occidente che in Oriente.

Walid proseguì nell'opera di consolidamento del califfato, riunificato dal padre Malik, completando l'arabizzazione dell'amministrazione ( dīwān ) e monumentalizzando i suoi centri principali con la costruzione a Damasco della grande moschea degli Omayyadi e di un edificio consimile ad Aleppo. Fece inoltre costruire il palazzo di Haraneh, uno dei tre Castelli del deserto della Giordania.

Seguendo l'esempio del padre confermò al-Hajjaj ibn Yusuf - che già godeva di un'ottima reputazione - nella carica di governatore ( wali ) della Persia. Hajjaj - che aveva dimostrato le sue capacità di governo in Iraq sedando una rivolta kharagita - pianificò le campagne militari che avrebbero condotto, entro il 712, all'annessione della Transoxiana e del Sindh.

Musa ibn Nusayr e il suo delegato Tariq ibn Ziyad furono, invece, i generali che conquistarono e governarono, per conto del califfato di Damasco, i territori spagnoli di al-Andalus.

Predecessore: Califfo Successore:
ʿAbd al-Malik b. Marwān
(685-705)
705–715
Sulaymān b. ʿAbd al-Malik
(715-717)

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