Arcangelo

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sette arcangeli, arcangelo Michele, arcangelo Raffaele e arcangelo Gabriele.

Arcangelo è un tipo di angelo, presente nel Cristianesimo, nell'Ebraismo e nell'Islam.

L'etimo deriva dal latino "archangelus" (in greco antico ἀρχάγγελος, traslitterato in archànghelos), composto dalle parole greche ἄρχειν, "àrchein", comandare e ἄγγελος, "ànghelos", angelo (la traduzione letterale è "messaggero"). Nella tradizione giudeo-cristiana vi sono sette arcangeli, ma non c'è accordo sui loro nomi.

Nel Giudaismo[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Arcangelo Michele schiaccia il demonio in un dipinto di Luca Giordano (1663 ca)

Non ci sono espliciti riferimenti agli arcangeli nei testi canonici della Bibbia Ebraica (Vecchio Testamento). Solitamente si trovano menzioni più generali ad angeli, a partire dal Pentateuco in cui compaiono nelle storie di Abramo (che incontra tre angeli presso il luogo detto "le Querce di Mamre", che gli annunciano la nascita del figlio tanto atteso, Isacco), Giacobbe (che, secondo la tradizione, lottò con Dio; in quella stessa notte Dio gli dà un nuovo nome, Israele, che in aramaico significa "forte con Dio", se ne trova riscontro nella stessa Bibbia) e Lot (che fu avvertito da un angelo riguardo agli impedimenti per la costruzione delle città di Sodoma e Gomorra), per poi intensificare la loro presenza nei libri più tardi come quello di Daniele e di Tobia: "Dal libro di Tobia 12,1.5-15,20: "…allora l'angelo disse loro in segreto: ”Benedite il Dio del cielo e lodatelo davanti a tutti i viventi, perché egli ha usato con voi la Sua misericordia. È bene tenere nascosto il segreto del re; ma è degno di lode rivelare e proclamare le opere di Dio. Buona cosa è la preghiera unita al digiuno, e assai meglio è fare l’elemosina che accumulare tesori; l'elemosina infatti libera dalla morte, purifica dai peccati e fa trovare la misericordia e la vita eterna. Quelli che commettono il peccato e l'iniquità sono nemici della loro stessa vita. […] E proprio poiché tu eri gradito a Dio, fu necessario che la tentazione ti mettesse alla prova.[…] Io sono l'angelo Raffaele, uno dei sette che stanno davanti al Signore. È ormai tempo che io torni a Colui che mi ha mandato; voi dunque benedite Dio e fate conoscere a tutti le Sue meraviglie”.

I primi riferimenti agli arcangeli si hanno nella letteratura del periodo inter-testamentale[1].

Secondo il Rabbino Simeone ben Lakish di Tiberias (230-270), tutti i nomi specifici degli angeli furono ripresi dai giudei dalla Babilonia[2].

Per la tradizione rabbinica, il Qabbaláh, e secondo il libro di Enoch[3], il numero usuale degli arcangeli è almeno sette, che sono gli angeli focali. I tre più alti arcangeli sono comunemente identificati come: Michael, Raphael e Gabriel. C'è invece confusione nelle fonti, riguardo agli altri arcangeli: Uriel, Sariel, Samael, Raguel, Remiel, Zadkiel, Jophiel, Haniel e Chamuel.

Nel Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il Nuovo Testamento parla molto raramente di angeli, e fa solo due riferimenti a un arcangelo: chiamato Michele in Giuda 1:9 e innominato I Tessalonicesi 4:16, dove la «voce dell'arcangelo» è sentita al ritorno di Cristo. Alla luce di Mt 24,31 dovrebbe trattarsi sempre di Michele, costantemente considerato capo degli angeli nel resto delle Sacre Scritture (cfr. Dn 10 e Ap 12,7). Contrariamente alla credenza popolare, Gabriele non è mai chiamato arcangelo nei Vangeli.

Icona cristiano-ortodossa dei sette arcangeli. Da sinistra a destra: Jehudiel, Gabriel, Sealtiel, Michael, Uriel, Raphael, Barachiel. Sotto la mandorla di Cristo sono rappresentati Cherubini e Serafini.

I teologi cristiani, sia cattolici che protestanti, sono concordi nell'identificare, nell'Antico Testamento, l'Angelo del Signore (al singolare) come una prefigurazione del Cristo; quindi una teofania[4].

A partire dall'VIII secolo la Chiesa cattolica consente la venerazione e invocazione dei soli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele[5]; in passato era molto diffusa l'invocazione di Uriel ("Fuoco di Dio") come quarto arcangelo, ma fu esplicitamente proibita nel Concilio di Aquisgrana. Gli Ortodossi menzionano "sette arcangeli": Uriel è incluso e gli altri tre più spesso citati sono Sealtiel ("Intercessore davanti a Dio"), Jehudiel ("Ricompensatore") e Barachiel ("Lode di Dio").

I nomi dei sette arcangeli ricomparvero in Occidente nel 1516, quando il sacerdote Antonio Lo Duca riscoprì le loro immagini nella volta della Cappella Palatina di Palermo, con i loro nomi, i loro motti e i loro attributi. Ciò determinò un ampio, ma temporaneo, interesse devozionale, che determinò nel 1523 la fondazione a Roma della confraternita dei Sette Arcangeli, a cui aderì anche l'imperatore Carlo V d'Asburgo. Il culto, destinato ad essere soppiantato dal culto per l'Angelo Custode, si diffuse anche in altre città. Ad esempio nella Cappella Metropolita del Duomo di Siracusa in quella che ora è l'attuale Cappella del Crocefisso, ma sino al XVII secolo era l'abside meridionale, i fedeli avevano l'usanza di offrire ai sette Arcangeli sette monete e collocare sette ceri mentre facevano le loro richieste; curiosamente San Geudiele era invocato affinché non mancasse mai il benessere.

La preghiera ai "Sette Arcangeli" (traduzione della scritta sulla lapide presso l' altare della Cattedrale di Città del Messico):

I tre Arcangeli, di Marco d'Oggiono

"Oh Signore che creasti gli Angeli e Arcangeli affinché ti servissero e adorassero, e hai dato loro la missione di proteggerci e aiutarci a compiere la Tua volontà, fai che non ci manchi mai la loro protezione, consolazione e il loro aiuto. Allontana con la loro presenza le insidie del nemico e la presenza del maligno. Santi Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, Uriel, Sealtiel, Jehudiel e Barachiel pregate per me. Amen".

Culto nelle chiese protestanti[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni Protestanti vedono Michele come l'unico arcangelo, il solo esplicitamente descritto come tale nel canone Protestante della Bibbia[6]. Altri invece ritengono che oltre a Michele, ci sia anche Gabriele che annunciò a Maria che avrebbe partorito un figlio, il figlio di Dio.

Poiché la Bibbia protestante non menziona Raphael, i Protestanti non lo considerano un Arcangelo. Raffaele, infatti, è menzionato nel solo libro di Tobia, uno dei libri deuterocanonici. Nel racconto, Raffaele arriva ad aiutare Tobi, curando la sua cecità, e suo figlio Tobia, guidandolo e salvandolo da un demone che voleva ucciderlo. Raffaele gioca altresì un ruolo molto importante nel libro di Enoch.

Le Chiese Avventiste identificano Gesù con l'Arcangelo Michele. Da questo punto di vista, Michele è il primo e più grande di tutte le creature di Dio. Questo, semplicisticamente, è motivato dalla Bibbia che menziona solo un arcangelo per nome, Michele appunto, e dalla Prima lettera ai Tessalonicesi (4:16), in cui san Paolo dice riguardo Gesù: «Perché il Signore scenderà dal Cielo con un comando, e con la voce di un arcangelo».

In quest'ottica, arcangelo significherebbe capo degli angeli piuttosto che capo angelo, e come questo titolo sarebbe vicino al «Principe» che usa Daniele[7].

Nei Testimoni di Geova[modifica | modifica wikitesto]

Gesù nella sua esistenza pre-umana era conosciuto anche come la "Parola di Dio", che i Testimoni di Geova interpretano come "il portavoce del padre" (Giov. 1:1), e che sia anche in effetti conosciuto come Michele, per il suo unico ruolo di arcangelo o "angelo capo" e di comandante contro Satana[8] Gesù è anche identificato dai Testimoni di Geova sulla base di alcuni passi biblici (vedi per es. Daniele 12,1-7) con l'arcangelo Michele capo dell'esercito angelico che combatte contro il Demonio e il suo esercito nell'Apocalisse. Il nome Michele infatti deriva dall'espressione "Mi-ka-El" che significa "chi è come Dio?".

Nell'Islamismo[modifica | modifica wikitesto]

Israfil (Iraq, 1280)

Nell'Islam gli arcangeli includono Michael o Mikail (arcangelo della sostanza), Gabriel o Jubril (arcangelo della rivelazione, che porta il Corano a Maometto), e Azrael o Ezrail (angelo della morte) - un nome comune; comunque sia, mai menzionato nelle scritture. I nomi che sono menzionati includono l'angelo della morte o Malak-al Maut, Israfil o Israfil (arcangelo che è riferito al giorno del Giudizio), Malik (il custode degli Inferi), Munkar e Nakir (angeli dell'interrogazione, che interrogheranno le anime dei morti riguardo alla loro vita prima della morte) e Radwan (il custode del Cielo). Raqib o 'Atid è l'angelo che tiene i ricordi della vita di ogni persona, che sia buona o cattiva. Israfil e Ezrail non sono mai menzionati nel Corano, come del resto Nakir e Munkar, mai menzionati come arcangeli sia nel Corano che in altre scritture islamiche; è però enfatizzato nei testi islamici come gli angeli siano senza sesso.

Altre tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Gli esoteristi a volte associano gli arcangeli alla tradizione Kabbalistica e alle varie stagioni ed elementi, o anche ai colori. In alcune cerimonie magiche i quattro arcangeli maggiori (Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele) sono invocati per le quattro direzioni, e corrispondono a colori associati a proprietà magiche.

Negli insegnamenti di Rudolf Steiner, ci sono quattro spiriti che appartengono al livello gerarchico degli arcangeli. In generale, i loro compiti sono di ispirare e proteggere grandi gruppi di persone, come nazioni, popolazioni o gruppi etnici. Ciò li distingue dagli angeli, che invece si occupano dei singoli individui (angeli custodi) o dei piccoli gruppi. I sette arcangeli maggiori sono chiamati da san Gregorio: Anael, Gabriel, Arcangelo Michael, Oriphiel, Raphael, Samael, Zachariel ed hanno speciali associazioni in riferimento allo spirito del tempo (Zeitgeist), ogni periodo corrisponde a 354 anni. I quattro principali arcangeli sono anche associati alle quattro stagioni: Raphael (primavera), Uriel (estate), Michael (autunno) e Gabriel (inverno).

Non sempre gli arcangeli sono stati considerati "buoni" nelle varie tradizioni religiose o esoteriche, e qualcuno arriva a indicarne alcuni come collaboratori di Ahriman/Satanael. Il loro scopo sarebbe quello di alienare l'umanità dal mondo spirituale, promuovere il materialismo, e incoraggiare l'uso esclusivo della mente, negando il ruolo delle emozioni e dei sentimenti umani. Va aggiunto naturalmente che la comprensione tradizionale e religiosa, ma spesso anche quella esoterica, dei livelli di coscienza angelici o "arcangelici" raramente riesce a sfuggire al presupposto limitante che tali entità siano catalogabili secondo le comuni categorie dualistiche del tipo bene/male. A tal proposito è utile il confronto col diverso modo di interpretare tali "entità superiori" che è via via emerso nel vasto panorama della cosiddetta "New Age".

Nell'arte, gli Arcangeli sono spesso rappresentati con grandi ali contenenti molti occhi. Alcuni dei più rappresentati sono Gabriele, Michele, Raffaele, Metatron e Uriel.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esdras 4:36
  2. ^ Talmud Yerushalmi Rosh Hashanah 56d
  3. ^ capitolo 20
  4. ^ Gn16:10, 22:11;Es3:2; 20:16, 22:22
  5. ^ Concilio di Roma (745), cfr. Mansi XII, 382
  6. ^ Giuda 1:9
  7. ^ Daniele 10:13; 10:21 e 12:01
  8. ^ Cosa insegna realmente la Bibbia, Congregazione Cristiana Testimoni di Geova, Roma, 2006, p. 218.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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