Palazzo dei Normanni

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Coordinate: 38°06′39″N 13°21′13″E / 38.110833°N 13.353611°E38.110833; 13.353611

Palazzo dei Normanni
Palermo palazzo normanni.jpg
Parte normanna (lato posteriore)
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Palermo
Indirizzo Piazza del Parlamento, 1
Informazioni
Condizioni In uso
 

Il Palazzo dei Normanni di Palermo, chiamato anche Palazzo Reale, è la sede dell'Assemblea regionale siciliana. È uno dei monumenti più visitati nell'isola[1]. Il palazzo è la più antica residenza reale d'Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia e sede imperiale con Federico II e Corrado IV. Al primo piano sorge la Cappella Palatina. I servizi aggiuntivi turistici sono curati dalla Fondazione Federico II.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo sorge sopra i primi insediamenti punici, le cui tracce sono tuttora visibili nei sotterranei.

La prima costruzione, è attribuita al periodo della dominazione islamica della Sicilia. I sovrani Normanni ampliarono e trasformarono l'edificio arabo in un centro complesso e polifunzionale che esprimeva tutta la potenza della monarchia, così realizzarono una struttura di edifici. Il complesso era collegato direttamente alla cattedrale tramite una via coperta. Nel 1132 sotto il regno di Ruggero II venne costruita la "Cappella Palatina".

In seguito, gli Svevi mantennero nel palazzo le attività di governo, amministrative e di cancelleria, mentre quelle letterarie a Palazzo della Favara, che ospitava la scuola poetica siciliana. Con gli aragonesi fu sede di Francesco II Ventimiglia, nominato signore perpetuo della capitale siciliana, il 16 febbraio 1361 da re Federico IV d'Aragona, con i titoli di capitano e giustiziere, castellano del palazzo e del Castello a Mare di Palermo.

Ingresso principale (parte rinascimentale)

Il palazzo tornò a occupare un ruolo importante nella seconda metà del XVI secolo quando i viceré spagnoli lo elessero a propria residenza, abbandonando il Palazzo Chiaromonte (Steri)[senza fonte] e fecero importanti ristrutturazioni e fortificazioni.

I Borbone, a partire dal Carlo III, realizzarono sale di rappresentanza e fecero ristrutturare, con Ferdinando III, la Sala d'Ercole, così denominata per gli affreschi di Giuseppe Velasco dedicati alle imprese dell'eroe. Vi risiedettero stabilmente in alcuni periodi (1806-1815). Negli anni '30 del '900 furono portati avanti dei restauri da parte del sovrintendente ai monumenti Francesco Valenti, che hanno riportato in luce alcune strutture normanne[2].

Nel 1947, il Palazzo dei Normanni divenne sede dell'Assemblea Regionale Siciliana. Dal 1976 al 1981 vengo fatti lavori di trasformazioni in alcuni piani del palazzo, curati da Rosario La Duca[3]. Dopo il terremoto del 2002 che ha danneggiato alcuni interni, sono stati effettuati dei restauri sugli affreschi di sala d'Ercole.

Il Palazzo dei normanni è anche la sede dell'Osservatorio astronomico di Palermo, mentre l'ala ovest, sopra porta Nuova è sede del Comiliter (Comando militare territoriale della Sicilia).

Struttura del palazzo[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso principale si trova in Piazza Parlamento, quello carraio e quello turistico su piazza Indipendenza, di fronte Palazzo d'Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana.

Delle quattro torri normanne originarie (la Greca, la Chirimbi, la Pisana, la Joaria) oggi rimangono solo le ultime due, di forma quadrangolare.[4] Oltre alla Cappella Palatina, le parti di costruzione attribuita ai normanni sono quindi la Torre Pisana e la Torre della Gioaria. L'ala rinascimentale ospita al piano inferiore la sala degli Armigeri e al piano superiore, il cosiddetto "Piano parlamentare". In questo piano del palazzo si trovano inoltre la Sala d'Ercole, attuale aula parlamentare dell'Assemblea regionale siciliana, la Sala Gialla, la sala Rossa e la Sala dei Viceré.

La Torre Pisana di Palazzo dei Normanni

Le sale sono collegate alla cosiddetta cripta da due scale laterali. La cripta è in realtà una chiesa di ispirazione bizantina costituita da un vano a pianta quadrata sottostante al presbiterio, suddiviso da due colonne di pietra e caratterizzato da un'ampia abside centrale e da due absidi laterali di dimensioni più contenute. Nella parte posteriore del palazzo, al pianterreno, vi sono le sale del duca di Montalto, oggi sede di mostre ed esposizioni, da cui si accede agli scavi sotterranei.

Vi sono inoltre due cortili interni con colonnati: il cortile Maqueda con tre loggiati, dove si affaccia al primo piano la Cappella Palatina, e il cortile della fontana.

Torre Pisana e Stanza di re Ruggero[modifica | modifica wikitesto]

La stanza di re Ruggero, che si trova all'interno della Torre Pisana, l'ala più antica del palazzo, è caratterizzata come la Cappella Palatina, da una decorazione a mosaico risalente al XII secolo.

Le decorazioni dei mosaici però in questo caso rappresentano scene di carattere aulico e venatorio con grande dedizione nell'esecuzione degli animali tra cui, oltre i mitologici centauri appaiono - leopardi, pavoni, cervi, cigni - sullo sfondo di una vegetazione di alberi e palme. Le rappresentazioni dai canoni sontuosi ma con accenti di rigidità, delineano la chiarissima matrice greco-bizantina dell'opera. La volta della sala risale invece al periodo successivo di Federico II, come testimoniato dalla rappresentazione dell'aquila sveva. Vi si accede dalla sala dei venti.

La Palatina in una illustrazione inglese del 1918

Sempre nella torre Pisana vi sono la sala cinese e la sala pompeiana, del primo decennio dell'Ottocento, decorate con pitture di Giuseppe Patania e Giovanni Patricolo, che furono gli appartamenti privati della regina Marina Carolina di Borbone che in quegli anni soggiornò a Palermo. E soprattutto vi è la grande stanza di Federico, un tempo sala del trono o delle udienze, oggi sede dello studio del presidente dell'Assemblea.

La facciata orientale della Torre Pisana è il risultato di un importante intervento di restauro di ripristino neogotico dell'architetto Nicolò Puglia nel 1835.[senza fonte]

Sulla sommità della Torre pisana vi è l'osservatorio astronomico.

Cappella Palatina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cappella Palatina (Palermo).

All'interno del palazzo sorge la Cappella Palatina, una basilica a tre navate dedicata ai santi Pietro e Paolo. Fu fatta costruire per volere di Ruggero II e venne consacrata il 28 aprile 1140 come chiesa della famiglia reale. Danneggiata dal terremoto del settembre 2002 fu sottoposta a restauri, conclusi nel luglio 2008.

La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate nella parte superiore da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, raffiguranti il Cristo Pantocratore benedicente, gli evangelisti e scene bibliche varie. I mosaici di datazione più antica sono quelli della cupola, risalenti alla costruzione originaria del 1143. Il soffitto in legno della navata centrale e le travature delle altre navate sono decorate con intagli e dipinti di stile arabo. In ogni spicchio sono presenti stelle lignee con rappresentazioni di animali, danzatori e scene di vita della corte islamica.

La fabbriceria[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a dipinti e quadri che nel corso dei secoli hanno adornato la stanze delpalazzo, dal 1947 a oggi l'Ars ha periodicamente acquistato delle opere d'arte con cui ha arredato i propri uffici. Nel 2010, per la catalogazione, conservazione e restauro di questo patrimonio, è stata istituita una "fabbriceria" [5]. Tra le opere ottocentesche vi sono quadri di Francesco Lojacono, Antonino Leto e Ettore De Maria Bergler, tra quelle del '900 vi sono litografie di Joan Mirò e Henri Matisse e dipinti di Renato Guttuso, Croce Taravella e Bruno Caruso.[6]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati 2010 Legambiente
  2. ^ Rosario La Duca, Il palazzo dei Normanni, Flaccovio, 1998, p. 7.
  3. ^ quando curò il restauro di palazzo dei normanni - la Repubblica.it
  4. ^ http://artemedia.neomedia.it/?pag=scheda.php&id=34
  5. ^ http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/13:40/3873977
  6. ^ "S", mensile, n. 75, novembre 2014, pagina 16

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV, Palazzo dei Normanni, 1997, Palermo, Novecento editore (ultima ed. 2006)
  • Rosario La Duca, Il Palazzo dei Normanni, 1998, Palermo, Flaccovio editore
  • Salvo Fundarotto, Ombre e luci di Palazzo dei Normanni, 2000, Palermo, Assemblea regionale siciliana
  • Beat Brenk, La Cappella Palatina a Palermo, (3 voll.), 2010, Franco Cosimo Panini
  • Il Palazzo Reale di Palermo, (a cura di Maria Andoloro) 2011, Franco Cosimo Panini Editore

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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