Corrado IV di Svevia

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Corrado IV
Conrad IV of Germany.jpg
Imperatore dei Romani
Re di Sicilia
Re di Gerusalemme
In carica 1250 - 1254 (S.R.I.)
12501254 (Sicilia)
12291254 (Gerus.) col padre Federico II
Predecessore Federico II (S.R.I.)
Federico II (Sicilia)
Jolanda di Brienne (Gerusalemme)
Successore Grande Interregno poi Rodolfo I (S.R.I.)
Corrado II (Sicilia)
Corrado III (Gerusalemme)
Nome completo Corrado Hohenstaufen di Svevia
Altri titoli Duca di Svevia (1235-1254)
rex Romanorum (1237-1254)
Nascita Andria, 25 aprile 1228
Morte Lavello, 21 maggio 1254
Casa reale Hohenstaufen
Padre Federico II
Madre Jolanda di Brienne
Consorte Elisabetta di Wittelsbach
Figli Corradino di Svevia
Duchi di Svevia
Hohenstaufen

Armoiries Famille Hohenstaufen.svg

Federico I (1050 - 1105)
Federico II (1105-1147)
Federico III (1147-1152)
Federico IV (1152-1167)
Federico V (1167-1170)
Federico VI (1170-1191)
Corrado II (1191-1196)
Filippo I (1196-1208)
Federico VII (1212-1216)
Enrico II (1216-1235)
Corrado III (1235-1254)
Corrado IV (1254-1268)

Corrado IV di Hohenstaufen (Andria, 25 aprile 1228Lavello, 21 maggio 1254) era il figlio secondogenito dell'imperatore Federico II di Svevia e di Jolanda di Brienne. Dopo la deposizione di suo fratello, Enrico VII, fu designato alla successione da suo padre Federico, e assunse i titoli di Duca di Svevia (Corrado III; 1235-1254), Re di Germania (Corrado IV; 1237-1254), re di Sicilia (Corrado I; 1250-1254) e re di Gerusalemme (Corrado II; 1250-1254).

Stemma imperiale di Corrado, in quanto membro degli Hohenstaufen
Sigillo dell'imperatore Corrado IV

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Corrado fu l'unico figlio maschio nato dal matrimonio di Federico II con Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme. La madre, diciassettenne, morì dieci giorni dopo averlo partorito, ad Andria. Corrado quindi ereditò neonato il titolo di re di Gerusalemme dalla madre e il padre Federico utilizzò la circostanza per assumere questo titolo nel 1229, in occasione della sesta crociata. Corrado visse in Italia fino al 1235, anno nel quale per la prima volta si recò in Germania col padre: dopo la rivolta e la deposizione del suo fratellastro maggiore Enrico, Corrado fu designato da Federico a proprio successore, ma le scelte dell'imperatore non ebbero successo, in quanto nella dieta di Magonza inizialmente gli elettori non lo nominarono re, nonostante l'accordo raggiunto con i Guelfi e i Wittelsbach, suggellato dal fidanzamento di Corrado con una figlia del duca Ottone II di Baviera.

L'elezione a rex Romanorum[modifica | modifica sorgente]

Incoronazione di Corrado IV, da un manoscritto francese del XIV secolo

Corrado venne poi eletto re quando aveva nove anni, nel febbraio 1237, durante una dieta a Vienna. L'elezione, che tuttavia non venne riconosciuta dal papa Gregorio IX, comprendeva non solo la nomina a re, ma anche la successione sul trono imperiale, secondo la formula "in Romanorum regem et in futurum imperatorem nostrum post obitum patris habendum". Nel giugno dello stesso anno l'elezione di Corrado fu confermata nel corso di una curia celebrata a Spira, ma a differenza del fratello Enrico, Corrado non fu incoronato.

Mentre Federico, dopo l'elezione, si concentrò nuovamente sulla sua lotta contro il papato e i comuni italiani, il giovane Corrado rimase quasi sempre in Germania[1], con il compito di rappresentare il padre: al fianco di Corrado, almeno fino al 1241, in qualità di procuratore imperiale, fu il vescovo Sigfrido III di Magonza, coadiuvato da un consiglio di reggenza composto tra gli altri dai poeti Corrado di Winterstetten, Goffredo di Hohenlohe; dal 1242 il nuovo procuratore imperiale fu il langravio Enrico Raspe, affiancato da Venceslao re di Boemia, entrambi vicini alla politica dell'imperatore negli anni che videro l'avvicinarsi in Europa dell'invasione mongola.

Poi dal 1245 in poi, raggiunta la maggiore età, Corrado cominciò a intervenire attivamente e personalmente oltre a ricercare presso i principi sostegno alla politica paterna; questa era minacciata dalle manovre di papa Innocenzo IV e dell'arcivescovo di Colonia che avevano portato dalla loro parte numerosi principi: nel Concilio di Lione, il papa scomunicò Federico II e dichiarò decaduto Corrado; l'anno successivo Enrico Raspe fu eletto re di Germania e il 5 agosto 1246 Corrado fu sconfitto nella battaglia di Nidda dal langravio di Turingia.

Il 1º settembre 1246, a Vohburg, Corrado sposò Elisabetta di Wittelsbach, figlia del duca di Baviera Ottone II. Con questo matrimonio i Wittelsbach divennero gli alleati più potenti degli Hohenstaufen. Dopo la morte di Enrico Raspe, avvenuta nel 1247, il papa designò Guglielmo II d'Olanda come re di Germania. Corrado si scontrò militarmente col concorrente, dapprima con esiti scoraggianti. Nel 1250 gli riuscì però di sconfiggere Guglielmo ed i nobili renani suoi alleati.

Lo stesso anno moriva a dicembre il padre Federico II: nel suo testamento lo nominava erede universale e suo successore sul trono imperiale, su quello di Sicilia e su quello di Gerusalemme, concedendo a Manfredi - fratellastro di Corrado - il Principato di Taranto e con esso il baiulato del Regno di Sicilia. Papa Innocenzo IV non volle riconoscere il testamento, in particolare per la successione al Regno di Sicilia che considerava una prerogativa pontificia. E nel 1251 Guglielmo II d'Olanda ritrovava il successo militare.

L'intervento in Italia[modifica | modifica sorgente]

Regno di Sicilia
Hohenstaufen

King Manfred of Sicily Arms.svg

Corrado

Preso atto della situazione disperata in Germania, Corrado decise di venire in Italia con la vana speranza di prendere possesso del Regno di Sicilia, che il fratellastro Manfredi teneva come reggente, ma che aspirava a far proprio. Nell'ottobre 1251 si mosse verso l'Italia, attraversò il Brennero, sostò a Verona e a Goito, dove incontrò i vicari imperiali; si imbarcò a Latisana sulle navi inviate dal fratellastro e nel gennaio 1252 sbarcò a Siponto, proseguendo poi insieme a Manfredi nella pacificazione del Regno.

Nella dieta di Foggia (febbraio 1252) Corrado stabilì nuove condizioni per procurarsi la benevolenza della popolazione e di una più ampia schiera di baroni: l'abolizione della colletta generale; lo spostamento dell'università dalla ribelle Napoli a Salerno; l'annullamento di concessioni demaniali a favore dei Lancia (parenti di Manfredi) e persino la mancata ratifica del riconoscimento a Manfredi di feudi e della completa autorità nel Principato di Taranto che pure aveva ottenuto dal testamento paterno. Nel frattempo, anche per garantire la continuità nella politica di Federico II, si circondò di consiglieri che avevano già servito l'imperatore, quali Pietro Ruffo, luogotenente in Calabria e in Sicilia, Bertoldo di Hohenburg, Federico d'Antiochia, il cancelliere Gualtieri d'Ocre, il vicario Oberto Pelavicino.

Nella primavera del 1252 fallì un ultimo tentativo di riavvicinamento al papa, il quale era sempre più convinto di poter disporre dell'investitura del Regno, e così Corrado ritornò all'attacco: nel 1253 riportò sotto il suo controllo le riottose contee di Caserta e Acerra, conquistò Capua e nell'ottobre infine anche Napoli.

Le cose però precipitarono nei primi mesi del 1254: il papa inviava legati col compito di investire Edmondo, figlio del re d'Inghilterra, del Regno di Sicilia; inoltre scomunicava (9 aprile 1254) in maniera definitiva e solenne Corrado, il quale nel frattempo diveniva sospettoso e ostile nei confronti di Manfredi, restio ad accettare la diminuzione della sua autorità sui feudi assegnatigli dal padre. Corrado, contemporaneamente rafforzava il suo controllo nei confini settentrionale del Regno, procedendo alla fondazione della nuova città denominata Aquila[2]. Infine riuniva tutte le truppe - sue, del fratello Manfredi e dei baroni - in un accampamento presso Lavello per sferrare l'attacco decisivo.

Ma il 21 maggio Corrado moriva di malaria, malattia contratta già da un paio di mesi: corse voce che Manfredi avesse fatto avvelenare il fratello, ma al riguardo non ci sono prove. Il cuore e le viscere di Corrado vennero seppellite a Melfi. Il suo corpo venne portato nella cattedrale di Messina, dove si svolsero i funerali, in attesa della sepoltura definitiva a Palermo: ma il sepolcro andò distrutto nel 1259 quando un incendio devastò il duomo di Messina.

Dopo la sua morte, Alfonso X di Castiglia reclamò il Ducato di Svevia per diritto materno, in quanto figlio di Elisabetta Hohenstaufen, a sua volta figlia del duca di Svevia e re di Germania, Filippo di Svevia; la pretesa non ebbe seguito, benché Alfonso avesse ottenuto l'appoggio di papa Alessandro IV, che il 3 febbraio 1255, aveva scritto una lettera alla nobiltà sveva.

Il giovane imperatore lasciava il figlio Corradino, ancora bambino e rimasto in Germania, sotto la tutela del papa, mentre fu nominato governatore del Regno di Sicilia il marchese Bertoldo di Hohenburg; in realtà Manfredi proseguì senza contrarietà la reggenza.

L'eredità culturale[modifica | modifica sorgente]

Non sappiamo se Corrado avesse le brillanti doti che il padre Federico, lo stupor mundi, manifestò in vita. Comunque anche la corte di Corrado in Germania sembra influenzata dalla ricchezza spirituale e culturale di quella siciliana: Corrado amava la poesia e fu protettore dei poeti. Minnesänger famosi come Konrad von Winterstetten e Gottfried von Hohenlohe facevano parte del suo entourage; Rudolf von Ems scrisse per lui una Cronica universale.

Allo stesso Corrado vengono poi attribuite due poesie d'amore contenute nel famoso codice Manesse della Biblioteca di Heidelberg.

Lettere inedite[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Codice fridericiano di Innsbruck.

Nel 2005, nella biblioteca universitaria di Innsbruck, in un codice manoscritto vecchio di 700 anni, è stata casualmente scoperta una raccolta di circa 200 fra lettere e mandati scritti da Federico II, Corrado IV e altre personalità di spicco del XIII secolo, fra cui Papi, il re di Gerusalemme, il sultano d'Egitto. L'importanza della scoperta sta nel fatto che 130 documenti erano fino a quel momento inediti e gettano nuova luce sulla biografia e sulla personalità di Corrado: le lettere testimoniano infatti della sua intensa attività diplomatica nei confronti del Papa e di altre personalità influenti della politica europea del periodo così come del fatto che, sulla scia del padre Federico II, anche Corrado si occupava dei piccoli problemi della vita quotidiana dei suoi sudditi, come la costruzione di mulini, condutture dell'acqua, manutenzione di ponti ecc.[3][4].

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Corrado ed Elisabetta ebbero un solo figlio:

Nel 1259 la vedova di Corrado, Elisabetta, sposò Mainardo II di Tirolo-Gorizia.

Oltre a Corradino, Corrado aveva anche avuto, da una donna italiana, un figlio illegittimo, anch'egli di nome Corradino che, come questi, venne condannato a morte da Carlo I d'Angiò nel 1269 a Lucera, assieme alla madre, rimasta sconosciuta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si segnala solo la presenza di Corrado nell'assedio di Brescia del 1238, concluso con un insuccesso per gli imperiali
  2. ^ Secondo il cronista e poeta Buccio da Ranallo, Corrado avrebbe realizzato la nuova fondazione d'accordo con papa Innocenzo IV, ma ciò stride con la contemporanea scomunica.
  3. ^ Sito dell'università di Innsbruck dove si parla della scoperta
  4. ^ Testo della conferenza tenuta all'Università di Hildesheim dal professor Josef Riedmann, uno dei due scopritori del codice

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Corrado IV di Svevia' Padre:
Federico II di Svevia
Nonno paterno:
Enrico VI di Svevia
Bisnonno paterno:
Federico Barbarossa
Trisnonno paterno:
Federico II duca di Svevia
Trisnonna paterna:
Judith di Baviera
Bisnonna paterna:
Beatrice di Borgogna
Trisnonno paterno:
Rinaldo III di Borgogna
Trisnonna paterna:
Agatha di Lorena
Nonna paterna:
Costanza I di Sicilia
Bisnonno paterno:
Ruggero II di Sicilia
Trisnonno paterno:
Ruggero I di Sicilia
Trisnonna paterna:
Adelasia del Vasto
Bisnonna paterna:
Beatrice di Rethel
Trisnonno paterno:
Ithier, conte di Rethel
Trisnonna paterna:
Beatrice di Namur
Madre:
Jolanda di Brienne
Nonno materno:
Giovanni di Brienne
Bisnonno materno:
Erardo II di Brienne
Trisnonno materno:
Gautier II di Brienne
Trisnonna materna:
Adèle di Soisson
Bisnonna materna:
Agnes di Mountfaucon
Trisnonno materno:
Amdadeus II conte di Montbéliard
Trisnonna materna:
Beatrice di Grandson-Joinville
Nonna materna:
Maria del Monferrato
Bisnonno materno:
Corrado del Monferrato
Trisnonno materno:
Guglielmo V del Monferrato
Trisnonna materna:
Giuditta di Babenberg
Bisnonna materna:
Isabella di Gerusalemme
Trisnonno materno:
Amalrico I di Gerusalemme
Trisnonna materna:
Maria Comnena

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. W. Schirrmacher, Die letzten Hohenstaufen, Göttingen 1871
  • A. Finocchiaro-Sartorio, Le leggi di Corrado IV, in: Studi storici e giuridici dedicati a Federico Ciccaglione, 1909, pp. 235–261
  • Raffaello Morghen, Il tramonto della potenza sveva in Italia. 1250-1266, Tumminelli, Roma - Milano 1936
  • Eric Maschke, Das Geschlecht der Staufer, Bruckmann, Munchen 1943
  • H. Hartmann, Die Urkunden Konrads IV., 1944, S. 38-163
  • P. Zinsmaier, Studien zu den Urkunden Heinrichs [VII.] und Konrads IV., in: Zeitschrift für die Geschichte des Oberrheins 100 (1952), pp. 445-565
  • G. Kirchner, Die Steuerliste von 1241, 1953, S. 64-104
  • J. Mühlberger, Die Staufer - Aufstieg, Höhe und Ende, Rottweil 1966, (ristampa Göppingen 1977)
  • J. Lehmann, Die Staufer. Glanz und Elend eines deutschen Kaisergeschlechts, 1978
  • E. Thurnher, Konradin als Dichter, in: DA 34, 1978
  • Bibliographie zur Geschichte Kaiser Friedrichs II. und der letzten Staufer, zusammengestellt von Carl A. Willemsen. Monumenta Germaniae historica. Hilfsmittel; 8, München 1986. ISBN 3-88612-019-8

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Predecessore:
Federico II
Armoiries empereurs Hohenstaufen.svg
Re dei Romani

1250-1254
Incoronazione regia nel 1237
Successore:
Guglielmo II d'Olanda
Armoiries de Jérusalem.svg
Re di Gerusalemme

1229-1254
Successore:
Corradino di Svevia
Armoiries Manfred de Sicile.svg
Re di Sicilia

12501254
Armoiries Famille Hohenstaufen.svg
Duca di Svevia

1250-1254



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