Cattedrale di Città del Messico

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Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta
Cattedrale di Città del Messico
Stato Messico Messico
Località Città del Messico
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Arcidiocesi di Città del Messico
Architetto Barocco
Inizio costruzione 1571
Completamento 1813
Altra vista della cattedrale

La Cattedrale metropolitana della Città è una grande chiesa cattolica situata nella Piazza della Costituzione di Città del Messico conosciuta anche come lo Zócalo. È costruita in cantera grigia e l'interno è ripartito in 5 navate e 16 cappelle laterali, è lunga 110 metri, larga 55 e alta 30 metri nella navata centrale. È dedicata all'Assunzione della Vergine Maria ed è la principale chiesa dell'arcidiocesi di Città del Messico.

Storia della costruzione[modifica | modifica sorgente]

Al tempo della città di Tenochtitlán l'area dove ora sorge l'attuale cattedrale era occupata da un piccolo tempio dedicato a Xipe o forse dal tempio di Quetzalcoatl, assieme ad altri edifici minori.

Tre anni dopo la fine dalla conquista Hernán Cortés fece costruire una chiesa nel luogo usando il materiale degli antichi templi. Questa chiesa, costruita in stile barocco e sotto influenzata di Juan de Herrera, fu convertita in cattedrale da Carlo V e papa Clemente VII dalla bolla papale del 9 settembre 1530 fu nominata "metropolitana" da papa Paolo III nel 1547. Presto fu palese la sua inadeguatezza e nel 1571 il viceré Martín Enríquez de Almanza e l'arcivescovo Pedro Moya de Contreras collocarono la prima pietra dell'attuale cattedrale.

Il costo dell'opera dall'inizio dei lavori fino alla sua dedicazione nel 1657 fu di 1.759.000 pesos. Gran parte di questa cifra fu coperta dai re Filippo II di Spagna, Filippo III, Filippo IV e Carlo II.

Iniziò così un concorso per designare l'architetto che portasse a compimento la facciata. Il progetto vincitore del concorso fu quello ispirato allo stile rinascimentale spagnolo presentato da Josè Damian Ortiz de Castro, che superò quelli di José Joaquín de Torres (barocco) e Isidro Vicente de Balbas (barocco). Ortiz de Castro terminò la costruzione delle torri, parte della cupola e alcune opere interne. La sua morte fermò i lavori per breve tempo. Nel 1793 l'architetto Manuel Tolosa ricevette l'incarico di finire le opere della cattedrale, che non si conclusero fino al 1813.

L'edificio[modifica | modifica sorgente]

La facciata[modifica | modifica sorgente]

Facciata
Fede, Speranza e Carità
Altare del Perdono

Nella facciata si osservano tre rilievi di marmo bianco. Quello centrale rappresenta l'Assunzione della Vergine Maria; quello a sinistra mostra la consegna delle chiavi del Paradiso a San Pietro; quello a destra mostra la nave della Chiesa. Sopra l'orologio si trovano tre figure che rappresentano le tre virtù teologali: la Fede, la Speranza e la Carità; la Fede sostiene una croce, la Speranza tiene in mano un'ancora e la Carità sostiene due bambini. L'iconologia del complesso statuario, puntualmente al soggetto della Fede, si riconnette al successivo altare del Perdono il cui beneficio è inconseguibile senza l'esercizio della Virtù fideistica.

L'altare del Perdono[modifica | modifica sorgente]

L'altare è opera di Jeronimo de Balbas 1735. All'inizio del 1967 un incendio nella cattedrale danneggiò l'altare. Grazie al restauro si può ammirare ancora oggi una grande opera coloniale.

Il coro[modifica | modifica sorgente]

Il coro è costruito in un'ottima misura a due livelli di sedie. Nella parte superiore sono intagliate le figure di santi e vescovi. Il coro è frutto dell'arte di Juan de Rojas 1695 ed è stato danneggiato nell'incendio del 1967.

Cupola[modifica | modifica sorgente]

Si terminò con adattamenti al progetto di Ortiz e di Castro. All'interno è rappresentata l'Assunzione della Vergine. La cupola attuale, a un tamburo ottagonale, è opera di Manuel Tolosa, e si innalza al centro della navata, sostenuta da quattro pilastri e chiusa da una lanterna. Le odierne vetrate sono di Matias Goeritz.

L'altare dei Re Magi[modifica | modifica sorgente]

L'altare dei Re Magi si trova nell'abside della cattedrale, dietro l'altare maggiore. È opera di Jerónimo de Balbas, autore anche dell'Altare del Perdono, e dell'altare maggiore della Cattedrale di Siviglia.

Misura 25 metri di altezza, 13 metri di larghezza e 7 metri di profondità e si alza dal fondo della cattedrale occupando tutta l'abside.

È formato da tre strade verticali due laterali e una centrale, impreziosite dalle seguenti tele: l'Assunzione della Vergine e l'Adorazione dei Magi. L'altare è adorno anche da statue di re e regine canonizzati.

Fu realizzato in legni policromi, in un'esuberante composizione di pilastri e colonne. Il tutto è ricoperto con una foglia d'oro che conferisce maestosità all'opera.

Le cappelle[modifica | modifica sorgente]

Cappella di Nostra Signora La Antigua[modifica | modifica sorgente]

Opera di Juan de Rojas (1718)

Cappella di San Filippo[modifica | modifica sorgente]

Qui si conservano i resti di Agustín de Itúrbide e anche il cuore di Anastasio Bustamante.

La sacrestía[modifica | modifica sorgente]

All'interno della sacrestia si possono ammirare grandi quadri dei pittori Cristóbal de Villalpando e Juan Correa.

Le cripte[modifica | modifica sorgente]

Sono chiuse al pubblico, ma esiste un progetto di apertura di un museo.

I campanili[modifica | modifica sorgente]

Le torri della cattedrale hanno un'altezza compresa tra i 64 e i 67 metri.

Il sacrario[modifica | modifica sorgente]

In stile barocco nella facciata (con pilasti di forma triangolare, opera singolare dell'architettura coloniale) e neoclassico al suo interno, fu costruito in cantera grigia e tezontle. Ha due facciate: una a sud e una ad oriente. Presenta una pianta a croce greca ed è la parrocchiale della Cattedrale Metropolitana.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]