Teofania

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Teofania, dal greco theophàneia, composto da theos ("dio") e da phàinein ("manifestarsi"), letteralmente significa manifestazione della divinità in forma sensibile. Altro termine usato in maniera analoga è epifania, dal greco επιφάνεια, epifaneia, che significa manifestazione della divinità, un concetto tipico di molte religioni.

In senso filosofico la teofania è la manifestazione della divinità attraverso le sue opere.

In senso religioso si distinguono:

  • Le teofanie dirette, che sono vere e proprie apparizioni della divinità. Nel Cristianesimo la teofania diretta viene detta anche Epifania e ha la sua massima rappresentazione nella nascita di Gesù Cristo, il cui battesimo fu la Teofania della Trinità;
  • Le teofanie indirette, che nelle scritture bibliche consistono in apparizioni di angeli o fenomeni straordinari quali nubi, voci provenienti dal cielo, colonne di fuoco.

Nell'arte un esempio di teofania è il Missorium.

Usi diversi del termine epifania[modifica | modifica wikitesto]

In lingua italiana l'epifania per antonomasia è la festività cristiana dell'epifania del Signore.

Venne usato per indicare, nei versi degli stilnovisti, l'apparizione femminile.

Il termine epifania venne usato dallo scrittore irlandese James Joyce per identificare dei particolari momenti di intuizione improvvisa presenti nella mente dei suoi personaggi; è un momento in cui un'esperienza, sepolta da anni nella memoria, sale in superficie nella mente riportando tutti i suoi dettagli e tutte le sue emozioni.

L'esempio più significativo di epifania è contenuto nell'ultima storia di Gente di Dublino, intitolata I morti. "Epifania dell'immagine" utilizzata da Cesare Brandi per definire lo svelarsi dell'immagine dell'opera d'arte

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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