Duomo di Siracusa
| Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima | |
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Facciata |
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| Stato | |
| Regione | Sicilia |
| Località | Siracusa |
| Religione | Cristiana cattolica di rito romano |
| Diocesi | Arcidiocesi di Siracusa |
| Stile architettonico | barocco |
| Inizio costruzione | VII secolo |
| Completamento | 1693 |
Il Duomo di Siracusa, cattedrale della città, sorge sulla parte più elevata dell'isola di Ortigia, incorporando quello che era un tempio dedicato ad Atena (Minerva).
Indice |
Storia [modifica]
Il tempio di Atena [modifica]
Il tempio, di ordine dorico fu eretto nel V secolo a.C. dal tiranno Gelone in seguito alla vittoria contro i Cartaginesi nella battaglia di Imera. L'Athenaion era esastilo (sei colonne in facciata) periptero (le colonne circondavano la cella su tutti e quattro i lati), con 14 colonne sui lati lunghi. Secondo Ateneo il frontone recava il grande scudo della dea in bronzo dorato[1]. Da Cicerone, che elenca gli ornamenti depredati da Verre, sappiamo che aveva decorazioni in avorio, borchie d'oro sulla porta e una serie di tavole dipinte che raffiguravano un combattimento di cavalleria tra Agatocle e i Cartaginesi e 27 ritratti dei tiranni della città.
Attualmente ne restano visibili, sul fianco sinistro del duomo, alcune colonne e lo stilobate sul quale esse poggiavano, in calcare locale, mentre altri resti (tegole in marmo e gocciolatoi a forma di testa di leone) sono conservati nel Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi. All'interno dell'attuale Duomo sono altresì ben visibili 9 colonne del lato destro del periptero e le due antistanti la cella.
Il tempio era stato preceduto da un luogo di culto risalente all'VIII secolo a.C., con un altare portato alla luce negli scavi dell'inizio del XX secolo, e da un primo tempio della metà del VI secolo a.C.
La chiesa [modifica]
Nel VII secolo fu trasformato in chiesa ad opera dell'allora vescovo Zosimo. La chiesa, di forme bizantine, era dedicata alla Natività di Maria ed inglobava il colonnato del tempio nei muri esterni, mentre nei muri più interni della antica cella furono aperti 8 archi per lato, in modo da realizzare un edificio a tre navate ciascuna conclusa da un'abside sul fondo. Furono anche eliminati i muri che dividevano il vano posteriore ("opistodomo") dalla cella e questa dal pronao. L'orientamento dell'edificio fu inoltre rovesciato e l'attuale facciata del Duomo occupa il retro del tempio.
In epoca normanna i muri della navata centrale furono innalzati e per aprirvi delle finestre, mentre l'abside fu decorata con mosaici.
Il pavimento policromo risale al XV secolo e nel 1518 la navata centrale fu coperta con il soffitto ligneo tuttora conservato. Nel XVI secolo venne inoltre innalzato il campanile.
La parte barocca [modifica]
Danneggiata dal terremoto del 1693, furono eliminate le absidi e il presbiterio fu occupato da un grande altare barocco, opera di Giovanni Vermexio, che riutilizza come mensa d'altare un blocco di architrave dell'antico tempio. Nel 1728 venne iniziata la ricostruzione della facciata danneggiata, in forme barocche, opera di Andrea Palma, conclusa nel 1753. Nel 1757 vi furono aggiunte le statue della "Vergine del Piliere", di "Santa Lucia" e di "San Marziano", opera di Ignazio Marabitti, a cui si devono anche le statue di "San Pietro" e "San Paolo" ai lati della gradinata di accesso.
Le cappelle interne [modifica]
Nella navata destra si aprono diverse cappelle:
- "cappella del Battistero", che conserva il fonte battesimale costituito da un vaso marmoreo di epoca ellenistica (o, secondo altri, di epoca normanna) ornato da piccoli leoni in bronzo del XIII secolo;
- "cappella di Santa Lucia", con la statua in argento della Santa Patrona, opera di Pietro Rizzo del 1599, rinchiusa in una nicchia periodicamente aperta per l'esposizione alla cittadinanza.
- "cappella del Sacramento", a pianta poligonale (attribuita a Giovanni Vermexio) con affreschi del 1657 sulla volta, opera di Agostino Scilla e con ciborio del 1752, opera di Luigi Vanvitelli;
- "cappella del Crocefisso" edificata al posto dell'abside minore meridionale alla fine del XVII secolo, conserva una tela raffigurante "San Zosimo" attribuita forse ad Antonello da Messina.
Curiosità [modifica]
Esiste un comitato 'Ri-espropriamolo', fondato da giovani studenti universitari, che, goliardicamente, mirano ad espropriare il duomo allo Stato Pontificio e ripristinare l'antico tempio greco per dedicarlo alla venerazione della dea Atena. Il leader del movimento è Giuseppe Falla.
Note [modifica]
- ^ "Eravi ancora un altro tempio consacrato a Minerva, ed era ornatissimo e bellissimo, in cima del quale era posto lo scudo di Minerva gettato di ramee tutto indorato, il quale era tanto grande ch'egli era veduto da' naviganti che erano in alto mare. coloro che partivano dal porto di Siracusa, come gli erano tanto discosto che non potevano veder più quello scudo, essi pigliavano un bicchiere o una tazza di terra, la quale toglievano a posta dall'altare degli dei, ch'era fuor delle mura, presso al tempio d'Olimpio, ed empiendola di mele, d'incenso e d'altre spezierie e di fiori, la gettavano in mare in onor di nettuno e di Minerva. Ed avendo fatto questo sacrificio, secondo la superstizione, se n'andavano allegri a lor viaggio." Tommaso Fazello, Storia di Sicilia, p.293
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Collegamenti esterni [modifica]
- Il tempio di Athena sul sito Galleriaroma.it.