Catacombe di Siracusa

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Catacombe di Santa Lucia a Siracusa
« Credo infine che, tra tutti i monumenti di Siracusa che sono sopravvissuti ai secoli, questo delle catacombe può darci, meglio degli altri l’idea più giusta dell’antica grandezza di questa città. »
(Vivant Denon, Voyage en Sicile.)

Le Catacombe di Siracusa sono aree cimiteriali sotterranee risalenti all'Età antica,sia della prima età imperiale che del successivo tardo impero e considerate seconde per importanza ed estensione solo a quelle di Roma.

Indice

[modifica] Elenco delle catacombe di Siracusa

A Siracusa furono costruite diverse Catacombe: quelle di San Giovanni, di Vigna Cassia e di Santa Lucia.

  • Le Catacombe di San Giovanni sono famose secondo la tradizione per aver ospitato San Paolo, il quale avrebbe predicato ai primi cristiani d'occidente.

Esse furono costruite tra il 315 e il 360 d.C. successivamente manomesse per la ricerca di corpi di Santi e tesori. IL complesso sono le uniche aperte al pubblico ed esplarate totalmente. Sono situate nel zona di Akradina, nei pressi del sepolcro di S. Marziano. La galleria principale, detta decumanus maximus, è ricavata da un antico acquedotto greco,le cui tracce sono visibili sulla volta. Inoltre dalla galleria si può accedere alle cinque tombe dei santi o dei martiri, zone più grandi, di forma circolare o quadrata, chiamate di Eusebio, di Adelfia, di Antiochia, delle Sette Vergini e Anonima.

  • Le Catacombe di Vigna Cassia, chiamate così dal nome del proprietario della vigna sovrastante al momento del ritrovamento, sorsero verso il 256 d.C. e presentano diverse tracce di antichi affreschi, esse sono collegate anche alle meno famose catacombe Santa Maria di Gesù. Anche esse sono chiuse al pubblico e sono le più vaste di tutta la Sicilia.
  • Le catacombe di Santa Lucia risalgono al 220-230 d.C. in esse è presente un antico oratorio decorato con pitture bizantine. Queste catacombe sono le più complesse della città e le più estese. Il complesso è chiuso al pubblico, ma di particolare interesse è un sacello del VIII-IX secolo raffigurante i SS. Quaranta martiri di Sebaste, a testimonianza delle modifiche riportate in età bizantina e normanna.

[modifica] Galleria d'immagini

[modifica] Bibliografia

  • AA.VV. Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica, '.
  • Margaret Guido, Guida archeologica della Sicilia, Sellerio.


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