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L'Anapo è un fiume della Sicilia il cui nome, in greco, significa invisibile, per il fatto che in molti punti del suo percorso si ingrotta nel sottosuolo, divenendo appunto invisibile. Ad esso è associato il mito greco di Anapo.
Nasce sul monte Lauro presso il territorio del comune di Buscemi dalle sorgenti Guffari, attraversando tutto il territorio siracusano, per sfociare nella conca del porto grande di Siracusa, unendosi nelle acque al Ciane. Nel suo percorso il fiume ha un carattere principalmente torrentizio, attraversando le gole di Pantalica, il fiume ha creato per erosione la suggestiva conformazione a canyon della famosa necropoli.
Le sue acque sono state sfruttate sin dall'epoca greca per alimentare l'acquedotto di Siracusa, grazie alla costruzione dell'acquedotto Galermi, opera scavata nella roccia viva e lunga circa 22 km. Grazie alla sua costruzione la città poté avere già da allora, garantita una ottima quantità di acqua. Anche oggi le acque dell'Anapo vengono sfruttate dall'acquedotto cittadino e nelle campagne circostanti per irrigazione. Infine nel territorio di Priolo Gargallo è attualmente presente una centrale idroelettrica che ne sfrutta (tramite due bacini di contenimento) l'energia cinetica delle acque per produrre energia elettrica.
Oggi la Valle dell'Anapo, già zona di interesse naturalistico, ospita un progetto del Corpo Forestale della Regione Siciliana che mira alla creazione di una riserva biogenetica.
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Il Ponte Diddino tra Solarino e Floridia.
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Il bacino inferiore della centrale idroelettrica dell'Anapo, nei pressi di Solarino.
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