Atrio (architettura)

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Atrio del Palazzo di Giustizia di Vienna

L'atrio nell'architettura è un ampio spazio aperto collocato vicino all'ingresso ad un edificio, in genere ad uso pubblico (civile o religioso) o comunque di rappresentanza.

Il termine deriva dal latino atrium. Originariamente, nell'architettura romana era la stanza del focolare al centro della domus, dove i muri erano anneriti dal fumo (ater). Successivamente identificò il cortile interno: era uno spazio aperto circondato su tre o tutti i lati da portici e dotato di copertura a impluvio e compluvio intorno al cavedio.

Nell'architettura religiosa cristiana l'atrium o cortile dei catecumeni era un apposito spazio della basilica, un quadriportico con al centro una fonte battesimale, dove i catecumeni (coloro che attendevano il battesimo) potevano sostare. Dal punto di vista stilistico il chiostro delle architetture monacali riprende l'atrium delle ville romane.

Negli edifici rinascimentali e in quelli da essi derivati era un portico esterno, coperto, che introduceva al cortile.

L'atrio degli edifici moderni è un ingresso spazioso; può essere aperto su più piani (a tutta altezza), avere una copertura trasparente o comunque grandi finestre, allo scopo di conferire a questo spazio una buona illuminazione naturale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino, Einaudi, 1981, voce Atrio.

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