Ateneo di Naucrati

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Ateneo di Naucrati (... – dopo il 192) è stato uno scrittore greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Scena di simposio, vaso attico a figure rosse

Di Ateneo si sa poco, tranne ciò che si può estrapolare da brani della sua opera.

Dovrebbe aver scritto dopo la morte di Commodo (192 d.C.) perché ne parla con esecrazione, tra l'altro introducendo come anfitrione del banchetto da cui prende nome l'opera Publio Livio Larense, procurator dell'imperatore tra 189 e 192. Sappiamo dalle titolazioni dei manoscritti che fu di Naucrati e, dunque, greco egiziano, probabilmente grammatico e consultatore della Biblioteca di Alessandria, visto che cita circa 700 autori e 2.500 opere che, pur non consultate tutte direttamente, erano conservate ad Alessandria.

I Deipnosofisti[modifica | modifica wikitesto]

Ateneo scrisse - come egli stesso afferma - almeno due opere che non ci sono giunte: un commento sul pesce thratta citato dai comici attici e una Storia dei re di Siria. L'unica sua opera giunta a noi è la miscellanea Deipnosophistai (I Deipnosofisti o I dotti a banchetto), redatti in quindici libri. Dei primi tre libri dell'opera (oltre a parti dei libri XI e XV), perduti, è sopravvissuta solo una epitome, che consente di avere idea dell'inizio dell'opera:

Ateneo è il padre di questo libro, destinatario della sua opera è Timocrate, e Dotto a banchetto ne è il titolo. Il soggetto dell’opera è il seguente: il romano Larense, uomo di condizione economica e sociale splendida, elegge a commensali i massimi esperti in ogni disciplina tra quelli del suo tempo, e fra di loro non c’è n’è uno del quale l’autore non abbia riportato i bellissimi interventi nella conversazione. Ecco perché ha introdotto nell’opera pesci, con i relativi modi d’impiego e le spiegazioni dei nomi; molteplici varietà d’ortaggi e di animali d’ogni specie; autori di storia, poeti e dotti in ogni campo, strumenti musicali e innumerevoli tipi di scherzi, e ha incluso nell’esposizione differenze tra le coppe, ricchezze di re, dimensioni di navi e altri argomenti, tanto numerosi che non mi sarebbe facile neppure richiamarli alla memoria: se ne andrebbe l’intera giornata ad esporre un genere dopo l’altro. E ancora, il disegno generale dell’opera vuole imitare la sontuosa abbondanza del banchetto, e l’articolazione del libro rispecchia il menu servito nel corso della trattazione. Tale dunque si presenta il sopraffino banchetto di discorsi messo in scena da Ateneo, che del disegno generale dell’opera è il mirabile ideatore, e che, superando se stesso, come gli oratori di Atene, con l’ardore della sua eloquenza s’innalza di grado in grado attraverso le parti che si succedono nel libro (I 1, 1a–c).

Nell'opera Ateneo racconta all'amico Timocrate (secondo il modello classico del Simposio di Platone) un simposio, appunto, in cui uomini dotti si intrattengono in un dialogo in cui dibattono riguardo a un ampio spettro di argomenti. Lusso, dieta, salute, sesso, musica, umorismo e lessicografia greca sono tutti argomenti che vengono trattati, ma il centro del dialogo è il cibo, il vino e il divertimento. Pur nell'estrema confusione dell'opera, è possibile individuare alcuni nuclei tematici che seguono lo svolgersi del banchetto: si passa dai vini e i bagni (libri I-II) a battute, musica di intrattenimento e spettacoli grandiosi dell'antichità (libri III-V); da parassiti, schiavi e adulatori celebri (libro VI) a pesci, vegetali e uccelli (libri VII-IX), per continuare con vari vizi, come gola, lusso, amore, prostituzione e omosessualità (libri X-XIII) e finendo con intrattenimenti e profumi (libri XIV-XV).

Senza il lavoro di Ateneo sarebbero andate perdute molte importanti informazioni sul mondo antico e molti autori (inclusi i poeti parodici Archestrato di Gela e Matrone di Pitane) sarebbero rimasti totalmente sconosciuti. con numerose ed ampie citazioni, specie da commediografi. Inoltre, all'interno del XV libro, inoltre, è presente una raccolta di 25 scolii attici risalente a fine VI-V secolo a.C. Si tratta di una collazione di brevi poesie legate all'uso di recitare, o improvvisare, versi simposiaci; alcune di esse furono quindi composte per improvvisazione durante un banchetto (e successivamente trascritte nella raccolta), altre sarebbero state composte, invece, al fine di essere in seguito recitate a convito. In ogni caso si sentono forti i tratti della recitazione orale e dell'improvvisazione, come si può osservare (all'interno di tutta la lirica greca) solo nella raccolta di elegie di Teognide.

Edizioni dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

  • Ateneo, I Deipnosofisti, o Sofisti a banchetto, Libri 1. e 2., testo riveduto con note critiche e traduzione italiana a fronte con commento di Giuseppe Turturro. Adriatica, Bari 1961.
  • Ateneo, I Deipnosofisti - i dotti a banchetto (4 volumi). Salerno editrice. Roma 2001.
  • (EN) Athenaeus of Naucratis, The Deipnosophists, with an English translation by Charles Burton Gulick (7 voll.), London, W. Heinemann, ltd.; New York, G.P. Putnam’s sons, 1927-1941.
  • (EN) Athenaeus, The Learned Banqueteurs, edited and translated by S. Douglas Olson, Cambridge - London 2006
  • (FR) Les Deipnosophistes, trad. A. M. Desrousseaux et Ch. Astruc, Tome I (Livres I et II), Les Belles Lettres, coll. des Universités de France, Paris 1956
  • (DE) Athenaei Naucratitae Dipnosophistarum libri 15., Georg Kaibel (Hrsg.), 3 Bde., Teubner, Leipzig 1887–1890 (rist. Stuttgart 1985–1992).
  • (DE) Das Gelehrtenmahl, Ursula und Kurt Treu (Auswahl und Übers.), 2ª ed., Leipzig 1987. ISBN 3-7350-0029-0
  • (DE) Claus Friedrich (Einleitung und Übersetzung): Athenaios. Das Gelehrtenmahl Kommentiert von Thomas Nothers. Herausgegeben von Peter Wirth. Hiersemann, Stuttgart 1998. ISBN 978-3-7772-9813-9
  • (ES) Ateneo de Náucratis, Banquete de los eruditos, Introducción, traducción y notas de Lucía Rodríguez-Noriega Guillén, 1999 (XV libros, en prensa). Madrid: Editorial Gredos, ISBN 978-84-249-1977-1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Zecchini, La cultura storica di Ateneo, Milano, 1989.
  • Athenaeus and his world: reading Greek culture in the Roman Empire, a cura di David Braund e John Wilkins, University of Exeter Press, 2000. (collezione di 41 saggi su vari aspetti dell'opera di Ateneo).
  • Athénée et les fragments d'historiens, a cura di Dominique Lenfant, De Boccard, Paris, 2007.
  • Elena Fabbro, Carmina convivalia attica, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Roma, 1995

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