Deipnosophistai

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Deipnosofisti
Titolo originale Δειπνοσοφισταί
Symposium scene Nicias Painter MAN.jpg
Scene di simposio in un cratere a campana a figure rosse (Pittore di Nikias, V secolo a.C.)
Autore Ateneo di Naucrati
1ª ed. originale II secolo
Genere dialoghi
Lingua originale greco antico

Deipnosophistai (I Deipnosofisti o I dotti a banchetto; in greco antico Δειπνοσοφισταί) è un'opera in quindici libri dello scrittore greco Ateneo di Naucrati.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Strutturato in forma di dialogo (come il Simposio di Platone) si apre col racconto che l'autore fa all'amico Timocrate, di un banchetto in casa del ricco letterato romano Publio Livio Larense, amministratore sotto Commodo e protettore di Ateneo.

Questo sontuoso banchetto vede presenti, per più giorni, oltre all’autore, ventinove esperti di varie discipline. In base agli spunti forniti dal banchetto in sé o, più spesso, dagli argomenti che gli altri convitati vanno toccando, si snodano i dotti interventi dei “sapienti”, ansiosi di sfoggiare la loro enciclopedica cultura sui più disparati argomenti, quali la filosofia, il diritto, le lettere, le scienze, la danza, l’amore, la culinaria e molto altro ancora. Si passa dai vini e i bagni (libri I-II) a battute, musica di intrattenimento e spettacoli grandiosi dell'antichità (libri III-V); da parassiti, schiavi e adulatori celebri (libro VI) a pesci, vegetali e uccelli (libri VII-IX), per continuare con vari vizi, come gola, lusso, amore, prostituzione e omosessualità (libri X-XIII) e finendo con intrattenimenti e profumi (libri XIV-XV).

Gli interventi sono regolarmente corredati da precise e complete citazioni tratte da una mole sterminata di opere (sono più di settecento gli autori citati), fra le quali trovano maggiore spazio quelle attinenti al teatro, sia tragico sia (soprattutto) comico, per un totale che supera i mille titoli ed i dodicimila versi riportati. L'opera fu pubblicata dopo la morte di Commodo (192 d.C.), del quale si parla con un notevole disprezzo nel libro XII, e la morte di Ulpiano, uno dei convitati, che dovrebbe essere il celebre giurista morto nel 228, alla cui morte si fa riferimento alla pagina 286E.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ateneo di Naucrati, I deipnosofisti. I dotti a banchetto. Prima traduzione italiana commentata su progetto di L. Canfora, introduzione di C. Jacob, 4 volumi, Roma, Salerno Editore, 2001. ISBN 88-8402-355-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]