Luca evangelista

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San Luca
San Luca Evangelista, dipinto del Guercino
San Luca Evangelista, dipinto del Guercino

Evangelista

Nascita Antiochia
Morte Tebe?
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Abbazia di Santa Giustina, Padova
Ricorrenza 18 ottobre
Attributi bue alato, arnesi da pittore
Patrono di Motta d'Affermo; Praiano; San Luca, artisti, pittori, scultori, medici, chirurghi, notai

Luca evangelista (in greco Λουκάς, Loukas; Antiochia di Siria, 10 circa – Tebe?, 93 circa) venerato come santo da tutte le Chiese cristiane che ne ammettono il culto, è autore del Vangelo secondo Luca e degli Atti degli Apostoli, il terzo ed il quinto libro del Nuovo Testamento. Per i cattolici è il santo patrono degli artisti e dei medici, e viene festeggiato il 18 ottobre.

Il suo simbolo è il toro. L'attribuzione ha diverse interpretazioni e tradizioni; secondo San Girolamo e il vescovo Vittorino (+303) si deve al fatto che nel suo Vangelo introduce come primo personaggio Zaccaria, padre del Battista. Costui, essendo sacerdote del tempio, offriva sacrifici di tori.[1]

La vita[modifica | modifica sorgente]

Luca era nato ad Antiochia di Siria da famiglia pagana, ed esercitava la professione di medico. Ad Antiochia, Luca aveva conosciuto Paolo di Tarso, qui condotto da Barnaba per formare alla fede la nuova comunità composta da ebrei e pagani convertiti al cristianesimo. Luca diventa discepolo degli apostoli e Paolo lo cita in alcune sue lettere, chiamandolo "compagno di lavoro" (nella lettera a Filemone, 24) e viene indicato nella Lettera ai Colossesi 4,14 come "caro medico" (l'attribuzione di quest'ultima lettera è però dibattuta e potrebbe essere stata redatta non da Paolo ma in ambienti a lui molto vicini). Mentre in un duro carcere attende il supplizio, Paolo scrive a Timoteo che tutti ormai lo hanno abbandonato, eccetto uno: "solo Luca è con me" (4,11). E questa è l’ultima notizia certa dell’evangelista.

Luca possiede una buona cultura; lo si vede dal suo greco fluente ed elegante, dalla sua ottima conoscenza della Bibbia scritta in greco, detta "dei Settanta", ed infine da come, di tanto in tanto, affiorano punti di contatto con il modo di scrivere degli storici greci del suo tempo (specialmente nella capacità di costruire discorsi verosimili, convincenti e diversificati in bocca a vari personaggi, soprattutto negli Atti). Il suo Vangelo, scritto probabilmente tra il 70-80 d.C., è dedicato a un certo Teòfilo (probabilmente un eminente cristiano o, essendo apostrofato nel prologo dello stesso con qualcosa come «eccellentissimo», il suddetto titolo fa pensare presumibilmente a un personaggio dell'amministrazione imperiale); in ciò Luca segue l’uso degli scrittori classici, che appunto erano soliti dedicare le loro opere a personaggi illustri. Altra ipotesi è che egli intendesse dedicare il proprio vangelo a chi ama Dio (Teofilo = amante di Dio). Ad ogni modo che il personaggio sia reale o fittizio, dal punto di vista letterario la cosa non è importante; la dedica infatti testimonia soprattutto la maggiore coscienza da parte dell'autore rispetto agli altri evangelisti nella volontà di fondare un'opera letteraria e storica, come dimostrano i tentativi di situare cronologicamente i fatti narrati. Con tali ambizioni storiografiche, i testi di Luca segnano un salto di qualità nello stile rispetto all'opera di Marco.

Luca sente parlare per la prima volta di Gesù nel 37 d.C., quindi non ha mai conosciuto Gesù se non tramite i racconti degli apostoli e di altri testimoni: tra questi ultimi dovette esserci Maria di Nazareth, cioè la madre di Gesù, poiché le informazioni sull'infanzia di Gesù che egli ci riporta sono troppo specifiche e quasi riservate per poterle considerare acquisite da terze persone. Inoltre è l'unico evangelista non ebreo. Il suo emblema era il toro, ovvero il vitello o il bue, secondo varie tradizioni e interpretazioni.

Morì all'età di 84 anni e sarebbe stato sepolto a Tebe (Grecia), capitale della Beozia.

Le reliquie[modifica | modifica sorgente]

Le sue ossa furono trasportate a Costantinopoli nella famosa Basilica dei Santi Apostoli; le sue spoglie giunsero poi a Padova, dove tuttora si trovano nella Basilica di Santa Giustina. La sua testa è stata traslata dalla Basilica di Santa Giustina alla Cattedrale di San Vito a Praga nel XIV secolo; infine una costola del corpo di San Luca è stata donata nel 2000 alla Chiesa greco-ortodossa di Tebe. Esiste un'altra reliquia della testa del Santo nel Museo Storico Artistico "Tesoro" nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

Forme di devozione[modifica | modifica sorgente]

L'evangelista Luca in un manoscritto bizantino del X secolo

Patronati[modifica | modifica sorgente]

San Luca è il patrono dei seguenti comuni italiani:

Luca iconografo e patrono dei pittori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Iconografia attribuita a san Luca.

Un'antica tradizione cristiana dice che Luca fu il primo iconografo e che dipinse quadri di Maria, di San Pietro e San Paolo. Di qui deriva il suo patronato degli artisti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G.Biguzzi, Il simbolo dei 4 evangelisti
  2. ^ Storia di Sant'Erasmo

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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