Castel Goffredo

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Castel Goffredo
comune
Castel Goffredo – Stemma Castel Goffredo – Bandiera
Piazza Mazzini
Piazza Mazzini
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Mantova-Stemma.png Mantova
Amministrazione
Sindaco Alfredo Posenato [1] (lista civica) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 45°17′52″N 10°28′30″E / 45.297778°N 10.475°E45.297778; 10.475 (Castel Goffredo)Coordinate: 45°17′52″N 10°28′30″E / 45.297778°N 10.475°E45.297778; 10.475 (Castel Goffredo)
Altitudine 53 m s.l.m.
Superficie 42,24 km²
Abitanti 12 513[7] (28-2-2014)
Densità 296,24 ab./km²
Frazioni Berenzi, Bocchere, Casalpoglio, Coletta, Gambina, Giliani, Lisnetta, Lodolo, Lotelli, Perosso, Poiano, Profondi, Romanini, Sant'Anna, Selvole, Valzi, Villa, Zecchini.[2]
Comuni confinanti Castiglione delle Stiviere, Medole, Ceresara, Casaloldo, Asola, Casalmoro, Acquafredda (BS), Carpenedolo (BS).
Altre informazioni
Cod. postale 46042
Prefisso (+39) 0376
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 020015
Cod. catastale C118
Targa MN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 428 GG[8]
Nome abitanti castellani[3] o goffredesi[4]
Patrono Sant'Erasmo,[5] San Luca[6]
Giorno festivo 2 giugno, 18 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel Goffredo
Posizione del comune di Castel Goffredo nella provincia di Mantova
Posizione del comune di Castel Goffredo nella provincia di Mantova
Sito istituzionale
« … giunsi al castel c'ha di Gioffredo il nome. »
(Matteo Bandello, III parche, V[9][10])

Castel Goffredo (IPA: /kas'tɛl ɡof'fredo/,[11] (èl) Castèl[12] in dialetto alto mantovano[13]) è un comune italiano di 12 513 abitanti[7] della provincia di Mantova in Lombardia.[14] Situato nella pianura padana e nell'Alto Mantovano al confine con la provincia di Brescia, è il settimo comune più popoloso della provincia.[15]

Feudo autonomo[16] gonzaghesco dal 1444 al 1602,[17][18] qui nel 1444 Alessandro Gonzaga diede origine al Marchesato di Castel Goffredo e nel 1511 il marchese Aloisio Gonzaga diede inizio al ramo cadetto dei "Gonzaga di Castel Goffredo", linea che si estinse nel 1593.[19][20]

È noto come la "città della calza"[21][22][23] per la presenza di numerose industrie di calzetteria maschile e soprattutto femminile.[24] È sede del distretto industriale tessile numero 6,[25] composto da 15 comuni mantovani, bresciani e cremonesi.[26][27]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia dell'Alto Mantovano e Geografia della Lombardia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alto Mantovano.
Castel Goffredo, territorio e confini comunali
Zona dei fontanili, a nord di Castel Goffredo

Il territorio di Castel Goffredo, esteso per 42,24[28] km², appartiene alla zona subcollinare posta ai piedi delle alture che delimitano il lago di Garda verso la pianura padana.

L'altitudine ufficiale di Castel Goffredo, corrispondente al punto sul quale sorge il Palazzo Municipale, è di 53 metri sul livello del mare.[28]

Il comune confina a nord con Castiglione delle Stiviere, a nord-est con Medole, a est con Ceresara, a sud con Casaloldo e Asola, ad ovest con Casalmoro, Acquafredda e Carpenedolo.[29]

La città dista 35 km da Mantova, 36 km da Brescia e 145 km da Milano.

Classificazione sismica: zona 3[30] (sismicità medio-bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Idrografia di Castel Goffredo.

Caratteristica della zona è la presenza di fontanili[31] (dei quali è stata redatta una cartografia nel XVIII secolo)[32] e di risorse idriche sotterranee, probabilmente alimentate anche per effetto dell'infiltrazione delle acque del Garda attraverso i rilievi morenici.[33]

Numerosi sono i corsi d'acqua e torrenti, alcuni di rilevante valore naturalistico-ambientale, percorrono il territorio comunale.[34][35]

Interessante per il microambiente naturale è la zona che si trova nelle frazioni Profondi e Perosso, a nord del capoluogo, dove la ricca vegetazione permette la vita di gamberi di fiume e la sopravvivenza di numerosi uccelli acquatici.[31]

La gestione delle acque superficiali è affidata al Consorzio di Bonifica Alta e Media Pianura Mantovana.[36]

Masso longilineo dell'era quaternaria, collocato nei giardini pubblici di Castel Goffredo

Geologia e morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio della provincia di Mantova ha avuto origine dalle vicende intervenute durante l'era quaternaria.
L'assetto geologico della zona è caratterizzato dalla "media pianura idromorfa" e dalla "bassa pianura sabbiosa", presenti nella provincia nella stretta fascia del nucleo urbano di Castel Goffredo. Nella "media pianura idromorfa" i sedimenti diventano prevalentemente sabbiosi, talvolta con lenti di ghiaie e si verifica l'emergenza dei fontanili, mentre il territorio della "bassa pianura sabbiosa" è solcato in senso nord-sud da un fitto reticolo di incisioni, talora occupate da piccoli corsi d’acqua o canali, formatisi per organizzazione delle acque sparse dei fontanili.[37]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Mantova e Stazione meteorologica di Ghedi.

Il clima di Castel Goffredo è quello tipico dell'alta pianura padana di tipo temperato sub‐continentale: gli inverni sono moderatamente rigidi, poco piovosi e con giornate di nebbia; le estati sono calde ed afose con precipitazioni a carattere temporalesco; le primavere e gli autunni sono generalmente piovosi.

Ghedi[38] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4 8 13 17 22 26 29 28 24 18 10 5 5,7 17,3 27,7 17,3 17
T. min. mediaC) -3 -1 3 7 11 15 18 17 14 9 3 -2 -2 7 16,7 8,7 7,6
Precipitazioni (mm) 60 54 64 69 92 75 73 85 62 84 79 54 168 225 233 225 851
Giorni di pioggia 6 6 8 9 10 9 6 8 6 7 8 6 18 27 23 21 89
Umidità relativa media (%) 86 81 75 76 73 71 72 72 75 79 85 86 84,3 74,7 71,7 79,7 77,6
Vento (direzione-m/s) WNW
5
W
5
W
5
W
5
W
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5
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5
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5
WNW
5
WNW
5
WNN
5
5 5 5 5 5

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Castel Goffredo, Gonzaga di Castel Goffredo, Marchesato di Castel Goffredo, Storia dell'Alto Mantovano e Storia della Lombardia.
Le origini del nome
Sigillo del 1515

Sull'origine del toponimo Castel Goffredo ci sono diverse ipotesi.
Composto di castrum, fortificazione, e di un imprecisato "Goffredo"[12] (dal germanico Gottfried che significa "in pace con Dio"), sul quale molti studiosi hanno cercato di trovarne il significato preciso.[40]
Già il poeta Matteo Bandello (1554) nella sua opera in versi (Canti XI)[41] composta proprio a Castel Goffredo mentre era ospite del marchese Aloisio Gonzaga, faceva riferimento ad un nome di persona («… giunsi al castel c'ha di Gioffredo il nome»).
Il primo ad occuparsi del significato di "Goffredo" fu Carlo Gozzi, che, nel 1810, azzardò alcune ipotesi, ma senza giungere ad una conclusione certa: Goffredo di Buglione, Goffredo il Gobbo marito di Matilde di Canossa, Goffredo di Malaterra[42], Goffredo da Viterbo o Goffredo di Vendôme.[43]
Lo storico Francesco Bonfiglio, sulla base di alcune ricerche storiche effettuate intorno al 1920, farebbe risalire il nome della città ad un documento datato 8 luglio 1107 nel quale si parla di Castellum Vifredi.[12][44] Studi recenti (2010) farebbero risalire il nome Vifredi ad un adattamento fonetico e grafico invalso nel Medioevo, che vorrebbe trasformato Vifredus in Guifredus e quindi in Guffredus.[45]
Un'altra ipotesi vorrebbe rimandare il nome "Goffredo" al vescovo di Brescia[46] Goffredo di Canossa (X secolo), prozio della contessa Matilde, che teneva estesi possedimenti nell'area[47] o a un Goffredo Confaloniere di Medole, investito di immobili a Castel Goffredo l'8 luglio 1230 dal vescovo di Mantova Pellizzario.[12][48]
Nelle carte antiche il paese è citato con nomi diversi: Kastelo Gifredo,[49][50] Castel Giufrìdo, Castel Zanfrìdo, Castro Grifedo, Castriguffredi, Castri Gufregi, Castel Zufrè, Castel Giufrè. E ancora, Castel Sufrè nel quale l'etimologia latina suffere porta al nome castrum suffers,[51] che significa "castello forte", resistente, e quindi a Castello Suffrè o Zuffrè.[52]

L'esatta grafia del nome è Castel Goffredo,[53] anche se anticamente e attualmente viene spesso scritto Castelgoffredo o CastelGoffredo.[54]

Stemma in marmo del Comune posto all'entrata del Palazzo Municipale

Il territorio di Castel Goffredo è stato abitato sin dall'età del bronzo.[55] La zona è stata quindi interessata sia dalla colonizzazione etrusca, come testimoniato dal ritrovamento di alcuni utensili di uso quotidiano quali tazze e brocche per l'acqua,[56] che dalla civiltà romana a partire dal I secolo d.C., col ritrovamento di alcune are votive e di una lapide sepolcrale.[57]

È dell'8 luglio 1107 la prima citazione di Castellum Vifredi[12][52] come agglomerato urbano. Tra l'800 e il 1115 Castel Goffredo appartenne alla contea di Brescia[58] e ai conti Longhi[59] fino al 1190.

In seguito la città si diede lo statuto di libero comune e quando Brescia non fu in grado di offrire la sua difesa, nel 1337 preferì porsi sotto la protezione di Mantova e dei Gonzaga.[60]

Dopo alterne dominazioni dei Visconti (1337),[61] dei Gonzaga (dal 1337 al 1348),[61] di nuovo dei Visconti (dal 1348 al 1404),[62] dei Malatesta (dal 1404 al 1426), della Repubblica di Venezia (dal 1426 al 1431 e nuovamente dal 1439 al 1441)[63] ed infine dei Gonzaga (a partire dal 1441),[63] nel 1466 con Alessandro Gonzaga[64] il borgo divenne feudo autonomo e vide nascere il Marchesato di Castel Goffredo. Durante il suo mandato venne ampliato il borgo, eretta la seconda cinta muraria di difesa[65] ed emanati gli Statuti Alessandrini, che portavano il suo nome e che restarono in vigore fino al 1796. La città rimase quindi sotto i Gonzaga fino al 1707.[63]

Stemma in marmo con l'arma dei Gonzaga posto sulla torre civica (XVI secolo)

Con il marchese Aloisio Gonzaga[66] nel 1511 ebbe inizio il ramo cadetto dei "Gonzaga di Castel Goffredo" e Castel Goffredo divenne capitale del piccolo stato. Nel suo palazzo di residenza (palazzo Gonzaga-Acerbi) egli creò una corte sfarzosa, frequentata da poeti (Matteo Bandello,[67][68] Lucrezia Gonzaga[67] e Pietro Aretino[69]), artisti, diplomatici (Cesare Fregoso)[67] e ambasciatori (Antonio Rincon).[70] Nel 1516 transitò per Castel Goffredo l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo mentre inseguiva le truppe francesi,[71] e un altro imperatore, Carlo V, fu ospite di Aloisio il 28 giugno 1543 e ottenne le chiavi della fortezza.[72][73][74] Aloisio Gonzaga morì il 19 luglio 1549 e la sua fu una successione travagliata. Gli succedette inizialmente il primogenito Alfonso Gonzaga[75] che governò la città dal 1549 al 1592, anno in cui morì assassinato, per motivi ereditari, alla Corte Gambaredolo per mano dei sicari del nipote Rodolfo Gonzaga[76] di Castiglione, fratello di san Luigi.[77]

Pianta di Castel Goffredo all'inizio del Cinquecento[78]

Rodolfo prese possesso della fortezza e governò Castel Goffredo con terrore.[79] Il popolo castellano non accettò i soprusi e organizzò una congiura che portò all'assassinio del marchese il 3 gennaio 1593, mentre si recava alle funzioni religiose nella chiesa prepositurale di Sant'Erasmo.[80][81] Con la sua morte senza figli maschi si concludeva anche la storia della località come feudo autonomo gonzaghesco[82] e la breve signoria dei "Gonzaga di Castel Goffredo".[83]

Dopo una lunga disputa presso la corte imperiale di Rodolfo II tra il terzo marchese di Castiglione Francesco Gonzaga e il duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga, nella quale intervenne nel 1602 come ambasciatore, senza risultato, Lorenzo da Brindisi,[84] la città venne definitivamente aggregata per decreto imperiale nel 1603 al ducato di Mantova[85] e ne seguì le sorti sino al 1707 quando l'ultimo dei Gonzaga, il duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers, fu destituito dall'imperatore Giuseppe I d'Asburgo e costretto all'esilio.[86]

L'occupazione austriaca determinò l'occupazione della città e la requisizione dei magazzini di rifornimenti[86] e fra il 1705 e il 1706 soldati austriaci saccheggiarono Castel Goffredo, traendo in ostaggio anche alcuni abitanti.[87] Nel 1796 Napoleone Bonaparte spinse gli austriaci oltre il Mincio e nel 1797 l'Austria cedette la Lombardia ai francesi.[88] Il 13 maggio di quell'anno Castel Goffredo fu occupata dalle truppe francesi.[89] Si susseguirono i governi austriaci nel 1799, francesi dal 1801 al 1814 e di nuovo austriaci sino al 1866.[90]

Negli anni del 1848 Castel Goffredo fu il centro cospirativo antiaustriaco dell'Alto Mantovano e contò la presenza di numerosi patrioti,[91][92] capeggiati dal castellano Giovanni Acerbi, che diventerà in seguito intendente dei Mille di Garibaldi.[93] La congiura venne scoperta e portò come conseguenza la tragica pagina dei Martiri di Belfiore.[94]

Nel 1859, dopo la battaglia di Solferino e San Martino che coinvolse anche il territorio di Castel Goffredo essendo qui schierato il 3° corpo d'armata del generale Canrobert,[95] la città venne aggregata al Regno di Sardegna e nel 1861 entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel 1871 venne fondata la Società Operaia di Mutuo Soccorso che nel 1900 contò trecento iscritti.[96]

Il 1925 segnò la svolta economica ed industriale di Castel Goffredo: aprì infatti il primo calzificio, il NO.E.MI., destinato a scrivere la storia della industrializzazione dell'area.[97] Il 19 settembre 1926 Castel Goffredo fu sconvolta dall'assassinio ad opera dei fascisti del maestro cattolico Anselmo Cessi.[98]

Dopo la seconda guerra mondiale Castel Goffredo ha avuto un grande sviluppo economico,[24] divenendo un centro industriale di primaria importanza per l'industria tessile, grazie alla consistente produzione di calze da donna, collants e filati.[24]

Ha acquisito il titolo di città nel 2002.[99]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del comune

Lo stemma municipale di Castel Goffredo rappresenta un castello a merlatura ghibellina, formato da tre torri coperte in muratura. È evidente il riferimento al castello della città e ai suoi baluardi difensivi denominati torrioni. La prima raffigurazione dello stemma è visibile in due documenti del 1738 e del 1779 conservati nell'archivio storico del comune.[100]

  • Blasonatura stemma
« D'argento, al castello di rosso, mattonato di nero, merlato alla ghibellina di cinque, munito di tre torri coperte, la torre centrale più alta e più larga, esso castello fondato in punta, chiuso di nero, finestrato di cinque dello stesso, tre finestre quadrangolari nelle torri, due tonde nel corpo del castello. Ornamenti esteriori da Città.[101] »
L'attuale stemma del comune di Castel Goffredo è stato concesso con D.P.R. 12 settembre 2003.[102]
  • Blasonatura gonfalone
« Drappo partito di bianco e di rosso.[101] »

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Il comune di Castel Goffredo si fregia del titolo di città ottenuto con D.P.R. del 27 settembre 2002.[99]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose in città[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di Santa Maria del Consorzio: ignota l'epoca di costruzione,[107] venne eretta entro la prima cinta muraria dell'antico borgo di Castelvecchio e si apriva sull'attuale piazza Gonzaga. Nel XIII secolo appartenne alla "Congregazione di Santa Maria di Castel Goffredo" per mutuo soccorso, che la chiamò inizialmente chiesa di Santa Maria. Venne ricostruita totalmente nel 1434 in stile tardo gotico. Abbattuta nel 1986 per fare posto ad un edificio di civile abitazione, dell'antica chiesa si conserva solo l'abside poligonale con volta a ombrello, alcune epigrafi aloysiane e il portale in marmo bianco (1532) posti sul fianco della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo,[108] alcuni affreschi del Cinquecento ed il campanile quattrocentesco,[109] con bifore e monofore.

Architetture religiose fuori città[modifica | modifica sorgente]

  • Convento dell'Annunciata: il convento, appartenuto anticamente al territorio di Castel Goffredo,[115], sorge nel comune di Medole. Ebbe origine da una donazione fatta da Guglielmo Luchino (o Venturella Lucchini) di Castel Goffredo di un oratorio privato con casa ed orto contigui (esistenti già nel 1445[116]), assegnata agli Eremitani di Sant'Agostino con breve di Papa Callisto III del 1455.[117] Il complesso, in stile gotico, è costituito da tre fabbricati disposti attorno al giardino, comprendenti quattro sale a volto, il chiostro, un rustico e la piccola chiesa.[118]
Edicola sacra in frazione Gambina, nella campagna di Castel Goffredo

Chiese e oratori campestri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese e oratori campestri di Castel Goffredo.

La zona circostante Castel Goffredo, corrispondente alla rispettive frazioni, è stata interessata dalla costruzione di oratori campestri e chiesette sparse nella campagna fin dal XVI secolo.[119][120]

Edicole sacre[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Edicole sacre di Castel Goffredo.

Numerose sono anche le edicole sacre sparse sul territorio comunale che costituiscono un vero e proprio luogo di culto, vantano antiche tradizioni e sono il segno di una religiosità assai diffusa.[121]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Gonzaga-Acerbi: residenza castellata risalente al 1350,[122] occupa l'intero fronte settentrionale di piazza Mazzini.[123][124] In stile neoclassico, subì diverse modifiche, la più importante nel Settecento. È stata la residenza di tutti i signori che si sono succeduti a Castel Goffredo, iniziando dai Gonzaga di Mantova.
Palazzo Riva (in campagna) nel 1990
Casa del Pretore
  • Palazzo Riva (in campagna): edificio a sud della città in stile neogotico risalente al 1840, ora in disuso, era la residenza estiva ed azienda agricola della nobile famiglia Riva di Castel Goffredo.[130] Intorno al 1840 in alcuni locali del palazzo, Bartolomeo Riva iniziò la coltura del baco da seta su scala industriale, sul modello francese della bigattaia di Camille Beauvais.[55] È sito in via Molino Nuovo ed è attualmente in disuso.
  • Monte di Pietà: l'edificio è situato nel vicolo Monte Scuole (ex vicolo del Monte) dal 1877,[32] anno in cui fu trasferita dal comune la sede del vecchio Monte di Pietà, dal 1798 posta nella chiesa di Santa Maria del Consorzio.[133] Il fabbricato fu poi adibito a uso scolastico.
  • Villa Beffa: in stile rinascimentale della seconda metà del XVI secolo,[134] è sita in via Beffa a 2 km. dal centro ed è appartenuta alla famiglia Beffa, residente a Castel Goffredo dal 1337.[134]
  • Ospedale Vecchio: edificato agli inizi del Cinquecento,[32] era la sede della "Congregazione di Santa Maria di Castel Goffredo" per mutuo soccorso che, nel 1784, istituì un piccolo ospedale.[137] Attualmente è un edificio di civile abitazione, posto all'angolo tra via Mantova e piazzale Marconi.[32]
  • Casa del Pretore: collocata all'angolo tra via Botturi e via IV novembre, è un edificio risalente al 1600.[139] Fu in seguito trasformato in asilo infantile (1630) e poi in casa del commissario distrettuale quando Castel Goffredo divenne capoluogo di distretto.[32]
Casa colonica nella campagna circostante

Corti coloniche[modifica | modifica sorgente]

Nella campagna attorno a Castel Goffredo sono presenti numerose corti coloniche ben conservate, alcune delle quali di buon valore architettonico, risalenti al Cinquecento e al Settecento, comprendenti la casa padronale, l'aia centrale, la torre colombaia e le stalle.[135]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Torrazzo: di costruzione medievale[144] con coronamento a sbalzo sostenuto da mensoloni,[145] fu innalzato probabilmente nella seconda metà del XIV secolo[145] ad uso abitazione del vicario rappresentante dei Gonzaga di Mantova.[144] Chiude palazzo Gonzaga-Acerbi sul fianco destro in piazza Mazzini.
  • Castello: di origini medievali, il castello di Castel Goffredo sorgeva presumibilmente nella zona occupata, dalla metà del XIII secolo, dalla chiesa di Santa Maria (o chiesa in Castello), abbattuta nel 1986. Durante gli scavi per la realizzazione di un edificio di civile abitazione, vennero alla luce i resti di un edificio fortificato medievale che farebbero supporre all'esistenza del castello, sulle rovine del quale sorse la predetta chiesa.[152]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Vie e piazze[modifica | modifica sorgente]

Piazza Mazzini
  • Piazza Mazzini: risultato di un progetto rinascimentale[142] e coincidente con l'antico foro romano,[142] è il cuore della città, sulla quale si affacciano il palazzo Gonzaga-Acerbi, la chiesa prepositurale di Sant'Erasmo, il Palazzo Municipale e i caratteristici portici con i negozi dei commercianti. Da sempre centro politico della città, in essa si svolgono le principali manifestazioni folcloristiche. Nella storia ha subito diversi cambi di denominazione: piazza del Ponte dell'Olmo, poi piazza d'Armi, piazza Umberto I e quindi piazza Mazzini.[153]
I portici cinquecenteschi
  • Piazza Gonzaga: con piazza Castelvecchio è la più antica della città. Si apre sul fianco destro del Palazzo Municipale ed è chiusa a sud dalla torre civica. La piazza faceva parte del primo nucleo abitato, Castelvecchio, e su di essa si sono affacciati, nel corso dei secoli, il castello di Castel Goffredo e la chiesa di Santa Maria del Consorzio, oggi scomparsi.[154]
  • Portici di piazza Mazzini: di origine cinquecentesca e selciati nel 1838 con lastre arenarie di Sarnico,[155] chiudono piazza Mazzini sul lato sud e sono caratterizzati dalla presenza di diverse attività commerciali.[126] All'interno del centro storico e sino agli inizi dell'Ottocento era presente un altro ordine di portici, che percorreva l'antica contrada del Ponte dell'Olmo (ora via Botturi) partendo da contrada Colonna (attuale via Acerbi).[32]
  • Castelvecchio (Castellum vetus): è la parte più antica di Castel Goffredo, di origine medievale e costituiva il primo nucleo abitato.[156] Comprende piazza Gonzaga, piazzetta Castelvecchio, adibita a spettacolo all'aperto e concerti, e i caratteristici vicoli stretti: vicolo Pozzo, vicolo Carlo V, vicolo Teodoro da Castel Goffredo, via Manzoni (antica contrada Cavallara), vicolo Cannone e vicolo Remoto.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento ai caduti: gruppo scultoreo in marmo bianco posto nei giardini pubblici di piazzale della Vittoria. Fu realizzato nel 1925 dallo scultore Timo Bortolotti - artista che si esprimeva con forme che si ispiravano a un ritorno all'antico[126][157] e all'idea del classico[158][159] - ed inaugurato il 10 maggio 1925 dal deputato mantovano Gino Maffei (1890-1938). La costruzione è posta al di sopra di tre gradini e costituita da una figura femminile[160] racchiusa tra due colonne di stile ionico sormontate da fregio e architrave su cui spicca la citazione latina Per aspera ad astra. Alla base del monumento sono poste le lapidi a ricordo dei caduti delle due guerre.
  • Monumento a don Aldo Moratti: scultura in bronzo del 1986, opera di Luciano Scalzotto, posta nella centrale via Mantova, raffigurante il sacerdote che conduce a mano una bicicletta e un ragazzo che tende la mano verso don Aldo.[161]
  • Monumento a Giovanni Acerbi: raffigurante il busto del patriota, collocata su un basamento di marmo bianco all'interno dei giardini pubblici di piazzale Marconi.[154] Realizzato nel 1999 su disegno dello scultore-pittore Vindizio Nodari Pesenti.
Annunciazione, bassorilievo in cotto (XV secolo)
  • Monumento alla Croce: Crocifissione in legno d'ulivo posta in prossimità del centro storico, in via Cesare Battisti. L'originale, in legno policromo del XV secolo, è collocato all'interno della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo.[162] Il monumento è stato inaugurato l'8 dicembre 1940.[163]
  • La Pigna: si tratta di un segnacolo funebre romano collocato su una colonna di marmo bianco,[164] posto nei giardini pubblici di piazzale della Vittoria, chiamato La Pigna per la sua forma. In origine la colonna si trovava al quadrivio "Colonna" tra via Garibaldi, via Botturi e via Acerbi[165] e sorreggeva il Leone di san Marco, simbolo della dominazione veneta su Castel Goffredo.[166] Rimase in questo luogo sino al 1827.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Giardini pubblici di piazzale Marconi
Lungo Tartaro
  • Giardini pubblici: sono collocati quasi nel cuore del centro cittadino e occupano l'area antistante la seconda cerchia delle mura, ora demolite, corrispondenti a piazzale della Vittoria e piazzale Marconi. Ospitano al loro interno diversi monumenti commemorativi.[167]
  • Parco La Fontanella: ex colonia estiva elioterapica inaugurata nel 1930,[168] ora trasformata in parco pubblico e sede di spettacoli all'aperto. È dotata di sala convegni per manifestazioni pubbliche e si trova in piazzale Martiri della Liberazione.
  • Lungo Tartaro: èun percorso ciclopedonale che permette di passeggiare nei pressi del torrente Tartaro, tra via Monteverdi e via Ubertini, a contatto con la vegetazione fluviale e la fauna costituita da anatre, oche selvatiche e gallinelle.
  • Tenuta Sant'Apollonio: parco giardino situato alla periferia ovest di Castel Goffredo, a circa 3 km dal centro, in via Casalpoglio. Sorto nel 1973 e gestito da una ONLUS locale, consta di un'area di 70.000 m² comprendente aree fiorite, specie arboree della pianura padana e un grande giardino di piante officinali.Comprende anche un bosco con alberi di alto fusto e laghetti dove vivono aironi, germani, garzette e pesci.[169]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 Castel Goffredo era il 7º comune più popoloso della provincia di Mantova,[15] il comune superiore a 5.000 abitanti con il più alto tasso di natalità nella provincia (13,5%)[171] e il comune con l'età media più bassa nella provincia (39 anni).[171]

Al 31 dicembre 2010 la popolazione era pari a 12.094 abitanti.[171] L'aumento della popolazione è dovuto soltanto ai flussi migratori perché il saldo naturale è negativo.[172]

Abitanti censiti[173]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Castel Goffredo, come quasi tutti i comuni della provincia di Mantova, è un comune multietnico,[174] con una presenza significativa di cittadini stranieri (20,10%).[175]

Al 31 dicembre 2012 risiedevano in totale 2.637 persone appartenenti alle seguenti principali nazioni di origine:[176]

  1. Bangladesh, 587
  2. Cina, 453
  3. Marocco, 239
  4. Sri Lanka, 237
  5. India, 158
  6. Romania, 152
  7. Vietnam, 77
  8. Macedonia, 72
  9. Ghana, 67
  10. Nigeria, 64

Lingua e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto alto mantovano e Dialetto lombardo orientale.

Oltre alla lingua italiana, a Castel Goffredo non sono ufficialmente riconosciute altre lingue. Il dialetto locale è il dialetto alto mantovano, ma, essendo la località posta nell'alto mantovano al confine con la provincia di Brescia, si parla un dialetto fortemente contaminato dal vernacolo bresciano.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il monumento alla Croce, all'entrata della città
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Mantova e Disciplini del Mantovano.

Già nel XIII secolo a Castel Goffredo era presente una casa degli Umiliati,[177] congregazione religiosa dedita alla preghiera e alla lavorazione della lana. Risale al 1288 la presenza in città della "Congregazione di Santa Maria di Castel Goffredo" (o "Congregazione della Misericordia"), sul modello della Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo,[178] movimento dedito alla preghiera e alla carità, che aveva la sua sede nella chiesa di Santa Maria del Consorzio.[179][180]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Castel Goffredo.

È del 1468 il primo documento che attesta la presenza in città di una comunità ebraica.[181]

Nel 1543 in alcune località nello Stato gonzaghesco (Castel Goffredo, Gonzaga e Viadana) si manifestarono le prime teorie luterane, che misero preoccupazione nel cardinale Ercole Gonzaga, vescovo di Mantova.[182]

Nel 1568, per volere del marchese Alfonso Gonzaga, si insediò a Castel Goffredo la famiglia Norsa di Mantova che istituì il banco dei pegni.[183] Fu creata anche la sinagoga, andata perduta, che era collocata nell'attuale vicolo Remoto.[184]

Sono presenti attualmente due parrocchie appartenenti alla diocesi di Mantova: la parrocchia di Sant'Erasmo nel centro storico e la parrocchia di San Lorenzo in frazione Casalpoglio, che sino al seconda metà del Settecento appartenevano alla diocesi di Brescia, per passare poi alla diocesi di Mantova,[185] vicariato San Carlo Borromeo.[186]
Del territorio castellano faceva parte anche la parrocchia autonoma di Santa Margherita in frazione Bocchere, che dal 1986 è stata estinta e accorpata alla parrocchia di San Martino Gusnago.[187]
Il 1º gennaio 1725 il consiglio comunale di Castel Goffredo dichiarò san Luca patrono della città.[6]
La religione maggiormente praticata nel comune è, come per l'Italia, quella cattolica; gli stranieri invece sono in prevalenza induisti, sikh e musulmani.[15] In città esistono anche alcune famiglie di testimoni di Geova.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Carnevale di Castel Goffredo (Ultimo venerdì di carnevale): Storico carnevale, tra i più antichi d'Italia, risalente al 1872[188] che ha la sua maschera caratteristica in Re Gnocco, monarca dai pieni poteri. Ogni quattro anni, nel giorno della sua incoronazione, il "venerdì gnoccolaro", pronuncia il discorso della corona e ai suoi sudditi affamati vengono distribuiti gratuitamente gli gnocchi. Quindi dà il via ai festeggiamenti, con sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati nella rinascimentale piazza Mazzini.[189]
  • Fiera di San Giuseppe (19 marzo), caratterizzata dalle esposizioni agricolo-floreali.[126]
  • Festa di Sant'Erasmo e della città (2 giugno)[188]: in occasione della ricorrenza del compatrono di Castel Goffredo si organizzano concerti, visite alla città ed esposizioni. Viene anche assegnato dal Comune l'Erasmo d'oro al cittadino che ha maggiormente illustrato la città nel campo della cultura.[126]
  • Festa del Tortello amaro di Castel Goffredo (terza settimana di giugno): annualmente nel Parco La Fontanella si svolge la festa in onore del piatto tipico locale, il Tortello Amaro di Castel Goffredo, durante la quale è possibile gustare questa specialità.[190]
  • Fiera di San Luca (18 ottobre): antica fiera istituita, assieme al mercato del giovedì, con decreto del 1º luglio 1457 da Alessandro Gonzaga, figlio di Gianfrancesco Gonzaga I marchese di Mantova.[191] Si svolge nel centro storico della città ed è caratterizzata dalla presenza di numerose bancarelle e un ampio luna park allestito per l'occasione.[126]
Il mercato del giovedì
  • Libri sotto i portici (prima domenica del mese): mercato specializzato di libri nuovi e vecchi, usati, riviste e dischi in vinile. Si tiene sotto i portici di piazza Mazzini e di via Italia.[192]
  • Mercato settimanale del giovedì: il mercato ambulante del centro storico è una delle tradizioni popolari più antiche e significative della città, essendo stato istituito con decreto del 1º luglio 1457 dal marchese Alessandro Gonzaga.[193][194] Al giovedì si svolge in parte del centro storico e in piazzale Martiri della Liberazione.[195]

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ospedale Vecchio (Castel Goffredo).

È presente l'Istituto Scientifico di Riabilitazione di Castel Goffredo, aperto nel 1990, ospedale di rilievo nazionale ad alta specializzazione per quanto attiene alla Medicina riabilitativa.[196]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca comunale è situata in piazza Giacomo Matteotti.[197] Possiede attualmente un patrimonio di circa 18.000 volumi (di cui 6.000 per ragazzi), disposti a scaffale aperto. Si può interrogare il catalogo on-line della biblioteca attraverso l'OPAC (Online Public Access Catalog) del Catalogo Collettivo delle Biblioteche della Provincia di Mantova.[198] Su appuntamento è possibile consultare la documentazione anteriore al 1870 dell'archivio storico del comune di Castel Goffredo, di cui è disponibile l'inventario on-line (inventario archivio storico).

Scuole elementari Giovanni Acerbi

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio comunale sono presenti le seguenti tipologie di scuole:[199]

Musei[modifica | modifica sorgente]

L'unico museo della città è rappresentato dalla cappella del Tesoro della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo in piazza Mazzini, nel quale sono esposte alcune delle opere d'arte più preziose legate alla storia della chiesa, che racconta attraverso sculture, manoscritti, argenti e reliquiari l'evoluzione della fede e dell'arte dal Quattrocento al Settecento.[200][201][202]

La cappella del Tesoro fa parte di un progetto più ampio in via di allestimento la cui apertura è prevista per il 2013, il MAST (Museo Archivio Storia),[203] che sarà costituito da: Museo Corsini-Tosani, museo della città e del territorio dell'alto mantovano, in cui saranno conservate opere d'arte che appartengono alla storia di Castel Goffredo; Archivio storico parrocchiale, ricco di documenti antichi risalenti al Trecento; Antica libreria del clero di Castel Goffredo, costituita da oltre mille volumi, alcuni rarissimi, di filosofia, storia, diritto e teologia risalenti al Quattrocento; Biblioteca di storia dell'arte e di storia locale, composta al momento di ottocento volumi, con specializzazione nella scultura lignea.[204]

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

  • Radio Alfa
Ha la sua sede nella centrale via Botturi ed è stata una delle prime emittenti radiofoniche dell'alto mantovano essendo stata fondata nel giugno 1977. Trasmette localmente in FM 88.8 MHz.[205]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

  • Il Tartarello
Rivista trimestrale di cultura e attività castellane, fondata all'inizio del 1977. Edita da Edizioni Vitam, ha la sua sede in via Beffa a Castel Goffredo. Pubblica articoli legati alla storia locale, biografie di personaggi e tradizioni del territorio.[206]
  • In Piazza
Periodico del comune di Castel Goffredo, nato nel 2001.[207]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Gli ebanisti

A Castel Goffredo, in frazione Zecchini, tra il Seicento ed il Settecento operarono numerosi falegnami ed ebanisti che prestarono la loro opera a favore del comune e delle chiese locali. A testimonianza della loro arte sono rimasti numerosi manufatti di pregio (confessionali, armadi, banconi, ancone e inginocchiatoi) collocati prevalentemente all'interno della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo. I più illustri furono: Adriano Tosani, Pompeo e Costanzo Redini, Antonio e Massimo Ferrari, Pietro Zecchini.[208]

I Chiaristi

Nella prima metà del Novecento l'alto mantovano ed in particolare Castel Goffredo[209] e Castiglione delle Stiviere sono stati i luoghi prediletti di ritrovo e di frequentazione artistica dei pittori mantovani facenti parte del movimento artistico chiamato "Chiarismo lombardo", lasciando una traccia importante della zona nei loro dipinti. Avevano eletto come maestro il professore castiglionese Oreste Marini e facevano parte del gruppo, tra gli altri, i pittori Maddalena (Nene) Nodari, nata a Castel Goffredo, Umberto Lilloni e Angelo Del Bon.[210][211]

Musica[modifica | modifica sorgente]

L'origine del gruppo musicale "Banda cittadina di Castel Goffredo" si fa risalire al 1852. Ha partecipato a numerosi raduni bandistici. Dal 1996 è gemellata con la banda musicale di Valbrona (Co) e con la Filarmonica Santa Cecilia di Zele in Belgio. È composta attualmente da 42 elementi.[212][213]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina mantovana e Prodotti agroalimentari tradizionali lombardi.

La cucina castellana è tipica dell'arte culinaria mantovana, profondamente legata ad antiche tradizioni contadine e al forte legame con le zone vicine, soprattutto l'Emilia-Romagna. I piatti caratteristici sono i primi piatti di pasta ripiena, tortelli e agnoli in testa.[214]

  • Primi piatti
    • Tortello Amaro di Castel Goffredo – è il piatto tipico locale, risalente ai tempi dei Gonzaga. Questa specialità di pasta ripiena viene cucinata utilizzando l'erba amara (o erba di San Pietro) tipica della zona, infine viene condita con abbondante burro fuso.[215] In onore di questo piatto tipico ogni anno, nella terza settimana di giugno, si tiene la tradizionale festa.[216]
    • Tortelli di zucca – piatto tradizionale per la sera della vigilia di Natale, fatto con la sfoglia d'uovo e farcita da un impasto di zucca bollita, amaretti, mostarda, formaggio grana e noce moscata. Sono conditi con burro fuso e una spolverata di grana grattugiato.[217]
    • Gnocchi di patate – vengono preparati con patate lesse, farina, pane secco e conditi con ragù di carne o pomodoro. Piatto tipico del Carnevale di Castel Goffredo, cucinato in onore di Re Gnocco, viene distribuito gratuitamente in piazza l'ultimo venerdì di carnevale.[218]
    • Beèr en vì – nome dialettale del Bere in vino, è una minestra in brodo di carne alla quale viene aggiunto il vino rosso.
    • Panàda - piatto unico di umili origini ma molto sostanzioso preparato con pane raffermo, olio di oliva, formaggio grana, brodo.[219]
    • Tridarì – nome dialettale di Pasta trita, è un composto di pasta all'uovo e farina bianca che, fatto seccare, viene tritato e servito in minestra di brodo di carne.[220]
  • Secondi piatti
    • Gallina ripiena - viene preparata utilizzando una gallina al cui interno è aggiunto un impasto costituito da pane grattugiato, sale, amaretti dolci, verdure, cipolla, carne tritata, mortadella. Viene lessata in acqua e servita calda.[221]
    • Salame cotto - piatto insaccato di carne suina a grana medio-fine e sottoposto a cottura in acqua bollente.[222]
    • Luccio in bianco - è un piatto a base di pesce d'acqua dolce dei torrenti locali lessato in acqua e pulito dalle lische. Si può gustare anche con una salsa composta da capperi, prezzemolo, acciughe sotto sale, aglio e cipolla.[223]
    • Polenta all'erba amara - preparata con farina di mais, burro, erba di San Pietro e grana grattugiato.[224]
    • Frittata – a base di uova e formaggio, viene aromatizzata con erba amara, germogli di luppolo, pesciolini di acqua dolce (in dialetto bos) o con le rane.[225]
Frittelle di carnevale
  • Dolci
    • Chisœl - è una focaccia preparata con farina, zucchero, burro, mandorle dolci, pinoli, uovo, scorza di limone e cotta al forno. Si può gustare intingendola nel vino bianco secco.[226]
    • Bisulà - è una ciambella preparata con di farina bianca, zucchero, burro, uova, latte, aromi e lievito.[227]
    • Sügol - nome dialettale di Budino di mosto d'uva, preparato durante la vendemmia con mosto di uva rossa e farina.[228]
    • Polenta dolce fritta – preparata con farina di cereali, acqua e sale. Viene fritta nell'olio e spolverata di zucchero.[229]

Tipici sono anche i dolci fritti preparati in occasione del carnevale: Frittelle (Frètule in dialetto),[230] Castagnole (Castagnòcc in dialetto)[231] e Lattughe (Latüghe in dialetto).[232][233]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 1993 con lo scopo di divulgare l'immagine di Castel Goffredo e del territorio mantovano nel mondo, è dedicato a Giuseppe Acerbi, illustre personaggio di Castel Goffredo del 1773, che fu viaggiatore ed esploratore. Nel mese di luglio avviene la proclamazione del vincitore.[234]

Persone legate a Castel Goffredo[modifica | modifica sorgente]

Ritratto del marchese Aloisio Gonzaga (1494-1549), capostipite dei "Gonzaga di Castel Goffredo"

Molti sono i personaggi il cui nome è rimasto legato a questa città: politici, scrittori, imprenditori e artisti. Tra essi ricordiamo i seguenti:

Visitatori illustri a Castel Goffredo[modifica | modifica sorgente]

Lapide commemorativa per la visita di Giuseppe Garibaldi

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mura di Castel Goffredo.
Via Andrea Botturi. Sulla destra la chiesa di San Giuseppe

Il centro storico di Castel Goffredo, ricostruito sul reticolo centuriale[264][265] e la disposizione nord-sud ed est-ovest delle vie, rimanda alle origini di epoca romana (I secolo d.C.).[265]

Il primo nucleo difensivo, denominato Castellum vetus (Castelvecchio)[266][267][268] e risalente al X secolo,[269] sorgeva ed era delimitato dalle attuali piazza Mazzini (palazzo Gonzaga-Acerbi), piazza Castelvecchio e vicolo Cannone ed era circondato da un fossato; l'ingresso era posto in corrispondenza dell'attuale via Manzoni.

All'inizio del XV secolo l'abitato costruito a ridosso di "Castelvecchio fu circondato da un secondo ordine di mura[270] e da un fossato originato dal corso dei torrenti Fuga e Tartarello.[271] Nella città fortezza vi erano inoltre sette torrioni difensivi[272] e quattro porte di accesso poste nelle attuali vie Mantova (Porta di Picaloca), Manzoni (Porta di Sopra), Botturi (Porta del Povino) e Poncarali (Porta di Poncarale).[273] Le vie del centro storico hanno mantenuto la fisionomia medioevale.[32] Il territorio comunale era suddiviso in cinque quartieri: Borgo, Picaloca, Povino, Poncarali e Selvole.[274]

Fino alla prima metà dell'Ottocento, l'abitato di Castel Goffredo (4.000 abitanti circa)[32] si sviluppava principalmente all'interno del limite dell'antico borgo.

Piazza Castelvecchio, frammento di cippo confinario austriaco del 1756 delimitante la Repubblica di Venezia e l'Impero d'Austria

A partire dalla seconda metà dell'Ottocento iniziò lo sviluppo del borgo al di fuori della cinta difensiva, abbattuta nel 1893. Negli anni tra il 1900 ed il 1911 vi fu un aumento significativo della popolazione, che passò a 5.400 abitanti.[32] In questo periodo nel territorio castellano si svilupparono le numerose frazioni circostanti (18), molte delle quali si dotarono di chiesa e scuola.[32]

Nel 1915 vennero soppresse le fosse che delimitavano le mura esterne.[275] Intorno al 1920[276] sorsero le prime costruzioni di civile abitazione nella zona a sud-est del paese, corrispondente alle attuali via Bonfiglio e viale Europa. In questi anni nasce a Castel Goffredo la prima industria tessile, il Calzificio NO.E.MI., destinato ad incidere profondamente nello sviluppo economico ed urbanistico della città.

Dal secondo dopoguerra lo sviluppo è stato ininterrotto[277] e la crescita urbanistica della città è andata di pari passo con la industrializzazione dell'area, di primaria importanza per il settore tessile. Negli anni sessanta si è assistito alla crescita dei laboratori artigianali tessili, che impiegavano principalmente risorse a carattere famigliare. Successivamente, intorno agli anni settanta, si è insediata la prima zona industriale della città.[32] In questo periodo è avvenuta anche la trasformazione del territorio agricolo a causa dell'inurbamento e l'alterazione al sistema vegetazionale.[32]

L'aumento considerevole della popolazione e delle industrie ha portato, negli anni settanta, alla pianificazione a livello comunale, affidando la programmazione delle nuove espansioni a strumenti urbanistici (Piano Regolatore Generale). Nel periodo vengono ampliati anche i servizi, con la costruzione del nuovo ospedale e della scuole media statale e materna.[32]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Frazioni di Castel Goffredo.

Oltre al centro cittadino, il comune di Castel Goffredo comprende diciotto frazioni[154] e varie località distribuite al di fuori del perimetro urbano.

Altre località del territorio[modifica | modifica sorgente]

Corte di Gambaredolo con l'oratorio di San Carlo

Fanno parte del territorio comunale anche gli agglomerati sparsi in campagna di Boccardi, Cascina Frino, Malcantone, Poiano di mezzo, Ravenoldi, San Pietro e Traversino.[279]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Castel Goffredo, la campagna circostante

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Castel Goffredo è provvisto di numerose cascine e campi coltivati, che vengono riforniti per l'irrigazione anche dalle abbondanti acque delle numerose risorgive presenti.[31] Ben poco resta dei gelsi, introdotti nella zona sin dal XV secolo dai signori di Mantova, che nell'Ottocento fecero prosperare il settore tessile cittadino.[280] Le coltivazioni sono costituite principalmente da granoturco, frumento, soia e pomodoro per l'industria conserviera. Sono presenti sul territorio diverse aziende con allevamenti di bovini e suini.[281]

Industria e artigianato[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti sul territorio 751 attività commerciali e artigianali tra imprese, ditte, negozi e professionisti.[282][283]

Castel Goffredo, zona industriale
  • Calze e filati
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Distretto N. 6 Castel Goffredo - Tessile - Calzetteria.
L'economia di Castel Goffredo e delle zone circostanti è tradizionalmente legata al settore tessile ed in particolare a quello della calza, soprattutto da donna. Castel Goffredo è infatti conosciuta in tutto il mondo come la "città della calza" ed è al centro dell'importante distretto industriale numero 6[25] per la produzione di calzetteria femminile,[24] nel quale lavorano circa 12.000 addetti (dato riferito al 2008[25]. Nel 2013 gli addetti sono circa 7.500[284]).
Già nel XIII secolo annoverava la presenza in città di una casa di Umiliati,[177] religiosi e lavoratori della lana. L'inizio della calza tessuta con macchinari si deve a William Lee, inglese di Calverton, che nel 1596, inventò il primo telaio a mano.[32] Alla fine del Settecento il colonnello Giacomo Acerbi iniziò la coltivazione del baco da seta ed aprì, attigui al suo palazzo, una filanda e un filatoio con l'approvazione del governo austriaco.[285] Intorno al 1840 Giuseppe Acerbi iniziò un esperimento importante: l'allevamento autunnale dei bachi da seta nella sua tenuta "La Palazzina".[286] Nello stesso periodo un altro castellano, Bartolomeo Riva, presso la sua residenza estiva di "Corte Palazzo" dava vita alla coltura del baco su scala industriale, sul modello francese della bigattaia di Camille Beauvais.[287][288] Nel 1846 Castel Goffredo contava già sul suo territorio tre filande e quattro filatoi, che rappresentavano l'embrione di un futuro distretto tessile. Gli inizi della sua industrializzazione risalgono al 1925,[289] quando aprì il primo calzificio, il NO.E.MI. (dal cognome dei proprietari Achille Nodari, Delfino ed Oreste Eoli) che produceva inizialmente calze di cotone e successivamente di seta.[290] Questa azienda iniziò la propria attività grazie all'importazione dalla Germania di alcuni telai meccanici (tipo "Cotton") che permisero l'inizio della produzione di calzetteria con sistemi semi-industriali. Da questa prima esperienza, e grazie all'iniziativa di alcuni ex operai che avevano lavorato al calzificio, negli anni cinquanta sorsero i primi laboratori artigianali di calzetteria e la prima azienda produttrice di filato che con il passare degli anni si trasformarono in grandi aziende tessili (Levante Spa, Fulgar Spa).
Nell'ultimo decennio si è verificata, in parte, la diversificazione produttiva verso la creazione di intimo femminile.[291]
  • Fari e proiettori
Negli anni ottanta si è molto sviluppato il settore della produzione di fari e proiettori per teatri, discoteche e illuminazione di monumenti,[292][293] con diverse aziende che esportano in tutto il mondo.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

I servizi sono garantiti da 466 attività che dichiarano 1.537 addetti pari al 15,63% della forza lavoro occupata e 61 attività amministrative con 427 addetti pari al 4,59% della forza lavoro occupata.[294]

La cittadella della sanità
  • Servizio acquedotto
A Castel Goffredo è presente l'acquedotto comunale, gestito da SISAM che si occupa anche di depurazione delle acque.[295]
  • Casa di riposo
Edificio comunale Il Gelso situato in zona sud della città, si sviluppa su due piani ed accoglie 30 anziani.[296]
  • Cittadella della sanità
Struttura comunale sita nel centro della città che ospita medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale ed ambulatori specialistici dipendenti dal Distretto socio-sanitario di Asola.[297] Nei giorni di sabato e domenica funziona il servizio di guardia medica.[298]
  • Piattaforma ecologica
Nella zona periferica della città in frazione Villa sorge la piattaforma ecologica comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti gestita da SIEM.[299]
Ingresso al centro storico

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo turistico della zona è legato principalmente alla vicinanza della città di Castel Goffredo con il lago di Garda e con le colline moreniche circostanti.[300]

Il comune di Castel Goffredo aderisce all'ente intercomunale di promozione del territorio “Associazione l'Aquila e il Leone”, che comprende undici comuni del Medio-Alto Mantovano, finalizzato a valorizzare le locali risorse culturali, tradizionali, turistiche e ambientali.[301]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Segnale stradale della seconda metà dell'Ottocento

Il comune di Castel Goffredo è attraversato da nord a sud dalla strada provinciale 8 chiamata anche "strada della calza", che collega Casaloldo, Medole e Pozzolengo e da ovest a est dalla strada provinciale 6 che collega Ceresara e Acquafredda. La strada provinciale 105 collega il comune di Carpenedolo.[302]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Nel 1839 venne istituita a Castel Goffredo una messaggeria di tre corse alla settimana che collegava Brescia a Mantova.[303]

Dal 1930 al 1933 Castel Goffredo era servita dalla linea della Tranvia Medole-Casaloldo (diramazione della Tranvia Cremona-Asola), con tram a carrozza unica chiamato "Norge", che collegava il basso lago di Garda fra Desenzano, Cremona e Piacenza.[304]

Il comune di Castel Goffredo è attualmente servito dall'azienda APAM di Mantova, che collega le città di Brescia e Mantova.[305]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amministrazione di Castel Goffredo nella storia e Sindaci di Castel Goffredo.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Castel Goffredo è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Dal 1786, all'atto della suddivisione della Lombardia austriaca in otto province,[307] al 1791, Castel Goffredo venne assegnato alla "Delegazione VI - distretto di Castel Goffredo".[308]

Dal 1816, all'atto della costituzione del Regno Lombardo-Veneto al 1853, Castel Goffredo fu sede del "Distretto VI" della Provincia di Mantova (Lombardo-Veneto).

Nel 1873 venne annesso al territorio municipale il comune di Casalpoglio, facente parte fino al 1867 della provincia di Brescia.[309][310]

Sport[modifica | modifica sorgente]

  • Calcio
L'"Associazione Calcistica Castellana Calcio"[311] nasce ufficialmente nel 1973 con l'affiliazione alla FIGC. I colori sociali sono il bianco e il celeste, è presieduta da Sergio Pezzini. Ha debuttato in Eccellenza nel campionato 1991-1992 e per sette anni; ultima stagione disputata nel 2004-2005. Ha debuttato in Serie D nella stagione calcistica 2005-2006. Nella stagione 2009-2010 i biancocelesti, nel girone D ma allargato alla Toscana, hanno calcato anche i campi di Pisa, Pontedera, Carpi e Chioggia.[312] Il 2010-2011 porta a Castel Goffredo un'altra grande novità: il primo derby con il Mantova.[313] La prima partita ufficiale in assoluto tra le due squadre avviene in Coppa Italia, dove al turno preliminare la Castellana viene sconfitta per 2-1.[314] Nel campionato di Serie D 2012-2013 si è classificata al settimo posto del girone B.[315] Attualmente (Serie D 2013-2014) sta disputando il Girone B.[311]
  • Tennis tavolo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tennistavolo Castel Goffredo.
La "Tennistavolo Castel Goffredo"[316] è una delle società più prestigiose a livello nazionale ed europeo e tra le più titolate d'Italia.[317] Nasce nel 1977 come squadra nelle attività dell'oratorio e subito iniziano i primi successi in campo provinciale.[316] Il primo traguardo importante viene raggiunto nel 1984, quando la squadra femminile esordisce per la prima volta in serie A.[316]
  • Tiro con l'arco
L'"Associazione Tiro con l'arco Sagittario" è nata agli inizi degli anni novanta per merito di alcuni appassionati di questo sport. Nel 1993 si è associata alla FITARCO e nel 1994 è stato inaugurato il nuovo campo di tiro nella zona industriale di Castel Goffredo.[318]
  • Tamburello
La "Polisportiva Castellana" ha raccolto l'eredità della prestigiosa società tamburellistica che nel Campionato italiano di tamburello fu Campione d'Italia 1947, 1950 e 1951.[319]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Stadio comunale
  • Stadio comunale
La struttura all'aperto con capienza di 1.000 persone accoglie le partite casalinghe dell'"Associazione Calcistica Castellana Calcio" che milita nel campionato di calcio 2011 - 2012 di Serie D.[311] È posto in via Svezia.[320]
Recente struttura coperta posta in via Svezia con capienza di circa 1.000 posti. Al suo interno si svolgono le principali attività sportive indoor: pattinaggio artistico, pallavolo, basket, calcetto, palla tamburello, tiro con l'arco ed è utilizzato per le partite casalinghe di Champions League della "Tennistavolo Castel Goffredo". Viene anche utilizzato per meeting, eventi culturali e musicali.[321] Nei giorni 6-7-8 dicembre 2013 nell'impianto si sono svolte alcune partite e le finali del "1° Campionato del mondo indoor di tamburello-Italia 2013".[322][323][324]
  • Piscina comunale
Inaugurata nell'estate 2013 è situata in via Svezia, a fianco del Palazzetto dello Sport. È costituita da due impianti, uno coperto e uno esterno.[325][326]
  • Palatennistavolo
Struttura coperta posta in via Puccini con capienza di circa 500 posti che viene utilizzata come campo di gara ufficiale della "Tennistavolo Castel Goffredo" maschile e femminile. Dall'ottobre 2010 l'impianto è stato dedicato ad Elia Mazzi, storico presidente della società negli anni più vittoriosi del club.[316]
Struttura coperta posta in via Puccini con capienza di circa 200 posti che ospita il campo di gara della "Società bocciofila Castel Goffredo".
  • Tiro con l'arco
Struttura all'aperto posta in Via Francia che ospita il campo di gara dell'"Associazione Tiro con l'arco Sagittario".

Personalità sportive legate a Castel Goffredo[modifica | modifica sorgente]

  • Nikoleta Stefanova, tennistavolista che ha militato nella "Tennistavolo Castel Goffredo", con il quale ha vinto due Champions' League e sei scudetti.[328]
  • Wenling Tan Monfardini, tennistavolista che ha militato nella "Tennistavolo Castel Goffredo", con il quale ha vinto sette scudetti.[329]
  • Alessia Arisi, ex tennistavolista della "Tennistavolo Castel Goffredo", con il quale ha vinto due scudetti.[330]

Note[modifica | modifica sorgente]

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  9. ^ Per la prima volta il nome del borgo veniva citato in un'opera letteraria: Matteo Bandello, Canti XI de le lodi de la signora Lucretia Gonzaga de Gazuolo, e del vero amore, col tempio di pudicizia, e con altre cose per dentro poeticamente descritte - Le III parche, canto V (1554 circa) [1].
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  13. ^ Èl Castèl in dialetto bresciano. Nel territorio circostante con il nome Castèl si è sempre inteso Castel Goffredo senza neppure citare l'appellativo di "Goffredo".
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  91. ^ Vignoli (1998), op. cit., p.18-33.
  92. ^ L'avversione al regime austriaco portò alla costituzione a Castel Goffredo di un gruppo clandestino di mazziniani, tra i quali Giovanni Acerbi e Omero Zanucchi, i cui nomi vennero alla luce nel 1852 durante una perquisizione a Castiglione delle Stiviere in casa dell'esattore comunale Luigi Pesci. Tra di essi vi erano: Alessandro Bertani (n. 1802), organista; Luciano Bertasi (n. 1830), barbiere; Luigi Betti (n. 1806), calzolaio; Ottaviano Bonfiglio (n. 1820), farmacista; Claudio Casella, possidente terriero; Carlo Cessi, caffettiere, nonno di Anselmo Cessi; Domenico Fiorio (n. 1796), farmacista; Luigi Gozzi (n. 1822), praticante notaio; Giacomo Luzzardi (n. 1816), oste; Anselmo Tommasi, possidente terriero; Andrea Zanoni, agricoltore. Tutti i congiurati furono arrestati, ad eccezione di Giovanni Acerbi che fuggì all'estero.
  93. ^ Bonfiglio (2005), op. cit., p.209-211.
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  144. ^ a b Berselli, op. cit., p.101.
  145. ^ a b Bonfiglio (2005), op. cit., p.306.
  146. ^ Vignoli (2010), op. cit., p.42.
  147. ^ Pergamena conservata nell'archivio comunale sulla transazione stipulata a Mantova il 12 giugno 1480 fra il marchese Ludovico Gonzaga signore di Castel Goffredo ed il comune.
  148. ^ Bonfiglio (2005), op. cit., p.291.
  149. ^ Bonfiglio (2005), op. cit., p.62.
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  160. ^ Questa figura di donna scatenò parecchie polemiche tra alcuni cittadini ed il comitato che sostenne l'opera, visto che la figura femminile è a seno scoperto. Panzetta, op. cit., p.13.
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  164. ^ Gualtierotti (2008), op. cit., p.122.
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  260. ^ Gozzi (2004), op. cit., p.101.
  261. ^ Lapide commemorativa posta sulla facciata del palazzo Gonzaga-Acerbi in piazza Mazzini.
  262. ^ Vignoli (1998), op. cit., p.20.
  263. ^ Lapide e busto di commemorazione nella cappella di Sant'Antonio della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo.
  264. ^ Gualtierotti (2008), op. cit., p.92.
  265. ^ a b Comune, op. cit., p.6.
  266. ^ Bonfiglio, op. cit., p.34.
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  269. ^ Berselli, op. cit., p.99.
  270. ^ Bonfiglio, op. cit., p.62.
  271. ^ Bonfiglio (2005), op. cit., p.61.
  272. ^ I torrioni difensivi, seguendo l'ordine nord est sud ovest, erano: Cavallara, San Giovanni, San Michele, Fontana del Moro, Disciplini, Poncarali, Sant'Antonio.
  273. ^ Bonfiglio (2005), op. cit., p.90.
  274. ^ Bonfiglio (2005), op. cit., p.126.
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  287. ^ Il procedimento inventato dal francese Camille Beauvais consisteva nell'espellere dalla bigattaia, con l'uso di grandi ventilatori, l'aria viziata sostituendola con aria fresca. Lo scopo era quello di passare, in meno di ventiquattro giorni, dalla semente alla formazione del bozzolo, risparmiando così tempo e manodopera. Il metodo però non portò i risultati sperati.
  288. ^ Cristiana Arrighi, Trame di seta. La genesi del distretto industriale di Castel Goffredo, Mantova, 1998.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Castel Goffredo.
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Altre fonti[modifica | modifica sorgente]

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