Leone di San Marco

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Rappresentazione del Leone Alato.
« Leone di San Marco, leone del profeta,
ad est di Creta corre il tuo vangelo.
Si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano:
la spada e non il libro hai nella mano. »
(Francesco Guccini, Asia)

Per Leone di San Marco o Leone Marciano o Leone Alato si intende la rappresentazione simbolica dell'evangelista san Marco, raffigurato in forma di leone alato. Altri elementi in varie combinazioni presenti sono: l'aureola sul capo e un libro ed una spada tra le zampe.

Il Leone di San Marco è secolare simbolo della città di Venezia, della sua antica Repubblica e attuale simbolo del Comune e della Provincia di Venezia, nonché della Regione Veneto e di numerosi altri enti ed amministrazioni civili e militari. Il Leone Marciano compare in tutte le città che sono state sotto il dominio della Repubblica Veneta (solitamente nelle piazze principali e nei palazzi storici). Lo si trova inoltre in bandiere, gonfaloni, stemmi, statue e monete. Compare inoltre nella bandiera navale sia mercantile che militare della Repubblica Italiana. La figura del leone di San Marco è anche il simbolo del premio del Festival del cinema di Venezia, ovvero il Leone d'Oro, delle Assicurazioni Generali e del Calcio Venezia. È infine usato dallo United States Army Africa (USARAF), già Southern European Task Force (SETAF), di base a Vicenza.

Lettura dell'immagine[modifica | modifica wikitesto]

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi tetramorfo e vox clamantis in deserto.
Rilievo del Leone di San Marco a Venezia.

La simbologia del Leone di San Marco deriva da un'antichissima tradizione delle Venezie, secondo la quale un angelo in forma di leone alato avrebbe rivolto al Santo, naufrago nelle lagune, la frase: «Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum.»[1] (Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo.) preannunciandogli che in quelle terre avrebbe trovato un giorno riposo e venerazione il suo corpo. Il libro, spesso erroneamente associato al Vangelo, ripropone proprio le parole di benvenuto del leone e, nella maggior parte delle rappresentazioni veneziane, si presenta aperto recando solitamente la scritta latina «PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEVS»

Bisogna ricordare anche che lo stesso san Marco, rappresentato in forma di leone, è tipico dell'iconografia cristiana derivante dalle visioni profetiche contenute nel versetto dell'Apocalisse di san Giovanni 4, 7. Il leone è infatti uno dei quattro esseri viventi descritti nel libro come posti attorno al trono dell'Onnipotente ed intenti a cantarne le lodi, poi scelti come simboli dei quattro evangelisti. In precedenza questi "esseri" erano stati descritti dal profeta Ezechiele nel suo libro contenuto nella Bibbia ebraica. Il leone è associato a Marco in funzione delle parole con le quali inizia il suo Vangelo in riferimento a san Giovanni Battista:

« Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.

Come è scritto nel profeta Isaia: "ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri". »

(Vangelo secondo Marco 1,1-3)

Il Battista vestiva nell'immaginario cristiano una pelle di leone (nonostante il Vangelo secondo Marco riporti che vestisse peli di cammello) e la frase evangelica della voce che grida nel deserto richiamava l'idea di un ruggito nel deserto.

Il leone simboleggia anche la forza della parola dell'Evangelista, le ali l'elevazione spirituale, mentre l'aureola è il tradizionale simbolo cristiano della santità.

Tuttavia il simbolo leonino esprimeva anche il significato araldico di maestà e potenza (tratto quest'ultimo sottolineato soprattutto dalla coda felina alzata), mentre il libro ben esprimeva i concetti di sapienza e di pace e l'aureola conferiva un'immagine di pietà religiosa. La spada, oltre al significato di forza, è invece anche simbolo di giustizia e difatti è ricorrente nelle rappresentazioni, antropomorfe e no, della Giustizia.

Erano dunque simbolicamente presenti tutti i caratteri con cui Venezia ama pensare e descrivere sé stessa: maestà, potenza, saggezza, giustizia, pace, forza militare e pietà religiosa.

Numerose le interpretazioni simboliche possibili riguardo alla combinazione tra spada e libro:

  • il solo libro aperto è ritenuto simbolo della sovranità dello Stato (numerose le raffigurazioni dei dogi inginocchiati davanti a tale rappresentazione);
  • il solo libro chiuso è invece ritenuto simbolo della sovranità delegata e quindi delle pubbliche magistrature;
  • il libro aperto (e la spada a terra non visibile) è ritenuto popolarmente simbolo della condizione di pace per la Serenissima, ma ciò non è suffragato da alcuna fonte storica;
  • il libro chiuso e la spada impugnata è invece popolarmente, ma erroneamente[2], ritenuto simbolo della condizione di guerra[3];
  • il libro aperto e la spada impugnata sarebbe infine simbolo della pubblica giustizia.

Tuttavia tali interpretazioni non sono universalmente accettate in quanto la Serenissima non codificò mai i propri simboli rappresentati in modo assai vario. Rare, ma presenti, sono anche raffigurazioni del leone privo sia del libro, che della spada, che talvolta dell'aureola (soprattutto nella rappresentazione statuaria).

Non rare le raffigurazioni in cui il leone poggia le zampe anteriori su una terra in cui spesso compare anche una città turrita e quelle posteriori sull'acqua: tale particolare rappresentazione intendeva indicare il saldo potere di Venezia sulla terra e sul mare.[4]

Differenti versioni del Leone di San Marco[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera della Repubblica di Venezia.gif
Coat of Arms of the Republic of Venice.svg

L'immagine del Leone di San Marco può essere rappresentata in due diverse posizioni:

  • andante, ovvero quando è possibile vedere per intero il corpo del leone di profilo, appoggiato su tre zampe mentre l'anteriore destra è poggiata sul libro: tipica raffigurazione presentata nei gonfaloni e nelle grandi statue, dove vi era abbondanza di spazio per riportare la rappresentazione completa;
  • in mołéca (pronunciato in mo'eca), in moleca o 'in maestà (anche in soldo o in gazzetta dal nome della moneta su cui era raffigurato)[5], in cui invece viene rappresentato il leone frontalmente e accovacciato, assumendo un aspetto che per la forma delle ali appare simile a quello di un granchio (ed in veneziano mołéca è il nome dei piccoli granchi in periodo di muta): una forma più utile da utilizzare negli stemmi e nei sigilli, dando una rappresentazione più raccolta.
  • 'rampante' di profilo e ritto sulle zampe posteriori.[5]
  • 'con berretto frigio' di profilo, senza spada e libro. Con questa iconografia era rappresentato nello stemma del regno d'Italia in età napoleonica.

Il simbolo del Reggimento lagunari "Serenissima" (detto "MAO" acronimo che deriva da "Mostrina Avambraccio Ordinaria", in quanto detto simbolo viene portato sull'avambraccio delle uniformi dei lagunari) è rappresentato da un Leone di San Marco in mo'eca nella sua versione popolarmente detta «da guerra» (quindi Vangelo chiuso e spada alzata), a cui fanno da cornice un'ancora e due fucili.

Il Leone Marciano nei gonfaloni della Repubblica Serenissima[modifica | modifica wikitesto]

Il Leone Marciano a protezione del Regno di Candia, in una raffigurazione del 1651.

Il più antico gonfalone e simbolo di Venezia era probabilmente costituito da una croce dorata in campo azzurro (i colori dell'Impero Bizantino, di cui la città faceva formalmente parte).

Con la traslazione in città del corpo dell'evangelista san Marco e la sua adozione a santo patrono della città e dello Stato, si prese a raffigurare il santo in figura umana negli stemmi e nei gonfaloni pubblici.

La prima raffigurazione di san Marco in forma di leone alato sembra fossero adottate nel 1261[6], quando con la caduta dell'Impero Latino Venezia strinse maggiori rapporti con l'Egitto, terra il cui sultano, Baybars, innalzava un leone andante quale stemma, e il porto di Alessandria d'Egitto, città di cui il santo era stato primo vescovo. In quest'epoca la raffigurazione preminente era quella del leone in moleca. A metà del XIV secolo si iniziò poi ad esporre gonfaloni nei quali campeggiava il classico Leone Marciano andante con libro e spada. Nella stessa epoca tale iconografia venne in generale adottata quale simbolo dello Stato.

Il gonfalone presentava il Leone Marciano su campo azzurro bordato di croci e decorazioni dorate su fascia rossa. Le sei fiamme rappresentavano i sei sestieri della città (oggi, nell'attuale gonfalone della Regione Veneto compaiono invece una fascia per ciascuna provincia).

Le navi della flotta usavano invece esporre lo stesso gonfalone, ma con campo rosso (come nell'attuale gonfalone della città di Venezia), colore sin dall'epoca romana associato alla forza militare.

Il Leone Marciano compariva poi inquartato anche nel tricolore dell'effimera Repubblica di San Marco, durante i moti risorgimentali del 1848.

Venne inoltre utilizzato per la bandiera delle Isole Ionie, antico possedimento veneziano, sotto protettorato russo-turco come Repubblica delle Sette Isole Unite (1800-1807 e 1815-1817) e successivamente come protettorato inglese come Stati Uniti delle Isole Ionie (1817-1864). Nella bandiera di questi due stati il leone reggeva una Bibbia chiusa su sette frecce che simboleggiavano le sette isole (Corfù, Cefalonia, Zante, Santa Maura, Itaca, Cerigo e Paxos). Nella bandiera degli Stati Uniti venne aggiunta nel cantone la Union Flag britannica.[7]

Attuale bandiera della città di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Con decreto del presidente della Repubblica 8 gennaio 1997, che segue quello del 6 novembre 1996 che stabiliva stemma e gonfalone, si stabilisce l'attuale foggia della bandiera e del sigillo della città di Venezia.

« Drappo alto cm 100, lungo cm 200, comprese le strisce di cui infra, di rosso seminato di fiamme d'oro, con la bordatura di rosso, orlata da filetti d'oro, interni ed esterni incrociantisi negli angoli ed ornata da ricami d'oro, caricata da otto quadretti di rosso, posti tre in alto, tre in basso, due nei fianchi, recanti i seguenti emblemi: in alto verso l'asta, l'arcangelo Gabriele, centralmente la sacra Colomba; attigua alle strisce, la beata Vergine annunziata; in basso verso l'asta, il simbolo di San Matteo Evangelista; centralmente la beata Vergine con il divin Figlio; attiguo alle strisce, il simbolo di san Luca evangelista; nei fianchi verso l'asta, il simbolo di san Marco evangelista; attiguo alle strisce, il simbolo di san Giovanni evangelista; tutti i detti simboli e le dette figure al naturale. Il drappo sarà caricato dal Leone Marciano, passante, sostenuto dal ristretto recante a sinistra la fascia desinente a punta, simboleggiante il mare ondoso, sostenente a destra il monticello cimato dal castello torricellato di tre pezzi, la torre centrale sostenente il vessillo con il drappo sventolante a sinistra; il leone tenente con la zampa anteriore destra il libro aperto recante le parole nella prima facciata, in quattro righe, PAX TIBI MARCE, nella seconda facciata, similmente in quattro righe EVANGELISTA MEUS; il tutto d'oro, con la scritta in lettere maiuscole romane di nero. »
(Decreto del presidente della Repubblica 8 gennaio 1997.)

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Statue, dipinti e monete[modifica | modifica wikitesto]

Bandiere e stemmi[modifica | modifica wikitesto]

Stemmi di comuni italiani recanti il Leone Marciano[modifica | modifica wikitesto]

Stemmi di frazioni italiane recanti il Leone Marciano[modifica | modifica wikitesto]

Bandiere di vari comuni italiani recanti il Leone Marciano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martin Garrett, Venice. Signal. ISBN 1-902669-29-0
  2. ^ Giorgio Aldrighetti, L’araldica e il leone di San Marco. Le insegne della provincia di Venezia. Marsilio, Venezia 2002. ISBN 88-317-8071-9
  3. ^ Articolo de L'Arena di venerdì 18 aprile 2008, p.22
  4. ^ www.iagi.info
  5. ^ a b De Biasi, p. 15
  6. ^ Maria Pia Pedani, Venezia tra Mori, Turchi e Persiani
  7. ^ Jonioetc

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario De Biasi, Il gonfalone di S. Marco, Venezia, Comune di Venezia (Ufficio Affari Istituzionali) - Ateneo Veneto, 1981.
  • Giorgio Aldrighetti, Mario De Biasi, Il gonfalone di San Marco. Analisi storico-araldica dello stemma, gonfalone, sigillo e bandiera della Città di Venezia, Venezia, Filippi Editore, 1998.

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