Pittura veneta

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La pittura veneta (o scuola veneta) è l'insieme delle correnti pittoriche che si svilupparono nell'area della Repubblica di Venezia per poi diffondersi in tutta Europa. Il mondo accademico sancisce la nascita ufficiale della pittura veneta nel XIV secolo. È in tal periodo infatti da ascrivere la cesura artistica dalla tradizione bizantina.

Trecento[modifica | modifica sorgente]

Paolo Veneziano, Altare portatile, 1324. Tempera e oro su tavola. Parma, Galleria nazionale.

Attorno al Trecento i pittori veneti si aprono sempre più alla pittura di terraferma e in particolari al movimento nordeuropeo e alle sue ambientazioni gotiche e moderne. Il primo e più famoso esponente del Trecento Veneto è Paolo Veneziano. Egli diede una interpretazione decisamente innovatrice alla pittura lagunare ed elaborò un linguaggio proprio e personale in equilibrio tra il mondo bizantino e i nuovi temi gotici, con una rinnovata vena neobizantina nella fase ultima della sua attività.

Rapporti con le Fiandre e la Germania[modifica | modifica sorgente]

Jacopo Bellini, Madonna col Bambino benedicente e cherubini, Venezia, Gallerie dell'Accademia.

Il contributo decisivo alla crescita del movimento pittorico Veneto è rappresentato dal fitto reticolo di scambi commerciali e culturali che la Serenissima aveva iniziato a tessere con il nord Europa, in particolare con le Fiandre e la Germania meridionale.

A partire dal Quattrocento tale dialogo si infittì e si arricchì di interventi artistici non solo nordici, ma anche toscani. A ciò si unisca l’opera del Mantegna da Padova e ben si comprende la creazione dell’humus artistico-culturale necessario per la nascita della grande pittura veneta. Qui emergono le figure di Cima da Conegliano e di Giovanni Bellini, fratello di Gentile Bellini e figlio di Jacopo Bellini (il più importante pittore veneziano della sua generazione), e il loro apporto unico nello sviluppo della tecnica del colore. A tali artisti veneti va il merito principale di dare alla scuola veneta quella caratteristica di profondità che emerge dall’ampliata gamma cromatica.

Vanno tenuti in considerazione altri aspetti che emergono dal “dialogo” con altri peculiari movimenti artistici: tra essi l’importanza assunta dal paesaggio e dal naturalismo in genere. Si pensi che allora era frequente infatti assumere i pittori nordici per la sola opera di integrazione delle parti del paesaggio nei quadri.

Un aspetto particolare, soprattutto alla luce della mancanza delle moderne tecniche di diffusione delle informazioni, è rappresentato dalla modalità in cui gli interscambi culturali avvenivano.

Il tessuto connettivo era rappresentato da più fattori:

  • la presenza di opere fiamminghe in molte collezioni private.
  • il soggiorno di artisti stranieri
  • l’aspetto forse determinante è però costituito dalle incisioni: tra tutte il movimento tedesco consentì ai pittori veneti già all'inizio del Quattrocento di trarre ispirazioni e indicazioni uniche.

Ecco che molti incisori “foresti” (stranieri) di passaggio nella Venetia oltre a vendere le proprie opere si applicarono nel copiare quelle di altri, per ragioni studio, ma anche di diritto commerciale (all'epoca non esisteva il diritto di proprietà intellettuale).

Sicuramente di rilievo sono i viaggi di Albrecht Dürer. Il suo ruolo fu duplice: agente del movimento del rinascimento nella propria terra germanica e influenzatore in particolare dell’arte ritrattistica nella Venetia, in particolare nell'area di Bergamo e Brescia.

Successo internazionale della pittura veneta[modifica | modifica sorgente]

Tintoretto, Susanna e i vecchioni. Gemäldegalerie, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Nei secoli a seguire - XV, XVI, XVII - la pittura veneta diviene internazionalmente apprezzata e richiesta, in particolare presso le corti imperiali e le signorie.

In terra Veneta è attivo Giorgione, che il Vasari colloca come allievo di Giovanni Bellini, da cui riprende il gusto per il colore e l'attenzione per i paesaggi. Egli era molto vicino agli intellettuali legati a famiglie patrizie. Da qui derivano molte delle sue commesse relative ritratti e opere di piccolo formato. Anch’egli affascina con il suo colore e i suoi paesaggi armoniosi, che spesso celano o sovrastano il significato criptico delle sue opere: fu il primo importante contributore al tonalismo.

Tra tutti, l’artista veneto più noto e richiesto del periodo è senz’altro il bellunese Tiziano Vecellio, inizialmente anche socio in affari con Giorgione, che lo influenzò decisamente, soprattutto nella parte iniziale della sua carriera. Egli, oltre alle doti pittoriche, in particolare nella tecnica personale dell’utilizzo del colore, dimostrò anche un’indiscussa abilità nel crearsi un reticolo di conoscenze che lo facevano spesso preferire ai suoi contemporanei per le commesse più importanti.

Il XVI secolo vide aprirsi il palcoscenico internazionale per la scuola veneta. Sarà ora essa ad influenzare i movimenti dei paesi del nord, che inizialmente ne avevano determinato la nascita. Artisti come Jacopo Bassano, Paolo Veronese e il Tintoretto divennero un modello di ispirazione nella scuola pittorica europea di allora. Anche nell’architettura si verifica una tendenza analoga grazie a Palladio, che sarà modello di ispirazione per secoli nella costruzione di edifici in tutto il nord.

L'influenza veneta perdura sicuramente per tutto il Seicento barocco: si vedano a tal proposito le opere di Spranger e Elsheimer.

Settecento[modifica | modifica sorgente]

Giambattista Tiepolo, La collera di Achille, 1757.
Canaletto, Il Bucintoro al molo nel giorno dell'Ascensione, c.1740. Torino, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Francesco Guardi, L'Isola di San Giorgio. Galleria Estense, Modena.

Il Settecento rappresenta il grande proscenio dell’arte figurativa veneta. Diminuisce l’influenza religiosa nei temi raffigurati, ma riemergono i grandi filoni del cinquecento. La centralità dell’uomo e in particolare della donna e il paesaggio vengono coniugati in un’ambientazione spesso arcadica.

La figura che spicca in assoluto nel periodo culminante della scuola veneta è Giambattista Tiepolo (1696 – 1770) e la sua verve storico narrativa. Padre dei pittori Giandomenico e Lorenzo Tiepolo, il suo stile grandioso viene caratterizzandosi come sofisticato e iperbolico, in un senso tipicamente settecentesco; le scene da lui create evocano un mondo dilatato all'infinito e fittizio, reso da una tavolozza cromaticamente squillante e da una luce fredda e irreale, creata usando un tono argenteo che si riflette dagli oggetti come dalle figure, che perdono ogni consistenza plastica.

Giovanni Antonio Canal, meglio conosciuto come il Canaletto (1697 – 1768), è rimasto noto soprattutto come vedutista. I suoi quadri, oltre ad unire nella rappresentazione topografica, architettura e natura, risultavano dall'attenta resa atmosferica, dalla scelta di precise condizioni di luce per ogni particolare momento della giornata e da un'indagine condotta con criteri di scientifica oggettività, in concomitanza col maggiore momento di diffusione delle idee razionalistiche dell'Illuminismo; insistendo sul valore matematico della prospettiva, per dipingere le proprie opere si avvaleva talvolta della camera ottica.

Francesco Guardi (1712 – 1793), al contrario del Canaletto, non mira, nelle sue pitture, a risultati di nitida percezione, ma propone un'interpretazione del dato reale soggettiva ed evocativa, realizzando immagini di città evanescenti e talvolta irreali; raggiungendo a volte una sensibilità definibile preromantica, grazie allo sfaldamento delle forme e a malinconiche penombre.

Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Passato il settecento e l’epoca di Canaletto, Guardi e Tiepolo, il movimento veneto trova in sé stesso gli elementi per un’evoluzione peculiare.

Domenico Bresolin - Casa Diroccata - Museo d'Arte Moderna, Ca' Pesaro, Venezia.

Di particolare rilievo l’opera di Pompeo Marino Molmenti e della nuova generazione di pittori che egli contribuisce a formare. Tra essi Domenico Bresolin e la sua Casa diroccata[1] sono emblematici della fine dell’età imperiale veneta e la scelta di soggetti umili, quasi in rovina.

Altri artisti dell’ottocento veneto sono Nono, Querena, Nani, Milesi, Selvatico, Favretto rivelano la particolare visione basata su luce e colore delle loro opere, con esempi di realismo che sembrano accompagnare l’inizio della diaspora veneta e la crescente povertà della situazione post-unitaria, che porteranno in pochi decenni all'emigrazione di quasi un veneto su due.

Il movimento figurativo nelle opere dei pittori veneti di fine Ottocento sembra in tal senso singolarmente parallelo alle evoluzioni dei Macchiaioli e degli Impressionisti in Toscana e Francia, in particolare per i temi basati sul realismo, il colore e la luce.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Pittori%20Veneti%20opere/26%20Domenico%20Bresolin%20-%20Casa%20diroccata.jpg

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Painting in Renaissance Venice, di Peter Humfrey - Lingua: Inglese - Editore: New Haven: Yale University Press, 1995.
  • Venetian art from Bellini to Titian, di Johannes Wilde - Lingua: Inglese - Editore: Oxford: Clarendon Press, 1974.
  • Titian and Venetian painting, 1450-1590, di Bruce Cole - Lingua: Inglese - Editore: Boulder, Colo. : Icon Editions, 1999.
  • Bellini, Giorgione, Titian, and the Renaissance of Venetian painting, di David Alan Brown; Sylvia Ferino Pagden; Jaynie Anderson; Barbara Hepburn Berrie; National Gallery of Art (U.S.); Kunsthistorisches Museum Wien. - Lingua: Inglese - Editore: Washington: National Gallery of Art; Vienna: Kunsthistorisches Museum, in association with Yale University Press, New Haven and London, 2006.
  • Painting in cinquecento Venice: Titian, Veronese, Tintoretto, di David Rosand - Lingua: Inglese - Editore: New Haven: Yale University Press, 1982.
  • Painting in XVIII century Venice, di Michael Levey - Lingua: Inglese - Editore: London, Phaidon Press [1959]
  • The Early Venetian paintings in Holland, di H W van Os - Lingua: Inglese - Editore: Maarssen : G. Schwartz, 1978.
  • The golden century of Venetian painting, di Terisio Pignatti; Kenneth Donahue; Los Angeles County Museum of Art. - Lingua: Inglese - Editore: Los Angeles : Los Angeles County Museum of Art ; New York : Distributed by G. Braziller, 1979.
  • Paintings in Venice, di Augusto Gentili - Lingua: Inglese - Editore: Boston : Bulfinch Press, 2002.
  • I pittori veneti del Settecento, di Carlo Donzelli - Lingua: Italiano - Editore: Firenze, Sansoni, 1957.
  • Pittori veneti del '700, di Giuseppe Argentieri - Lingua: Italiano - Editore: [Milano] A. Mondadori [1968]
  • Pittori veneti minori del settecento, di Giuseppe Delogu - Lingua: Italiano - Editore: Venezia, Stamperia editrice Zanetti, 1930.
  • Le maraviglie dell'arte : ovvero Le vite de gegli illustri pittori veneti, e dello stato, di Carlo Ridolfi - Lingua: Italiano - Editore: Venetia : G.B. Sgaua, 1648.
  • Dizionario di artisti veneti : Pittori, scultori, architetti, etc. dal XIII al XVIII secolo, di Raffaello Brenzoni - Lingua: Italiano - Editore: Firenze : L.S. Olschki, 1972.

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