Zecca di Venezia

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Coordinate: 45°25′59″N 12°20′21″E / 45.433056°N 12.339167°E45.433056; 12.339167

Il Palazzo della Zecca dal Bacino San Marco

Il Palazzo della Zecca è un cinquecentesco edificio pubblico di Venezia, affacciato sul molo marciano ed edificato su progetto di Jacopo Sansovino e oggi è parte della Biblioteca Nazionale Marciana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La zecca venne trasferita nel 1277 a San Marco da Rialto, dove si trovava sin dal IX secolo, per poter essere più facilmente controllata dal Maggior Consiglio, e nella metà del cinquecento prese sede nel nuovo edificio. Dal XV secolo la Zecca veneziana coniava fino a due milioni di monete per anno tra ducati d’oro e d’argento. Proseguì la sua attivita sotto la dominazione asburgica, per cessare nel 1870, dopo l’annessione al Regno d'Italia (1866).

Eretto tra il 1537 e il 1545 per essere sede della zecca della Repubblica, l'edificio, realizzato in pietra d'Istria, ha forme severe e si sviluppa su pianta quadrata affacciandosi posteriormente su di un cortile interno sotto le cui 40 arcate avvenivano le attività di conio della moneta. Dato che nella lavorazione si raggiungevano temperature molto elevate, nella costruzione non fu usato legno, ma solo pietra, che conteneva meglio il calore e non correva il rischio di incendiarsi.

L'ingresso, opera di Vincenzo Scamozzi, è sorretto da due imponenti telamoni.

Pianta

L'edificio è conformato da due parti: quella sul Canal Grande, conformata come un profondo atrio, e quella più interna che si sviluppa attorno ad un cortile rettangolare.

La parte più interna è costituita da un primo ordine di archi e bugnato, seguito da archi su pilastri e lesene che reggono l'architrave.

Facciata

All'opposto, la facciata sul Canal Grande raggiunge un notevole rilievo plastico, strutturale e di valenza compositiva. Inizialmente concepito a due piani, il prospetto infrange ormai la tradizionale composizione di un terrapieno bugnato al e di un secondo con motivi dell'ordine architettonico, scegliendo una soluzione intermedia ed equidistante dal binomio natura-artificio: al piano terra il portico regge il simbolo del "forziere", al secondo registro/ordine (1º piano) sono presenti colonne inanellate che reggono un doppio architrave.

Il terzo registro/ordine (2º piano) fu aggiunto successivamente, probabilmente su progetto dello stesso Sansovino.

All'esterno troviamo quindi un lessico classico con notevoli variazioni (costruttive e strutturali), propri del Manierismo: al primo ordine elementi misti con bugnato, al secondo ordine colonne che reggono la trabeazione dorica (con tanto di triglifi).

L'uso sistematico del bugnato rustico sulla superficie e negli ordini, caro all'architettura manierista, è volto ad accentuare il carattere di luogo fortificato dell'edificio, sede del deposito aureo della Repubblica.

La zecca nella Repubblica di Venezia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo della Repubblica di Venezia.

Sin dal Duecento la sorveglianza politica sull'attività della Zecca fu compito esclusivo del particolare consiglio della Repubblica chiamato Quarantia: questa, che fungeva anche da Tribunale Supremo dello Stato, esercitava le prerogative sovrane sulla coniazione e il titolo della moneta, oltre a predisporre i piani finanziari da sottoporre all'approvazione del Maggior Consiglio.

Dopo la creazione, nel Trecento del Consiglio dei Dieci, supremo organo di vigilanza sulla sicurezza dello Stato, il governo materiale della Zecca venne però affidato proprio ai Dieci, sino a quando, a partire dal Cinquecento, quest'ultima funzione non venne assegnata ad una serie di specifiche magistrature:

  1. i Governatori in Zecca, creati nel 1522, avevano la direzione generale della Zecca;
  2. il Depositario, creato nel 1543, incaricato della sorveglianza del tesoro, pubblico e privato, conservato nella Zecca;
  3. i Provveditori sopra Ori e Monete, creati nel 1551, incaricati di sorvegliare il corso dell'oro, coniato o no, per preservare il prezzo del metallo e il valore delle monete, vennero in seguito chiamati Deputati sopra Ori e Monete;
  4. l'Inquisitore aggiunto, creato nel 1687, creato in aggiunta ai Provveditori sopra Ori e Monete per sorvegliare il corso della valuta nazionale ed estera;
  5. il Provveditore agli Ori e Argenti, creato nel Seicento, aveva la funzione di sorvegliare anche il corso dell'argento
  6. il Conservatore del Deposito, creato nel 1615, aveva il dovere di verificare che le uscite pubbliche avvenissero a norma di legge;
  7. i Massari all'Argento e all'Oro, creati nel 1269, effettuavano tecnicamente la stima della quantità di metallo prezioso ammassato nella Zecca.

Nella Zecca avevano infine una delle loro sedi i Camerlenghi de Comùn, cioè i tesorieri e contabili generali dello Stato veneziano.

Monetazione veneziana[modifica | modifica sorgente]

1leftarrow.pngVoce principale: Monete di Venezia.

Durante la millenaria esistenza della Repubblica di Venezia vennero coniate numerose tipologie di monete, le più importanti delle quali furono:

Nome Valore Coniato dal Nome
Ducato d'argento 1 grosso 1202 (doge Enrico Dandolo) altrimenti detto Matapan
Soldo d'argento 1328-1339 (doge Francesco Dandolo)
Lira d'argento 20 soldi 6.52 g d'argento con titolo di 948‰ 1472 (doge Nicolò Tron) altrimenti detta Lira Tron, fu la prima lira emessa in Italia: il nome derivava dal latino libra
Zecchino d'argento XVII secolo)
Ducato d'oro o Zecchino d'oro 1 fiorino 1284 (doge Giovanni Dandolo) a partire dal ducato di Francesco Venier (15541559) prese a chiamarsi zecchino dal luogo ove era prodotto, la Zecca appunto. Era coniato in oro quasi puro (997‰) e di conseguenza ha dato luogo all'espressione "oro zecchino" per indicare l'oro con questa purezza.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]