Repubblica delle Sette Isole Unite

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Repubblica delle Sette Isole Unite
Repubblica delle Sette Isole Unite – Bandiera Repubblica delle Sette Isole Unite - Stemma
Repubblica delle Sette Isole Unite - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica delle Sette Isole Unite
Nome ufficiale Επτάνησος Πολιτεία (greco)
Eptánisos Politía (greco in caratteri latini)
Repubblica Settinsulare (italiano)
Lingue ufficiali greco, italiano
Lingue parlate italkian, veneto, Ievanico
Capitale Corfù
Dipendente da 1800-1807:
Ottoman flag.svg Impero ottomano
Russia Impero russo
1807-1815:
Francia Impero francese
Politica
Forma di Stato Repubblica aristocratica sotto protettorato
Forma di governo
Nascita 2 aprile 1800
Causa occupazione russo-britannica
Fine 5 novembre 1815
Causa Congresso di Vienna
Territorio e popolazione
Bacino geografico Isole Ionie
Massima estensione 4.694 nel
Economia
Valuta Gazzetta[1]
Religione e società
Religioni preminenti Cristiana Ortodossa, Cristiana Cattolica
Religioni minoritarie Ebraismo
Evoluzione storica
Preceduto da Francia Dipartimenti francesi di Corfù, Itaca e del Mare Egeo
Succeduto da Flag of the United States of the Ionian Islands.svg Stati Uniti delle Isole Ionie


La Repubblica delle Sette Isole Unite (o Repubblica delle Isole Ionie, Repubblica Settinsulare, Eptaneso o Stato Ionio; in greco: Επτάνησος Πολιτεία) è stata una repubblica delle Isole Ionie esistita dal 1800 al 1807 sotto sovranità congiunta dell'Impero Russo e dell'Impero Ottomano.

Tale Repubblica Settinsulare costituì la prima forma di (seppur limitato) autogoverno greco dall'epoca della caduta dell'Impero Bizantino di fronte all'avanzata turca nella metà del XV secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Premessa: la prima occupazione francese (1797-1799)[modifica | modifica wikitesto]

Verso la metà del XV secolo, le sette Isole Ionie principali (Corfù, Passo, Itaca, Cefalonia, Santa Maura, Zante e Cerigo), al pari delle isole minori di Antipaxò e Cerigotto e delle exclave di Parga, Prevesa e Vonizza sulla terraferma, erano finite sotto controllo della Repubblica di Venezia, e anche nei secoli successivi erano rimaste l'unica parte della Grecia a non essere caduta sotto dominio turco.


Quando nel 1797 il trattato di Campoformio sancì la fine della Repubblica di San Marco ed il passaggio della Dalmazia all'Impero Austriaco, le Isole Ionie furono invece cedute alla Francia, che le occupò militarmente e le organizzò dapprima in dipartimenti. Furono così creati i dipartimenti di Corcyre (Corfù, con capoluogo l'omonima città), Ithaque (Itaca, con capoluogo Argostoli) e Mer Égée (Mar Egeo, con capoluogo Zante), tutti sottoposti al governo centrale del conte Teotochi.

I francesi vennero inizialmente accolti con favore a Corfù, dove distrussero i simboli del potere oligarchico veneziano (il Libro d'Oro con l'elencazione delle famiglie aristocratiche, nonché vari stemmi) e introdussero un Concilio Repubblicano formato da nobili e borghesi. Tuttavia l'entusiasmo iniziale della popolazione corfiota scemò rapidamente con l'introduzione di alte tasse e l'esazione di ulteriori contributi, fino allo scoppio di alcune rivolte. In questo periodo di amministrazione francese venne fondata la prima tipografia della Grecia, una libreria e un dipartimento dell'educazione.

L'indipendenza (1800-1807)[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia, tra l'ottobre 1798 ed il marzo 1799, una flotta congiunta russo-ottomana comandata dall'ammiraglio Fëdor Fëdorovič Ušakov riuscì man mano a prendere controllo delle isole dopo averle strette d'assedio ed il 21 marzo 1800, con l'assenso dell'Inghilterra ed il reclutamento di un piccolo gruppo di reduci dell'esercito dell'ormai caduta Repubblica Serenissima, fu firmato a Costantinopoli un trattato che riconobbe la formale indipendenza della Repubblica delle Sette Isole Unite (nota anche come Repubblica delle Isole Ionie, Repubblica Settinsulare, Eptaneso o Stato Ionio), repubblica posta sotto la protezione dello zar Alessandro I e tributaria dell'Impero Ottomano (al cui sultano era obbligata a pagare 75.000 piastre ogni tre anni) sul modello esplicito della Repubblica di Ragusa[2].

Capitale del nuovo stato, primo esempio di territorio ellenico indipendente dopo secoli, e dotato di costituzione e leggi autonome, divenne la città di Corfù. La bandiera del nuovo stato raffigurava un leone marciano dorato (a ricordare l'antica presenza veneziana) in campo blu e cornice rossa, e reggente una vangelo chiuso con sette frecce che simboleggiavano le isole. Fu così riportato nelle isole greche il Leone di San Marco simbolo della Repubblica Veneta che i francesi avevano tentato di rimuovere da porte, colonne, capitelli ed edifici pubblici.

Nella Repubblica delle Sette Isole Unite, formata su modello dell'oligarchica Repubblica di Ragusa, vennero restaurati i diritti dell'aristocrazia. Al vertice dello stato fu posto un Senato di 14 membri (due per ciascuna isola, eletti tra i Consigli Maggiori e tutti appartenenti alla nobiltà). Primo presidente del Senato divenne il conte Spiridione Giorgio Teotochi (Theotokis), mentre come segretario di stato fu nominato il conte Giovanni Capodistria (Kapodistrias), il futuro presidente della Grecia indipendente.

La costituzione del 1803[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una serie di ribellioni soffocate con la forza, nel 1803 l'"Assemblea Costituente degli Ioni" promulgò una nuova costituzione, elaborata dal conte Antonio Maria Capodistria, padre di Giovanni, in base alla quale i non aristocratici più abbienti ottennero il diritto di elettorato attivo e passivo. Secondo la nuova carta fondamentale il potere esecutivo della repubblica era esercitato dal Senato di 17 membri, presieduto da un Principe con poteri di rappresentanza nei rapporti esteri; primo principe divenne il conte Teotochi, fino ad allora presidente. Il potere legislativo era invece in mano a 40 rappresentanti nazionali, mentre il supremo organo giurisdizionale era la Censura Generale, organo collegiale formato da tre censori sotto la guida di un eforo. Allo stesso tempo la lingua greca venne elevata a lingua coufficiale, affiancandosi all'italiano che fino a quel momento aveva goduto di maggior prestigio.

Secondo la costituzione del 1803 i Sincliti di ogni isola erano i Nobili Costituzionali presenti nel Registro Civico Costituzionale della rispettiva isola tra i 25 e 60 anni d'età, i Sincliti di ogni isola si riunivano ogni due anni dal 15 al 30 gennaio, i Sincliti eleggevano i Rappresentanti del Corpo Legislativo e del Senato[3].

Isola Membri del Corpo Legislativo Senatori
Corfù 10 4
Cefalonia 10 4
Zante 10 4
Santa Maura 4 2
Cerigo 2 1
Itaca 2 1
Paxò 2 1
Rappresentanti 40 17

La seconda occupazione francese (1807-1809)[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla pace di Tilsit del 1807, che segnò il temporaneo riavvicinamento tra la Francia e la Russia, quest'ultima cedette le isole a Napoleone, che le inglobò poi nelle Province Illiriche. All'ultimo principe, il deposto conte Komuto, successe il generale Donzelot come governatore militare; le Isole Ionie vennero ribattezzate "gouvernement local de Corfou". In questo secondo periodo di amministrazione francese venne abrogata la costituzione del 1803 e reinstaurata l'uguaglianza delle classi, introdotta la coscrizione obbligatoria ed istituita un'Accademia Ionia che ebbe breve vita. Nel contempo fu introdotta la coltura della patata e del pomodoro sulle isole.

L'occupazione inglese (1809-1815)[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall'ottobre 1809 la maggior parte delle isole venne però occupata dalle forze britanniche, che instaurarono un governo provvisorio a Zante. Solo Corfù e Passo resistettero e vennero tenute dai francesi fino al luglio 1814, quando in seguito alla caduta di Napoleone il generale Donzelot consegnò la cittadella agli inglesi.

Il 5 novembre 1815 le isole vennero infine erette a protettorato inglese con il nome di Stati Uniti delle Isole Ionie (tale protettorato sarebbe rimasto inglese fino al 1864, anno della sua incorporazione nel nuovo regno di Grecia).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paulos Lambros, Aloisius Barozzi (trad.), Coins and Medals of the Ionian Islands, ed. John Benjamins Publishing, 1968
  2. ^ Giorgio Paulini, Memorie Storiche sulla fondazione della Repubblica Jonica ossia delle Sette Isole Unite, 1802 (testo), pag. 39
  3. ^ Costituzione della Repubblica Settinsulare (1803)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]