Treviso

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« Dove Sile e Cagnan s'accompagna »
(Dante Alighieri, Divina Commedia (Paradiso, IX, v.49))
Treviso
Panorama di Treviso
Treviso - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Treviso
Coordinate: 45°40′0″N 12°15′0″E / 45.66667, 12.25Coordinate: 45°40′0″N 12°15′0″E / 45.66667, 12.25
Altitudine: 15 m s.l.m.
Superficie: 55,50 km²
Abitanti:
82.133 30-06-2008
Densità: 1.470,75 ab./km²
Comuni contigui: Carbonera, Casier, Paese, Ponzano Veneto, Preganziol, Quinto di Treviso, Silea, Villorba
CAP: 31100
Pref. telefonico: 0422
Codice ISTAT: 026086
Codice catasto: L407 
Nome abitanti: trevigiani o trevisani (ant. trivigiani
Santo patrono: San Liberale 
Giorno festivo: 27 aprile 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Treviso (in veneto Trevixo /tre'vizo/) è una città di 82.133[1] abitanti del Veneto, capoluogo della provincia omonima.

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Territorio

La città sorge sulla media pianura veneta in una zona ricca di risorse idriche. Entro lo stesso territorio comunale nascono numerosi fiumi di risorgiva dei quali il più importante è il Botteniga. Quest'ultimo, dopo aver ricevuto le acque di Pegorile e Piavesella, oltrepassa le mura all'altezza del Ponte di Pria e si divide poi nei diversi rami (Cagnan Grando, Buranelli, Roggia ecc.) che tanto caratterizzano il centro storico. Corso d'acqua principale è comunque il Sile, di cui il Botteniga stesso è tributario, il quale lambisce le mura meridionali. Altri fiumi rilevanti, tutti affluenti del Sile, sono lo Storga, il Limbraga (da sinistra) e il Dosson (da destra).

L'altitudine minima è di 6 m s.l.m. e si riscontra all'estremità sudorientale del territorio comunale, in località Sant'Antonino; di contro, il punto di massima, 31 m s.l.m., corrisponde all'estremità nordoccidentale, nei pressi di Santa Bona. Il municipio si trova invece a 15 m s.l.m..

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Treviso Sant'Angelo e Stazione meteorologica di Treviso Istrana.

In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990), la temperatura passa dal valore minimo di -1 °C di gennaio-febbraio al valore massimo di 28 °C di luglio-agosto.
Le precipitazioni medie annue superano i 900 mm e i valori massimi si riscontrano tra l'estate e l'autunno. Sempre in estate possono svolgersi dei fenomeni a carattere burrascoso, spesso accompagnati da violente grandinate.
In inverno, la notte si hanno solitamente temperature al di sotto dello zero e quindi ghiaccia facilmente. Inoltre, almeno per alcuni giorni all'anno, sono probabili delle nevicate di una certa entità. [2]


TREVISO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7 9 13 17 22 26 28 28 25 19 12 7 7,7 17,3 27,3 18,7 17,8
T. min. mediaC) -1 1 4 8 12 15 18 17 14 9 4 -1 -0,3 8 16,7 9 8,3
Precipitazioni (mm) 67 65 71 68 90 105 66 91 78 81 87 62 194 229 262 246 931
Umidità relativa (%) 79 74 70 71 68 71 69 70 72 75 76 79 77,3 69,7 70 74,3 72,8

[modifica] Il toponimo

Attorno all'origine del nome della città si sono fatte varie congetture.

Una delle ipotesi più seguite sostiene che l'antico Tarvisium sia frutto della romanizzazione di un toponimo precedente a sua volta relativo ai Taurisci, popolazione celtica che, dall'estremità orientale delle Alpi (i Monti Tauri), si sarebbe spostata in pianura fondando un primo embrione della città.

Non manca peraltro chi ha ricondotto il nome all'espressione indoeuropea tarvos (toro) con l'aggiunta di un suffisso -isium di chiara derivazione latina.

Una terza opinione si rifa invece al etimo gallico trev- poi modificato in tarv- con il significato di "villaggio di legno".

Si deve inoltre ricordare la tesi del composto dai termini romani ter ("tre") e visi ("colli") in relazione ai tre modesti rilievi, individuabili presso le attuali piazze Duomo, dei Signori e Sant'Andrea, su cui sarebbe stata edificata la città.

Non mancano infine delle ipotesi molto fantasiose, tuttavia del tutto prive di veridicità. Si tratta di miti perlopiù di origine medioevale e umanistica, composti su impulso delle famiglie nobiliari locali. La leggenda più nota è riportata nelle Antiquitatum variarum di Giovanni Annio da Viterbo dove si afferma che la città sarebbe stata fondata dai Taurisci, popolo di origini orientali e così chiamati perché seguaci del dio Api, idolo di origine egizia dalle fattezze di un toro. I Veneti, infatti, oppressi dai Giganti dell'Istro, avrebbero invocato l'intervento della divinità egiziana che, al fianco dei Taurusci, avrebbe sbaragliato i Giganti in una leggendaria battaglia. A perenne ricordo delle gesta, i vincitori fondarono Taurisium, la città del Toro sacro.

Una seconda ricostruzione, fornita da Giuseppe Bertusi, narra dell'arrivo in Veneto verso il X secolo a.C., del mitico Dardano, capostipite dei Troiani, il quale avrebbe fondato una città, Eugania. A difesa della stessa sarebbero state erette quattro fortezze, la maggiore e più settentrionale delle quali, prese il nome di Tusino. A guida della fortezza vi sarebbe stato tale Montorio, presunto capostipite della famiglia dei Collalto. Sempre al Montorio si dovrebbe far risalire il posizionamento sulla porta principale della città di una donzella tricipite in marmo verde, recando così il mutamento di nome da Tusino a Trevisi, in riferimento ai tre volti della scultura.

Nel corso della sua storia millenaria la città (e, conseguentemente, i suoi abitanti) è stata indicata con diversi nomi, tra i quali, i francesi Trévise e Trevigny (il primo ancor oggi in uso nella lingua Francese), ed i tardo latini o italiani Tarvisi, Trevisi, Trevigi, Trivigi.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Treviso.

[modifica] Le origini e l'epoca romana

Resti di un mosaico paleocristiano

Villaggio paleoveneto sorto in epoca pre-romana su tre alture poste nei pressi di un'ansa del Sile, in un territorio ricchissimo di risorse idriche, l'antica Tarvisium divenne municipio all'indomani della sottomissione della Gallia Cisalpina da parte dei Romani. La vicinanza ad alcune importanti arterie, come la strada Postumia, e le stesse vie d'acqua, ne fecero sin dai tempi più antichi un vivace centro commerciale della la Venetia et Histria.

[modifica] L'età barbarica e l'alto medioevo

La decadenza del tardo periodo romano si fece sentire anche a Treviso benché, all'indomani della caduta dell'Impero Romano d'Occidente e durante il regno di Teodorico, la città fosse ancora un centro annonario di prim'ordine. Contesa nel corso del VI secolo tra i Ostrogoti e Bizantini, secondo la tradizione la città diede i natali a Totila, glorioso capo militare germanico che vinse i Bizantini proprio alle parte di Treviso.

Conquistata dai Longobardi, fu eretta a sede di uno dei trentase ducati del regno e venne dotata di un'importantissima zecca. Quest'ultima continuò a fiorire anche sotto i Carolingi (sotto i quali il locale vescovo ebbe il titolo di conte), e ancora sotto la Serenissima vi si coniava il bagattino.

[modifica] L'età comunale

Fu tuttavia con la rinascita dell'Anno Mille che Treviso, datasi statuti comunali e vinto l'imperatore Federico Barbarossa accanto alle città delle leghe Veronese e Lombarda, conobbe un notevole sviluppo, ampliandosi nelle dimensioni ed arricchendosi di monumenti e palazzi, che le valsero il soprannome di urbs picta. Il vivere trevigiano divenne sinonimo di vita gaudente e la città si animava di feste e celebrazioni, quali quella del Castello d'Amore. Citata da Dante Alighieri che vi trascorse parte del suo esilio e da Fazio degli Uberti nel suo Dittamondo, la città crebbe ulteriormente in ricchezza e fasto per tutto il XII e XIII secolo dotandosi di una delle prime Università (1321) e contendendo alle limitrofe Padova e Verona il ruolo di città principe di quella che, al tempo, veniva chiamata Marca Trivigiana intendendo con l'espressione buona parte dell'attuale Veneto.

[modifica] Dalla Signoria alla Repubblica Veneta

In modo analogo alle principali città del Nord Italia, anche Treviso assistette alla crisi del governo comunale ed il successivo passaggio alla signoria. Bisogna tener conto, comunque, che sin dagli inizi il potere era di fatto in mano ad una ristretta oligarchia aristocratica, tra cui spiccavano alcune famiglie quali i Tempesta.

La prima casata ad impossessarsi di Treviso furono gli Ezzelini, che signoreggiarono tra il 1237 ed il 1260 con le figure di Ezzelino III e Alberico. La città fu quindi preda di nuove lotte intestine tra i Guelfi filopapali ed i Ghibellini, sostenitori di un riavvicinamento all'Impero, tanto che solo nel 1283, a seguito della vittoria dei primi, si assistette ad una decisa ripresa economica e culturale durata fino al 1312.

Dominata poi dai Collalto e dai Da Camino, la Marca si trovò ancora coinvolta in guerre e saccheggi nel periodo 1329-1388. Occupata dapprima dagli Scaligeri (1329-1339), nel 1339 si diede spontaneamente alla Serenissima, andandone a costituire il primo possedimento in terraferma. Coinvolta quindi nelle guerre per il primato sulla penisola italiana, la città fu retta dal duca d'Austria tra il 1381 ed il 1384 per passare, nel 1384 e fino al 1388, ai Carraresi. Solo da allora la città tornò definitivamente alla Repubblica di Venezia.

[modifica] Il periodo veneziano

Finalmente sotto Venezia, Treviso poté godere di un lungo periodo di stabilità e relativo benessere, salvo la parentesi della Guerra della Lega di Cambrai che vide la costruzioni delle attuali fortificazioni (1509) e l'assedio imperiale e francese, tolto nel 1511.

[modifica] XX secolo

Per approfondire, vedi la voce Bombardamento di Treviso.

[modifica] Contemporanea

[modifica] Simboli

Nell'articolo 6 dello Statuto Comunale così è descritto lo stemma comunale:

« Scudo di rosso alla croce d'argento accantonata in capo da due stelle del secondo, di otto raggi, circondato da due rami di quercia e d'alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali. »

Nell'araldica civica italiana, la croce è tipica delle città aderenti al partito guelfo; il metallo argento è di gusto francese perché furono i crociati Francesi ad adottare la croce argentata per distinguersi; le stelle sembrano senza significato se non quello di semplice ornamento di gusto araldico mediovale [3].

Il vessillo è costituito da una bandiera bianca e azzurra con lo stemma comunale al centro.

Treviso ha pure un proprio sigillo di forma rotonda nel quale è rappresentata una città turrita e riportate le scritte "Tarvisium" e "Monti, musoni, ponto, dominorque Naoni". La frase rimanda agli antichi domini della città, che avevano come confini le Prealpi Bellunesi, il fiume Muson, il mare della Laguna Veneta e il fiume Natisone.

[modifica] Onorificenze

La città di Treviso è una delle città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione: è stata infatti insignita della medaglia d'oro il 13 aprile 1948 per i sacrifici sofferti dalla popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

«Fiera delle sue tradizioni di libertà che già ne fecero centro attivissimo del Risorgimento Nazionale; supremo baluardo della Patria sulle rive del Piave nella guerra 1915 - 1918; sollevò dalle sventure dell’8 settembre 1943 la fiaccola della resistenza; eccitò alla lotta contro il tedesco invasore; organizzò le prime schiere armate della pianura e della montagna; fu per tutto il periodo della dominazione straniera, l’anima di una resistenza indomabile di popolo e di brigate partigiane, spiegando energie combattive e capacità direttive in tutta la regione veneta. Dilaniata nelle carni dei suoi figli caduti davanti ai plotoni d’esecuzione nemici; distrutta nei suoi edifici; bagnata nelle sue piazze dal sangue di vittime innocenti, lasciò alla storia d’Italia 248 caduti e 144 feriti partigiani; 10.261 internati e deportati politici; 1600 uccisi e 350 feriti per bombardamenti e il ricordo delle epiche gesta della sua insurrezione, allorché il popolo, accorso tra le rovine di 3783 case distrutte, combatté al fianco dei partigiani, unito a loro in un unico slancio di fede e di libertà[4].»
— Settembre 1943 - aprile 1945

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa di San Francesco

Nei primi anni del XIII secolo il Libero Comune emanò gli Statuti che permettevano agli ordini religiosi di insediarsi all'interno delle Mura. Un gruppo di frati francescani, inviati dallo stesso S.Francesco, giunse a Treviso nel 1216 e presero sede in un oratorio dedicato alla Madonna, in una zona oltre il Cagnan Grande. La comunità divenne presto numerosa e nel 1231 si cominciò a costruire la Chiesa e il Convento. Nel 1270 vennero ultimate le costruzioni. Nel 1797 la Chiesa divenne di proprietà francese e nel 1806 venne soppressa dalle leggi napoleoniche. Fu così adibito per scopo militare e per stalla. Nel 1928, dopo un restauro, la Chiesa venne riaperta. L'architettura impiegata per la costruzione è un momento di transizione fra il romanico e il primo gotico. Nella lunetta sopra il portale c'è un affresco attribuito a Marco Veneziano (1235). La struttura della Chiesa è costituita da un'unica navata e da cinque cappelle. Sulla parete sinistra c'è un affresco raffigurante S.Cristoforo, opera romanico-bizantina del fine 1200. Nella cappella maggiore vi è il dipinto "Quattro Evangelisti", probabilmente opera di un allievo di Tommaso da Modena. Nella prima capella a sinistra è presente un'opera di Tommaso da Modena, l'affresco " Madonna con il bambino e Sette Santi" (1350). Nella seconda cappella a sinistra vi è un affresco di Maestro di Feltro, "Madonna e Quattro Santi" del 1351. La chiesa di S.Francesco ospita le tombe di alcune persone celebri: Pietro Alighieri e Francesca Petrarca i più importanti. Il primo, figlio di Dante Alighieri, era un giudice, poeta e commentatore residente a Verona che morì a Treviso, durante un soggiorno, nel 1364. La seconda, figlia di Francesco Petrarca, morì di parto nel 1384.

[modifica] Galleria Immagini

[modifica] Chiesa di San Nicolò

Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Nicolò (Treviso).

[modifica] Duomo

Per approfondire, vedi la voce Duomo di Treviso.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Monte di Pietà e Cappella dei Rettori

Nelle vicinanze della Piazza dei Signori si trova il Monte di Pietà. Esso fu fondato per combattere l'usura praticata dagli ebrei in quanto era il mercato dei pegni. Il simbolo del Monte di Pietà è il Cristo che mostra le sue stigmate. Nel primo piano dell'edificio si trova la chiesa di S.Lucia, mentre al secondo piano si trova la Cappella dei Rettori. Essa non è un luogo sacro; il suo nome deriva dalla forma ad abside decorata. All'interno della saletta in cui si riunivano le persone, vi sono degli affreschi di Ludovico Toeput detto Pozzoserrato (Anversa 1550 – Treviso 1605), artista fiammingo che si ispirò alle ville palladiane. In questo luogo venivano inflitte le pene capitali, rimane ancora un piccolo altare che testimonia l'esatto punto in cui venivano applicate. Il condannato era posto in modo tale da guardare l'icona del Cristo e pentirsi dei suoi peccati.

[modifica] Loggia dei Cavalieri

Il simbolo del potere politico assunto da nobili e cavalieri nel periodo del Libero Comune è la Loggia dei Cavalieri, esemplare del romanico trevigiano che risente dell'eleganza bizantina. Fu costruita sotto il potere del podestà Andrea da Perugia (1276) come luogo di convegni, conversazioni, giochi e il popolo non poteva accedervi.

[modifica] Piazza dei Signori e Palazzo dei Trecento

A nord della piazza sorge il Palazzo di Podestà (fine 1400) che conserva caratteristiche medievali lungo il Calmaggiore. All'inizio di questa strada sorgeva un tempo la Fontana delle tette, che dopo la caduta della Repubblica Veneta fu rimossa e venne ritrovata dall'abate Balio e attualmente si trova nella loggia del Palazzo dei Trecento. Piazza dei Signori si chiamava anche Maggiore o della Berlina, in quanto qui veniva praticata una punizione chiamata appunto berlina: i colpevoli venivano esposti e umiliati in pubblico. Nella piazza si possono notare numerosi leoni con il Vangelo aperto, segno della dominazione della Serenissima. Iniziata la costruzione nel 1200, il Palazzo dei Trecento ospitava i membri del Maggior Consiglio, di cui ne faceva parte anche il podestà. Era chiamato anche "Palazzo della Ragione" in quanto questo luogo era il centro sociale-amministrativo della città. Il giorno 07-04-1944 il palazzo dei trecento è stato centrato da una bomba lanciata dagli Americani durante un'incursione aerea della seconda guerra mondiale (in quell'occasione la città venne devastata), questa ha sfondato il tetto del salone principale al primo piano dopodiché è esplosa prima di sfondare la loggia sottostante. La parete meridionale e parte di quella orientale sono letteralmente esplose mentre la parte rimanente di quella orientale e la parete settentrionale risultavano avere uno strapiombo in alcuni punti di quasi un metro. Sono stati costruiti dei pilastri di sostegno per evitare che le pareti crollassero e ci sono voluti diversi anni prima che il palazzo venisse restaurato portando le pareti a piombo e ricostruendo quelle crollate. Ora rimane solo una cicatrice nelle pareti esterne del palazzo e parte degli affreschi nella parte interna sono andati distrutti.

[modifica] Piazza Rinaldi

Piazza Rinaldi è stata costruita dalla ricca famiglia Rinaldi. Piazza Rinaldi, a differenza di Piazza Duomo, segue uno schema abbastanza simmetrico. La piazza ospitava tre palazzi di epoche differenti, ma tutte in possesso della famiglia Rinaldi. Il primo è stato costruito nel Duecento ed era la residenza dei Rinaldi appena giunti a Treviso e fuggiti da Federico Barbarossa. Il secondo palazzo, di epoca quattrocentesca, è decorato con curiosi archi ogivali inflessi in una loggia al primo piano. Il terzo è ultimo palazzo è di origine settecentesca. Nella piazza vi era una "stazione di posta". Qui arrivavano persone che, grazie all'aiuto dei cavalli, smistavano e trasportavano la posta. Fungeva anche da dormitorio e osteria. All'inizio del Novecento divenne luogo di mercato e incontro.

[modifica] Ponte di Pria

Il "Ponte di Pria" (Ponte di Pietra) è un ponte situato in una zona in cui confluiscono le acque del Cagnan (Canale) Grande, il quale ospita l'isola di Pescheria, il Canale dei Buranelli ed un altro canale. Qui vi sono delle chiuse, ideate e costruite da Fra' Giocondo. Le chiuse servivano ad inondare i dintorni di Treviso per bloccare l'avanzata dei Francesi.

[modifica] Quartiere latino

Questa è una delle zone di Treviso che hanno subito i maggiori cambiamenti nell'arco degli ultimi anni. Il nuovo quartiere è stato, infatti, inaugurato il 30 settembre 2006 dopo otto anni di intensi lavori di recupero; laddove sorgeva l'ex-ospedale della città intitolato a santa Maria dei Battuti (o anche detto san Leonardo), ora sono stati ricavati negozi, piazze, bar, uffici, abitazioni ma soprattutto la sede distaccata dell'Università degli studi di Padova (già attiva dal 2000) e il Palazzo dell'Umanesimo latino. Tutto il complesso si caratterizza per la freschezza e la chiarezza dei materiali utilizzati, uniti ad un uso sapiente dell'illuminazione che arricchisce questa parte della città. Nella zona, al di là del Sile, sorge anche la sede distaccata dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Il nome di "quartiere latino", suggerisce l'idea di un quartiere un po' bohemien pieno di librerie e artisti: si tratta in realtà di un lussuoso piccolo "centro commerciale" e direzionale, totalmente privo di librerie ma ricco di negozi di vestiti e di uffici e appartamenti di pregio.


[modifica] Galleria di immagini

[modifica] Architetture militari

[modifica] Porta Santi Quaranta

La porta garantiva l'accesso alla città (cinta da mura) alle persone provenienti da Ovest (Padova e Vicenza). Costruita ai primi del 1500, quando la città apparteneva alla Repubblica Veneta, è intitolata a 40 martiri cristiani che, soldati durante la persecuzione di Licinio in Armenia, si rifiutarono di onorare degli idoli e furono per questo puniti con l'assideramento e il rogo. In periodo risorgimentale la Porta assunse il nome di Porta Cavour (la strada che dalla Porta va verso piazza dei Signori, si chiama tuttora "Borgo Cavour"), per poi tornare all'originaria denominazione. La costruzione è a pianta quadrata e la facciata, in pietra d’Istria, con tre archi di cui quello centrale più ampio sopra il quale spicca il leone alato, simbolo del potere di Venezia sulla terra ferma. Sopra l’arco centrale, la scritta indicante il nome della porta: in latino per chi esce da Treviso (“Porta Sanctorum Quadraginta”) ed in veneto per chi vi entra (“Porta de Sancti Quaranta”).

[modifica] Altro

[modifica] Canale dei Buranelli

Il canale dei Buranelli è una delle più pittoresche diramazioni del Botteniga che caratterizzano il centro storico. Il toponimo si riferisce ad uno dei ponti che attraversa il corso d'acqua, detto appunto ponte dei Buranelli, nei pressi del quale si trova tuttora un edificio cinquecentesco un tempo dimora e magazzino di commercianti provenienti dall'isola lagunare di Burano.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


Durante il censimento del 2001[5], l'ISTAT contava 76.252 abitanti nel centro abitato[6] di Treviso, ma a questi vanno aggiunte le popolazioni degli altri agglomerati contigui, sebbene inclusi in altri comuni. Nello specifico, si tratta di:

In pratica, la popolazione dell'agglomerato formato dalla continuità di queste località abitate ammonta a 112.111 abitanti.


Di seguito sono riportati i dieci gruppi di stranieri più consistenti (al 31/12/2007):

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 bandiera Serbia e Montenegro 1.092
2 bandiera Albania 821
3 bandiera Cina 770
4 bandiera Bangladesh 537
5 bandiera Romania 503
6 bandiera Moldavia 495
7 bandiera Marocco 490
8 bandiera Ucraina 359
9 bandiera Brasile 317
10 bandiera Burkina Faso 239
Resto del Mondo 3.063

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

A Treviso hanno sede diverse scuole secondarie che riguardano più o meno tutti gli indirizzi, andando dai licei, agli istituti tecnici e ai professionali. Per questo motivo, la città attira numerosissimi studenti provenienti anche dai comuni limitrofi.

[modifica] Biblioteche

Le biblioteche comunali sono cinque (ma la Borgo Cavour e la Biblioteca dei Ragazzi condividono la stessa sede), delle quali tre si trovano nel centro storico. Treviso vanta tuttavia un patrimonio librario e archivistico ancora più ricco: si contano infatti diverse altre realtà gestite da fondazioni private, dalla diocesi o da altre istituzioni[7].

[modifica] Università

Benché la città potesse vantare di un proprio ateneo in periodo medievale, solo di recente le Università di Padova, la "Ca' Foscari" e lo IUAV hanno stabilito alcune sedi distaccate anche a Treviso. Le lezioni si svolgono principalmente presso l'ex Ospedale dei Battuti, acquistato e ristrutturato dalla Fondazione Cassamarca.

[modifica] Musei

[modifica] Teatri e cinema

[modifica] Musica

A Treviso si svolge annualmente uno dei maggiori festival nazionali dedicati alla musica antica per organo, oltre alla stagione legata al teatro e alla sua orchestra la città è sede di numerosi cori polifonici e popolari (nel 2003 ha ospitato il festival della coralità veneta) tra cui il coro Stella Alpina diretto da Diego Basso, la città infine ha una sua Banda Musicale (Banda musicale Domenico Visentin di Treviso) nata, nella sua forma attuale, nel 1963.

Da molti anni inoltre nella prima settimana di luglio si svolge il Festival musicale "Suoni di Marca". Il contesto è quello delle mura del centro storico.

[modifica] Personalità legate a Treviso

Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Treviso.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

[modifica] Suddivisioni amministrative

Al comune di Treviso non appartengono ufficialmente delle frazioni, ma al di fuori del centro storico si contano numerosi quartieri e sobborghi che spesso prendono il nome dalla parrocchia presente. A sud del corso del Sile, partendo da ovest, si incontrano Canizzano, Sant'Angelo, San Zeno, San Lazzaro, Sant'Antonino; a nord San Giuseppe, Monigo, San Paolo, San Liberale, Santa Bona, San Pelajo, Santa Maria del Rovere, Selvana, Fiera (più precisamente, Sant'Ambrogio della Fiera). Altri quartieri meno importanti sono Chiodo, Sant'Artemio, Borgo Furo, la Ghirada.

Benché la legge non preveda l'obbligo di decentramento per i comuni delle dimensioni di Treviso, il territorio è comunque ripartito in cinque circoscrizioni, che sono:

  • circ. A - centro storico;
  • circ. B - zona circostante le mura;
  • circ. C - Monigo-San Liberale-San Paolo-Santa Bona-San Pelajo;
  • circ. D - San Giuseppe-Sant'Angelo-Canizzano;
  • circ. E - San Lazzaro-San Zeno-Sant'Antonino.

Dal punto di vista ecclesiastico, Treviso è sede vescovile e la città è divisa in 27 parrocchie raggruppate tra i vicariati di Treviso e di Santa Maria del Rovere.

[modifica] Economia

[modifica] Agricoltura

[modifica] Artigianato

[modifica] Industria

[modifica] Servizi

[modifica] Turismo

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

[modifica] Ferrovie

[modifica] Aeroporti

Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Treviso-Sant'Angelo.

L'aeroporto di Treviso è l'aeroporto Treviso-Sant'Angelo. Si trova a 3km dal centro della città sulla statale ss515, in una adiacente alla tangenziale ss53. Nel febbraio 2007 viene inaugurata una più ampia aerostazione passegeri intitolata in ricordo dell'artista-scultore e architetto Antonio Canova

[modifica] Mobilità urbana

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Gian Paolo Gobbo (LN) dal 16/04/2008 (2º mandato)
Centralino del comune: 0422 6581
Posta elettronica: protocollo@comune.treviso.it

Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Treviso.

[modifica] Politica

Il partito Lega Nord dall'inizio degli anni '90 ha la maggioranza relativa dei consensi nella provincia di Treviso.

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Variazioni

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1920 aggregazione della frazione Monigo staccata dal comune di Paese (Censimento 1911: pop. res. 1333). [8]

[modifica] Sport

Di seguito le squadre sportive più importanti di Treviso:

Fortissimo è il legame di Treviso con il ciclismo; la città, infatti, nel 1999 ha ospitato la prova a cronometro dei mondiali su strada, manifestazione organizzata assieme a Verona. Inoltre è stata molte volte arrivo di tappa del Giro d'Italia, le ultime nel:

Il 1º giugno 2007 da piazza dei Signori è partita la 19ª tappa.

Proprio di Treviso, infine, è la storica azienda Pinarello che produce biciclette da corsa.

La città ha dato i natali al campione olimpionico Matteo Tagliariol.

[modifica] Note

  1. ^ Dato ISTAT, 30-06-2008
  2. ^ www.eurometeo.com/italian/climate Temperature massime, minime e precipitazioni medie
  3. ^ Mary Falco Moretti, Stemmi di Comuni e province Venete, Venezia, Edizioni in Castello, 1985.
  4. ^ Le Onorificenze
  5. ^ XIV censimento generale della Popolazione e delle Abitazioni - Popolazione residente (dettaglio loc. abitate in provincia di Treviso)
  6. ^ In questo computo, vengono esclusi gli abitanti delle località isolate (altri centri e nuclei abitati) e case sparse).
  7. ^ Elenco delle biblioteche della provincia di Treviso
  8. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

[modifica] Bibliografia

Bailo Luigi, Guida della Città di Treviso, Zoppelli, Treviso, 1872 Bruneta Ernesto, Vanzetto Livio, Storia di Treviso Il Poligrafo, Padova, 1988 Brunetta Ernesto, Storia di Treviso (vol.4) L'età contemporanea, Marsilio, Venezia , 1993 ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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