Verso leonino
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Il verso leonino è caratterizzato dalla presenza di una rima interna tra i due emistichi che compongono l'esametro e il pentametro.
[modifica] Storia
Il verso leonino era usato comunemente nella poesia in lingua latina in Europa durante il Medio evo. Prende il nome da un certo Leonio da San Vittore, un canonico che sarebbe vissuto a Parigi attorno al XII secolo; il condizionale dipende dal fatto che l'esistenza di questo Leonio è stata spesso messa in dubbio e, a volte, identificata con quella di Magister Leoninus (Léonin), omonimo e coevo musicista della Scuola di Notre-Dame.
[modifica] Esempi
- Un esempio è dato dai due versi leonini leggibili in un mosaico posto sul ciborio di marmo della Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli:
- Hic est illa PIAE - Genitricis Imago MarIAE
- Quae discumbENTI - Gallae patuit metuENTI[1]
- Marbodo di Rennes (XI secolo), De Lapidibus:
- Lingua nequit fARI - mens nulla valet meditARI,
- quantus mente fUROR - mihi est, quibus ignibus UROR[2]
[modifica] Note
- ^ Pietro Zani, Enciclopedia metodica critico-ragionata delle belle arti: dell' abate D. Piero Zani, Fidentino. Parma : Tipografia ducale, 1817, pt. 1, vol. 8, p. 161 (on-line)
- ^ Giuseppe Vecchi ( a cura di), Poesia latina medievale, introduzione, testi, traduzione, note, trascrizioni musicali a cura di Giuseppe Vecchi. Parma : Guanda, 1959, p. 522