Sassari
| « Sassari non ha bisogno di formarsi un giardino pubblico, se le sue circostanze formano un giardino così vario, ameno e vago, che non potrebbe l’arte far di meglio [...] » |
| (Vittorio Angius, Dizionario Angius-Casalis, 1851-1856) |
Sassari ([sàs-sa-ri], IPA: [ˈsassari],[2] , Sassari in sassarese,[3] Tàtari in sardo,[4] Sàsser in catalano) è una città italiana di 125.467 abitanti,[5] capoluogo dell'omonima provincia in Sardegna.
Sede universitaria, arcivescovile e di corte d'appello, primo comune per estensione e secondo centro dell'isola per popolazione Sassari costituisce il centro di un'area vasta di circa 275.000 abitanti.[6]
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Territorio [modifica]
La città di Sassari è il polo urbano storico del Capo di sopra dell'isola. Con i suoi 546,08 km², è il comune più esteso della regione e il più esteso d'Italia dopo Roma, Ravenna, Cerignola e Noto. Essa sorge su un tavolato calcareo declinante a nord-ovest verso il Golfo dell'Asinara e la pianura della Nurra, mentre a sud-est il terreno è prevalentemente collinare. Il territorio urbano e suburbano è caratterizzato da valli e gole che incidono profondamente l'altopiano su cui è adagiata la città. Coltivazioni ortive, oliveti e boschi circondano il centro urbano e costituiscono l'aspetto paesaggistico peculiare di tutto il settore orientale del territorio comunale.
Clima [modifica]
Sassari gode di un clima temperato caldo di tipo mediterraneo. Gli inverni sono miti e umidi, le estati calde e secche. Le precipitazioni si concentrano soprattutto nei mesi invernali e autunnali. I dati pluviometrici differiscono a seconda dell'altimetria e della distanza dal mare, la media nel territorio comunale è di 588,2 mm/anno, ma notevoli differenze si riscontrano nelle stazioni localizzate nell'area urbana e in particolare nei quartieri meridionali, fino a un massimo di 647,7 mm/anno presso la stazione meteorologica di Serra Secca, posta a 310 metri sul livello del mare[7]. Le nevicate sono eventi sporadici ma non eccezionali. Le precipitazioni a carattere nevoso si concentrano generalmente nei mesi di gennaio e febbraio.
| Sassari | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura massima media (°C) | 11.1 | 12.0 | 15.0 | 19.0 | 23.1 | 26.4 | 29.0 | 29.3 | 26.0 | 21.8 | 16.8 | 12.8 | --- |
| Temperatura minima media (°C) | 5.4 | 5.7 | 7.5 | 10.0 | 13.0 | 16.4 | 19.4 | 19.5 | 17.0 | 14.0 | 10.0 | 6.5 | --- |
| Piogge (mm) | 58.6 | 52.0 | 49.2 | 47.9 | 39.3 | 22.5 | 5.2 | 12.3 | 45.4 | 81.7 | 96.0 | 81.5 | 591.6 |
- Classificazione climatica: zona C
Storia [modifica]
Le origini e il Libero Comune [modifica]
| Le origini del toponimo Sassari |
|
L'origine resta ignota e oggetto di speculazioni accademiche. L'odierno toponimo ricorre dalla metà del XII secolo in diverse forme, fra quali Sassaris, Sassaro, Sasser, Sacer alternato con Thathari, Thathar, Táttari, essendo non raro il passaggio ss-th in sardo. Secondo Massimo Pittau troverebbe riscontro in altre località (sássari, sátzari, sátzeri, perda'e sássari, perda'e sassu, sássinu-a), tradotto come "ciottoli di fiume" dal sardiano, antecedente al latino saxum. Questo confermerebbe l'origine non medioevale, bensì nuragica e forse prenuragica, dell'insediamento nelle valli sassaresi, ricche di sorgenti e corsi d'acqua.[8] Secondo Salvatore Dedola, la radice originaria sarebbe Thar- (come per Thar-ros), il cui raddoppio è derivato dal sumerico e accadico per indicarne le pertinenze territoriali, e persisterebbe in altri esempi come Buddi-Buddi. Circa l'origine del secondo toponimo Sàssari esistono le opzioni di ša-šērru (utero, bimba, sorella), ša-ašari (dello stesso posto), šāššaru-m (dente, simbolo del Dio Sole Šamaš).[9] |
È solo nel 1131 che la città compare per la prima volta nelle carte geografiche col nome di Jordi de Sassaro. Numerose informazioni circa la città sono contenute nel Condaghe di San Pietro in Silki, codice medievale scritto in sardo, custodito nella Biblioteca dell'Università degli Studi di Sassari - Sala Manoscritti -, compilato dal 1150 al 1180. Fu l'ultima capitale del Giudicato di Torres, nel 1294 diviene Libero Comune, confederato a Genova, a seguito della promulgazione degli Statuti Sassaresi, che erano un corpus di leggi redatto sia in latino che in sardo logudorese, che regolava tutte le attività cittadine: dall'urbanistica, alle attività economiche, alla giustizia. Gli statuti sassaresi sono uno dei documenti identitari più importanti non solo per la città di Sassari ma per l'intera isola. È in questo periodo che, contesa fra le repubbliche marinare, Sassari si dotò delle prime mura.
Sassari aragonese e spagnola [modifica]
Alla notizia dell'intervento aragonese, la borghesia cittadina si avvicinò ai reali d'Aragona, presentando nel 1323 una propria delegazione alla corte dell'infante Alfonso e offrendosi di essere parte del nascente Regno di Sardegna, ottenendo nel 1331 l'elevazione di Sassari allo status di Città Regia. Ciononostante i sassaresi mal tollerarono la sudditanza e scarsa autonomia, così, sotto la spinta della Repubblica di Genova e dei Doria, la città si ribellò ai catalano-aragonesi, dando inizio ad un periodo di rivolte popolari[10], che videro la città divenire l'ultima capitale del Giudicato di Arborea dal 1410 al 1420, cessando solo con la vendita dei diritti di quest'ultimo e l'avvento di Alfonso V il Magnanimo. Gli aragonesi costruirono il castello di Sassari, con lo scopo principale di difendersi dalle rivolte degli stessi sassaresi, che venne demolito nel 1877 per decisione del Consiglio comunale come simbolo dell'oppressione straniera e dell'oscurantismo religioso, essendo stato sede dell'Inquisizione spagnola. I resti del castello, comprendenti le fondazioni e due corridoi dell'antemurale cinquecentesco che ospitava le artiglierie, sono stati recentemente riportati alla luce e sono visitabili nell'omonima piazza.
Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo Sassari visse un periodo di grave crisi economica e sociale. Nel 1527-28 venne ripetutamente invasa e saccheggiata dai francesi, le continue incursioni piratesche nel Mediterraneo impoverirono l'economia cittadina basata sul commercio e diverse epidemie uccisero molti dei suoi abitanti.
Nella seconda metà del XVI secolo la città si risollevò dopo anni di crisi, rinacque culturalmente, rifiorirono le arti, grazie all'introduzione della stampa, si diffuse il pensiero umanistico, grazie anche all'opera di Giovanni Francesco Fara, e del vescovo Salvatore Alepus. Tra i pittori che svolsero la loro attività in città, a quel tempo, sono da menzionare Giovanni Muru, il Maestro di Ozieri (Giovanni del Giglio), Andrea Lusso, il fiorentino Baccio Gorini, e vari artisti di scuola fiamminga. Nel 1562 venne istituito uno studio generale aperto dai Gesuiti che, nel 1617, portò alla fondazione della prima università della Sardegna cui contribuirono, fra gli altri, Alessio Fontana, funzionario della cancelleria di Carlo V, che, nel 1558, nel proprio testamento lasciò i suoi beni alla municipalità per l'istituzione dell'Ateneo, e l'arcivescovo Antonio Canopolo che nel 1619 fondò un collegio di educazione, ancora oggi in attività col nome Istituto Nazionale Canopoleno.
La cosiddetta lotta per il primato acuì la rivalità con la città di Cagliari; la competizione tra le capitali del Capo di sopra e del Capo di sotto, porterà i sassaresi ad applicare persino un diverso calendario, a rivendicare il diritto ad avere un Parlamento nella propria città, e la sede del Sant'Uffizio dell'Inquisizione.
Nel 1582 la città viene colpita da una grave epidemia di peste, e con la decimazione della popolazione a seguito di questa ed altre epidemie Sassari cessò di essere il maggior centro dell'isola. L'ultima fase della colonizzazione spagnola sono anni di decadenza per Sassari, e per tutta la Sardegna, visto il minor interesse da parte degli iberici all'isola, dopo che l'Impero spagnolo iniziò la sua espansione sul Nuovo Mondo.
Sassari sabauda [modifica]
Col Trattato di Utrecht nel 1713, inizia la breve dominazione austriaca. Pochi anni dopo nel 1720, la Sardegna compresa la città, passa ai Savoia. Sul finire del XVIII secolo, si vive un'intensa stagione politica, e in città approfittando dei sommovimenti locali, come la rivolta cagliaritana del 28 aprile 1794, e dei sentimenti generati dalla rivoluzione francese, la nobilità e i feudatari sassaresi sfruttarono l'occasione per chiedere al Re l'autonomia da Cagliari.[11] Questo provocò la reazione dei cagliaritani, che cercarono l'appoggio dei vassalli locali, e degli abitanti di tutto il Logudoro per manifestare in città il 28 dicembre 1795 cantando il famoso inno Su patriottu sardu a sos feudatarios.[11] Il ViceRé Filippo Vivalda, preoccupato di una possibile degenerazione in rivolta inviò a Sassari Giovanni Maria Angioy, funzionario e giudice della Reale Udienza, con la carica di alternòs, ovvero rappresentante del Governo con delega dei poteri viceregi, dove fu accolto come un liberatore trionfante.[11] Angioy cercò per tre mesi di riconciliare feudatari e vassalli, ma resosi conto del diminuito interesse e sostegno governativo e cagliaritano, lavorò ad un piano eversivo con emissari francesi, durante invasione napoleonica dell'Italia.[12] Tuttavia venendo meno ogni possibile appoggio esterno con l'armistizio di Cherasco e la Pace di Parigi, decise di effettuare una marcia antifeudale su Cagliari[12] ma dal Viceré gli vennero revocati i poteri, e dovette arrestare la marcia dopo esser stato abbandonato da molti sostenitori all'accoglimento reale della cinque richieste degli Stamenti Sardi, fuggendo a Parigi.[12]
Ristabilito il controllo, i Savoia sedarono il dissenso senza tuttavia far cessare del tutto le rivolte e dissidi che continuarono sporadici fino alla metà dell'Ottocento, come nel 1833 quando il patriota sassarese Efisio Tola venne fucilato a Chambéry perché accusato di essere vicino agli ideali della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini.
Fra la fine del XVIII e tutto il XIX secolo, si vive un'era di rinascita culturale e urbanistica, l'Università viene riaperta, la città dopo cinque secoli si espande oltre il tracciato delle Mura di Sassari, fortificazioni pisane trecentesche, (quando in concomitanza di un'epidemia di colera venne dato il permesso di abbatterle in grande parte, dando così sfogo ad un abitato che era divenuto estremamente compatto e denso), si costruiscono nuovi quartieri, prendendo come modello la nuova capitale del regno, cioè Torino, con strade a maglia ortogonale, viene realizzato il nuovo ospedale, le carceri, il teatro civico, scuole e piazze, la rete ferroviaria e fognaria, l'illuminazione a olio, e più avanti, a gas, il vicino Porto di Torres, viene ristrutturato, si attivano i primi collegamenti navali di linea tra il porto sardo e Genova, con l'impiego di navi a vapore, come il Gulnara, prima imbarcazione che utilizzava questo tipo di propulsione, in Italia. La città si apre ad importanti attività imprenditoriali, l'industriale sassarese Giovanni Antonio Sanna, acquisisce la miniera di Montevecchio, si crea un'area industriale a ridosso della nascente ferrovia, diventa la seconda città italiana per la produzione del cuoio. La nuova espansione urbanistica seguì uno sviluppo geometrico regolare, costretto a fertili compromessi con la realtà del territorio e gli eventi storici. L'asse centrale, il corso Vittorio Emanuele, venne prolungato dando vita a via Roma, strada principale del quartiere umbertino.
Sassari contemporanea [modifica]
Nel Novecento, i successivi piani regolatori ampliarono la griglia inserendo nuovi assi generatori verso le principali emergenze architettoniche dei dintorni, estendendo l'abitato oltre i limiti delle valli e procedendo con diverse zonizzazioni a carattere residenziale e commerciale. Passando indenne la seconda guerra mondiale e scampando a tre bombardamenti programmati che fecero cadere una sola bomba nei pressi della stazione causando una vittima, e diventando repubblicana suo malgrado avendo confermato la fedeltà alla monarchia sabauda col 71,7% dei voti,[13] la città crebbe principalmente per la migrazione dall'entroterra, grazie al costante afflusso dai paesi del nord Sardegna, esercitando una forte influenza nella vita pubblica italiana, sia in campo militare grazie alla Brigata Sassari, sia nelle vicende politiche (vedansi i Presidenti della Repubblica Italiana Antonio Segni e Francesco Cossiga, nonché Enrico Berlinguer), molti dei quali legati all'episodio dei cosiddetti giovani turchi. Fino alle creazione della provincia di Olbia-Tempio, Sassari era capoluogo della più grande provincia d'Italia, e nonostante il distacco della ex-frazione di Stintino è ancora il quinto comune italiano per estensione territoriale con una superficie di 546 km². Raggiungendo una popolazione di 130.000 abitanti, in leggera ma costante crescita, Sassari resta la seconda città dell'isola e il centro di riferimento del Capo di sopra.
Simboli [modifica]
Il Comune di Sassari ha come segno distintivo lo stemma storico concesso con Regio Diploma del 15 gennaio 1767 dal Re Carlo Emanuele III e confermato dal Regio Decreto del 10 aprile 1936.
| « Inquartato: Inquartato: al 1° e 4° di Savoia (di rosso alla croce d'argento); al 2° e 3° d'oro al castello merlato di rosso, aperto e finestrato. » |
Lo scudo è inoltre cimato dalla corona marchionale, ornato da due fronde di palma ai lati e accompagnato da due cavalli quali onereficenza al podestà Cavallino de Honestis sotto cui Sassari si rese un libero Comune. Le torri riprendono la simbologia del Giudicato di Torres e della città di Turris Libisonis o Porto Torres. Fino al 1766, come nei sigilli di altre città sarde, permanevano le insegne della signoria iberica. Queste vennero poi sostituite dietro suggerimento del Ministro Giovanni Battista Lorenzo Bogino negli stemmi con la Croce di Savoia, anche nel caso di Bosa, Cagliari, Oristano e Alghero (che la rimosse nel 1991 per tornare ai colori iberici). La corona marchionale venne invece riservata solo a Cagliari e a Sassari.[14]
Onorificenze [modifica]
Sassari, già libero Comune, ottenne il titolo di città regia il 20 agosto 1331, terza città nell'isola pochi anni dopo Iglesias (come Villa di Chiesa) e Cagliari (come Castel de Càller e in seguito solo Càller), che l'avevano ottenuto il 7 giugno e il 25 agosto del 1327.
Tale titolo fece seguito al diritto di mantenere i propri statuti comunali, ottenuto il 7 maggio 1323 da Giacomo II di Aragona, sebbene mutati nell'estensione dei privilegi barcellonesi. La città, ammessa così all'unione perpetua alla Corona, fondò il proprio status giuridico sugli speciali privilegi concessi dal sovrano. Questo portò ad una mutazione del diritto locale in favore di quello straniero, dove al modello comunale podestarile italiano venne sostituito il modello barcellonese: alla figura del podestà venne affiancata quella del vicario, limitandone la precedente totale giurisdizione, la nomina come la retribuzione divenne regia, la carica a tempo indeterminato e aperta anche ai feudatari. La carica di Governatore poi si intese estesa all'intero Capo di sopra.
| Titolo di Città | |
| — 20 agosto 1331 |
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Siti archeologici [modifica]
- Complesso prenuragico di Monte d'Accoddi, piramide a gradoni di origine prenuragica, IV millennio a.C.
- Giacimento fossile di Fiume Santo, dove è stato rinvenuto lo scheletro di un Oreopithecus bambolii, primate antropomorfo vissuto 8-9 milioni di anni fa
- Necropoli di Montalè, presso Li Punti
- Necropoli di Ponte Secco, presso Ottava
- Necropoli di Li Curuneddi
- Nuraghi Giagamanna, Li Luzzani, Gioscari, Funtana di la Figga, San Giovanni
Architetture religiose [modifica]
- Chiesa rupestre di Funtana Gutierrez, VII-IX secolo.
- Chiesa di San Pietro di Silki, XI-XVII secolo.
- Cattedrale di San Nicola, XII-XVIII secolo.
- Chiesa di Santa Maria di Betlem, XII-XIX secolo.
- San Michele di Plaiano, XII secolo.
- Santa Barbara di Innoviu, XIII secolo.
- Nostra Signora di Latte Dolce, XIII secolo.
- San Donato, XIII-XVII secolo.
- San Giacomo di Taniga, XIV secolo.
- Cappella dell'Annunziata e Cappella dell'Ospedale di Santa Croce, XV secolo.
- Sant'Agostino, XVI-XVII secolo.
- San Giacomo, XVI-XVII secolo.
- Santa Caterina, XVI secolo
- Madonna del Rosario, XVII secolo
- Sant'Andrea, XVII secolo.
- Episcopio, XVII secolo.
- Chiesa e convento del Carmelo, XVII-XVIII secolo
- Chiesa e convento delle Cappuccine, 1673-1695
- Sant'Antonio Abate, 1700-1707
- Basilica del Sacro Cuore, 1943-1952
Architetture civili [modifica]
- Casa aragonese, XV-XVI secolo.
- Case gotiche catalane, corso Vittorio Emanuele, XV secolo.
- Canopoleno o casa professa gesuitica, XVI secolo, architetto Fernando Ponce de Leon
- Palazzo d'Usini in piazza Tola, dal nome del Barone d'Usini, sede della Biblioteca Comunale, XVI secolo.
- Università ed Estanco del tabacco, XVI-XVII secolo.
- Palazzo Moros y Molinos, XVII secolo.
- Fontana di Rosello, 1585-1606
- Palazzo della Frumentaria, XVI-XVII secolo, antico deposito pubblico del grano
- Palazzi di San Saturnino e San Sebastano, inizi XIX secolo.
- Palazzo Ducale, dal Duca dell'Asinara, sede del Comune di Sassari, 1775-1804, architetto Carlo Valino
- Teatro Civico o Palazzo Civico o Palazzo di Città, 1826-1830
- Palazzo della Provincia in piazza d'Italia, sede della Provincia di Sassari, 1873
- Palazzo Giordano, piazza d'Italia, sede del Banca di Credito Sardo, 1878
- Palazzo Cugurra in Via Roma, sede di uffici della Regione Sardegna
- Villa Mimosa già Villa Sant'Elia, sede della Confindustria locale
- Ponte Rosello, 1934
- Convitto Nazionale Canopoleno, previo accordo per visita guidata (1611-2012)
- Padiglione per l'Artigianato "Eugenio Tavolara" per l'esposizione dell'ISOLA, 1956, architetto Ubaldo Badas
- Borghi minerari dell'Argentiera e di Canaglia
Architetture militari [modifica]
- Mura di Sassari, costruite nel XIII secolo, cingevano la città intervallate da 36 torri di cui ne rimangono solo 6, tra le quali l'unica torre tonda detta anche Turondola accessibile da piazza Università. Le mura sono visibili lungo il perimetro della città medioevale, ed in particolare in Corso Vico, Corso Trinità e via Torre Tonda.
- Castello di Sassari, costruita nel 1330. Costruito dagli Aragonesi, fu demolito nel 1877 e nell'area, dove esso sorgeva, fu costruita la Caserma La Marmora, sede della Brigata Sassari e ricavata l'omonima piazza. Gli scavi archeologichi nella piazza hanno portato alla luce le fondazioni dell'antica struttura ora in fase in valorizzazione.
Aree naturali [modifica]
In città sono presenti vari giardini e parchi, fra i quali i Giardini pubblici (situati al centro della città fra viale Pasquale Stanislao Mancini e corso Margherita di Savoia), i Giardini di via Venezia, i Giardini di Monte Rosello, Giardini di via Di Vittorio nel quartiere Luna e Sole, i Giardini di Li Punti, il Parco di Monserrato recentemente restaurato e situato tra la SS 131 e l'asse viario di via Budapest, il Parco di Baddimanna, grande pineta nel quartiere Monte Rosello, e il Parco di Bunnari, che recentemente riqualificato, offre un centro polifunzionale, una piscina, la ricostruzione di un villaggio nuragico e i due laghi artificiali del Bunnari, ora in secca.
- Parco di Monserrato, XVII-XIX secolo.
- Parco di Baddimanna
- Giardini pubblici Emiciclo Garibaldi.
- Foresta della Valle dei Ciclamini o Badde Olia, accesso alla Grotta dell'Inferno
- Valli del Rosello, Riu Mascari, Fosso della Noce, Logulentu, Bunnari
- La Rotonda, pineta, ginepreto e stagno di Platamona
- Lago di Baratz
- Spiagge di Ezzi Mannu, Porto Ferro e Porto Palmas
- Area naturale di Lu cantaru a Monte Forte
- Riserva faunistica di Bonassai
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
| Per approfondire, vedi Sassari (demografia). |
Abitanti censiti[15] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Al 31 dicembre 2010 a Sassari risultavano residenti 2709 cittadini stranieri, pari a circa il 2% della popolazione totale. Le principali nazionalità d'origine sono:[16]
Altre nazionalità - 1062
La Provincia vanta il primato di rilascio di permessi di soggiorno per residenza elettiva con una media del 18,1%, contro una regionale del 14,4% e una nazionale di appena l'1,7%. È alta la percentuale di stranieri che svolgono un lavoro autonomo, pari al 20,2% contro una media nazionale del 7%, che pone Sassari, e tutta la Sardegna, al primo posto tra le regioni con maggiore imprenditorialità da parte dei nuovi cittadini. I principali settori di occupazione da parte degli stranieri sono l'alberghiero, i servizi alle imprese, le costruzioni, il commercio ed i trasporti.[17]
Lingue e dialetti [modifica]
| Per approfondire, vedi Lingua sassarese e Sardo logudorese. |
Oltre all'italiano nell'intero territorio di Sassari, come nei tre Comuni confinanti verso nord, si parla il sassarese, parlata locale di vocazione mercantile nata nel periodo medievale dalla fusione di elementi còrso-toscani e genovesi, influenzata poi da contributi catalani e spagnoli, e in misura più rilevante dal sardo logudorese nel lessico e nella pronuncia, e in parte nella sintassi.[18]
Più studiosi rintracciano la componente primaria nel dialetto pisano, come lo storico sassarese Enrico Costa, che scrive «Ai Pisani dobbiamo anche il nostro dialetto, che per la maggior parte è quasi lo stesso che vi si parla oggi - una specie di toscano del secolo XIII - corrotto più tardi da un po' di corso e da molto spagnuolo»[19] e come lo studioso Mario Pompeo Coradduzza «il sassarese deriva dalla lingua italiana e, più precisamente, dal toscano antico, poi trasformatosi lentamente in dialetto popolare fin dal secolo XII, quando ancora i borghesi e i nobili parlavano in sardo logudorese. Durante l'età del Libero Comune (1294 - 1323), il dialetto sassarese non era altro che un pisano contaminato, al quale si aggiungevano espressioni sarde, corse e spagnole; non è quindi un dialetto autoctono, ma continentale e, meglio determinandolo, un sotto - dialetto toscano misto, con caratteri propri, diverso dal gallurese di importazione corsa»[20], dove entrambi non sembrano propendere per un'influenza più rilevante del sardo rispetto ad altri apporti linguistici.
La lingua che nacque con Sassari divenne patrimonio della popolazione e della classe mercantile, e viene oggi considerata un idioma a sé stante[21]. Le città di Porto Torres, Stintino e Sorso trovano un'affinità fra loro e con Sassari, in quanto condividono la parlata sassarese, detta anche turritano, dal nome del Giudicato di Torres. Per la vicina Sennori il dialetto è una grande peculiarità, data la brevissima distanza da Sorso e Sassari; infatti si parla il sardo logudorese, seppure con la curiosa caratteristica di avere al plurale solo sostantivi di genere maschile, fatto unico in Sardegna. L'uso della lingua si estende nella restante fascia costiera fino alla foce del Coghinas, nella sua variante castellanese di transizione verso il gallurese, nei comuni di Castelsardo, Tergu e Sedini.[22]
Nella città di Sassari infine, per via dell'immigrazione dai paesi sardofoni, è diffuso anche il logudorese.
Tradizioni e folklore [modifica]
Nel 2002 è stato ricostruito un costume "tradizionale", quello rosso degli ortolani di Sassari, sulla base della documentazione iconografica esistente, per quanto frammentaria e lacunosa, e facendo riferimento all'immigrazione popolare dal Logudoro, specie dai centri prossimi alla città.
Qualità della vita [modifica]
| Anno | Qualità della Vita (IlSole24ORE) | Qualità della Vita (Italia Oggi) | Ecosistema Urbano (Legambiente) |
|---|---|---|---|
| 1995 | -- | -- | 36º |
| 1996 | -- | -- | 83º (- 47) |
| 1997 | -- | -- | 80º (+ 3) |
| 1998 | -- | -- | 90º (- 10) |
| 1999 | 50º | -- | 65º (+ 25) |
| 2000 | 77º (- 27) | 70° | 99º (- 34) |
| 2001 | -- | 60º (+ 10) | 88º (+ 11) |
| 2002 | 91º | 79º (- 19) | 81º (+ 7) |
| 2003 | 71º (+ 20) | 81º (- 2) | 75º (+ 6) |
| 2004 | 63º (+ 8) | 72º (+ 9) | 93º (- 18) |
| 2005 | 75º (- 12) | 84º (- 12) | 90º (+ 3) |
| 2006 | 73º (+ 2) | 92º (- 8) | 90º |
| 2007 | 60º (+ 13) | 67º (+ 25) | 72º (+ 18) |
| 2008 | 70º (- 10) | 71º (- 3) | 65º (+ 7) |
| 2009 | 79º (- 9) | 94º (- 23) | 49º (+ 16) |
| 2010 | 41º (+ 38) | 94º | 67º (-18) |
| 2011 | 61º (- 20) | 77º (+ 17) | 25º (città medie) |
| 2012 | 70º (- 9) | 71º (+ 6) | 22º (+ 3) |
Cultura [modifica]
Università [modifica]
| Per approfondire, vedi Università degli Studi di Sassari. |
L'Università degli Studi di Sassari istituita tra il 1562 e il 1627 è tradizionalmente vocata allo studio del diritto, dell'agraria e della veterinaria, con posizioni di rilievo nella classifica stilata annualmente dal Censis, che considera come fattori di valutazione produttività, capacità d'attrazione, qualità della ricerca, offerta formativa e relazioni internazionali. Sassari è sede di un master in giornalismo riconosciuto dall'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana. Nel 2012 l'università sassarese ha celebrato i suoi primi 450 anni di storia e per l'occasione il 21 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è andato appositamente a Sassari per visitare l'ateneo cittadino.
La città è anche sede di un'Accademia di belle arti.
Media [modifica]
Il quotidiano storico della città è La Nuova Sardegna, fondato nel 1891 da Enrico Berlinguer, nonno dell'omonimo segretario del PCI, e ora parte del Gruppo Editoriale L'Espresso. Negli ultimi decenni, diversi editori hanno tentato senza successo l'apertura di un secondo quotidiano cittadino, come il Quotidiano di Sassari negli anni novanta, Il Sardegna Rosso appartenente del gruppo E Polis, fondato nel 2005 e chiuso nel 2010, infine l'edizione locale di Metro attiva dal 2010 e fermata nell'estate 2012.
Fra i periodici attivi troviamo L'Occasione dal 1982, Sassari & Hinterland dal 1996, Piazzaffari dal 1998 e Qui Sardegna Nord dal 2001. Fino al 2012 si stampava il Il sassarese, fondato nel 1973, e fino alla scomparsa del direttore e fondatore Pino Careddu nel gennaio 2008 si stampava Sassari Sera, fondato nel 1961. In città sono presenti diversi editori, fra cui Carlo Delfino Editore, Tipografia Gallizzi, Edizioni Segnavia, Isola Felice, Composita, Stampacolor, EDES Edizioni Democratiche Sarde, J. Webber Editore e Mare Nostrum Editrice. Per quanto riguarda l'informazione in rete sono attivi Sassariweb dal 2006, Sardies dal 2009 e dal 2010, unico in forma imprenditoriale, Sassari Notizie.
In città è presente una sede distaccata della Rai, di Videolina e Cinquestelle Sardegna, e gli studi delle emittenti Teleregione Sardegna, TeleGì, LiberaTV, TeleSassari.tv e Antenna 1. Tra le emittenti radiofoniche gestite per intero a livello locale si segnalano Radio Antenna 2000, Radio Venere e Radio Venere 2.
Sono attualmente attivi tre cinema monosala, i Moderno, Quattro Colonne e Verdi, con quest'ultimo che funge anche da teatro, mentre ha chiuso nel 2011 il cinema Ariston. La città è sede dal 2006 del Sardinia Film Festival, premio cinematografico internazionale dedicato al cortometraggio. Nel 2012 le opere presentate, tra cui cortometraggi di fiction, animazione, documentari, videoarte e sperimentali, sono state circa mille, rappresentate da registi provenienti da sessanta nazioni. Nel 2000 è stato girato in città il film Un delitto impossibile del regista Antonello Grimaldi tratto dal romanzo Procedura di Salvatore Mannuzzu, già vincitore del premio Viareggio. Nel 2007 il regista Malachi Bogdanov gira interamente nel centro storico di Sassari The Mandrake Root, dall'opera di Machiavelli La mandragola.
| Quotidiani e Periodici | Editori | TV | Radio |
|---|---|---|---|
| La Nuova Sardegna L'Unione sarda (redazione locale) L'Occasione Sassariweb Sardies Sassari Notizie Sassari & Hinterland Piazzaffari Qui Sardegna Nord |
Carlo Delfino Editore Tipografia Gallizzi Edizioni Segnavia Isola Felice EDES Edizioni Democratiche Sarde Mare Nostrum Editrice Composita J. Webber Editore Stampacolor |
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Musei [modifica]
(Via Roma 64) detto anche Museo Sanna - Sito
(Piazza Castello 9) ospitato nella Caserma La Marmora - Sito
(Via o Piazza Santa Caterina / Piazza del Comune / Via Antonio Canopolo) nell'ex-collegio gesuitico Canopoleno - Sito
(Via Pascoli 16) detto anche Museo Masedu
(Archivolto del Carmine / Viale Umberto I, 11) detto anche Museo Biasi
(Via delle Muraglie 1)
(Via Muroni 44) detto anche Museo Bande - Sito
(Piazzetta Banco di Sardegna 1 C, già Viale Umberto I 36) presso la sede del Banco di Sardegna - Sito
(Piazza Duomo) presso la Cattedrale di San Nicola e la chiesa di San Michele - Sito -Sito
(Corso Vittorio Emanuele II / Via Sebastiano Satta) presso il Palazzo di città - Sito
(Piazza Sant' Apollinare)
- Museo Universitario Geomineralogico "Aurelio Serra". Via Enrico De Nicola 2 - Sito
- Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione Anatomica Luigi Rolando. Dipartimento di Scienze Biomediche, sezione Anatomia Umana Normale, Viale San Pietro 43/C - Sito
- Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione Entomologica. Dipartimento di Protezione delle Piante, Via Enrico De Nicola, 1 - Sito
- Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione di Botanica Farmaceutica. Dipartimento di Scienze del farmaco, Via Muroni 23 A - Sito
- Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione Zoologica. Dipartimento di Zoologia e Antropologia Biologica, Via Muroni 25 - Sito
- Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione di Fisica. Struttura Dipartimentale di matematica e fisica, Via Vienna 2 - Sito
- Museo di Storia dell'Agricoltura e Collezione Agronomica. Dipartimento di scienze agronomiche e genetica vegetale agraria, Via Enrico De Nicola 1 - Sito
Teatro [modifica]
Sono attualmente presenti cinque teatri principali: il Teatro Verdi, il Teatro Ferroviario, il Teatro Civico, il Teatro Smeraldo e il nuovo Teatro Comunale. Esiste una lunga tradizione di recitazione in vernacolo sassarese, con decine di spettacoli in cartellone ogni anno e diverse compagnie attive, fra cui "Paco Mustela", "La Quinta", "La Frumentaria" e "Teatro Sassari". Altre compagnie attive in città sono la "Compagine Teatrale Ouroboros", i "Meridiano Zero", "Theatre En Vol" e "S'Arza", oltre a un Teatro Stabile d'innovazione per l'infanzia e la gioventù (ex teatro ragazzi) della compagnia "La botte e il cilindro" e dal 2007 un teatro di prosa, la "Compagnia delle Arti".
Musica [modifica]
Fra i principali cantautori in sassarese troviamo Ginetto Ruzzetta, Tony Del Drò, Giovannino Giordo, Franco Russu, Trio Latte Dolce e i gruppi Trio Folk "Sassari in carthurina" e La cumpagnia. In città si sono sviluppati gruppi di musica leggera di fama nazionale, come i Bertas e i Tazenda, che hanno partecipato al Festival di Sanremo, più altri gruppi come il Coro degli Angeli.
La città offre inoltre un panorama di associazioni che hanno ricevuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, come il Corpo Bandistico Luigi Canepa, la più antica formazione bandistica sassarese, fondato alla metà del 1800 come banda civica dallo stesso illustre compositore, l'Associazione Corale Luigi Canepa, il più antico gruppo corale in Sardegna, l'Associazione Polifonica Santa Cecilia e il Coro dell'Associazione Musicale "Gioacchino Rossini". Il conservatorio cittadino è intitolato al musicista e compositore Luigi Canepa.
Dal 1942, l'Ente Concerti Marialisa De Carolis è responsabile per la tradizionale stagione lirica che fino al 2011 era ospitata nello storico Teatro Verdi. Per la 69ª stagione lirica, l'opera Roméo et Juliette di Charles Gounod ha inaugurato nell'ottobre 2012 il più grande e tecnologicamente avanzato teatro comunale di piazza Cappuccini, spazio che dominerà la nuova cultura musicale di Sassari. Il panorama jazzistico offre vari interpreti rilevanti, essendo la città sede dell'Orchestra Jazz della Sardegna la quale organizza Scrivere in Jazz, importante concorso di composizione jazzistica, e vari eventi come Time in Sassari, legato al festival Time in Jazz di Paolo Fresu.
Cucina [modifica]
La cucina tipica sassarese è ricca e variegata, composta da molte pietanze fortemente legate alla tradizione contadina della città ma diffusa e legata anche alle tradizioni dei centri vicini. Le verdure sono infatti regine nella maggior parte delle pietanze locali, assieme alle parti meno pregiate degli animali da macello, in particolare agnello e maiale. Gli ortaggi più conosciuti ed utilizzati della cucina sassarese sono la melanzana (mirinzana), la cipolla (ziodda) e le fave (faba).
Tra i primi piatti troviamo la mineshtra e fasgiori o mineshtra e patati, una zuppa preparata con fagioli, patate, lardo, finocchietto selvatico e pomodori secchi. La classica fabadda viene tradizionalmente preparata nel periodo di carnevale: è una zuppa molto densa a base di fave secche, cavolo, finocchi, cotenna e carne di maiale. In genere è consumata in occasioni conviviali, con larga presenza di parenti o amici. Tra i primi a base di pasta ricordiamo i giggioni, ossia gli gnocchi conditi con sugo di salsiccia. Altri piatti a base di verdure sono le fave cotte a ribisari, cioè lessate e condite con aglio e prezzemolo; e i carciofi, preparati tradizionalmente con le patate (ischazzofa e patati).
Tra i secondi piatti, principalmente a base di carne, troviamo la cordula con piselli, un piatto preparato con le interiora dell'agnello avvolte nell'intestino e cotte con piselli, cipolle e salsa di pomodoro; la trippa cotta nel sugo di pomodoro da mangiare spolverata di abbondante pecorino grattugiato; i pedi d'agnoni, ovvero i piedini dell'agnello cotti in salsa di pomodoro oppure con solo aglio e prezzemolo. Un posto importantissimo occupano le chiocciole (spesso chiamate lumache) nelle loro varie pezzature: dalle lumachine "Theba pisana"(ciogga minudda) lessate con delle patate, alle lumache "Eobania vermuculata" (ciogga grossa) preparate con un sugo piccante o con aglio a prezzemolo- ai lumaconi "Helix aspersa" (coccoi) che vengono serviti ripieni di un impasto di formaggio, uova, prezzemolo saporitta e pangrattato. Non mancano le monzette, cotte in padella con aglio, olio, prezzemolo e pangrattato.
Il piatto tipico più conosciuto è invece lo ziminu, zimino, cotto in grabiglia, cioè le interiora del vitello come diaframma (parasangu), intestino (cannaculu), cuore, fegato e milza, cotte in graticola sulla brace. Attualmente le norme emanate dalla Comunità europea in materia di encefalopatia spongiforme bovina impediscono la commercializzazione e il consumo della specialità. Alla brace vengono preparate anche le sardine, anche queste molto apprezzate dai sassaresi.
Tra i dolci, oltre a quelli tipici della Sardegna settentrionale come papassini, tiricche e seadas, sono proprie della città e dei dintorni le frittelle lunghe (li frisgiori longhi o "sas frigjolas"): preparate principalmente durante il carnevale, sono fatte di un impasto di farina, acqua, zucchero, anice e scorza d'arancia grattugiata, fritto in forma di lunghi cordoni. Piatto tipico "adottato" è la fainé genovese. È ottenuta da un impasto molto semplice di farina di ceci, olio, acqua e sale (spesso arricchita da più ingredienti a piacere come le cipolle o le salsicce), cotta in teglia ad alta temperatura e servita già tagliata, spesso con pepe nero tritato. Viene preparata in alcuni locali tipici (dove è l'unico piatto servito) ma anche in molte pizzerie e paninoteche.
Personalità legate a Sassari [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Personalità legate a Sassari. |
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Personalità storiche
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Personalità viventi
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Eventi [modifica]
Le manifestazioni cittadine, a carattere religioso, folcloristico e turistico, sono capaci di richiamare da decenni oltre centomila spettatori, anche dall'estero.
Faradda di li candareri [modifica]
| Per approfondire, vedi Faradda di li candareri. |
Il 14 agosto a Sassari è festha manna, ovvero festa grande: la città è attraversata dalla Faradda di li candareri (Discesa dei candelieri) una processione che viene conclusa da una cerimonia sacra per sciogliere il voto alla Vergine Assunta che, nel XVI secolo, si credeva salvò la città dalla peste, che vede i cittadini distribuiti tra i diversi gremi (corporazioni medievali di arti e mestieri), portare sulle spalle i candelieri riccamente ornati per le vie della città, danzando fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Tale festa è molto sentita dalla popolazione che per l'evento si riversa per le vie del centro storico dal primo pomeriggio sino a tarda notte. Le varie piazze sono invase da musica e canti ma dominante rimane il rimbombo dei tamburi che accompagna la "discesa" dei gremi con i candelieri in spalla.
La Cavalcata Sarda [modifica]
| Per approfondire, vedi Cavalcata sarda. |
Dal 1711, anno citato da Enrico Costa, la città è teatro anche della Cavalcata sarda, che dal 1951 è organizzata con cadenza annuale nella domenica dell'Ascensione (penultima domenica di maggio). La manifestazione, a carattere laico, consiste nella sfilata di gruppi folcloristici provenienti da varie zone della Sardegna che, appiedati o a cavallo e indossando i propri costumi tradizionali, mostrano al pubblico aspetti etnografici ed enogastronomici della cultura sarda.
Festa del Voto [modifica]
Molto sentita è la Festa del Voto, che si svolge l'ultima domenica di maggio, in ricordo del voto che, durante l'ultima guerra mondiale, fece l'allora arcivescovo di Sassari, Arcangelo Mazzotti, alla Madonna delle Grazie di San Pietro in Silki, dopo che una bomba cadde sulla stazione ferroviaria. L'Arcivescovo promise con voto solenne, che ogni anno si sarebbe svolta una processione, dal Duomo alla Chiesa di S. Pietro, per onorare l'esaudimento del voto. Sassari in effetti non subì più alcun bombardamento.
Geografia antropica [modifica]
Urbanistica [modifica]
| Per approfondire, vedi Urbanistica di Sassari. |
Suddivisioni storiche e amministrative [modifica]
| Per approfondire, vedi Suddivisioni di Sassari. |
La città era suddivisa in dieci circoscrizioni, ridotte a sei dalle elezioni comunali del 3 maggio 2000 e a quattro dalle elezioni del 31 maggio 2010.
Economia [modifica]
L'economia della città è incentrata sul terziario avanzato, in particolare nei servizi al territorio, la grande distribuzione e la gestione amministrativa del nord Sardegna; la grande industria è localizzata in località Fiume Santo ove è presente una centrale termoelettrica, mentre numerose sono le piccole e medie imprese, dislocate nell'area industriale di Predda Niedda, di Muros e nel nuovo insediamento produttivo di Truncu Reale, sito a poca distanza dal complesso petrolchimico di Porto Torres. Notevole importanza ha assunto il settore finanziario che vede Sassari sede delle principali banche dell'isola, il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari, oltre che della Sardaleasing, leader nella locazione finanziaria.
Nel territorio sono ancora in attività produzioni agricole tradizionali come quella olearia, ortofrutticola, vinicola, casearia e tessile. È sede di numerosi enti di ricerca (come quelli universitari, del CNR, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, il Servizio Agro-meteorologico della Sardegna, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, l'Istituto Zootecnico Caseario della Sardegna, l'Ufficio Studi della Confcommercio) ed istituzioni locali.
Numero di imprese attive a Sassari[23]
| Anno | Agricoltura | Industria | Costruzioni | Commercio | Turismo | Servizi | Non classificate |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2007 | 1.020 | 1.090 | 1.562 | 3.745 | 544 | 2.547 | |
| 2008 | 1.012 | 1.125 | 1.651 | 3.892 | 564 | 2.625 | 18 |
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Strade [modifica]
La Strada statale 131 Carlo Felice
collega Sassari con Porto Torres, con il centro e con il sud della Sardegna.
La Strada statale 199 di Monti
la collega alla Gallura e ad Olbia, mentre la Strada statale 291 della Nurra
la collega ad Alghero. La Strada statale 672 Sassari-Tempio
a scorrimento veloce collega invece Sassari a Tempio Pausania, costituendo una variante del tortuoso tracciato della Strada statale 127 Settentrionale Sarda
che attraversa l'Anglona, dalla quale prende il nome anche la Strada statale 200 dell'Anglona
, che raggiunge Sennori, Sorso e Castelsardo. La Strada Provinciale 15M collega Sassari con Ittiri.
Ferrovie [modifica]
| Per approfondire, vedi Ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima, Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima, Stazione di Sassari, Ferrovia Sassari-Sorso, Ferrovia Sassari-Nulvi e Ferrovia Sassari-Alghero. |
Sassari è collegata tramite le Ferrovie dello Stato ad Olbia, Cagliari (entrambe con snodo ad Ozieri-Chilivani) e a Porto Torres. È inoltre collegata ai vari comuni limitrofi tramite linee regionali (Ferrovie della Sardegna). Queste ferrovie, come tutte quelle della Sardegna, sono non elettrificate, e l'intero parco rotabile è costituito da automotrici e locomotori a trazione termica (diesel). I collegamenti principali sono Sassari-Alghero, Sassari-Nulvi, Sassari-Sorso e vengono effettuati su binari a scartamento ridotto. Presso la stazione ferroviaria principale di Sassari è esistente un attivo centro intermodale che consente la movimentazione dei container tra il gommato ed il ferroviario.
Porti [modifica]
| Per approfondire, vedi Porto di Porto Torres. |
Porto di riferimento della città è quello della vicina (16 km) Porto Torres, con collegamenti con gli scali portuali di Genova, Civitavecchia, l'Asinara e altre destinazioni in Corsica, nel sud della Francia e per Barcellona in Spagna.
Aeroporti [modifica]
Scalo di riferimento della città è l'Aeroporto di Alghero-Fertilia, distante 25 km dal centro cittadino, che oltre ai residenti della provincia, attrae notevoli flussi anche dal resto dell'isola e grazie all'offerta di voli delle compagnie aeree a basso costo. La Camera di Commercio di Sassari, la provincia di Sassari e la stesso Comune di Sassari erano fra i soci della società di gestione dell'aeroporto, la SOGEAAL.
A circa 100 km si trova l'Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, mentre in località Platamona a 12 km dal centro cittadino è presente un'aviosuperficie utilizzata dagli appassionati di velivoli ultraleggeri. È stata avanzata la proposta della creazione di un terzo aeroporto presso Badesi, in località Muddizza di Poisa, che ha creato polemiche sulla reale necessità dell'infrastruttura e sulla localizzazione nei pressi del sito di interesse comunitario alla foce del Coghinas.[24][25][26]
Mobilità urbana [modifica]
| Per approfondire, vedi Azienda Trasporti Pubblici Sassari e Metrotranvia di Sassari. |
L'Azienda Trasporti Pubblici Sassari (ATP) collega la città con la periferia e l'hinterland attraverso 12 linee urbane (numerate da 1 a 8, due circolari con capolinea alla Stazione e una notturna) e 12 suburbane, di cui due varcano i limiti comunali e raggiungono varie località di Porto Torres e Sorso.
La metrotranvia di Sassari è gestita dall'ARST. La prima linea della metrotranvia, inaugurata il 27 ottobre 2006, collega il quartiere di Santa Maria di Pisa alla Stazione e all'Emiciclo Garibaldi. È inoltre prevista la realizzazione del prolungamento per Li Punti-Baldinca-San Giovanni e l'elettrificazione della ferrovia Sassari-Sorso, già rettificata in passato.
Amministrazione [modifica]
L'attuale sindaco è Gianfranco Ganau, eletto la prima volta l'8 maggio 2005 e confermato il 31 maggio 2010 a capo di una coalizione di centro-sinistra. Presidente del Consiglio Comunale è Luciano Chessa (UPC).
Amministrazioni precedenti [modifica]
| Per approfondire, vedi Sassari (amministrazione). |
Consolati [modifica]
Gemellaggi [modifica]
Gemellaggi folcloristici [modifica]
Gubbio dal 2002 fra la Faradda e la Festa dei Ceri
Viterbo dal 2006 fra Faradda e la festa della Macchina di Santa Rosa
Nola dal 2006 fra la Faradda e la Festa dei Gigli
Palmi dal 2006 fra la Faradda e la Varia
Napoli dal 2009 fra la Faradda e la festa della Madonna della Neve
Campobasso dal 2009 fra la Faradda e la Processione dei Misteri
Gemellaggi artistici [modifica]
Barcellona dal 2010[27]
Sport [modifica]
Eventi sportivi [modifica]
- Dal 28 aprile al 3 maggio 1966 la città ha ospitato la XX edizione dei Campionati Nazionali Universitari, organizzati dal CUS Sassari.
- Il 27 maggio 1991, due semitappe della 2ª tappa del 74º Giro d'Italia, una prova in linea e una cronometro individuale, si sono concluse a Sassari con le vittorie di Gianni Bugno e Gianluca Pierobon.
- Dal 24 al 26 settembre 1999 presso la Torres Tennis si è tenuto il turno di qualificazione della Coppa Davis contro la Finlandia, vinto dall'Italia per 3-2.
- Il 13 maggio 2007, la 2ª tappa del 90º Giro d'Italia è transitata a Sassari e si è conclusa con la vittoria di Robbie McEwen.
- Dal 14 al 17 aprile 2011 si è tenuta la terza prova della Coppa del Mondo di Pentathlon moderno.
- Dal 24 al 26 maggio 2012 presso il PalaSantoru si sono tenute le gare di pallamano dei XVI Jeux des îles.
- Il 15 e 21 agosto 2012 al PalaSerradimigni si sono svolti due incontri per la qualificazione nel gruppo F agli europei di pallacanestro del 2013, contro il Portogallo e la Turchia, vinti dall'Italia per 97-45 e 78-69.
- Ogni anno si tiene il Torneo Internazionale Città di Sassari di lotta libera e greco-romana, arrivato nel 2011 alla XVI edizione.
- Ogni anno si tiene il Torneo Città di Sassari e il Torneo Lago di Baratz di tiro con l'arco, giunti nel 2011 alla XXIII e XIII edizione. A Sassari si sono svolti gli Europei Indoor del 2004 con 34 Nazioni presenti, la finale dell'European Grand Prix del 2006 con 35 Nazioni, il campionato Italiano 3D nel 2009, il Campionato Europeo 3D nel 2010 con 19 Nazioni, nel 2011 il XXIII Campionato Italiano Para Archery per atleti disabili.
- Ogni anno si tiene la Coppa Città di Sassari di Scacchi arrivata nel 2011 alla XXXIII edizione, torneo omologato da FSI e FIDE.
Impianti sportivi [modifica]
- Stadio Vanni Sanna (calcio)
- Palasport Roberta Serradimigni (pallacanestro, pugilato, scherma, arti marziali, pesistica, attrezzistica)
- Stadio dei Pini Tonino Siddi (atletica leggera)
- Ippodromo Pinna (ippica)
- Torres Tennis Sassari "A. Bozzo" (tennis)
- Palestra Comunale "Gigi Santoru" (pallamano, calcio a 5, pallacanestro, pallavolo)
- Palestra Comunale "Luca Simula" (pallacanestro)
- Palestra CONI "Pierpaolo Peru" (pallacanestro)
- Palestra IPIA "Piero Cuccu" (pallamano)
- Palestra Meridda (pallavolo)
- Palestra Silvio Pellico (pallavolo)
- Palestra Centro Sportivo Mario Canopoli (bowling, pallamano, calcio a 5)
- Campo in erba sintetica di Latte Dolce (calcio)
- Campo in erba sintetica di Carbonazzi (calcio)
- Pattinodromo di via Rockefeller (pattinaggio)
- Piscine comunali di Lu Fangazzu (nuoto), con piscina olimpionica scoperta
- Piscine comunali di Latte Dolce (nuoto)
- Poligono di tiro di via Pirandello (tiro a segno)
- Impianto polivalente di via Pirandello (calcio a 5, pallacanestro, pallavolo, tennis)
- Impianti sportivi CUS Sassari di San Giovanni (calcio, pallacanestro, tennis)
- Palestra Fijlkam di via Prati (judo, karate, lotta, cultura pesistica)
- Sassari Golf Club (golf)
- Sporting Club Le querce (nuoto, tennis, calcetto)
- Impianto Sportivo per il Tiro Con L'arco(Attività Indoor ed Outdoor)
Società sportive [modifica]
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Note [modifica]
- ^ Dato Istat al 11/2012
- ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato in data 17 marzo 2013.
- ^ Opere "Sassari véccia e noba" di Salvator Ruju, detto Agniru Canu, "Sassari Mannu" di Pompeo Calvia, e altre.
- ^ Altre varianti: Tatari, Tàtari, Tattari, Tàttari, Thatari, Thàtari, Thathari, Thàthari, Thattari,Thàttari, Thatthari,Thàtthari, Tatthari.
- ^ Dato Istat al 11/2012
- ^ Insieme ai Comuni di Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso e Stintino con cui sta sviluppando il Piano Strategico Intercomunale, più Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Muros, Olmedo, Osilo, Ossi, Ploaghe, Tissi, Uri e Usini.
- ^ Sardegna Arpa
- ^ Massimo Pittau. Significato e origine del toponimo Sassari. 02-07-2008
- ^ Salvatore Dedòla. L'origine preromana di Sassari e la colonizzazione della Nurra e della Romángia. 02-07-2008
- ^ Giuseppe Meloni, Sassari tra Genova e Aragona, in "Atti del Convegno di studio: Gli Statuti Sassaresi, economia, società, istituzioni a Sassari nel medioevo e nell'età moderna, Sassari, 12-14 maggio, 1983", Sassari, 1987
- ^ a b c Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998. ISBN 88-7741-760-9 pagine=468
- ^ a b c Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998, pp. 470. ISBN 88-7741-760-9
- ^ Manlio Brigaglia, La fucilazione di Efisio Tola che leggeva «libri sediziosi», Corriere della Sera, 25 09 2010, p. 17. URL consultato in data 19-01-2012.
- ^ Sergio Serra. Araldica Catalana: lo stemma della città di Alghero (PDF), p. 67. URL consultato in data 25-04-2011.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2009 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza. Comune: Sassari. URL consultato in data 19-10-2009.
- ^ InItalia. L'Italia e l'italiano per stranieri, Rai Educational e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
- ^ "Mentre il còrso della colonia sassarese subiva il forte influsso logudorese, specialmente nella sintassi e nel lessico, ... " e "dopo il fortissimo influsso sardo subito dal còrso nel processo di sovrapposizione sull'originario logudorese" da Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, pp. 21 e 37
- ^ Enrico Costa, Sassari, vol. I, pag. 51, Edizioni Gallizzi, Sassari, 1992
- ^ Mario Pompeo Coradduzza, Il sistema del dialetto, Prefazione, Sassari, 2004
- ^ Sanna A., Il dialetto di Sassari (e altri saggi), Cagliari, 1975
- ^ "Le innovazioni provenienti da Sassari, allora la maggiore città della Sardegna, conquistarono gradatamente le varietà còrse radicate in Anglona, che qui chiamiamo castellanese e sedinese, e questo processo continua tuttora con dinamiche che si colgono agevolmente sia in diacronia che in sincronia..." da Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, p. 22
- ^ Camera di Commercio a Sassari
- ^ Un aeroporto alle foci del Coghinas? Che senso ha?, Gruppo di Intervento Giuridico ONLUS
- ^ Ma fatelo volare, sto' sindaco!, Gruppo di Intervento Giuridico ONLUS
- ^ Un nuovo aeroporto ad un'ora da Alghero, Alguer.it
- ^ Sassari, gemellaggio artistico con Barcellona, sindaco Ganau concede patrocinio - Adnkronos Sardegna
Bibliografia [modifica]
- Giuseppe Pazzona, Sassari nell'Ottocento. Acquerelli inediti di Giuseppe Cominotti (1823-1825), Sassari, EDES, 2009, ISBN 88-6025-040-4
- Giuseppe Pazzona, Giuseppe Cominotti. Architetto e pittore (1792-1833), Sassari, Delfino, 2011, ISBN 978-88-7138-590-7
- Giuseppe Meloni, Sassari tra Genova e Aragona, in Atti del Convegno di studio: Gli Statuti Sassaresi, economia, società, istituzioni a Sassari nel medioevo e nell'età moderna, Sassari, 12-14 maggio, 1983, Sassari, 1987
- Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, 3 (M-O), Sassari, Carlo Delfino editore, 2006. ISBN 8-871-38430-X
- Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007.
- Antonio Areddu, Il Marchesato di Mores. Le origini, il duca dell'Asinara, le lotte antifeudali, l´abolizione del feudo e le vicende del marquis de Morès,Cagliari, Condaghes, 2011
Voci correlate [modifica]
- Sardegna
- Provincia di Sassari
- Sindaci di Sassari
- Demografia di Sassari
- Urbanistica di Sassari
- Lingua sassarese
- Brigata meccanizzata "Sassari"
- 152º Reggimento fanteria "Sassari"
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Collegamenti esterni [modifica]
- Comune di Sassari
- La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna
- Provincia di Sassari
- Università di Sassari
- Azienda Trasporti Pubblici