Sassari

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Sassari
comune
(IT) Sassari
(SC) Tàttari
Sassari – Stemma Sassari – Bandiera
Sassari – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Nicola Sanna (PD) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°43′36″N 8°33′33″E / 40.726667°N 8.559167°E40.726667; 8.559167Coordinate: 40°43′36″N 8°33′33″E / 40.726667°N 8.559167°E40.726667; 8.559167
Altitudine 225 m s.l.m.
Superficie 546,08 km²
Abitanti 127 693[1] (28-02-2014)
Densità 233,84 ab./km²
Frazioni Argentiera, Bancali, Biancareddu, Caffè Roma, Campanedda, Canaglia, Caniga, La Corte, La Landrigga, La Pedraia, Mandra di l'Ainu, Monte Forte, Ottava, Palmadula, Pian di Sorres, Platamona, Rumanedda, Saccheddu, San Giovanni, Tottubella, Truncu Reale, Villa Assunta, Villa Gorizia
Comuni confinanti Alghero, Muros, Olmedo, Osilo, Ossi, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino, Tissi, Uri, Usini
Altre informazioni
Cod. postale 07100, 07040
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090064
Cod. catastale I452
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sassaresi o turritani
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sassari
Posizione del comune di Sassari all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Sassari all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Sassari non ha bisogno di formarsi un giardino pubblico,
se le sue circostanze formano un giardino così vario, ameno e vago,
che non potrebbe l’arte far di meglio
[...] »
(Vittorio Angius, Dizionario Angius-Casalis, 1851-1856)

Sassari ([sàs-sa-ri], IPA: [ˈsassari],[2] Ascolta[?·info], Sassari in sassarese,[3] Tàttari in sardo,[4] Sàsser in catalano) è un comune italiano di 127 693[1] capoluogo dell'omonima provincia in Sardegna.

Sede universitaria, arcivescovile e di corte d'appello, quinto comune nazionale per estensione e secondo centro dell'isola per popolazione Sassari costituisce il cuore di un'area vasta di circa 260 000 abitanti.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Sassari Panorama.jpg

Magnify-clip.png
Panorama di Sassari da Monte Oro.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La città di Sassari è il polo urbano storico del Capo di sopra dell'isola. Con i suoi 546,08 km², è il comune più esteso della regione e il più esteso d'Italia dopo Roma, Ravenna, Cerignola e Noto. Essa sorge su un tavolato calcareo declinante a nord-ovest verso il Golfo dell'Asinara e la pianura della Nurra, mentre a sud-est il terreno è prevalentemente collinare. Il territorio urbano e suburbano è caratterizzato da valli e gole che incidono profondamente l'altopiano su cui è adagiata la città. Coltivazioni ortive, oliveti e boschi circondano il centro urbano e costituiscono l'aspetto paesaggistico peculiare di tutto il settore orientale del territorio comunale.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Sassari gode di un clima temperato caldo di tipo mediterraneo. Gli inverni sono miti e umidi, le estati calde e secche. Le precipitazioni si concentrano soprattutto nei mesi invernali e autunnali. I dati pluviometrici differiscono a seconda dell'altimetria e della distanza dal mare, la media nel territorio comunale è di 588,2 mm/anno, ma notevoli differenze si riscontrano nelle stazioni localizzate nell'area urbana e in particolare nei quartieri meridionali, fino a un massimo di 647,7 mm/anno presso la stazione meteorologica di Serra Secca, posta a 310 metri sul livello del mare[6]. Le nevicate sono eventi sporadici ma non eccezionali. Le precipitazioni a carattere nevoso si concentrano generalmente nei mesi di gennaio e febbraio. Il clima dell'area di Sassari risulterebbe, secondo la rivista statunitense Weatherwise, tra i 10 più confacenti alla specie umana. Più precisamente viene collocata al 4º posto mondiale, tra le 10 città con il clima più piacevole.

Sassari Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 11.1 12.0 15.0 19.0 23.1 26.4 29.0 29.3 26.0 21.8 16.8 12.8 ---
Temperatura minima media (°C) 5.4 5.7 7.5 10.0 13.0 16.4 19.4 19.5 17.0 14.0 10.0 6.5 ---
Piogge (mm) 58.6 52.0 49.2 47.9 39.3 22.5 5.2 12.3 45.4 81.7 96.0 81.5 591.6
Classificazione climatica: zona C

Storia[modifica | modifica sorgente]

La proclamazione della Repubblica sassarese (Il Consiglio della Repubblica sassarese), di Giuseppe Sciuti, circa 1880. Palazzo della Provincia in Piazza d'Italia.

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

L'origine resta ignota e oggetto di speculazioni accademiche. L'odierno toponimo ricorre dalla metà del XII secolo in diverse forme, fra quali Sassaris, Sassaro, Sasser, Sacer alternato con Thathari, Thathar, Táttari, essendo non raro il passaggio ss-th in sardo. Secondo Massimo Pittau troverebbe riscontro in altre località (sássari, sátzari, sátzeri, perda'e sássari, perda'e sassu, sássinu-a), tradotto come "ciottoli di fiume" dal sardiano, antecedente al latino saxum. Questo conferma l'origine non medioevale, bensì nuragica e prenuragica, dell'insediamento nelle valli sassaresi, ricche di sorgenti e corsi d'acqua.[7]

Le origini e il Libero Comune[modifica | modifica sorgente]

Gli Statuti Sassaresi nella versione in sardo logudorese (XIII-XIV secolo)

È solo nel 1131 che la città compare per la prima volta nelle carte geografiche col nome di Jordi de Sassaro. Numerose informazioni circa la città sono contenute nel Condaghe di San Pietro in Silki, codice medievale scritto in sardo, custodito nella Biblioteca dell'Università degli Studi di Sassari - Sala Manoscritti -, compilato dal 1150 al 1180. Fu l'ultima capitale del Giudicato di Torres, nel 1294 diviene Libero Comune, confederato a Genova, a seguito della promulgazione degli Statuti Sassaresi, che erano un corpus di leggi redatto sia in latino che in sardo logudorese, che regolava tutte le attività cittadine: dall'urbanistica, alle attività economiche, alla giustizia. Gli statuti sassaresi sono uno dei documenti identitari più importanti non solo per la città di Sassari, ma per l'intera isola. È in questo periodo che, contesa fra le repubbliche marinare, Sassari si dotò delle prime mura.

Sassari aragonese e spagnola[modifica | modifica sorgente]

Veduta dalla Valle di Rosello, 1849, John Warre Tyndale.

Alla notizia dell'intervento aragonese, la borghesia cittadina si avvicinò ai reali d'Aragona, presentando nel 1323 una propria delegazione alla corte dell'infante Alfonso e offrendosi di essere parte del nascente Regno di Sardegna, ottenendo nel 1331 l'elevazione di Sassari allo status di Città Regia. Ciononostante i sassaresi mal tollerarono la sudditanza e scarsa autonomia, così, sotto la spinta della Repubblica di Genova e dei Doria, la città si ribellò ai catalano-aragonesi, dando inizio ad un periodo di rivolte popolari[8], che videro la città divenire l'ultima capitale del Giudicato di Arborea dal 1410 al 1420,cessando solo con la vendita dei diritti di quest'ultimo e l'avvento di Alfonso V il Magnanimo. Gli aragonesi costruirono il castello di Sassari, con lo scopo principale di difendersi dalle rivolte degli stessi sassaresi, che venne demolito nel 1877 per decisione del Consiglio comunale come simbolo dell'oppressione straniera e dell'oscurantismo religioso, essendo stato sede dell'Inquisizione spagnola. I resti del castello, comprendenti le fondazioni e due corridoi dell'antemurale cinquecentesco che ospitava le artiglierie, sono stati recentemente riportati alla luce e sono visitabili nell'omonima piazza.

Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo Sassari visse un periodo di grave crisi economica e sociale. Nel 1527-28 venne ripetutamente invasa e saccheggiata dai francesi, le continue incursioni piratesche nel Mediterraneo impoverirono l'economia cittadina basata sul commercio e diverse epidemie uccisero molti dei suoi abitanti.

La facciata barocca della Cattedrale di San Nicola.

Nella seconda metà del XVI secolo la città si risollevò dopo anni di crisi, rinacque culturalmente, rifiorirono le arti, grazie all'introduzione della stampa, si diffuse il pensiero umanistico, grazie anche all'opera di Giovanni Francesco Fara, e del vescovo Salvatore Alepus. Tra i pittori che svolsero la loro attività in città, a quel tempo, sono da menzionare Giovanni Muru, il Maestro di Ozieri (Giovanni del Giglio), Andrea Lusso, il fiorentino Baccio Gorini, e vari artisti di scuola fiamminga. Nel 1562 venne istituito uno studio generale aperto dai Gesuiti che, nel 1617, portò alla fondazione della prima università della Sardegna cui contribuirono, fra gli altri, Alessio Fontana, funzionario della cancelleria di Carlo V, che, nel 1558, nel proprio testamento lasciò i suoi beni alla municipalità per l'istituzione dell'Ateneo, e l'arcivescovo Antonio Canopolo che nel 1619 fondò un collegio di educazione, ancora oggi in attività col nome Istituto Nazionale Canopoleno.

La cosiddetta lotta per il primato acuì la rivalità con la città di Cagliari; la competizione tra le capitali del Capo di sopra e del Capo di sotto, porterà i sassaresi ad applicare persino un diverso calendario, a rivendicare il diritto ad avere un Parlamento nella propria città, e la sede del Sant'Uffizio dell'Inquisizione.

Nel 1582 la città viene colpita da una grave epidemia di peste, e con la decimazione della popolazione a seguito di questa ed altre epidemie Sassari cessò di essere il maggior centro dell'isola. L'ultima fase della colonizzazione spagnola sono anni di decadenza per Sassari, e per tutta la Sardegna, visto il minor interesse da parte degli iberici all'isola, dopo che l'Impero spagnolo iniziò la sua espansione sul Nuovo Mondo.

Sassari sabauda[modifica | modifica sorgente]

La fontana di Rosello, simbolo di Sassari
Piazza Tola

Col Trattato di Utrecht nel 1713, inizia la breve dominazione austriaca. Pochi anni dopo nel 1720, la Sardegna compresa la città, passa ai Savoia. Sul finire del XVIII secolo, si vive un'intensa stagione politica, e in città approfittando dei sommovimenti locali, come la rivolta cagliaritana del 28 aprile 1794, e dei sentimenti generati dalla rivoluzione francese, la nobilità e i feudatari sassaresi sfruttarono l'occasione per chiedere al Re l'autonomia da Cagliari.[9] Questo provocò la reazione dei cagliaritani, che cercarono l'appoggio dei vassalli locali, e degli abitanti di tutto il Logudoro per manifestare in città il 28 dicembre 1795 cantando il famoso inno Su patriottu sardu a sos feudatarios.[9] Il ViceRé Filippo Vivalda, preoccupato di una possibile degenerazione in rivolta inviò a Sassari Giovanni Maria Angioy, funzionario e giudice della Reale Udienza, con la carica di alternòs, ovvero rappresentante del Governo con delega dei poteri viceregi, dove fu accolto come un liberatore trionfante.[9] Angioy cercò per tre mesi di riconciliare feudatari e vassalli, ma resosi conto del diminuito interesse e sostegno governativo e cagliaritano, lavorò ad un piano eversivo con emissari francesi, mentre Napoleone Bonaparte invadeva l'Italia.[10] Tuttavia venendo meno ogni possibile appoggio esterno con l'armistizio di Cherasco e la Pace di Parigi, decise di effettuare una marcia antifeudale su Cagliari[10] ma dal Viceré gli vennero revocati i poteri, e dovette arrestare la marcia dopo esser stato abbandonato da molti sostenitori all'accoglimento reale della cinque richieste degli Stamenti Sardi, fuggendo a Parigi.[10]

Veduta del centro storico

Ristabilito il controllo, i Savoia sedarono il dissenso senza tuttavia far cessare del tutto le rivolte e dissidi che continuarono sporadici fino alla metà dell'Ottocento, come nel 1833 quando il patriota sassarese Efisio Tola venne fucilato a Chambéry perché accusato di essere vicino agli ideali della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini.

Fra la fine del XVIII e tutto il XIX secolo, si vive un'era di rinascita culturale e urbanistica, l'Università viene riaperta, la città dopo cinque secoli si espande oltre il tracciato delle Mura di Sassari, fortificazioni pisane trecentesche, (quando in concomitanza di un'epidemia di colera venne dato il permesso di abbatterle in grande parte, dando così sfogo ad un abitato che era divenuto estremamente compatto e denso), si costruiscono nuovi quartieri, prendendo come modello la nuova capitale del regno, cioè Torino, con strade a maglia ortogonale, viene realizzato il nuovo ospedale, le carceri, il teatro civico, scuole e piazze, la rete ferroviaria e fognaria, l'illuminazione a olio, e più avanti, a gas, il vicino Porto di Torres, viene ristrutturato, si attivano i primi collegamenti navali di linea tra il porto sardo e Genova, con l'impiego di navi a vapore, come il Gulnara, prima imbarcazione che utilizzava questo tipo di propulsione, in Italia. La città si apre ad importanti attività imprenditoriali, l'industriale sassarese Giovanni Antonio Sanna, acquisisce la miniera di Montevecchio, si crea un'area industriale a ridosso della nascente ferrovia, diventa la seconda città italiana per la produzione del cuoio. La nuova espansione urbanistica seguì uno sviluppo geometrico regolare, costretto a fertili compromessi con la realtà del territorio e gli eventi storici. L'asse centrale, il corso Vittorio Emanuele, venne prolungato dando vita a via Roma, strada principale del quartiere umbertino.

Sassari contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nel Novecento, i successivi piani regolatori ampliarono la griglia inserendo nuovi assi generatori verso le principali emergenze architettoniche dei dintorni, estendendo l'abitato oltre i limiti delle valli e procedendo con diverse zonizzazioni a carattere residenziale e commerciale. Passando indenne la seconda guerra mondiale e scampando a tre bombardamenti programmati che fecero cadere una sola bomba nei pressi della stazione causando una vittima, e diventando repubblicana suo malgrado avendo confermato la fedeltà alla monarchia sabauda col 71,7% dei voti,[11] la città crebbe principalmente per la migrazione dall'entroterra, grazie al costante afflusso dai paesi del nord Sardegna, esercitando una forte influenza nella vita pubblica italiana, sia in campo militare grazie alla Brigata Sassari, sia nelle vicende politiche (vedansi i Presidenti della Repubblica Italiana Antonio Segni e Francesco Cossiga, nonché Enrico Berlinguer), molti dei quali legati all'episodio dei cosiddetti giovani turchi. Fino alle creazione della provincia di Olbia-Tempio, Sassari era capoluogo della più grande provincia d'Italia, e nonostante il distacco della ex-frazione di Stintino è ancora il quinto comune italiano per estensione territoriale con una superficie di 546 km². Raggiungendo una popolazione di 130.000 abitanti, in leggera ma costante crescita, Sassari resta la seconda città dell'isola e il centro di riferimento del Capo di sopra.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune di Sassari

Il Comune di Sassari ha come segno distintivo lo stemma storico concesso con Regio Diploma del 15 gennaio 1767 dal Re Carlo Emanuele III e confermato dal Regio Decreto del 10 aprile 1936.

« Inquartato: Inquartato: al 1° e 4° di Savoia (di rosso alla croce d'argento); al 2° e 3° d'oro al castello merlato di rosso, aperto e finestrato. »

Lo scudo è inoltre cimato dalla corona marchionale, ornato da due fronde di palma ai lati e accompagnato da due cavalli quali onereficenza al podestà Cavallino de Honestis sotto cui Sassari si rese un libero Comune. Le torri riprendono la simbologia del Giudicato di Torres e della città di Turris Libisonis o Porto Torres. Fino al 1766, come nei sigilli di altre città sarde, permanevano le insegne della signoria iberica. Queste vennero poi sostituite dietro suggerimento del Ministro Giovanni Battista Lorenzo Bogino negli stemmi con la Croce di Savoia, anche nel caso di Bosa, Cagliari, Oristano e Alghero (che la rimosse nel 1991 per tornare ai colori iberici). La corona marchionale venne invece riservata solo a Cagliari e a Sassari.[12]

Stemma di Sassari nella tarda età spagnola

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Sassari, già libero Comune, ottenne il titolo di città regia il 20 agosto 1331, terza città nell'isola pochi anni dopo Iglesias (come Villa di Chiesa) e Cagliari (come Castel de Càller e in seguito solo Càller), che l'avevano ottenuto il 7 giugno e il 25 agosto del 1327.

Tale titolo fece seguito al diritto di mantenere i propri statuti comunali, ottenuto il 7 maggio 1323 da Giacomo II di Aragona, sebbene mutati nell'estensione dei privilegi barcellonesi. La città, ammessa così all'unione perpetua alla Corona, fondò il proprio status giuridico sugli speciali privilegi concessi dal sovrano. Questo portò ad una mutazione del diritto locale in favore di quello straniero, dove al modello comunale podestarile italiano venne sostituito il modello barcellonese: alla figura del podestà venne affiancata quella del vicario, limitandone la precedente totale giurisdizione, la nomina come la retribuzione divenne regia, la carica a tempo indeterminato e aperta anche ai feudatari. La carica di Governatore poi si intese estesa all'intero Capo di sopra.

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— 20 agosto 1331

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Sassari piazzaItalia.jpg

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Vista di Piazza d'Italia da via Roma

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Caterina (XVI secolo)

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palau Montanyans (XV secolo)

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Mura di Sassari, costruite nel XIII secolo, cingevano la città intervallate da 36 torri di cui ne rimangono solo 6, tra le quali l'unica torre tonda detta anche Turondola accessibile da piazza Università. Le mura sono visibili lungo il perimetro della città medioevale, ed in particolare in Corso Vico, Corso Trinità e via Torre Tonda.
  • Castello di Sassari, del 1330. Costruito dagli Aragonesi, fu demolito nel 1877 e nell'area dove esso sorgeva fu in seguito edificata la Caserma La Marmora, sede della Brigata Sassari e ricavata l'omonima piazza. Gli scavi archeologici nella piazza hanno portato alla luce le fondazioni dell'antica struttura ora in fase in valorizzazione.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Parco di Monserrato
Spiaggia di Porto Palmas

In città sono presenti vari giardini e parchi, fra i quali i Giardini pubblici (situati al centro della città fra viale Pasquale Stanislao Mancini e corso Margherita di Savoia), i Giardini di via Venezia, i Giardini di Monte Rosello, Giardini di via Di Vittorio nel quartiere Luna e Sole, i Giardini di Li Punti, il Parco di Monserrato recentemente restaurato e situato tra la SS 131 e l'asse viario di via Budapest, il Parco di Baddimanna, grande pineta nel quartiere Monte Rosello, e il Parco di Bunnari, che recentemente riqualificato, offre un centro polifunzionale, una piscina, la ricostruzione di un villaggio nuragico e i due laghi artificiali del Bunnari, ora in secca.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sassari (demografia).
"Grattacielo nuovo"

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Vicolo della città vecchia

Al 31 dicembre 2010 a Sassari risultavano residenti 2 709 cittadini stranieri, pari a circa il 2% della popolazione totale. Le principali nazionalità d'origine sono:[14]

La Provincia vanta il primato di rilascio di permessi di soggiorno per residenza elettiva con una media del 18,1%, contro una regionale del 14,4% e una nazionale di appena l'1,7%. È alta la percentuale di stranieri che svolgono un lavoro autonomo, pari al 20,2% contro una media nazionale del 7%, che pone Sassari, e tutta la Sardegna, al primo posto tra le regioni con maggiore imprenditorialità da parte dei nuovi cittadini. I principali settori di occupazione da parte degli stranieri sono l'alberghiero, i servizi alle imprese, le costruzioni, il commercio ed i trasporti.[15]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua sassarese e Sardo logudorese.
In arancio la zona di diffusione del sassarese

Oltre all'italiano nell'intero territorio di Sassari, come nei tre Comuni confinanti verso nord, si parla il sassarese, parlata locale di di origine corsa fortemente influenzata dal sardo-logudorese. Il Fara (erudito e scrittore sassarese) vissuto nel 1500, nella sua opera attesta che a Sassari alla fine di quel secolo, si parlava sardo-logudorese come in tutta la Sardegna Settentrionale, mentre un altro studioso scrive, all'inizio del 1600, che a Sassari "ormai la maggior parte dei giovani parla corso". Quindi è documentato che il trapasso da un linguaggio all'altro è avvenuto ai primi del 1600. È documentato anche che a Sassari, già nel 1500, esisteva una folta colonia Corsa, costituita in gran parte da personaggi abbienti e colti, come medici e notai, che promossero e finanziarono la costruzione di alcune opere importanti, ad esempio la chiesa di Sant'Andrea, in Corso Vittorio Emanuele, proprio davanti all'inizio di Via dei Corsi. Questo spiega molte cose, per esempio perché le leggi del Libero Comune di Sassari, raccolte negli Statuti Sassaresi, siano scritte in sardo-logudorese, come in sardo loguorese sono ancora molti toponimi nei pressi di Sassari, nonostante diversi studiosi, senza documentazioni reali, ma solo basandosi su teorie ed ipotesi,[senza fonte] rintracciano la componente primaria nel dialetto pisano, come lo storico sassarese Enrico Costa, che scrive «Ai Pisani dobbiamo anche il nostro dialetto, che per la maggior parte è quasi lo stesso che vi si parla oggi - una specie di toscano del secolo XIII - corrotto più tardi da un po' di corso e da molto spagnuolo»[16] e come lo studioso Mario Pompeo Coradduzza «il sassarese deriva dalla lingua italiana e, più precisamente, dal toscano antico, poi trasformatosi lentamente in dialetto popolare fin dal secolo XII, quando ancora i borghesi e i nobili parlavano in sardo logudorese. Durante l'età del Libero Comune (1294 - 1323), il dialetto sassarese non era altro che un pisano contaminato, al quale si aggiungevano espressioni sarde, corse e spagnole; non è quindi un dialetto autoctono, ma continentale e, meglio determinandolo, un sotto - dialetto toscano misto, con caratteri propri, diverso dal gallurese di importazione corsa»[17], dove entrambi non sembrano propendere per un'influenza più rilevante del sardo rispetto ad altri apporti linguistici.

La lingua che nacque con Sassari divenne patrimonio della popolazione e della classe mercantile, e viene oggi considerata un idioma a sé stante[18]. Le città di Porto Torres, Stintino e Sorso trovano un'affinità fra loro e con Sassari, in quanto condividono la parlata sassarese, detta anche turritano, dal nome del Giudicato di Torres. Per la vicina Sennori il dialetto è una grande peculiarità, data la brevissima distanza da Sorso e Sassari; infatti si parla il sardo logudorese, seppure con la curiosa caratteristica di avere al plurale solo sostantivi di genere maschile, fatto unico in Sardegna. L'uso della lingua si estende nella restante fascia costiera fino alla foce del Coghinas, nella sua variante castellanese di transizione verso il gallurese, nei comuni di Castelsardo, Tergu e Sedini.[19]

Nella città di Sassari infine, per via dell'immigrazione dai paesi sardofoni, è diffuso anche il logudorese.

Tradizioni e folklore[modifica | modifica sorgente]

Costume di Sassari

Nel 2002 è stato ricostruito un costume "tradizionale", quello rosso degli ortolani di Sassari, sulla base della documentazione iconografica esistente, per quanto frammentaria e lacunosa, e facendo riferimento all'immigrazione popolare dal Logudoro, specie dai centri prossimi alla città.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Anno Qualità della Vita (IlSole24ORE) Qualità della Vita (Italia Oggi) Ecosistema Urbano (Legambiente)
1995 -- -- 36º
1996 -- -- 83º (- 47)
1997 -- -- 80º (+ 3)
1998 -- -- 90º (- 10)
1999 50º -- 65º (+ 25)
2000 77º (- 27) 70° 99º (- 34)
2001 -- 60º (+ 10) 88º (+ 11)
2002 91º 79º (- 19) 81º (+ 7)
2003 71º (+ 20) 81º (- 2) 75º (+ 6)
2004 63º (+ 8) 72º (+ 9) 93º (- 18)
2005 75º (- 12) 84º (- 12) 90º (+ 3)
2006 73º (+ 2) 92º (- 8) 90º
2007 60º (+ 13) 67º (+ 25) 72º (+ 18)
2008 70º (- 10) 71º (- 3) 65º (+ 7)
2009 79º (- 9) 94º (- 23) 49º (+ 16)
2010 41º (+ 38) 94º 67º (-18)
2011 61º (- 20) 77º (+ 17) 25º (città medie)
2012 70º (- 9) 71º (+ 6) 22º (+ 3)
2013 58º (+ 12) -- (--) -- (--)

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli Studi di Sassari.
Sede centrale dell'Università

L'Università degli Studi di Sassari istituita tra il 1562 e il 1627 è tradizionalmente vocata allo studio del diritto, dell'agraria e della veterinaria, con posizioni di rilievo nella classifica stilata annualmente dal Censis, che considera come fattori di valutazione produttività, capacità d'attrazione, qualità della ricerca, offerta formativa e relazioni internazionali. Sassari è sede di un master in giornalismo riconosciuto dall'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana. Nel 2012 l'università sassarese ha celebrato i suoi primi 450 anni di storia e per l'occasione il 21 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è andato appositamente a Sassari per visitare l'ateneo cittadino.

La città è anche sede di un'Accademia di belle arti.

Nel 2014 l'Università di Sassari ospiterà il Premio Nazionale dell'Innovazione.

Scuole secondarie[modifica | modifica sorgente]

A Sassari sono presenti diversi istituti di istruzione secondaria superiore, ad indirizzo umanistico, scientifico, tecnico e professionale:

Media[modifica | modifica sorgente]

Il quotidiano storico della città è La Nuova Sardegna, fondato nel 1891 da Enrico Berlinguer, nonno dell'omonimo segretario del PCI, e ora parte del Gruppo Editoriale L'Espresso. Negli ultimi decenni, diversi editori hanno tentato senza successo l'apertura di un secondo quotidiano cittadino, come il Quotidiano di Sassari negli anni novanta, Il Sardegna Rosso appartenente del gruppo E Polis, fondato nel 2005 e chiuso nel 2010, infine l'edizione locale di Metro attiva dal 2010 e fermata nell'estate 2012.

Fra i periodici attivi troviamo L'Occasione[20] dal 1982, Sassari & Hinterland[21] dal 1996, Piazzaffari[22] dal 1998 e Qui Sardegna Nord dal 2001. Fino al 2012 si stampava Il sassarese, fondato nel 1973, e fino alla scomparsa del direttore e fondatore Pino Careddu nel gennaio 2008 si stampava Sassari Sera, fondato nel 1961. In città sono presenti diversi editori, fra cui Carlo Delfino Editore, Tipografia Gallizzi, Edizioni Segnavia, Isola Felice, Composita, Stampacolor, EDES Edizioni Democratiche Sarde, J. Webber Editore e Mare Nostrum Editrice. Per quanto riguarda l'informazione in rete sono attivi Sassariweb[23] dal 2006, Sardies[24] dal 2009, Sassari Notizie[25] dal 2010, Sassari City[26] e Citizen Post[27] dal 2012 e Sassari News[28] dal 2013.

In città è presente una sede distaccata della Rai, di Videolina e Cinquestelle Sardegna, e gli studi delle emittenti Teleregione Sardegna, TeleGì, LiberaTV, TeleSassari.tv e Antenna 1 (chiusa nel 2012[2]). Tra le emittenti radiofoniche gestite per intero a livello locale si segnalano Radio Antenna 2000, Radio Venere e Radio Venere 2.

Sono attualmente attivi due cinema monosala, il Moderno e il Verdi, con quest'ultimo che funge anche da teatro, mentre hanno chiuso nel 2011 il cinema Ariston e nel 2013 il cinema Quattro Colonne. La città è sede dal 2006 del Sardinia Film Festival, premio cinematografico internazionale dedicato al cortometraggio. Nel 2012 le opere presentate, tra cui cortometraggi di fiction, animazione, documentari, videoarte e sperimentali, sono state circa mille, rappresentate da registi provenienti da sessanta nazioni. Nel 2000 è stato girato in città il film Un delitto impossibile del regista Antonello Grimaldi tratto dal romanzo Procedura di Salvatore Mannuzzu, già vincitore del premio Viareggio. Nel 2007 il regista Malachi Bogdanov ha girato interamente nel centro storico di Sassari The Mandrake Root, dall'opera di Machiavelli La mandragola.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo Archeologico Nazionale G.A. Sanna

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Teatro civico

Sono attualmente presenti cinque teatri principali: il Teatro Verdi, il Teatro Ferroviario, il Teatro Civico, il Teatro Smeraldo e il nuovo Teatro Comunale. Esiste una lunga tradizione di recitazione in vernacolo sassarese, con decine di spettacoli in cartellone ogni anno e diverse compagnie attive, fra cui "Paco Mustela", "La Quinta", "La Frumentaria" e "Teatro Sassari". Altre compagnie attive in città sono la "Compagine Teatrale Ouroboros", i "Meridiano Zero", "Theatre En Vol" e "S'Arza", oltre a un Teatro Stabile d'innovazione per l'infanzia e la gioventù (ex teatro ragazzi) della compagnia "La botte e il cilindro" e dal 2007 un teatro di prosa, la "Compagnia delle Arti".

Musica[modifica | modifica sorgente]

Fra i principali cantautori in sassarese troviamo Ginetto Ruzzetta, Tony Del Drò, Giovannino Giordo, Franco Russu, Trio Latte Dolce e i gruppi Trio Folk "Sassari in carthurina" e La cumpagnia. In città si sono sviluppati gruppi di musica leggera di fama nazionale, come i Bertas e i Tazenda, che hanno partecipato al Festival di Sanremo, più altri gruppi come il Coro degli Angeli.

La città offre inoltre un panorama di associazioni che hanno ricevuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, come il Corpo Bandistico Luigi Canepa, la più antica formazione bandistica sassarese, fondato alla metà del 1800 come banda civica dallo stesso illustre compositore, l'Associazione Corale Luigi Canepa, il più antico gruppo corale in Sardegna, l'Associazione Polifonica Santa Cecilia e il Coro dell'Associazione Musicale "Gioacchino Rossini". Il conservatorio cittadino è intitolato al musicista e compositore Luigi Canepa.

Dal 1942, l'Ente Concerti Marialisa De Carolis è responsabile per la tradizionale stagione lirica che fino al 2011 era ospitata nello storico Teatro Verdi. Per la 69ª stagione lirica, l'opera Roméo et Juliette di Charles Gounod ha inaugurato nell'ottobre 2012 il più grande e tecnologicamente avanzato teatro comunale di piazza Cappuccini, spazio che dominerà la nuova cultura musicale di Sassari. Il panorama jazzistico offre vari interpreti rilevanti, essendo la città sede dell'Orchestra Jazz della Sardegna la quale organizza Scrivere in Jazz, importante concorso di composizione jazzistica, e vari eventi come Time in Sassari, legato al festival Time in Jazz di Paolo Fresu.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina tipica sassarese è ricca e variegata, composta da molte pietanze fortemente legate alla tradizione contadina della città ma diffusa e legata anche alle tradizioni dei centri vicini. Le verdure sono infatti regine nella maggior parte delle pietanze locali, assieme alle parti meno pregiate degli animali da macello, in particolare agnello e maiale. Gli ortaggi più conosciuti ed utilizzati della cucina sassarese sono la melanzana (mirinzana), la cipolla (ziodda) e le fave (faba).

Tra i primi piatti troviamo la mineshtra e fasgiori o mineshtra e patati, una zuppa preparata con fagioli, patate, lardo, finocchietto selvatico e pomodori secchi. La classica fabadda viene tradizionalmente preparata nel periodo di carnevale: è una zuppa molto densa a base di fave secche, cavolo, finocchi, cotenna e carne di maiale. In genere è consumata in occasioni conviviali, con larga presenza di parenti o amici. Tra i primi a base di pasta ricordiamo i giggioni, ossia gli gnocchi conditi con sugo di salsiccia. Altri piatti a base di verdure sono le fave cotte a ribisari, cioè lessate e condite con aglio e prezzemolo; e i carciofi, preparati tradizionalmente con le patate (ischazzofa e patati).

Tra i secondi piatti, principalmente a base di carne, troviamo la cordula con piselli, un piatto preparato con le interiora dell'agnello avvolte nell'intestino e cotte con piselli, cipolle e salsa di pomodoro; la trippa cotta nel sugo di pomodoro da mangiare spolverata di abbondante pecorino grattugiato; i pedi d'agnoni, ovvero i piedini dell'agnello cotti in salsa di pomodoro oppure con solo aglio e prezzemolo. Un posto importantissimo occupano le chiocciole (spesso chiamate lumache) nelle loro varie pezzature: dalle lumachine "Theba pisana"(ciogga minudda) lessate con delle patate, alle lumache "Eobania vermuculata" (ciogga grossa) preparate con un sugo piccante o con aglio a prezzemolo- ai lumaconi "Helix aspersa" (coccoi) che vengono serviti ripieni di un impasto di formaggio, uova, prezzemolo saporitta e pangrattato. Non mancano le monzette, cotte in padella con aglio, olio, prezzemolo e pangrattato.

Il piatto tipico più conosciuto è invece lo ziminu, zimino, cotto in grabiglia, cioè le interiora del vitello come diaframma (parasangu), intestino (cannaculu), cuore, fegato e milza, cotte in graticola sulla brace. Attualmente le norme emanate dalla Comunità europea in materia di encefalopatia spongiforme bovina impediscono la commercializzazione e il consumo della specialità. Alla brace vengono preparate anche le sardine, anche queste molto apprezzate dai sassaresi.

Tra i dolci, oltre a quelli tipici della Sardegna settentrionale come papassini, tiricche e seadas, sono proprie della città e dei dintorni le frittelle lunghe (li frisgiori longhi o "sas frigjolas"): preparate principalmente durante il carnevale, sono fatte di un impasto di farina, acqua, zucchero, anice e scorza d'arancia grattugiata, fritto in forma di lunghi cordoni. Piatto tipico "adottato" è la fainé genovese. È ottenuta da un impasto molto semplice di farina di ceci, olio, acqua e sale (spesso arricchita da più ingredienti a piacere come le cipolle o le salsicce), cotta in teglia ad alta temperatura e servita già tagliata, spesso con pepe nero tritato. Viene preparata in alcuni locali tipici (dove è l'unico piatto servito) ma anche in molte pizzerie e paninoteche.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Le manifestazioni cittadine, a carattere religioso, folcloristico e turistico, sono capaci di richiamare da decenni oltre centomila spettatori, anche dall'estero.[senza fonte]

Faradda di li candareri[modifica | modifica sorgente]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO-ICH-blue.svg Patrimonio immateriale dell'umanità
Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla
(EN) Celebrations of big shoulder-borne processional structures
Sassari - La Discesa dei candelieri 2012 (02).jpg
La Discesa dei Candelieri
Stato Italia Italia
Inserito nel 2013
Lista Lista rappresentativa del patrimonio
Settore Arti dello spettacolo
Scheda UNESCO (ARENESFR) 00721
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Faradda di li candareri.

Il 14 agosto a Sassari è festha manna, ovvero festa grande: la città è attraversata dalla Faradda di li candareri (Discesa dei candelieri) una processione che viene conclusa da una cerimonia sacra per sciogliere il voto alla Vergine Assunta che, nel XVI secolo, si credeva salvò la città dalla peste, che vede i cittadini distribuiti tra i diversi gremi (corporazioni medievali di arti e mestieri), portare sulle spalle i candelieri riccamente ornati per le vie della città, danzando fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Tale festa è molto sentita dalla popolazione che per l'evento si riversa per le vie del centro storico dal primo pomeriggio sino a tarda notte. Le varie piazze sono invase da musica e canti ma dominante rimane il rimbombo dei tamburi che accompagna la "discesa" dei gremi con i candelieri in spalla.

La Cavalcata Sarda[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cavalcata sarda.

Dal 1711, anno citato da Enrico Costa, la città è teatro anche della Cavalcata sarda, che dal 1951 è organizzata con cadenza annuale nella domenica dell'Ascensione (penultima domenica di maggio). La manifestazione, a carattere laico, consiste nella sfilata di gruppi folcloristici provenienti da varie zone della Sardegna che, appiedati o a cavallo e indossando i propri costumi tradizionali, mostrano al pubblico aspetti etnografici ed enogastronomici della cultura sarda.

Festa del Voto[modifica | modifica sorgente]

Molto sentita è la Festa del Voto, che si svolge l'ultima domenica di maggio, in ricordo del voto che, durante l'ultima guerra mondiale, fece l'allora arcivescovo di Sassari, Arcangelo Mazzotti, alla Madonna delle Grazie di San Pietro in Silki, dopo che una bomba cadde sulla stazione ferroviaria. L'Arcivescovo promise con voto solenne, che ogni anno si sarebbe svolta una processione, dal Duomo alla Chiesa di S. Pietro, per onorare l'esaudimento del voto. Sassari in effetti non subì più alcun bombardamento.

Persone legate a Sassari[modifica | modifica sorgente]

Personalità storiche

Personalità viventi

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Sassari visto da Monte Oro: sullo sfondo Osilo e l'Anglona, in basso il vecchio tracciato della SS 131 Carlo Felice.

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Urbanistica di Sassari.

Suddivisioni storiche e amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni di Sassari.

La città era suddivisa in dieci circoscrizioni, ridotte a sei dalle elezioni comunali del 3 maggio 2000 e a quattro dalle elezioni del 31 maggio 2010.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Palazzo della Presidenza del Banco di Sardegna
Centrale termoelettrica E.ON di Fiume Santo

L'economia della città è incentrata sul terziario avanzato, in particolare nei servizi al territorio, la grande distribuzione e la gestione amministrativa del nord Sardegna; la grande industria è localizzata in località Fiume Santo ove è presente una centrale termoelettrica, mentre numerose sono le piccole e medie imprese, dislocate nell'area industriale di Predda Niedda, di Muros e nel nuovo insediamento produttivo di Truncu Reale, sito a poca distanza dal complesso petrolchimico di Porto Torres. Notevole importanza ha assunto il settore finanziario che vede Sassari sede delle principali banche dell'isola, il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari, oltre che della Sardaleasing, leader nella locazione finanziaria.

Nel territorio sono ancora in attività produzioni agricole tradizionali come quella olearia, ortofrutticola, vinicola, casearia e tessile. È sede di numerosi enti di ricerca (come quelli universitari, del CNR, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, il Servizio Agro-meteorologico della Sardegna, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, l'Istituto Zootecnico Caseario della Sardegna, l'Ufficio Studi della Confcommercio) ed istituzioni locali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La SS 131 Carlo Felice collega Sassari con Porto Torres, con il centro e con il sud della Sardegna. La SS 597 di Logudoro collega la città al Monteacuto, alla Gallura e ad Olbia, mentre la SS 291 della Nurra la collega ad Alghero. La SS 672 Sassari-Tempio a scorrimento veloce collega invece Sassari a Tempio Pausania, costituendo una variante del tortuoso tracciato della SS 127 Settentrionale Sarda che attraversa l'Anglona, dalla quale prende il nome anche la SS 200 dell'Anglona, che raggiunge Sennori, Sorso e Castelsardo. La Strada Provinciale 15/M a scorrimento veloce collega Sassari con Ittiri.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima, Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima, Stazione di Sassari, Ferrovia Sassari-Sorso, Ferrovia Sassari-Nulvi e Ferrovia Sassari-Alghero.

Sassari è collegata tramite le Ferrovie dello Stato ad Olbia, Cagliari (entrambe con snodo ad Ozieri-Chilivani) e a Porto Torres. È inoltre collegata ai vari comuni limitrofi tramite linee regionali (ARST). Queste ferrovie, come tutte quelle della Sardegna, sono non elettrificate, e l'intero parco rotabile è costituito da automotrici e locomotori a trazione termica (diesel). I collegamenti principali sono Sassari-Alghero, Sassari-Nulvi, Sassari-Sorso e vengono effettuati su binari a scartamento ridotto. Presso la stazione ferroviaria centrale di Sassari è esistente un centro intermodale merci,che consente la movimentazione dei container tra il gommato ed il ferroviario, sebbene non in uso dal 2011.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

In località Platamona a 12 km dal centro cittadino è presente un'aviosuperficie utilizzata dagli appassionati di velivoli ultraleggeri. È stata avanzata la proposta della creazione di un aeroporto presso Badesi, in località Muddizza di Poisa, che ha creato polemiche sulla reale necessità dell'infrastruttura e sulla localizzazione nei pressi del sito di interesse comunitario alla foce del Coghinas.[44][45][46]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Fermata Stazione della metrotranvia di Sassari
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Azienda Trasporti Pubblici Sassari e Metrotranvia di Sassari.

L'Azienda Trasporti Pubblici Sassari (ATP) collega la città con la periferia e l'hinterland attraverso 12 linee urbane (numerate da 1 a 8, due circolari con capolinea alla Stazione e una notturna) e 12 suburbane, di cui due varcano i limiti comunali e raggiungono varie località di Porto Torres e Sorso.

La metrotranvia di Sassari è gestita dall'ARST. La prima linea della metrotranvia, inaugurata il 27 ottobre 2006, collega il quartiere di Santa Maria di Pisa alla Stazione e all'Emiciclo Garibaldi. È inoltre prevista la realizzazione del prolungamento per Li Punti-Baldinca-San Giovanni e l'elettrificazione della ferrovia Sassari-Sorso, già rettificata in passato.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Ducale, sede del Comune

L'attuale sindaco è Nicola Sanna, eletto nelle consultazioni del 25 maggio 2014 a capo di una coalizione di centro-sinistra.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sassari (amministrazione).

Consolati[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi folcloristici[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi artistici[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Eventi sportivi[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Vanni Sanna (calcio)
  • Palasport Roberta Serradimigni (pallacanestro, pugilato, scherma, arti marziali, pesistica, attrezzistica)
  • Stadio dei Pini Tonino Siddi (atletica leggera)
  • Ippodromo Pinna (ippica)
  • Torres Tennis Sassari "A. Bozzo" (tennis)
  • Palestra Comunale "Gigi Santoru" (pallamano, calcio a 5, pallacanestro, pallavolo)
  • Palestra Comunale "Luca Simula" (pallacanestro)
  • Palestra CONI "Pierpaolo Peru" (pallacanestro)
  • Palestra IPIA "Piero Cuccu" (pallamano)
  • Palestra Meridda (pallavolo)
  • Palestra Silvio Pellico (pallavolo)
  • Palestra Centro Sportivo Mario Canopoli (bowling, pallamano, calcio a 5)
  • Campo in erba sintetica di Latte Dolce (calcio)
  • Campo in erba sintetica di Carbonazzi (calcio)
  • Pattinodromo di via Rockefeller (pattinaggio)
  • Piscine comunali di Lu Fangazzu (nuoto), con piscina olimpionica scoperta
  • Piscine comunali di Latte Dolce (nuoto)
  • Poligono di tiro di via Pirandello (tiro a segno)
  • Impianto polivalente di via Pirandello (calcio a 5, pallacanestro, pallavolo, tennis)
  • Impianti sportivi CUS Sassari di San Giovanni (calcio, pallacanestro, tennis)
  • Palestra Fijlkam di via Prati (judo, karate, lotta, cultura pesistica)
  • Sassari Golf Club (golf)
  • Sporting Club Le querce (nuoto, tennis, calcetto)
  • Impianto Sportivo per il Tiro Con L'arco(Attività Indoor ed Outdoor)

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

Serie C1: Yellow Team Sassari Baseball
Serie C1: A.S.D. Sassari Baseball Softball Club
Lega Pro Seconda Divisione: A.S.D. S.E.F. Torres 1903, la squadra più longeva della Sardegna, che ha visto la semifinale playoff per l'accesso alla Serie B come massimo risultato conseguito sul campo.
Serie D: U.S.D. Latte Dolce
Prima Categoria: Gymnasium Sassari, La Corte
Seconda Categoria: Lanteri Sassari, Cus Sassari, San Domenico Caniga, Ottava, Campanedda
Serie A femminile: Sassari Torres Calcio Femminile, vincitrice di 7 scudetti, 8 coppe Italia e 7 supercoppe italiane
Serie C1 maschile: Ichnos Sassari
Società Ippica Sassarese
Shotokan Karate Club Sassari
Athlon Sassari
ASD Accademia Moros
TARANTINI Kai Muay Fight Club Muay Thai Boxing
SPORTER Sassari
Sport Full Time Sassari
Serie A (maschile): Dinamo Basket Sassari
Divisione Nazionale C (maschile): Sant'Orsola Sassari
Serie C regionale (maschile): SEF Torres Sassari
Serie D regionale (maschile): Dinamo 2000 Sassari
Serie A3 (femminile): Sant'Orsola Team 98 Sassari
Serie A-1: Anmic Sassari, vincitrice di sei scudetti.
Serie A1 femminile: ASD HC Sassari, vincitrice di sei scudetti
Serie A - 1^ maschile: Jchnusa Pallamano Sassari
Serie C regionale maschile: Solo Volley Sassari e Silvio Pellico 3P
Serie C regionale femminile: San Giuseppe e Sassari Pallavolo 2001
Serie D provinciale femminile: La Fenice Sassari
1°,2ª e 3ª divisione: Punto Volley
Boxing Club Domenico Mura
Serie C: ASD Rugby Sassari
Serie C: Bulldog Rugby Club Sassari
Serie A2-B e C: A.S.D. Scacchi Torres
Serie B femminile: A.S.D. Sassari Baseball Softball Club
Serie A2 maschile: Torres Tennis Sassari
Serie B1 maschile: Libertas Sassari
Serie B femminile: Ping Pong Monterosello
A.S.D. Arcieri Torres Sassari

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 28/02/2014
  2. ^ a b DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 17 marzo 2013.
  3. ^ Opere "Sassari véccia e noba" di Salvator Ruju, detto Agniru Canu, "Sassari Mannu" di Pompeo Calvia, e altre.
  4. ^ Altre varianti: Tatari, Tàtari, Tattari, Tàttari, Thatari, Thàtari, Thathari, Thàthari, Thattari, Thàttari, Thatthari, Thàtthari, Tatthari.
  5. ^ Insieme ai Comuni di Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso e Stintino con cui sta sviluppando il Piano Strategico Intercomunale, più Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Muros, Olmedo, Osilo, Ossi, Ploaghe, Tissi, Uri e Usini.
  6. ^ Sardegna Arpa
  7. ^ Massimo Pittau, Significato e origine del toponimo Sassari, 02-07-2008.
  8. ^ Giuseppe Meloni, Sassari tra Genova e Aragona, in "Atti del Convegno di studio: Gli Statuti Sassaresi, economia, società, istituzioni a Sassari nel medioevo e nell'età moderna, Sassari, 12-14 maggio, 1983", Sassari, 1987
  9. ^ a b c Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998, ISBN 88-7741-760-9, pagine=468.
  10. ^ a b c Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998, p. 470, ISBN 88-7741-760-9.
  11. ^ Manlio Brigaglia, La fucilazione di Efisio Tola che leggeva «libri sediziosi» in Corriere della Sera, 25 settembre 2010, p. 17. URL consultato il 19-01-2012.
  12. ^ Sergio Serra, Araldica Catalana: lo stemma della città di Alghero (PDF), p. 67. URL consultato il 25-04-2011.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2009 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza. Comune: Sassari. URL consultato il 19-10-2009.
  15. ^ InItalia. L'Italia e l'italiano per stranieri, Rai Educational e Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
  16. ^ Enrico Costa, Sassari, vol. I, pag. 51, Edizioni Gallizzi, Sassari, 1992
  17. ^ Mario Pompeo Coradduzza, Il sistema del dialetto, Prefazione, Sassari, 2004
  18. ^ Sanna A., Il dialetto di Sassari (e altri saggi), Cagliari, 1975
  19. ^ "Le innovazioni provenienti da Sassari, allora la maggiore città della Sardegna, conquistarono gradatamente le varietà còrse radicate in Anglona, che qui chiamiamo castellanese e sedinese, e questo processo continua tuttora con dinamiche che si colgono agevolmente sia in diacronia che in sincronia..." da Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, p. 22
  20. ^ L'Occasione
  21. ^ Sassari & Hinterland
  22. ^ Piazzaffari
  23. ^ Sassariweb
  24. ^ Sardies
  25. ^ Sassari Notizie
  26. ^ Sassari City
  27. ^ Citizen Post
  28. ^ Sassari News
  29. ^ http://www.museosannasassari.it/index.php
  30. ^ [1]
  31. ^ Sito
  32. ^ [2]
  33. ^ [3]
  34. ^ Museo Diocesano
  35. ^ Sardegna Cultura - Luoghi della cultura - Musei
  36. ^ Centro Di Documentazione Sulla Storia Della Citta’
  37. ^ Uniss - Museo della Scienza e della Tecnica - Collezioni
  38. ^ Uniss - Museo della Scienza e della Tecnica - Collezioni
  39. ^ Uniss - Museo della Scienza e della Tecnica - Collezioni
  40. ^ Uniss - Museo della Scienza e della Tecnica - Collezioni
  41. ^ Uniss - Museo della Scienza e della Tecnica - Collezioni
  42. ^ Uniss - Museo della Scienza e della Tecnica - Collezioni
  43. ^ Uniss - Museo della Scienza e della Tecnica - Collezioni
  44. ^ Un aeroporto alle foci del Coghinas? Che senso ha?, Gruppo di Intervento Giuridico ONLUS
  45. ^ Ma fatelo volare, sto' sindaco!, Gruppo di Intervento Giuridico ONLUS
  46. ^ Un nuovo aeroporto ad un'ora da Alghero, Alguer.it
  47. ^ Sassari, gemellaggio artistico con Barcellona, sindaco Ganau concede patrocinio - Adnkronos Sardegna

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]