Giancarlo Gentilini

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Giancarlo Gentilini

Sindaco di Treviso
Durata mandato 5 dicembre 1994 –
9 giugno 2003
Predecessore Gianfranco Gagliardi
Successore Gian Paolo Gobbo

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Alma mater Università degli Studi di Padova

Giancarlo Gentilini (Vittorio Veneto, 3 agosto 1929) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È figlio di un operaio grafico di Vittorio Veneto che poi avrebbe combattuto come nel Corpo Truppe Volontarie inviato in sostegno di Franco nella Guerra civile spagnola. Ancora giovane, Gentilini divenne dipendente della banca locale Cassamarca. Laureatosi in giurisprudenza, concluse la carriera come responsabile dell'ufficio legale dello stesso istituto. Svolse il servizio militare negli Alpini, a cui è rimasto particolarmente affezionato. Già elettore della Democrazia Cristiana, Gentilini aderisce alla Lega Nord di Umberto Bossi, condividendo le posizioni del partito in materia di federalismo.

Ideologia politica[modifica | modifica sorgente]

Si è tuttavia dichiarato un «federalista convinto, ma federalista italiano», dissociandosi nettamente dalla svolta secessionista del 1996, anche in virtù della propria esperienza negli alpini.[1] Egli ha in seguito dichiarato che, se questa posizione "antisecessionista" lo avesse portato in contrasto con la linea politica impressa da Bossi, si sarebbe dichiarato fuori dal partito, rifiutandosi di portare «il cervello all'ammasso come facevano i comunisti nel '48». Nella stessa intervista ha dichiarato: «Sia chiaro. Sempre odiato i comunisti io. Li chiamo ancora bolscevichi. Anche in consiglio comunale. Gli ho detto: se siete seri "cavate" la falce e martello».[1]

Gentilini ha detto di considerare la secessione come extrema ratio «solo se proprio lasciano l'Italia in mano alla barbarie meridionale. Allora vedremo. Sennò no».[1] Egli supporta l'idea della devolution[2], chiedendo in particolare più poteri ai sindaci in materia di ordine pubblico.[3] Si è più volte dichiarato fautore della cosiddetta "tolleranza zero"[4][5] e, in particolare, è un forte oppositore dell'immigrazione clandestina, dello spaccio di droga e della tratta organizzata della prostituzione.[6]

Esperienza da sindaco[modifica | modifica sorgente]

Il primo mandato (1994-1998)[modifica | modifica sorgente]

Gentilini è stato eletto per la prima volta sindaco di Treviso il 5 dicembre 1994, sconfiggendo al ballottaggio il candidato del centrosinistra Aldo Tognana.[7] In questo ruolo, almeno dal 1996, si fa conoscere con l'appellativo di «sceriffo» per il suo modo di amministrare all'insegna di un duro profilo incentrato su "legge e ordine" («Io faccio il sceriffo proprio come al cinema»).[8] Sin dall'ottobre 1997 è in evidenza nelle cronache nazionali per la sua lotta alla presenza degli immigrati clandestini. In quel periodo, ad esempio, il sindaco aveva ordinato la rimozione delle panchine dei giardini davanti la stazione con l'obiettivo di eliminare di conseguenza la presenza extracomunitaria.

« Era domenica e ho visto nella zona della stazione decine di negri seduti sulle spallette del ponte, altri extracomunitari seduti sulle panchine e sacchetti e zaini attaccati penzoloni ai rami degli alberi. Il giorno dopo sono andato dal prefetto perché non tollero che Treviso diventi una terra di occupazione.[9] »

L'iniziativa aveva suscitato le proteste delle opposizioni e della curia di Treviso, che denunciava il «degrado morale del sindaco»[9]. Qualche settimana dopo tremila persone mobilitate dall'opposizione di sinistra scesero in piazza contro il provvedimento.[10] Seguirono poi numerose altre decisioni inconsuete, come quella di disegnare sull'asfalto delle strade degli enormi teschi per segnalare gli incroci più pericolosi.[11][12]

Il secondo mandato (1998-2003)[modifica | modifica sorgente]

Il 14 dicembre 1998 è stato rieletto superando al ballottaggio Domenico Luciani, candidato del centrosinistra.[13] Nel 1999 ai musulmani, che richiedevano un luogo di sepoltura destinato esclusivamente ai seguaci della loro religione, dato che i defunti di religione islamica non potevano essere sepolti in promiscuità con defunti di altre religioni, Gentilini rispose che la domanda sarebbe stata ripresa in vista di un prossimo ampliamento del cimitero comunale.[14] Nel 2001 il sindaco stabilì multe elevate per chi avesse gettato a terra il chewing gum che deturpa il selciato, in particolare nel centro storico, e causa ingenti spese di ripulitura.[15]

A seguito di una disastrosa stagione che era culminata con la retrocessione del Treviso Calcio in serie C1 e costellata di cori razzisti da parte di una frangia di ultras all'indirizzo del giocatore di colore Akeem Omolade, i compagni di squadra, spesso accusati di indifferenza nei confronti del proprio compagno, scelsero di giocare l'ultima partita di stagione con i volti "colorati" di nero in segno di solidarietà. Gentilini, che già in precedenza aveva preso le distanze dai cori razzisti degli ultras[16], interpellato al termine della partita disapprovò l'iniziativa antirazzista dei giocatori:

« Hanno scelto il colore giusto, quello della vergogna: quando la politica entra nello sport è la fine dello sport».[17] »

Tale intervento ha suscitando sia approvazioni sia numerose polemiche per le opinioni espresse da Gentilini.[18]

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2001, in occasione del tour elettorale di Francesco Rutelli a Treviso, candidato premier del centrosinistra affermò durante un comizio: «Quelli della sinistra sono nel braccio della morte. Aspettano solo il colpo sulla coppa come si fa coi conigli»[19], simulando il gesto con il quale vengono uccisi i conigli. Il Ministero dell'Interno lo ha invitato «ad atteggiamenti confacenti al decoro», pena «spiacevoli conseguenze».[20][21]. Gentilini specicificò dopo: «Ho usato un'immagine molto colorita e molto forte, ma parlavo di morte politica».[22].

In merito alla proposta di alcuni insegnanti di educazione fisica di insegnare «tiro al bersaglio» durante l'orario scolastico, Gentilini ha dichiarato:

« Saper maneggiare le armi è una virtù. Quando in un ambiente sicuro impari a conoscere un'arma capisci anche quali possano essere i rischi che corri se non la sai usare. E poi credete che sia meglio che i ragazzi giochino in strada con le pistole simulando la guerra o che sparino a un bersaglio con spirito esclusivamente agonistico?.[23] »

Nel 2002 Umberto Bossi riferì durante un comizio che il sindaco leghista era stato minacciato da presunti membri delle BR tramite una telefonata giunta alla questura di Treviso.[24]: a seguito dell'episodio gli verrà assegnata una scorta 24 ore su 24[25].

Vice sindaco di Treviso (2003-2013)[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni amministrative del 25 maggio 2003, non potendosi ricandidare come sindaco per la terza volta consecutiva, è stato eletto consigliere comunale, conseguendo 3.235 preferenze personali (l'8,32% dei voti dati ai membri del consiglio). Dopo il ballottaggio dell'8 giugno successivo, fu eletto sindaco Gian Paolo Gobbo[26] e Gentilini venne nominato vicesindaco[27], mantenendo ancora un ruolo di rilievo nell'amministrazione pubblica trevigiana.[28] La situazione è stata riconfermata con le elezioni del 2008[29][30], sebbene avesse più volte espresso l'intenzione di ritornare a fare il primo cittadino.[31][32]

Ha fatto un certo scalpore un'ordinanza, emessa nel giugno 2004 dal consiglio comunale e sollecitata proprio da Gentilini, con cui si vietava buona parte del centro storico ai cani[33][34]. Fortemente contestata[35], è stata poco dopo sospesa dal TAR[36]; il comune ha quindi presentato ricorso al consiglio di Stato[37] che lo ha però respinto.[38] Sempre nel 2004 è stato fortemente criticato dall'ANPI perché il gonfalone della città di Treviso era assente alle manifestazioni per il 60º anniversario del rastrellamento nazifascista sul Cansiglio. Il comune si è così giustificato:

« È stata una scelta precisa contro le ultime prese di posizione dell'Anpi [...] si prestano a posizioni politiche di parte, strumentalizzano le vicende di 60 anni fa per attacchi politici, e soprattutto non tendono alla riappacificazione, ma continuano a creare divisioni e a fomentare l'odio.[39] »

In conseguenza all'accusa di «fomentare l'odio» l'ANPI ha querelato Gobbo e Gentilini.[40]

Altri motivi di contestazione sono giunti in relazione alla manifestazione enogastronomica Ombralonga, della quale è stato grande promotore. La manifestazione, nata per promuovere il folklore e l'enogastronomia locale e cancellata nel 2008, si era alla fine caratterizzata per l'uso smodato di alcool ed i conseguenti problemi di ordine pubblico.[41] Ciò ha provocato attriti anche con esponenti del suo stesso partito, come l'allora presidente della Provincia Luca Zaia[42], particolarmente impegnato nella sicurezza stradale, e lo stesso sindaco Gobbo.[43]

Tra le consuetudini che lo hanno reso molto popolare c'è quella di passeggiare per la città interagendo con la gente, annotandone le problematiche su un taccuino.[44]

La sconfitta elettorale del 2013[modifica | modifica sorgente]

Nel 2012 si ricandida a nuovamente a sindaco della città, in vista delle amministrative dell'anno successivo, e alludendo al ventennio mussoliniano dichiara:

« Voglio arrivare al ventennio come ha fatto qualcun altro nella storia ma non voglio fare la sua stessa fine.[45] »

Ha ribadito la stessa affermazione durante un'intervista alla trasmissione radiofonica La Zanzara.

Tra le sue proposte elettorali spicca quella di riaprire le case di tolleranza con l'obiettivo di recuperare soldi allo Stato e di sottrarli alla criminalità che sfrutta la prostituzione:

« È un fiume di soldi esentasse che servono per la droga e per i traffici illeciti, in questo modo andrebbero allo Stato.[46] »

La sua candidatura fu appoggiata ufficialmente, oltre che dalla sua lista civica, anche da PdL e dalla Lega Nord.[47][48] Al primo turno ottenne circa il 35% dei voti accedendo al ballottaggio ma poi fu sconfitto con il 44,50% delle preferenze. Fu eletto Giovanni Manildo, candidato del centrosinistra, che ottiene il 55,50% dei voti al secondo turno.[49][50]

Dopo la sconfitta annunciò il suo ritiro dalla scena politica.[51][52][53]

Sviluppi successivi[modifica | modifica sorgente]

Flavio Tosi, segretario regionale della Lega Nord, ha dichiarato, un mese dopo le amministrative, di considerare come «ineccepibile» l'ipotesi che Gentilini possa diventare il nuovo segretario della Lega.[54]

Polemiche[modifica | modifica sorgente]

Gentilini ha acquistato una certa fama per certe sue dichiarazioni xenofobe, omofobe, anti-meridionali e contro la dignità delle donne. Più volte queste dichiarazioni, note anche a livello internazionale[55][56], hanno provocato le reazioni degli avversari politici[57] e del clero[58][59], ma anche richiami da esponenti della stessa Lega.[57]

Le dichiarazioni xenofobe[modifica | modifica sorgente]

Ha tra l'altro dichiarato:

« Io gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore: portano ogni tipo di malattia: TBC, AIDS, scabbia, epatite...[60] »
« Non voglio vedere nessun burqa per la città: non si sa se chi sta sotto è un uomo o una donna. [...] Non c’è nessuna legge italiana che permetta di portare il burqa. Non ci possono essere "mascherate" perché la religione o la tradizione non possono andare contro le leggi dello Stato.[61][62] »
« Agli extracomunitari che si fermano in Italia andrebbero prese non solo le impronte delle dita della mano, ma dei piedi e anche del naso se occorre.[63] »
« Questa è gente che a casa sua era inseguita dalle gazzelle e dai leoni, la nostra civiltà è superiore a quella del deserto, a Treviso non vogliamo la casbah, gli immigrati annacquano la nostra civiltà, gli stranieri rovinano la razza Piave, dietro i marocchini c' è una cospirazione bolscevica.[64] »

In occasione della festa della Lega del 14 settembre 2008, Gentilini ha tenuto un comizio in cui ha affermato:

« Voglio la rivoluzione contro la magistratura. Ad applicare le leggi devono essere i giudici veneti[65]»
« Voglio la rivoluzione nei confronti dei nomadi,degli zingari. Io ho distrutto due campi di nomadi a Treviso. E adesso non ce n'è più neanche uno. Voglio eliminare i bambini degli zingari che vanno a rubare agli anziani. Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero.[65] »

In particolare, parlò di "perdigiorno extracomunitari", dicendo che:

« Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile.[66] »

Riguardo all'immigrazione clandestina dichiarò:

« Bisogna sparare sui gommoni e sulle carrette del mare, logicamente non quando sono ancora piene di clandestini, ma sugli scafisti, anche con un colpo di bazooka, i gommoni vanno distrutti, perché, a un certo punto, bisogna puntare ad altezza d'uomo.[66] »

La polemica non ha risparmiato nemmeno gli animali; nel maggio 2008, in occasione della presentazione delle unità cinofile del Corpo Forestale in piazza dei Signori a Treviso, ha così difeso gli esemplari di "razza padana":

« Questi sì che vanno bene, sono gli animali dei nostri progenitori. Dobbiamo dire no, invece, a quei cani stranieri che non sono rispettosi dell'ecoflora nostrana e del nostro ambiente.[67][68] »

Le dichiarazioni omofobe[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto del 2007, in riferimento ai fenomeni di incontri sessuali di omosessuali che nei mesi precedenti si erano diffusi presso l'area dell'ospedale di Treviso, Gentilini si rende protagonista di alcune affermazioni, dichiarando:

« darò immediatamente disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni, i culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c'è nessuna possibilità per culattoni o simili.[69] »

Ha poi aggiunto, dopo le numerose critiche e prese di posizioni a proposito:

« Io non ho nulla contro i gay, le prostitute, le lesbiche: ognuno è arbitro del proprio corpo. Non tollero però che queste esibizioni amorose, o altro, avvengano nella provincia di Treviso. Pulizia etnica quindi significa tabula rasa.[66] »

In relazione a tali dichiarazioni è stato indagato per istigazione all'odio razziale dalla Procura della Repubblica di Treviso.[70] Nel settembre 2007 invitando dei giovani a seguire i principi dello sport, ha dichiarato:

« Qui non ci sono gay e non voglio ci siano nel mondo dello sport. Questo deve rimanere un ambiente pulito con dei principi sani.[71] »

Altre dichiarazioni o avvenimenti contestati[modifica | modifica sorgente]

Si è dichiarato «disposto a tornare ai vagoni piombati» per gli immigrati clandestini.[60] Nel febbraio 2006 Gentilini propose di sterminare i cigni stanziati lungo le rive del Sile, fiume che attraversa Treviso, paventando un'ipotetica emergenza ambientale.[72] Particolare sdegno hanno provocato le seguenti affermazioni, con riferimento all'efferato delitto di Gorgo al Monticano, in cui una coppia di coniugi era stata massacrata da tre delinquenti stranieri:

« A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre.[57] »

Nel 2008 è stata pubblicata la notizia che nella prima amministrazione Gobbo (vicesindaco Gentilini) i primi assegnatari di case di edilizia agevolata a Treviso sono stati un consigliere comunale leghista e il padre di un altro [73]. Nello stesso anno ha dichiarato:

« L'inno nazionale? Ognuno canta dentro di sé l'inno che vuole. Io canto "Battaglioni del Duce".[74] »
« Io applico il fascismo e il cattolicesimo. Ho imparato dal fascismo l'ordine e la disciplina, insegnamenti che poi ho applicato durante i miei due mandati da sindaco. Fui educato alla mistica fascista, l'amore per il tricolore, le leggi e il prossimo.[75] »

Nel 2010 ha dichiarato in merito al fenomeno dello "sciacallaggio" (ossia di quelle persone che depredano la proprietà altrui in occasione di catastrofi o altri eventi eccezionali):

« Nessuna pietà per gli sciacalli: andrebbero fucilati sul posto come succedeva in tempo di guerra.[76] »

Il saluto fascista in Consiglio Comunale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2012 ha effettuato il saluto fascista durante una riunione del Consiglio Comunale, suscitando numerose polemiche da parte dell'opposizione, che lo ha accusato di «apologia del fascismo» e di aver compiuto, quindi, un reato.[77][78]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Istigazione all'odio razziale (Venezia, 2008)[modifica | modifica sorgente]

  • La procura di Venezia ha aperto un fascicolo su Gentilini a seguito di alcune dichiarazioni fatte alla festa della Lega Nord a Venezia, il 14 settembre 2008 con l'ipotesi di reato di istigazione all'odio razziale per frasi rivolte verso i frequentatori musulmani di phone center e verso gli insegnanti «neri, marroni o grigi».[79][80] Inoltre ha affermato di non volere «più vedere queste genìe che girano per le strade di giorno e di notte» e di volere «eliminare i bambini dei zingari che rubano dai nostri anziani»[66]
  • Il 26 ottobre 2009 Gentilini è stato riconosciuto colpevole di «istigazione alla violenza razziale» ed è stato condannato, con rito abbreviato, dal Tribunale di Venezia, a non poter sostenere pubblici comizi per 3 anni e al pagamento di 4.000 euro di multa.[81] Nelle motivazione della sentenza si sottolinea che Gentilini ricercava, con quel discorso, il consenso per un programma «di sostanziale pulizia entnica, razziale e religiosa... e lo ha fatto davanti ad una folla plaudente, coesa, adesiva e pertanto suggestionabile, pronta all’acoglienza di un siffatto verbo non certo come una metafora, ma in concretezza».[82]
  • La condanna viene confermata dalla Corte d'Appello di Venezia nell'aprile 2013.[83]
  • A seguito della condanna in appello, l'avvocato di Gentilini ha annunciato che ci sarà ricorso in Cassazione.[84][85]

Istigazione all'odio razziale e diffamazione (Treviso, 2007)[modifica | modifica sorgente]

  • La procura di Treviso, nel 2007, ha aperto un fascicolo relativo al reato di «istigazione all'odio razziale» e, in seguito, anche del reato di «diffamazione» a carico di Gentilini per aver inneggiato alla «pulizia etnica contro i gay».[86][87][88]
  • Un anno dopo la Procura di Treviso, considerando le esternazioni dello sceriffo solo frasi «di pessimo gusto», ma non tali da sollevare ipotesi di reato, ha chiesto l'archiviazione delle indagini a carico del vicesindaco leghista.[89]
  • Sulla richiesta di archiviazione doveva esprimersi il GUP (che ha facoltà sia di ordinare la prosecuzione delle indagini sia confermare la richiesta di archiviazione della Procura).[90]
  • Il GUP si espresse per l'archiviazione (in via definitiva), in quanto Gentilini «non ha esaltato un fat­to in modo da provocare la violazione di norme penali, ma si è limitato a fare riferi­mento a istruzioni che avrebbe dato alla polizia locale, espressioni prive della concre­ta capacità di provocare l'im­mediata esecuzione di delit­ti».[91]

Istigazione all'odio razziale (Treviso, 1999)[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1999 il sindaco risulta indagato dalla Procura di Treviso per una frase razzista.[92]
  • In seguito il Procuratore di Treviso chiese il rinvio a giudizio per Gentilini con l'accusa di «istigazione all'odio razziale».[93]
  • Il Tribunale di Treviso, successivamente, ha assolto Gentilini dal reato di «istigazione all'odio razziale» poiché «il fatto non sussiste».[94]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Gian Antonio Stella, «Ma io la disobbedienza non la faccio» in Corriere della Sera, 4 giugno 1996. URL consultato il 17 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  2. ^ Brenno Zuccarello, Siluro alla devolution, l'ira di Gentilini in la Tribuna di Treviso, 26 aprile 2006. URL consultato il 17 gennaio 2010 (archiviato il 5 luglio 2013).
  3. ^ Francesca Venturelli, Treviso, i respingimenti si fanno porta a porta in il Giornale, 30 maggio 2009. URL consultato il 5 luglio 2013 (archiviato il 5 luglio 2013).
  4. ^ Gentilini agli immigrati: «Tolleranza zero» in la Repubblica, 26 agosto 2002. URL consultato il 5 luglio 2013 (archiviato il 5 luglio 2013).
  5. ^ La Procura di Venezia indaga su Gentilini in la Tribuna di Treviso, 2 ottobre 2008. URL consultato il 5 luglio 2013 (archiviato il 5 luglio 2013).
  6. ^ Gabriella Bianchi, «Una città senza clandestini e prostitute è anche merito delle mie ronde» in la Repubblica, 11 febbraio 2009. URL consultato il 5 luglio 2013 (archiviato il 5 luglio 2013).
  7. ^ Fabio Felicetti, A Treviso Tognana junior contro Tognana senior: lei coi lumbard, lui è sconfitto in Corriere della Sera, 6 dicembre 1994. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato il 5 luglio 2013).
  8. ^ Sandro Viola, Scomparsa la DC è l'ora degli sceriffi in la Repubblica, 28 marzo 1996. URL consultato il 17 gennaio 2010 (archiviato il 5 luglio 2013).
  9. ^ a b Piero Colaprico, Fa togliere le panchine: «Le usano gli immigrati» in la Repubblica, 15 ottobre 1997. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato il 5 luglio 2013).
  10. ^ Sandro Russello, Treviso contro il sindaco sceriffo in Corriere della Sera, 9 novembre 1997. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato il 5 luglio 2013).
  11. ^ R. I, Treviso, si cambierà la segnaletica stradale: un teschio per indicare gli incroci pericolosi in Corriere della Sera, 3 agosto 1998. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato il 5 luglio 2013).
  12. ^ Treviso, teschi dipinti agli incroci in Corriere della Sera, 20 agosto 1998. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato il 5 luglio 2013).
  13. ^ Roberto Bianchin, Treviso: il facile bis del sindaco-sceriffo in la Repubblica, 14 dicembre 1998. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato il 5 luglio 2013).
  14. ^ Alessandro Russello, Il sindaco di Treviso dice no al cimitero per i musulmani in Corriere della Sera, 11 ottobre 1999. URL consultato il 14 luglio 2013 (archiviato il 14 luglio 2013).
  15. ^ Multe salate per chi getta il chewing gum a terra in Corriere della Sera, 5 ottobre 2001. URL consultato il 14 luglio 2013 (archiviato il 14 luglio 2013).
  16. ^ Alessandro Russello e Luca Valdiserri, Squadra in C1, il sindaco leghista boccia i giocatori: «Hanno scelto il colore della vergogna» in Corriere della Sera, 4 giugno 2001. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  17. ^ Alessandro Russello e Luca Valdiserri, Squadra in C1, il sindaco leghista boccia i giocatori: «Hanno scelto il colore della vergogna» in Corriere della Sera, 4 giugno 2001. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  18. ^ Gian Antonio Stella, I colori della vergogna in Corriere della Sera, 5 giugno 2001. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  19. ^ Gian Antonio Stella, I colori della vergogna in Corriere della Sera, 5 giugno 2001. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  20. ^ Andrea di Nicola, "A Rutelli ho promesso l'esilio", sindaco leghista scatena la bufera in la Repubblica, 10 febbraio 2001. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  21. ^ Gentilini, censura dal Viminale in Corriere della Sera, 15 febbraio 2001. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  22. ^ Andrea di Nicola, "A Rutelli ho promesso l'esilio", sindaco leghista scatena la bufera in la Repubblica, 10 febbraio 2001. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  23. ^ Alessandro Russello, Treviso, proposta dei professori: «Gli alunni al poligono di tiro» in Corriere della Sera, 14 ottobre 2002. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  24. ^ «Il sindaco Gentilini minacciato dalle Br» in Corriere della Sera, 31 agosto 2002. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  25. ^ Il sindaco Gentilini sotto scorta dopo le minacce di sedicenti Br in Corriere della Sera, 1º settembre 2002. URL consultato il 15 luglio 2013 (archiviato il 15 luglio 2013).
  26. ^ Elezioni Treviso, Campagner: «Gobbo sia sindaco di tutti» in Adnkronos, 9 giugno 2003. URL consultato il 5 luglio 2013 (archiviato il 5 luglio 2013).
  27. ^ Elezioni: Treviso, Gobbo: «Gentilini sarà capitano» in Adnkronos, 9 giugno 2003. URL consultato il 14 luglio 2013 (archiviato il 14 luglio 2013).
  28. ^ Treviso, taglia di 1000 euro contro chi scrive sui muri in Corriere della Sera, 11 ottobre 2003. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  29. ^ Treviso, Gobbo (Lega) eletto sindaco con il 50,4% in Adnkronos, 16 aprile 2008. URL consultato il 14 luglio 2013 (archiviato il 14 luglio 2013).
  30. ^ Gobbo rieletto sindaco di Treviso: «Bossi ha promesso: Dozzo ministro» in il Mattino di Padova, 16 aprile 2008. URL consultato il 14 luglio 2013 (archiviato il 14 luglio 2013).
  31. ^ Gentilini: «Rifarò il sindaco» in la Tribuna di Treviso, 31 ottobre 2006. URL consultato il 16 gennaio 2010 (archiviato l'11 luglio 2013).
  32. ^ «Sono io il candidato della Lega» in la Tribuna di Treviso, 11 gennaio 2007. (archiviato l'11 luglio 2013).
  33. ^ Cani off limits nel centro storico Treviso, l'ultima crociata del sindaco in la Repubblica, 30 luglio 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  34. ^ Centro storico vietato ai cani in la Tribuna di Treviso, 30 giugno 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  35. ^ Cani vietati, l'ordinanza già scricchiola in la Tribuna di Treviso, 4 luglio 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  36. ^ Il Tar boccia il divieto anti-cani in la Tribuna di Treviso, 30 luglio 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  37. ^ Ricorso al Consiglio di Stato in la Tribuna di Treviso, 29 agosto 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  38. ^ Cani, il Comune bocciato tre volte in la Tribuna di Treviso, 9 settembre 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  39. ^ Treviso diserta il raduno dei partigiani in la Tribuna di Treviso, 14 settembre 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  40. ^ I partigiani querelano Gobbo e Gentilini in la Tribuna di Treviso, 10 ottobre 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  41. ^ Antonio Frigo, Ombralonga, dati choc: sette su dieci sbronzi in la Tribuna di Treviso, 13 ottobre 2007. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
  42. ^ Ombralonga, il Comune resta solo in la Tribuna di Treviso, 23 settembre 2004. URL consultato l'11 luglio 2013 (archiviato l'11 luglio 2013).
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Predecessore Sindaco di Treviso Successore Treviso-Stemma.png
Gianfranco Gagliardi 5 dicembre 1994 - 20 aprile 1999 Giancarlo Gentilini" I
"Giancarlo Gentilini" 21 aprile 1999 - 9 giugno 2003 Gian Paolo Gobbo II
Predecessore Vice Sindaco di Treviso Successore Treviso-Stemma.png
Romano Nani 10 giugno 2003 - 18 aprile 2008 Giancarlo Gentilini I
Giancarlo Gentilini 19 aprile 2008 - 9 giugno 2013 Roberto Grigoletto II

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