Scabbia

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Scabbia
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 133.0
ICD-10 (EN) B86

La scabbia, chiamata anche rogna, è una dermatosi contagiosa.

Indice

[modifica] Cenni storici

La scabbia è una malattia conosciuta da tempi antichi, grazie a studi archeologici sull'Egitto si pensa che sia stata scoperta prima di 2.500 anni fa[1]; ne parla Aristotele (384 - 322 a.C.) in un passo nel quale cita il termine "acaro".

Nei soggetti tra i 9 e i 15 anni il pericolo si alza ai 15 gradi su 17, col rischio di morte. [2]

Molti furono gli scritti che ne descrivevano le manifestazioni, fra cui il medico arabo Abu el Hasan Ahmed el Tabari nel 970, e qualche anno dopo Saint Hildegard e il medico moro Avenzoar[3]

L'eziologia è stata descritta per la prima volta da Giovanni Cosimo Bonomo e Cestoni nel 1687, non in un documento ufficiale ma in una lettera.[4] Per una pubblicazione medica al riguardo si dovette aspettare sino al 1868.[5]

Pare che sia morto di scabbia lo scrittore Giovanni Boccaccio.

[modifica] Epidemiologia

Si ritrova a tutte le età, maggiormente nei giovani. Alcune ricerche hanno stimato che la malattia si mostra in 300 milioni di persone all'anno[6] anche se questo dato è molto discusso.[7]

[modifica] Nel mondo

  • Bandiera dell'Italia In Italia la frequenza sta aumentando: si è passati dai 2.000/3.500 casi degli anni 1989-2000 ai più di 5.700 del 2003.[8]
  • Bandiera dell'Egitto In Egitto l'incidenza è del 1.1%; più colpiti sono i bambini minori di 10 anni[9]
  • Bandiera della Danimarca Nella Danimarca dagli anni 1900 sino al 1975 sono stati segnalati più di 850.000 casi, mostrando un'incidenza maggiore nel sesso femminile.[10]

[modifica] Esami

L'esatta diagnosi inizia tramite ispezione durante l'esame obiettivo, e viene sospettata la malattia nel momento in cui si osservano eruzioni che mostrano prurito; occorre quindi grattare i possibili cunicoli con ago sterile, e i frammenti vanno analizzati al microscopio (insieme ad una goccia di KOH al 10%)

[modifica] Eziologia

Sarcoptes scabiei

La malattia è causata da diverse specie di acari, ma specialmente dall’acaro della scabbia (Sarcoptes scabiei). La trasmissione avviene tramite contatto diretto da persone o animali domestici che risultavano già infetti.[11] La femmina scava dei cunicoli nell’epidermide nei quali depone ogni giorno 1-3 uova, morendo dopo 1-2 mesi; alla nascita dei nuovi acari, questi creano a loro volta dei cunicoli. Si afferma che vi sia un'infezione quando si mostrano 10-15 femmine, ma nei casi peggiori si può assistere anche alla presenza di migliaia di esemplari.[12] Di tutte le uova depositate si stima che solo l'1% o meno diventi adulto.[13]

[modifica] Sintomatologia

Diverso tempo dalla prima infestazione (si parla di 2-4 settimane dopo) si mostrano forte prurito, specialmente notturno, con vesciche e papule a cui si associano pustole e lesioni conseguenti ad infezioni da grattamento. Le parti più colpite sono gli arti superiori, ma se non trattata in tempo si diffonde in tutto il corpo: volto, ascelle, parte del dorso, natiche e nel sesso maschile anche il pene.

[modifica] La scabbia norvegese

La scabbia norvegese è la forma più grave, e si mostra nei soggetti con deficit immunologici. In questi casi si manifestano anche alopecia, eosinofilia, e interessamento delle unghie.

[modifica] Prognosi

Dipende dalla gravità della forma, e a volte basta la cura dell'igiene per terminare gli effetti della malattia in pochi mesi. Se invece non è trattata ed è una forma grave può persistere per decenni.[14]

[modifica] Terapia

Il trattamento è farmacologico, si somministrano ad uso topico alcune soluzioni:

Il Lindano è stato usato in passato per curare la scabbia, ma andrebbe evitato poiché è sospettato di avere effetti cancerogeni [1] [2].

Si somministrano antistaminici orali e salicilati che riducono alcune manifestazione (prurito), gli steroidi al contrario effettuano un peggioramento dei sintomi. Gli antibiotici non servono.

[modifica] Profilassi

Chiunque sia stato a contatto con i soggetti infetti deve sottomettersi a trattamenti precauzionali, i soggetti infetti devono essere allontanati.

[modifica] Note

  1. ^ Maggiori dettagli sulle scoperte in Edward K Markell; John, David C.; Petri, William H, Markell and Voge's medical parasitology nona edizione, New York - Milano, Elsevier Saunders, 2006. ISBN 0-7216-4793-6
  2. ^ The history of scabies in veterinary and human medicine from biblical to modern times. Vet. Parasitol. volume=25 pp. 193–198. Luglio 1987
  3. ^ Ramos-e-Silva, M. 1998. Giovan Cosimo Bonomo (1663-1696): discoverer of the etiology of scabies. Int. J. Dermatol. 37:625-630
  4. ^ Montesu, M. A., and F. Cottoni. 1991. G. C. Bonomo and D. Cestoni. Discoverers of the parasitic origin of scabies. Am. J. Dermatopathol. 13:425-427
  5. ^ Hebra, F. 1868. On disease of the skin including the exanthemata, vol. 2:, p. 164-252. The New Sydenham Society, London, United Kingdom. (Translated by C. H. Fagge and P. H. Pye-Smith.).
  6. ^ Taplin, D., T. L. Meinking, J. A. Chen, and R. Sanchez. 1990. Comparison of crotamiton 10% cream (Eurax) and permethrin 5% cream (Elimite) for the treatment of scabies in children. Pediatr. Dermatol. 7:67-73
  7. ^ Chosidow, O. 2006. Scabies. N. Engl. J. Med. 354:1718-1727
  8. ^ Giorgio Bartolozzi; Guglielmi Maurizio, Pediatria principi e pratica clinica p.762, Torino, Elsevier-Masson, 2008. ISBN 978-88-214-3033-6
  9. ^ Hegazy AA, Darwish NM, Abdel-Hamid IA, Hammad SM. (aprile 1999). Epidemiology and control of scabies in an Egyptian village.. Int J Dermatol. 38.
  10. ^ Christophersen J. (1978). The epidemiology of scabies in Denmark, 1900 to 1975.. Arch Dermatol. 114: 747-50.
  11. ^ Hafner C. (febbraio 2009). Scabies. Hautarzt. 60.
  12. ^ Giorgio Bartolozzi; Guglielmi Maurizio, Pediatria principi e pratica clinica p.761, Torino, Elsevier-Masson, 2008. ISBN 978-88-214-3033-6
  13. ^ Mellanby, K. 1944. The development of symptoms, parasitic infection and immunity in human scabies. Parasitology 35:197-206.
  14. ^ Mauro Moroni; esposito Roberto, De Lalla Fausto, Malattie infettive, 7ª edizione p.363, Milano, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-88-214-2980-4

[modifica] Bibliografia

  • Mauro Moroni; Esposito Roberto; De Lalla Fausto, Malattie infettive, 7ª edizione, Milano, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-88-214-2980-4
  • Giorgio Bartolozzi; Guglielmi Maurizio, Pediatria principi e pratica clinica, Torino, Elsevier-Masson, 2008. ISBN 978-88-214-3033-6
  • Douglas M. Anderson; Elliot Michelle A., Mosby's medical, nursing, & Allied Health Dictionary, sesta edizione, New York, Piccin, 2004. ISBN 88-299-1716-8

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