Alopecia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
Alopecia
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 704.09
ICD-10 (EN) L65.9

Si definisce alopecia (al posto del termine generico calvizie) il processo di diminuzione della qualità (colore, spessore) e della quantità di capelli o la loro scomparsa. Il termine deriva dal greco alópex (= volpe). È un tipo di perdita di capelli a chiazze, come quella della volpe in primavera.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

L'etiopatogenesi della malattia resta ancora oggi misteriosa. Gli studi e le ricerche avrebbero, comunque, individuato quattro possibili fattori scatenanti:

  • genetico, talvolta con trisomia del cromosoma 21;
  • immunologico, che comporterebbe uno stato di diminuzione delle difese immunitarie oppure una compartecipazione di malattie a sfondo autoimmunitario (per esempio tiroidite);
  • nutrizionale, per carenza di proteine, vitamine o minerali dovuta a diete troppo restrittive o malattie (es. anemia):
  • psicologico, causato da stress ed eventi traumatici.

La scala di Hamilton-Northwood e la Scala di Ludvig sono utilizzate, rispettivamente per uomo e donna, per valutare il grado di calvizie e la progressione della malattia.

Tipologia[modifica | modifica sorgente]

Le alopecie possono essere classificate in cicatriziali, suddivise in ereditarie ed acquisite, e non cicatriziali suddivise a loro volta in ereditarie ed acquisite.

Forme non cicatriziali[modifica | modifica sorgente]

Ereditarie[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda le forme non cicatriziali, sono state studiate più di 120 diverse specie di natura prevalentemente genetica. Possono manifestarsi sia in maniera isolata che con interessamento ad altri organi.

Acquisite[modifica | modifica sorgente]

Fra le più comuni si ritrovano:

  • l'alopecia androgenetica che riguarda solo i capelli delle zone frontali e superiori del capo. Si è a lungo definita alopecia seborroica perché frequentemente è accompagnata da un'elevata secrezione sebacea. Tuttavia gli studiosi hanno abbandonato questa definizione dopo aver dimostrato che il sebo non è la causa della calvizie androgenetica, ma solo un fenomeno associato, peraltro non sempre presente;
  • il telogen effluvium, in tale manifestazione i capelli cadono copiosamente senza formare alcuna chiazza;
  • l'alopecia areata, forma nel suo manifestarsi chiazze glabre;
  • l'alopecia areata totale, scomparsa dei capelli in tutto il capo;
  • l'alopecia areata universale, che riguarda i peli di tutto il corpo;
  • l'alopecia psicogena;
  • la tricotillomania, lo spezzarsi volontario dei capelli, comune nei bambini e negli adolescenti;

Forme cicatriziali[modifica | modifica sorgente]

Ereditarie[modifica | modifica sorgente]

Le tipologie di questa forma sono molte ma non sufficientemente studiate nella letteratura medica per via della loro rarità.

Vi sono alcune forme derivate da un'altra patologia:

  • Aplasia cutis congenita, la causa è da riscontrarsi in un'anomalia durante l'età fetale;
  • Porocheratosi di Mibelli;
  • Incontinentia pigmenti, è una malattia mortale per il sesso maschile, mostra una notevole incidenza di alopecia di forma cicatrizale;
  • Epidermoliosi bollosa distrofica.

Acquisite[modifica | modifica sorgente]

Tra le forme cicatriziali, le più comuni sono:

  • il lichen planopilare;
  • il lupus;
  • la pseudoarea di Brocq.

Per quanto riguarda le forme cicatrizzabili acquisite spesso la causa è da ricondursi ad un evento traumatico, o causato da ustioni, anche di origine chimica.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda l'alopecia androgenetica, generalmente non si presenta con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono e, anzi, molti soggetti diventano calvi perdendo pochissimi capelli al giorno. Il primo segno dell'avvento è l'assottigliamento progressivo dello stelo, inizialmente non apprezzabile ad occhio nudo, poi sempre più palese. La perdita avviene con maggiore incidenza negli uomini (80% dei maschi), ma anche nelle donne (35% in età fertile e 50% di quelle in menopausa). Nei maschi i primi segni si presentano nei cosiddetti golfi o anse frontali (impropriamente definite stempiature) per poi colpire anche la zona apicale della testa. In seguito il fenomeno si trasferisce anche nell'area centrale "collegando" fronte e nuca. Nelle donne è più frequente invece uno sfoltimento della zona centrale, mentre almeno inizialmente, la zona frontale è meno interessata. [1]

Oltre alla perdita dei capelli, raramente si mostrano altri sintomi associati quali bruciore e prurito. Si mostra inizialmente alle tempie o in alternativa al vertice, da qui inizia progressivamente a diffondersi fino ad una quasi totale calvizie (o totale, dipende anche dalle varie forme). Nelle donne, invece, l'origine la si ritrova nelle regioni frontali, parietali e coronali ma è meno aggressiva della forma maschile, porta infatti più che altro ad un diradamento dei capelli. [2]

Oltre alla perdita dei capelli, negli uomini si verifica spesso un aumento del numero e dimensioni dei peli in altre parti del corpo, facendo ipotizzare che l'alopecia sìa legata anche a una variazione dei livelli di testosterone.
Nella cute, l'enzima 5-alpha reduttasi è il principale recettore del testosterone, trasformato in DHT, il quale riduce i follicoli piliferi irrigidendo il cuoio capelluto e impedendo il normale flusso di sangue. Per arrestare questo meccanismo, si cerca di limitare i fattori che causano una cattiva ossigenazione del sangue, come carenze di ferro alimentare nella sintesi dell'emoglobina, e si applicano localmente sostanze vasodilatatori in grado di riossigenare il cuio capelluto, dette rubefacenti. Queste sostanze causano un arrossamento locale e momentaneo del derma sotto i capelli e sono: peperoncino, mentolo, canfora, cannella, la jaborandi, ginepro, arnica, rosmarino. Per non irritare la pelle, si applicano per brevi periodi alla radice del capello.
Un'altra categoria di rimedi sono gli inibitori ormonali dell'Enzima 5, contenuti in vari farmaci oppure in piante naturali quali il Pygenum africanum e la serenoa repens.

Essendo il capello formato da cheratina e melanina, entrambe proteine solide, le carenze alimentari giocano un ruolo importante nella comparsa di capelli meno resistenti e nella loro caduta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Andrea Marliani, Manuale di Tricologia, Firenze, Tricoitalia, 2002.
  2. ^ Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione pag 1056, Milano, Springer-Verlag, 2008. ISBN 978-88-470-0707-9.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tullio Cainelli, Riannetti Alberto, Rebora Alfredo, Manuale di dermatologia medica e chirurgia terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004. ISBN 978-88-386-2387-5.
  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008. ISBN 978-88-470-0707-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina