Alopecia androgenetica

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Alopecia androgenetica
Bald head.jpg
Caso di alopecia androgenetica
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 704.0
ICD-10 (EN) L65.9
Sinonimi
Calvizie

L'Alopecia androgenetica (anche conosciuta come calvizie) è una tipologia di perdita di capelli dovuta ad una suscettibilità del follicolo pilifero ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. È la tipologia di calvizie più comune e interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. L'uomo tipicamente presenta una recessione dell'attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo.[1][2][3] Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, e diverse eziologie rimangono sconosciute.

La perdita di capelli androgenetica nell'uomo inizia sopra le tempie e al vertice, anche detto calvaria, dello scalpo. Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come 'corona ippocratica', e di rado progredisce verso una calvizie completa.[4] La scala scala Hamilton-Norwood è stata sviluppata per misurare il grado di alopecia nell'uomo.

L'alopecia androgenica nella donna viene colloquialmente riferita come 'calvizie femminile', benché le sue caratteristiche possano verificarsi anche negli uomini. Causa di solito un diradamento diffuso senza recessione dell'attaccatura, e come la controparte maschile raramente porta a una perdita di capelli completa (alopecia totalis).[5] La scala Ludwig misura il grado di alopecia nella donna.

Modelli di alopecia androgenetica in animali avvengono naturalmente, e sono stati sviluppati in topi topi transgenici,[6], scimpanzé, uacari (Cacajao rubicundus) e macachi (Macaca speciosa e Macaca arctoides), in cui il macaco dimostra la maggior incidenza e la maggior prominenza di perdita del pelo.[7][8]

Percezione sociale[modifica | modifica sorgente]

Nel libro del 2001 "Hair! Mankind's Historic Quest to End Baldness", l'autore Gersh Kuntzman descrive ironicamente la storia sociale della calvizie, apparentemente ridicolizzando i vani tentativi di combatterla e perpetuando l'idea secondo cui la calvizie dovrebbe venire accettata come un normale processo dell'invecchiamento.

Fisiopatologia[modifica | modifica sorgente]

L'alopecia androgenetica è legata all'attività della 5alfa-reduttasi di tipo II, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone. Endocrinopatie quali la carenza di GH, ipotiroidismo, menopausa, policistosi ovarica, tumori virilizzanti o terapie con androgeni (anche se a rigor del vero bisogna dire che gli unici androgeni che danneggiano il cuoio capelluto sono il diidrotestosterone e l'androstenedione – cataboliti del testosterone –, al contrario il testosterone non ha alcuna azione dannosa nei confronti dei capelli) possono causare calvizie.

Ad oggi non è più misteriosa la causa della calvizie, anche se ancora si convive con credenze e miti difficilmente sradicabili nell'opinione di molti. È stato accertato che l'origine dell'alopecia androgenetica risiede nell'effetto degli ormoni androgeni nei bulbi dei capelli. Da notare che sono colpiti solo i bulbi predisposti. Questi sono tipicamente localizzati nella regione frontale e nel vertice (vertex). Pertanto la maggior parte delle persone colpite da alopecia androgenetica quasi sempre mantiene capelli sani nella zona della corona, che corrisponde alle aree occipitali e temporali del capo.

La miniaturizzazione del bulbo avviene per effetto della trasformazione del testosterone nel suo metabolita più attivo, il diidrotestosterone (DHT). La miniaturizzazione porta fino alla morte definitiva del bulbo e la perdita irreversibile del capello. L'enzima 5α reduttasi nelle sue forme chimiche di tipo I e II opera la trasformazione del nucleo delle cellule della papilla dermica e delle guaine epiteliali esterne. Per l’alopecia androgenetica la causa è il Diidrotestosterone (nome completo: 5α-Diidrotestosterone, abbreviato a 5α-DHT; INN: androstanolone). Esso è un metabolita biologicamente attivo dell'ormone testosterone. Esso oltre a promuovere la crescita del pelo corporeo e della barba, può influenzare negativamente la prostata e anche i capelli. Il DHT è prodotto dai maschi già nell'utero materno ed è responsabile della formazione dei caratteri del genere maschile. Il DHT contribuisce attivamente anche ad altre caratteristiche generalmente attribuite ai maschi, incluse la crescita dei peli e la profondità della voce.

Non c'è ancora l'assoluta certezza riguardo ai geni causanti l'alopecia androgenetica. Certamente sono responsabili i geni che controllano gli enzimi 5α reduttasi: sul cromosoma 5 risiede il gene che determina il recettore dell'enzima di tipo I, sul cromosoma II risiede il gene che determina il recettore dell'enzima di tipo II. La trasmissione ereditaria è comunque ovviamente molto più complessa. È stato dimostrato che la maggior parte dei geni coinvolti risiedono sul cromosoma X. Ossia quello che la madre trasmette al figlio maschio, o che madre e padre trasmettono alla figlia femmina. L'ereditarietà verso un figlio maschio è maggiore secondo il cromosoma X che la madre ha ereditato dal padre, così la maggiore trasmissione avviene dal nonno materno al proprio nipote anziché da padre a figlio.

Nei bulbi della regione frontale e del vertice avvengono le seguenti situazioni caratteristiche dell'alopecia androgenetica. Diminuisce il tempo della fase anagen, e conseguentemente inizia prima la fase telogen. In un periodo di molti mesi o anni la morte precoce dei bulbi arriva fino alla definitiva scomparsa dei capelli. Il processo patologico fondamentale consiste nell'accelerazione, sotto stimolo androgenico, della fase mitotica del ciclo pilare (anagen I-V) e nella conseguente riduzione della fase differenziativa, che è normalmente lunghissima. Essendo quest'ultima necessariamente incompleta, il fusto che ne deriverà sarà più sottile e corto (vellus). Questo processo non avviene uniformemente ed è descritto nelle "fasi" della Scala Hamilton e della scala Norwood. Generalmente nell'uomo si assiste alla stempiatura, ossia nella parte frontale del capo i capelli diventano più fini e diradati. Successivamente lo stesso accade nel vertice. Infine la calvizie interessa tutta la parte superiore del capo. In età più avanzata si sovrappongono fenomeni atrofici del cuoio capelluto, che diventa sottile e lucido. In questa fase i vellus scompaiono. Un secondo processo patologico consiste nella perdita dell'individualità dei cicli papillari (caratteristica del cuoio capelluto adulto normale) e quindi della loro sincronizzazione. Questo fenomeno è dovuto alla riduzione della durata della fase di differenziamento. Un terzo fenomeno è l'aumento della fase di kenogen: quando il fusto del pelo si stacca alla fine del telogen, il follicolo è già occupato da un altro in anagen avanzato. Può comparire un intervallo tra la caduta del pelo in telogen e il suo rimpiazzo con il nuovo in anagen: durante tale intervallo fisiologico (kenogen), il follicolo rimane vuoto.

Nella calvizie androgenetica vengono persi soltanto i capelli nella regione frontale perché in questa zona l'alfa 5-reduttasi è più attiva, quindi vi si concentra una maggiore quantità di DHT. Nonché per il fatto che è la parte più periferica della circolazione sanguigna del cuoio capelluto, e quindi quella che più va incontro all'atrofia dei vasi. A prescindere, è un fattore critico il nutrimento dei bulbi. Come suddetto, l'area più periferica della circolazione sanguigna è il cuoio capelluto.

Decorso clinico[modifica | modifica sorgente]

Si assiste ad un diradamento, che può essere più o meno marcato e più o meno veloce, che nell'uomo è localizzato nella zona fronto temporale e/o alla chierica, mentre nella donna è quasi sempre distribuito su tutta la parte superiore della testa. Spesso si assiste a un parallelo aumento del pelo corporeo nell'uomo. Generalmente il paziente lamenta un aumento della caduta dei capelli. La patologia è poligenica, con penetranza completa, e si manifesta negli uomini molto più che nelle donne (le quali, generalmente, ne soffrono anche in età più avanzata, in quanto in genere la patologia si sviluppa dopo la menopausa).

Correlazioni della calvizie con altre malattie[modifica | modifica sorgente]

La calvizie è correlata a svariate endocrinopatie come carenza di GH, sindrome di Cushing, ipopituitarismo, ipotiroidismo, iperparatiroidismo[9]. Contrariamente al luogo comune, le persone con calvizie hanno meno testosterone (e più FSH, LH e prolattina) rispetto alle persone con una chioma normale[10], inoltre sono maggiormente predisposti all´ipertensione, all´insulinoresistenza e quindi al diabete mellito di tipo 2[11]

Diagnosi[modifica | modifica sorgente]

Per diagnosticare questa patologia si utilizzano:

  • stress test: in cui si valuta la caduta indotta da tiraggio
  • tricogramma
  • dermatoscopia:
  • test di laboratorio per diagnosi differenziale con altre patologie (vedi TSH;T3;T4;DHT;GH; IGF-1)
  • sebometria;
  • esami del sangue, mineralogramma, che consentano di scoprire se il cattivo stato della nostra capigliatura dipende da carenza specifica (es: di ferro, zinco, selenio, ecc.).

Terapia[modifica | modifica sorgente]

La calvizie può essere affrontata sia per via farmacologica che per via chirurgica.

Farmacologica[modifica | modifica sorgente]

Esistono diversi farmaci che consentono di rallentare, bloccare e nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire (almeno per qualche anno) il processo di miniaturizzazione dei capelli causato dalla alopecia androgenetica.

Il farmaco più importante è la finasteride: un farmaco (approvato per il trattamento dell'alopecia androgenetica maschile dalla FDA statunitense nel 1997) inibitore della 5 alfa reduttasi di tipo II, prescritto in quantità di 1 mg/dì. La terapia va continuata per tutta la vita poiché dopo alcuni mesi dalla sospensione i capelli torneranno a cadere ed un'eventuale ripresa della terapia non porta agli stessi benefici. Il farmaco produce un abbassamento dei valori del diidrotestosterone, responsabile della caduta dei capelli. Gli effetti collaterali noti e riportati sul foglietto illustrativo sono: diminuzione della libido in vario grado fino all'impotenza, diminuzione del liquido seminale e/o quantità spermatica minore, diminuzione delle eiaculazioni, depressione, stanchezza cronica, riduzione del pene, fibrosi del pene e ginecomastia. Si tratta di effetti nella maggioranza dei casi risolvibili con la sospensione del farmaco, ma persistenti per una casistica inferiore, e registrati in una bassa percentuale di pazienti.

Un altro farmaco utilizzato è il minoxidil: una sostanza utilizzata anche per la cura dell'ipertensione. Viene usato sul bulbo pilifero e agisce da stimolante. Oltre il 70 per cento dei pazienti ottiene risultati estetici positivi in vario grado, dal mantenimento alla ricrescita.[senza fonte] L'uso è prolungato nel tempo perché una sua sospensione riporta i capelli ad uno stadio preterapia. Gli effetti collaterali noti sono: ipotensione, infiammazioni, eritema, prurito.

In alcuni studi è stato visto che nelle donne l'assunzione sottocutanea di testosterone migliora la crescita dei capelli, probabilmente perché stimola i processi anabolici come la crescita dei capelli[12]

La caffeina si è rivelata in vitro uno stimolante della crescita capillare e antagonista dell'alopecia, tramite la stimolazione del testosterone e dell'enzima P450-aromatasi (che converte l'androstenedione in estradiolo)[13] (vita del capello superiore di circa il 40%, fra campione trattato con caffeina e campione di controllo con aumenti del testosterone, in basse concentrazioni fr alo 0,001 e lo 0.005%[14]), spiegato come un'inibizione della fosfodiesterasi. Uno degli ultimi effetti della caffeina nell'organismo è il deposito nel cuoio capelluto: soltanto dopo l'equivalente di 60 tazze di caffè, questa sostanza inizierebbe ad arrivare nei capelli e indurre qualche effetto. Inevitabilmente, la caffeina viene introdotta con prodotti ad uso topico che, specialmente per gli shampoo, presentano il problema di un scarso assorbimento della caffeina nel cuoio capelluto, insufficiente anche solo per iniziare un'azione di contrasto dell'alopecia (un rimedio possono essere impacchi lasciati a contatto coi capelli per un adeguato periodo di tempo).

Chirurgica[modifica | modifica sorgente]

Alternativa o complementare alla terapia medica è quella chirurgica, cioè l'autotrapianto di capelli. L'intervento, se effettuato da chirurghi competenti, aggiornati sempre sulle nuove tecniche, con un'esperienza provata e con alle spalle diversi interventi chirurgici, dà quasi sempre ottimi risultati (in base anche allo stato di partenza, al diametro dei capelli del paziente, ecc.) in quanto vengono utilizzati capelli della regione parietale ed occipitale, non soggetti a miniaturizzazione poiché resistenti all'azione degli ormoni androgeni.

La tecnica consiste nel "taglio" di una striscia di capelli, che sono poi ritagliate in parti molto più piccole e impiantate nella zona soggetta a calvizie. La tecnica dell'autotrapianto ha avuto significativi progressi negli ultimi 50 anni. La dimensione delle regioni impiantate sono diventate sempre più piccole, fino a raggiungere il singolo capello.

Calvizie nei primati[modifica | modifica sorgente]

La calvizie non è solo un tratto umano. Alcuni primati, come scimpanzé, macaco orsino e gorilla mostrano un progressivo diradamento del pelo sul capo quando entrati nell'età adulta.

Leggende urbane[modifica | modifica sorgente]

Ci sono diverse credenze legate alla calvizie, alle sue cause, e la sua relazione con la propria virilità, intelligenza, etnia, lavoro, classe sociale, benessere ecc. Benché vadano viste con grande scetticismo mancando di validità scientifica, alcune di queste leggende possono basarsi su un grado di verità, e sono tuttavia perpetuate e spesso credute vere.

« La calvizie si eredita dal padre della propria madre. »

La ricerca suggerisce che il gene dei recettori androgeni, che è significante nel determinare la probabilità di calvizie, è localizzato nel cromosoma X e quindi è sempre ereditato dal lato della madre negli uomini.[15] C'è una probabilità del 50% che una persona condivida lo stesso cromosoma X del padre di sua madre.Dato che la donna ha due cromosomi X, ha due copie del gene del recettore androgeno mentre l'uomo ne ha una sola. Tuttavia, la ricerca mostra anche che una persona con un padre calvo ha anche una probabilità notevolmente maggiore di diventare calva.Gli uomini i cui padri sono affetti da alopecia hanno una probabilità 2.5 volte maggiore di esserne soggetti a loro volta, a prescindere dal lato materno.

« Il sollevamento pesi e altri tipi di attività fisica causano calvizie. »

Per via del fatto che il testosterone aumenta, è stata avanzata l'idea che il sollevamento pesi e altre forme di esercizio aumentino la caduta di capelli in individui predisposti. Benché studi scientifici supportino una correlazione tra esercizio fisico e testosterone, nessuno studio specifico ha trovato un collegamento tra esercizio fisico e calvizie. Tuttavia alcuni hanno trovato una relazione tra uno stile di vita sedentario e calvizie, suggerendo che un certo grado di esercizio sia benefico. È possibile che il tipo o la quantità di esercizio possa influenzare la caduta; ulteriori studi sarebbero necessari.[16][17] Si noti che i livelli di testosterone non sono un buon indicatore di calvizie, e diversi studi mostrano paradossalmente basso testosterone in persone calve, benché la ricerca su queste implicazioni sia limitata.

« L'attività intellettuale, oppure problemi psicologici, possono causare calvizie. »

Questa nozione potrebbe essere nata dal fatto che il colesterolo è coinvolto nel processo di neurogenesi, ed è anche il materiale base con cui il corpo produce il DHT. Benché la nozione che gli uomini calvi sono più intelligenti possa mancare di credibilità nel mondo moderno, nel mondo antico se una persona era calva era probabile che avesse avuto un apporto adeguato di grassi nella sua dieta. Quindi, il suo sviluppo mentale non era stato ostacolato dalla malnutrizione durante la fase cruciale degli anni formativi, era più probabile che fosse benestante, e quindi aver avuto accesso ad una educazione formale. Tuttavia, uno stile di vita sedentario è meno probabile che sia correlato con l'intelligenza nel mondo moderno, e il contenuto di grassi nella dieta non è più legato ad una classe di reddito, nei paesi sviluppati. Un'altra possibilità è che per alcune persone, lo status sociale ottenuto con l'intelligenza possa compensare un'attraenza fisica diminuita a causa della calvizie, che porta a una discendenza inclinata sia verso un intelletto sviluppato che la calvizie.Comunque, tramite una posizione socioeconomica migliore e di conseguenza maggior accesso a trattamenti anti calvizie, un'associazione tra intelligenza e caduta di capelli è meno probabile in tempi recenti.

« La calvizie può essere causata da stress emotivo o frustrazione sessuale »

Lo stress emotivo è dimostrato come acceleri la calvizie in individui geneticamente suscettibili.[18] Stress dovuto a privazione del sonno in reclute militari si è visto come abbia abbassato i livelli di testosterone, ma non si è notato un effetto sul SHBG.[19]Quindi, lo stress dovuto a questo motivo in maschi sani è improbabile aumenti il DHT, che causa alopecia androgenetica.Se possa causare perdita di capelli attraverso altri meccanismi non è chiaro.

« Gli uomini calvi sono più "virili" o sessualmente attivi degli altri. »

I livelli di testosterone libero sono fortemente collegati alla libido e anche ai livelli di DHT, ma a meno di casi di testosterone libero virtualmente non esistente, non è stato dimostrato come questo influenzi la virilità. Gli uomini con alopecia androgenetica sono più portati ad avere un'alta baseline di androgeni liberi.Tuttavia, l'attività sessuale è multifattoriale, e il profilo androgenetico non è l'unico fattore determinante nella calvizie. Inoltre, dato che la calvizie è progressiva e il testosterone libero cala con l'età, lo stato dei capelli di un uomo potrebbe essere più indicativo del suo passato che della sua predisposizione presente.[20][21] Contrariamente a questa leggenda urbana, uno studio inoltre riporta che le persone con calvizie hanno meno testosterone e più FSH, LH e prolattina rispetto alle persone che non presentano calvizie.[22]

« L'eiaculazione frequente causa la calvizie. »

Ci sono diverse idee sbagliate a proposito di cosa può aiutare a prevenire la caduta di capelli, e una di queste è che la mancanza di attività sessuale automaticamente previene la caduta di capelli. Benché una correlazione diretta e provata esista tra una aumentata frequenza di eiaculazioni e aumentati livelli di DHT, come mostrato in un recente studio della Harvard Medical School,[23]lo studio suggerisce che la frequenza di eiaculazioni è un segno, piuttosto che una causa, di livelli maggiori di DHT.Inoltre, la calvizie è geneticamente determinata e teoricamente si dovrebbe verificare anche a bassi livelli di DHT. Un altro studio mostra che benché l'eccitazione sessuale e l'orgasmo indotto da masturbazione incrementi la concentrazione di testosterone durante l'orgasmo, queste componenti riducono la concentrazione media di testosterone  (specialmente prima di un periodo di astinenza), e dato che circa il 5% di testosterone è convertito in DHT, l'eiaculazione non alza il livello di DHT.[24] L'unico studio pubblicato per testare una correlazione tra frequenza di eiaculazioni e calvizie fu probabilmente abbastanza ampio da rilevare un'associazione (1390 soggetti) e non ha trovato correlazione, benché le persone calve avessero avuto meno partner sessuali.Uno studio potrebbe non essere bastato, specialmente riguardo alla calvizie, dove anche l'età introduce una complessità.[25]Lo stato civile è stato mostrato in alcuni ma non tutti gli studi come influenzi la calvizie in studi cross-sezione (NHANES1).

« Stare a testa in giù allevia la calvizie. »

Benché questa sia una credenza, una circolazione sanguigna aumentata al cuoio capelluto potrebbe teoricamente fornire ai follicoli piliferi più nutrienti per crescere un pelo forte e sano. Sfortunatamente, tutto il nutrimento di cui il follicolo ha bisogno viene già fornito durante la normale posizione eretta, dato che la pelle del cuoio capelluto stesso, in condizioni normali, non soffre di mancanza di apporto sanguigno.Questa credenza è stata riportata nel libro "Open" di Andre Agassi del 2009, dove l'autore, sofferente di calvizie anch'egli, racconta di questa improbabile tecnica messa in atto dal fratello maggiore, naturalmente senza esito positivo.

« Il cappello o copricapi stretti provocano calvizie. »

Benché questa sia una leggenda, i cappelli possono rovinare il capello e, in misura minore, causare doppie punte.Il fatto che anche persone che non indossano mai cappelli possono essere colpite da alopecia androgenetica toglie credibilità a questa credenza.Spesso in caso di "stempiatura" maschile durante l'adolescenza (recessione bitemporale) viene ritenuto responsabile l'uso del casco motociclistico, un'altra credenza piuttosto diffusa.Siccome i cappelli non sono lavati frequentemente come gli altri vestiti, possono anche portare sporcizia sul cuoio capelluto  e possibili contaminazioni di Pityrosporum ovale (malassezia) in persone con cuoio capelluto tendente al grasso.Alcune infezioni del cuoio capelluto, se non curate, possono portare a caduta dei capelli.

« Il gel e i prodotti per i capelli favoriscono la calvizie. »

Gel e prodotti per capelli non causano calvizie, così come non la causano shampoo, lavaggi frequenti, o la forfora.Alcune persone tuttavia trattano i capelli con piastre e strumenti per arricciare, il che potrebbe accelerare il processo.

« L'esposizione al sole favorisce la calvizie. »

Falso. La causa della calvizie androgenetica è interna, non esterna.Allo stesso modo non hanno effetto i lettini solari.

« Perdere molti capelli ogni giorno è segno di calvizie. »

Se la calvizie non è diagnosticata, potrebbe essere normale perdere parecchi capelli ogni giorno, in quanto se il capello è sano ricrescerà.

« Spazzolare i capelli è meglio che pettinarli. »

In realtà il capello reagisce meglio al pettine che alla spazzola.In ogni caso, spazzolare i capelli al massimo provocherà doppie punte, non calvizie.

« Tagliare i capelli li fa ricrescere più in fretta e più forti. »

È un'illusione, creata dal fatto che il capello ha una circonferenza maggiore alla base dello scalpo.Tagliare i capelli non influenza la ricrescita in alcun modo.

« Lavare la testa in acqua fredda cura la calvizie. »

Lavare la testa in acqua fredda tutte le mattine può migliorare la circolazione ma non influenza la calvizie.

« È possibile far nascere nuovi follicoli piliferi. »

Secondo diverse fonti, il numero di follicoli con cui un individuo nasce è immodificabile.I follicoli piliferi vengono generati durante lo sviluppo fetale, e non vengono creati nuovi follicoli dopo la nascita.[26][27] Neanche il trapianto di capelli aumenta questo numero, semplicemente riposiziona i follicoli esistenti sullo scalpo.Esistono tuttavia ricerche che mirano alla creazione di nuovi follicoli piliferi.

« Gli ormoni non sono legati alla caduta di capelli. »

Tecnicamente è vero, dal momento che la causa è la sensibilità dei follicoli agli ormoni, non la presenza degli ormoni stessi, e persone non calve hanno gli stessi ormoni probabilmente agli stessi livelli.Tuttavia, squilibri ormonali possono causare una perdita temporanea, come è comune per esempio nelle donne dopo una gravidanza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ PMID 22735503
  2. ^ PMID 10382384
  3. ^ PMID 19034818
  4. ^ Hippocratic wreath (Baldness), Britannica Online, 15 dicembre 2012. URL consultato il 15 dicembre 2012.
  5. ^ Female pattern baldness, MedlinePlus, 15 dicembre 2012. URL consultato il 15 dicembre 2012.
  6. ^ PMID 20233794
  7. ^ PMID 11399538
  8. ^ PMID 10527763
  9. ^ Methods of hair loss evaluation in pa... [Endokrynol Pol. 2010 Jul-Aug] - PubMed - NCBI
  10. ^ Hormonal profile of men with pr... [Exp Clin Endocrinol Diabetes. 2004] - PubMed - NCBI
  11. ^ Androgenetic alopecia and insulin resistance in young men - González-González - 2008 - Clinical Endocrinology - Wiley Online Library
  12. ^ Improvement in scalp hair growth in androgen-d... [Br J Dermatol. 2012] - PubMed - NCBI
  13. ^ Effect of caffeine and testosterone on the proliferation of human hair follicles in vitro, Fischer TW, Hipler UC, Elsner P., Int J Dermatol. 2007 Jan;46(1):27-35
  14. ^ Caffeine Complex Is Effective in the Treatment of Androgenetic Alopecia, Dr. T. W. Fischer, Prof. Dr. P. Elsner, in Division of Dermatology and Allergies of Friedrich Schiller University in Jena, Germany
  15. ^ Hillmer A, Hanneken S, Ritzmann S, Becker T, Freudenberg J, Brockschmidt F, Flaquer A, Freudenberg-Hua Y, Jamra R, Metzen C, Heyn U, Schweiger N, Betz R, Blaumeiser B, Hampe J, Schreiber S, Schulze T, Hennies H, Schumacher J, Propping P, Ruzicka T, Cichon S, Wienker T, Kruse R, Nothen M, Genetic variation in the human androgen receptor gene is the major determinant of common early-onset androgenetic alopecia. in Am J Hum Genet, vol. 77, nº 1, 2005, pp. 140–8, DOI:10.1086/431425, PMC 1226186, PMID 15902657.
  16. ^ JAMA Network | Archives of Internal Medicine | Male Pattern Baldness and Coronary Heart DiseaseThe Physicians' Health Study, Archinte.ama-assn.org. URL consultato il 16 novembre 2012.
  17. ^ The Relative Contribution of Endogenous and Exogenous Factor... : Plastic and Reconstructive Surgery, Journals.lww.com, DOI:10.1097/01.prs.0000406222.54557.75. URL consultato il 16 novembre 2012.
  18. ^ Schmidt J, Hormonal basis of male and female androgenic alopecia: clinical relevance. in Skin Pharmacol, vol. 7, 1-2, 1994, pp. 61–6, DOI:10.1159/000211275, PMID 8003325.
  19. ^ Remes K, Kuoppasalmi K, Adlercreutz H, Effect of physical exercise and sleep deprivation on plasma androgen levels: modifying effect of physical fitness. in Int J Sports Med, vol. 6, nº 3, 1985, pp. 131–5, DOI:10.1055/s-2008-1025825, PMID 4040893.
  20. ^ Toone B, Wheeler M, Nanjee M, Fenwick P, Grant R, Sex hormones, sexual activity and plasma anticonvulsant levels in male epileptics. in J Neurol Neurosurg Psychiatry, vol. 46, nº 9, 1983, pp. 824–6, DOI:10.1136/jnnp.46.9.824, PMC 1027564, PMID 6413659.
  21. ^ Davidson J, Kwan M, Greenleaf W, Hormonal replacement and sexuality in men. in Clin Endocrinol Metab, vol. 11, nº 3, 1982, pp. 599–623, DOI:10.1016/S0300-595X(82)80003-0, PMID 6814798.
  22. ^ Template:Cita pmid
  23. ^ Contribution of dihydrotestosterone to male sexual behaviour, BMJ. URL consultato il 16 novembre 2012.
  24. ^ Exton MS, Krüger TH, Bursch N, et al., Endocrine response to masturbation-induced orgasm in healthy men following a 3-week sexual abstinence in World J Urol, vol. 19, nº 5, novembre 2001, pp. 377–82, DOI:10.1007/s003450100222, PMID 11760788.
  25. ^ http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-2133.2003.05565.x/abstract.
  26. ^ http://leermiddel.digischool.nl/vo/redir/bestand/pdf/d2adab9c0277d5306e1d14c1ade1c3a4/Hairsfibers08.ppt.pdf.
  27. ^ http://www.hairtx.com/hair-growth/hair-embryology/.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Daniele Campo, Calvizie comune Istruzioni per l'uso, Roma, Carofarma, 1997, ISBN 88-901272-0-1.
  • Antonio Di Maio, Perché perdere i capelli se si può fare qualcosa?, Milano, Edizioni Scripta Manent, 2009.
  • Fabio Rinaldi, Tricocosmetologia, Bologna, Poletto Editore, 2006, ISBN 88-86786-97-2.

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