Mori (storia)

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Il termine moro è usato in contesto non-islamico per indicare i musulmani, specialmente berberi (gli Arabi erano chiamati Saraceni o Agareni) che popolarono parte non trascurabile della Penisola iberica per oltre 800 anni e la Sicilia per 264 anni (dall'827 al 1091) e che tuttora costituiscono l'elemento fondamentale autoctono nordafricano.[1] Il termine fu coniato dal tardo latino Mōrus, che proviene da Maurus, "Mauro, abitante della Mauretania" dal greco Mauros, Μαύρος".

Infatti la massima parte dei musulmani nella penisola iberica non erano Arabi ma Berberi, abitanti del Nordafrica (nella tarda latinità la Mauretania comprendeva anche gran parte dell'antica Numidia). Il termine Mori o Mauri è stato a lungo usato per indicare i nordafricani in contrapposizione a europei, Arabi e Turchi, prima che prendesse piede l'uso improprio, diffuso soprattutto a partire dall'epoca di Napoleone III, di chiamare indistintamente Arabi tutti i nordafricani musulmani.

Il termine "Moro" è a lungo servito all'epoca a tracciare una netta linea demarcativa non solo religiosa ma anche "etnica" fra gli abitanti cristiani dell'Europa e i musulmani. "Moro" si è infatti sovrapposto alla parola mediterranea, attestata anche nel greco, che indica qualcosa di scuro (come una mora), scuro di carnagione o di colore bruno in generale (es. "capelli mori"), caratteristica questa sostanzialmente presente nell'elemento berbero.

Secondo Mario Alinei[2], esistendo diversi toponimi in ambito celtico, dall'Atlantico al Mediterraneo, il termine potrebbe derivare o essersi incrociato con l'originale dei galiziani mouras (mora), mouros (moro), termini, indicanti i megaliti, connessi a una radice celtica *mrvos che significa "morto, essere soprannaturale, gigante".

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia si sono usati vari sinonimi del termine:

  • Arabi: si rifà alla componente etnica originaria delle popolazioni beduine dell'Arabia tra le quali nacque la fede islamica. In seguito venne allargato a tutte le popolazioni che parlano la lingua araba.
  • Musulmani: dall'arabo muslim (pl. muslimūn / īn), ossia "sottomesso" (ad Allah).
  • Maomettani: seguaci di Maometto
  • Islamici: aggettivo relativo al termine Islam, impropriamente usato per indicare i militanti dei movimenti fondamentalisti islamici.
  • Saraceni: forse derivante dal nome d'una tribù sinaitica o, più improbabilmente, dal termine arabo sharqiyyūn (orientali)
  • Agareni: termine coniato in ambiente cristiano per indicare i musulmani, giustificato dall'intenzione di correggere il termine "saraceno" (inteso come discendenti di Abramo e Sara, quindi relativo agli Ebrei), sostituendolo col più appropriato "Agareni" (nel senso di discendenti di Abramo e Agar, secondo la narrazione biblica di Abramo contenuta nel primo libro della Genesi).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per una più approfondita e specialistica disamina si veda Ross Brann, "The Moors?”, su: Medieval Encounters, XV, 2-4 (2009), p. 310.
  2. ^ Etimologia "mori"

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