Luca Zaia

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Luca Zaia

Presidente della Regione del Veneto
In carica
Inizio mandato 13 aprile 2010
Predecessore Giancarlo Galan

Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 aprile 2010
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Paolo De Castro
Successore Giancarlo Galan

Vice Presidente della Regione del Veneto
Durata mandato 9 maggio 2005 –
8 maggio 2008
Presidente Giancarlo Galan
Predecessore Fabio Gava
Successore Franco Manzato

Presidente della Provincia di Treviso
Durata mandato giugno 1998 –
aprile 2005
Predecessore Giovanni Mazzonetto
Successore Leonardo Muraro

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Alma mater Università degli Studi di Udine

Luca Zaia (Conegliano, 27 marzo 1968) è un politico italiano, dal 13 aprile 2010 decimo Presidente della Regione del Veneto.

Veneto

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La Politica in Veneto




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Categorie: Politica, Diritto e Stato

Presidente della provincia di Treviso dal giugno 1998 all'aprile 2005, fu vicepresidente della giunta regionale del Veneto tra il 2005 e il 2008, con deleghe al turismo, all'agricoltura, allo sviluppo montano e all'identità veneta.

Tra l'8 maggio 2008 e il 16 aprile 2010 ha ricoperto l'incarico di ministro per le politiche agricole nel governo Berlusconi IV.

Biografia e carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Diplomato alla scuola enologica Giovanni Battista Cerletti di Conegliano e Laureato in scienze della produzione animale alla facoltà di medicina veterinaria presso l'università degli studi di Udine, nel 1993 fu eletto consigliere comunale a Godega di Sant'Urbano (è originario della frazione Bibano) nelle liste della Lega Nord-Liga Veneta.

Nel 1995 entrò nel consiglio provinciale ricoprendo anche la carica di assessore all'agricoltura, quindi fu presidente della provincia di Treviso dal giugno 1998 all'aprile 2005. Nel 1998 risultò essere il più giovane Presidente della Provincia eletto in Italia, avendo appena compiuto trent'anni[1].

In seguito ricoprì l'incarico di vicepresidente della giunta regionale della Regione del Veneto (2005-2008), con deleghe al turismo, all'agricoltura, allo sviluppo montano e all'identità veneta.

Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali[modifica | modifica sorgente]

Tra l'8 maggio 2008 e il 16 aprile 2010 ha ricoperto l'incarico di ministro per le politiche agricole nel governo Berlusconi IV.

La prima questione che dovette affrontare quale ministro fu l'esportazione del Brunello di Montalcino negli Stati Uniti, vietata dopo che erano state trovate alcune partite di vino con certificazione falsa. In quell'occasione, Zaia rese il governo garante della qualità del rinomato vino toscano e ritenne poi di dover siglare pubblicamente il compromesso raggiunto, facendo sì che la risoluzione del problema avesse lo stesso risalto mediatico del problema stesso.

Nel 2009, poco prima del G8 dell'Aquila, ha presieduto nel Castelbrando di Cison di Valmarino il primo G8 agricolo, vertice che ha affrontato, tra l'altro, il tema della fame nel mondo.

Ha rassegnato le sue dimissioni da Ministro dopo l'elezione a Presidente della Regione Veneto, avvenuta il 29 marzo 2010.

Polemiche sull'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare a Foggia[modifica | modifica sorgente]

Come stabilito dal governo Prodi II e dal governo Berlusconi IV, Foggia era stata scelta come sede dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare: Zaia insieme ai deputati leghisti ha tuttavia dissentito, proponendo Verona al posto della città pugliese[2]. Le sue dichiarazioni hanno scatenato polemiche non solo da parte delle forze di opposizione (che hanno chiamato in causa il ministro salentino Raffaele Fitto), ma anche gli stessi parlamentari pugliesi del Pdl non sono soddisfatti[3]. Senatori di maggioranza e di opposizione hanno presentato una mozione per impegnare il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi e il ministro delle politiche agricole Luca Zaia a confermare l'indicazione di Foggia come sede dell'agenzia. In risposta il ministro Zaia ha affermato di aver semplicemente ripristinato una decisione presa, durante il precedente governo Berlusconi, dall'allora Ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno, pugliese di nascita e romano d'adozione, che individuava la sede dell'autority a Verona. A spostare la sede a Foggia è stato appunto il ministro del successivo governo Prodi Paolo De Castro, anche lui pugliese[4]. Alla fine la sede non è andata in nessuna delle città dispute.[5]

Presidente della Regione Veneto[modifica | modifica sorgente]

Il 19 dicembre 2009 viene ufficializzata la candidatura di Zaia alle elezioni regionali del Veneto dalla direzione nazionale della Lega Nord riunitasi a Padova. La candidatura di Zaia è stata votata all'unanimitá[6] ed è stata sostenuta dalle liste della Lega Nord, del Popolo della Libertà e da una terza lista comune tra Alleanza di Centro di Francesco Pionati, la Democrazia Cristiana e alcuni esponenti dell'Unione di Centro usciti dal partito di Casini.

Il 29 marzo 2010, ha vinto le elezioni ottenendo più del 60% dei consensi, diventando così il decimo Presidente della Regione Veneto, nonché il più votato tra i candidati Presidente in Italia[1]. L'insediamento ufficiale a Palazzo Balbi si è tenuto il successivo 13 aprile.

In un'indagine di un istituto di ricerca relativa al secondo trimestre 2012, Zaia è risultato essere, tra i Presidenti di Regione, quello con il gradimento maggiore, con un gradimento stimato oltre il 60%[7]

Intervento di Zaia al raduno di Pontida del 2013

Nella veste di Presidente della regione ha la funzione di rappresentare sia giuridicamente che politicamente l'Ente nel suo complesso. Inoltre è referente per le materie: comunicazione e informazione, attuazione del federalismo, relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo, funzione di controllo e ispettorato, competenze istituzionali (Stato - Regione) - conferenze istituzionali, rapporti con Parlamento nazionale ed Europeo, attrazione degli investimenti e grandi eventi.[8]

Posizione sulla pillola abortiva[modifica | modifica sorgente]

Successivamente all'elezione di presidente della regione Veneto, Zaia si dichiara contrario all'utilizzo della pillola abortiva RU486 e quindi alla sua distribuzione all'interno della regione.[9] In merito alle dichiarazioni del neo presidente regionale, l'Agenzia Italiana del Farmaco ha dichiarato che, nonostante le regioni possano definire le modalità e le tempistiche sull'ingresso della pillola abortiva, non possono però deciderne la non distribuzione sul territorio, regolamentata a livello nazionale dalla Legge n.194 del 22 maggio 1978.[10]

Posizione su OGM e cibi transgenici[modifica | modifica sorgente]

Commentando l’azione dimostrativa compiuta il giorno 11 agosto 2010 da alcuni esponenti di un gruppo no global in un campo di mais di Vivaro, in provincia di Pordenone, contro le coltivazioni Ogm, il presidente Luca Zaia ha asserito che è stata ripristinata la legalità, ribadendo la sua posizione contro gli organismi geneticamente modificati, a differenza del suo predecessore e ministro dell'agricoltura Giancarlo Galan.[11]

Legge edilizia regionale[modifica | modifica sorgente]

A seguito dell'alluvione del Veneto del 2010, ha modificato una legge regionale (L.R. 11/2004) PDL-Lega che modifica le norme in materia di governo del territorio e consente la ristrutturazione di ruderi agricoli fino a 800 metri cubi. Contro la legge, considerata un esempio di cementificazione, si è esposto in consiglio regionale il PD, mentre l'UDC non ha sostenuto gli emendamenti al progetto di legge. Contro la normativa si sono schierati anche il vicesindaco di Cortina d'Ampezzo, del PDL, e l'associazione veneta dei costruttori edili (ANCE), che l'hanno giudicata una "scelta sbagliata"[12]. In merito Andrea Bassi, presidente della commissione Urbanistica in Consiglio regionale, ha dovuto precisare: «Anzitutto nel testo di legge non si parla di nuova edificazione, ma di edifici esistenti che possono essere riqualificati o ampliati. L’ampliamento fino a 800 metri cubi è già previsto dalla legge 11 approvata nel 2004. Con le modifiche della nuova legge è stata solo aggiunta, a regime, la possibilità di effettuare la ristrutturazione edilizia. Sottolineo, inoltre che la nuova legge non tratta minimamente di cambi di destinazione d’uso. Infine nel testo si specifica che tali modifiche valgono "ferme restando le disposizioni più restrittive previste dagli strumenti urbanistici comunali". Pertanto, è sufficiente che il comune restringa le possibilità previste con apposite norme all’interno del proprio Pat».[13]

Posizione sui referendum abrogativi 2011[modifica | modifica sorgente]

Ha pubblicamente dichiarato di aver votato "4 Sì". Rispondendo a una domanda sul legittimo impedimento Zaia ha detto che «se riguardasse me preferirei avere una corsia preferenziale che sveltisse ogni procedimento. Non ritengo giusto che chi amministra resti magari per molto tempo con la spada di Damocle sulla testa di qualche avviso di garanzia per poi avere dopo anni l'assoluzione con formula piena. Un provvedimento quest'ultimo non raro per gli amministratori, che può scattare per un esposto qualsiasi. È un tema questo che avevano toccato anche i padri della Costituzione». Per Zaia infine «è comunque un diritto di tutti i cittadini avere la certezza dell'onestà e della linearità dell'amministrazione da parte di chi li governa». [14]

Posizioni su adozioni gay[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013, Zaia si è dichiarato «assolutamente contrario alle adozioni gay». Ha poi aggiunto: «non ho nulla contro i gay, ma la possibilità dell’adozione mi pare un’estremizzazione dagli effetti imprevedibili».[15][16][17]

Plebiscito per l'Indipendenza veneta[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 2014 Zaia si è dichiarato favorevole al plebiscito digitale in corso in quel periodo che chiedeva ai Veneti di esprimersi in materia di secessione dallo Stato italiano. Ha paragonato il Veneto alla Crimea, che proprio l'11 marzo aveva dichiarato, tramite un'iniziativa simile, la propria indipendenza dall'Ucraina[18].

Vicende private ed aspetti controversi[modifica | modifica sorgente]

Il 4 agosto 2006 ha salvato un cittadino albanese che, in seguito ad un incidente, era rimasto intrappolato nella sua macchina in fiamme; l'allora vicepresidente del Veneto rispose ad un giornalista: «Non chiamatemi eroe, ho fatto quello che dovrebbe fare ogni cittadino, sono rimasto disgustato di fronte a chi ha tirato dritto»[19]

Il 18 luglio 2007 Zaia, allora vicepresidente della regione Veneto viene multato per eccesso di velocità da una pattuglia della Polizia di Stato mentre percorre a 193 km orari l'Autostrada A27[20]. Il caso acquisisce una certa rilevanza nella cronaca nazionale perché, con il supporto della Provincia, Zaia aveva istituito dei Centri di guida sicura per l'educazione stradale dei giovani, con lo scopo di diminuire gli incidenti stradali. Inoltre, il fatto giungeva subito dopo una serie di incidenti stradali causati dall'abuso di alcool e dall'alta velocità che avevano goduto di ampia attenzione da parte della stampa.

Il 18 agosto 2011 in qualità di Presidente della regione Veneto si scaglia contro il film Cose dell'altro mondo di Francesco Patierno affermando "Non siamo Zulù" per difendere l'immagine dei leghisti che nel film sono accusati in tono ironico di razzismo verso gli extracomunitari.[21].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere di Luca Zaia[modifica | modifica sorgente]

  • Luca Zaia, Con le scarpe sporche di terra: un anno di rinascimento agricolo, Roma: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, 2009.
  • Luca Zaia, La mia multinazionale: dalla terra alla tavola: viaggio al centro della questione alimentare, Roma: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, 2009.
  • Luca Zaia, Adottare la terra: per non morire di fame, Milano: Mondadori, 2010.

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente del Veneto Successore Veneto-Stemma.png
Giancarlo Galan 29 marzo 2010 - in carica In carica
Predecessore Presidente della provincia di Treviso Successore Provincia di Treviso-Stemma.png
Giovanni Mazzonetto giugno 1998 - aprile 2005 Leonardo Muraro
Predecessore Vicepresidente e assessore al turismo del Veneto Successore Veneto-Stemma.png
Fabio Gava 9 maggio 2005 -8 maggio 2008 Franco Manzato
Predecessore Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Successore Emblem of Italy.svg
Paolo De Castro dall'8 maggio 2008 al 16 aprile 2010
(Governo Berlusconi IV)
Giancarlo Galan

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